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Descrizione
A SOSTEGNO DELLA CANDIDATURA
Sono stati i giovani attori della Compagnia Giovani di Marche Teatro, guidata dal direttore Giuseppe Dipasquale, ad aprire questa mattina, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, l’attesa audizione del Comune di Ancona per la candidatura a Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. Alzandosi dai loro posti tra il pubblico e raggiungendo il centro della scena, hanno dato avvio alla presentazione della città con una performance intensa e coinvolgente che ha riportato sulla scena le voci poetiche di Francesco Scarabicchi e Franco Scataglini, restituite attraverso la loro interpretazione. Presente in sala con Ancona, nel giorno del suo compleanno, il maestro Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar e direttore artistico del progetto Museo della Civiltà del Mare Adriatico.
Poco prima delle 11 ha preso così la parola la delegazione anconetana, seconda a intervenire dopo Anagni e prima di Catania. La città ha illustrato il dossier “Questo. Adesso.”, espressione tratta da un brano del poeta anconetano Francesco Scarabicchi e assunta come chiave sintetica della candidatura.
La presentazione si è svolta alla presenza di una rete ampia e trasversale di soggetti del territorio che hanno contribuito alla costruzione del progetto, confermando un percorso che trova applicazione concreta nel tessuto civico e istituzionale. A partire dai quattro pilastri – Comune di Ancona, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche – la candidatura si fonda su un sistema che coinvolge istituzioni culturali, enti di ricerca, fondazioni, operatori economici, associazioni, curatori e progettisti, per un totale di circa ottanta rappresentanti presenti in sala. Tra i soggetti attuatori assume un ruolo centrale Marche Teatro, partner strategico e soggetto attuatore della candidatura, protagonista anche della fase di audizione.
LA NARRAZIONE DEL DOSSIER
L’audizione, della durata complessiva di un’ora, è stata costruita come un evento unitario, con una regia coordinata che ha integrato interventi istituzionali, contributi artistici e supporti video. Nei primi trenta minuti è stata illustrata la struttura del dossier come ecosistema culturale articolato in quattro traiettorie: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco, Mare Culturale. Le quattro direttrici traducono le caratteristiche storiche e geografiche di Ancona in una proposta di rigenerazione urbana, sociale e produttiva.
Il video del regista e musicologo Francesco de Melis ha accompagnato l’esposizione con immagini dedicate al paesaggio urbano e al porto. Alla giuria è stata consegnata anche una copia del dossier in Braille, in coerenza con l’impianto inclusivo del progetto. L’audizione si è conclusa con un contributo video realizzato dallo studio ADV Creativi.
Nel corso della presentazione, il direttore creativo Anghela Alò ha illustrato l’impostazione complessiva del dossier, soffermandosi sulla curatela unitaria dei progetti, sul coordinamento tra le diverse linee di intervento e sugli strumenti di monitoraggio previsti per garantire misurabilità e continuità.
IL CUORE DELLA VISIONE
Per descrivere il cuore della visione sono intervenuti il Sindaco Daniele Silvetti, l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi, il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini, e il presidente di Anci Marche Marco Fioravanti.
Il Sindaco Daniele Silvetti ha delineato la strategia della candidatura sul piano locale, adriatico e nazionale, richiamando la Carta di Ancona e il binomio Città-Porto / Città-Parco come riferimento per un equilibrio strutturale tra sviluppo, paesaggio e cultura, oltre che la centralità della vocazione internazionale, di quella universitaria e di quella che individua Ancona come “Capitale della gentilezza urbana”, frutto di una scelta culturale orientata alla qualità delle relazioni e all’accoglienza.
L’Assessore alla Cultura Marta Paraventi ha illustrato l’architettura del dossier articolata in quattro macro-aree, sottolineandone la coerenza complessiva, la qualità scientifica dei progetti, l’integrazione tra patrimonio materiale e immateriale, innovazione digitale, welfare culturale e processi di rigenerazione urbana.
Il Magnifico Rettore Enrico Quagliarini ha richiamato il ruolo dell’Università Politecnica delle Marche come infrastruttura stabile di conoscenza e cooperazione con il Comune, evidenziando la funzione dell’ateneo nel trasformare ricerca e formazione in leva strutturale di sviluppo.
Il Presidente di ANCI Marche Marco Fioravanti ha collocato la candidatura nella dimensione territoriale, sottolineando il ruolo di Ancona come capoluogo in grado di attivare e rappresentare la rete dei comuni marchigiani in una prospettiva regionale condivisa.
Il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha concluso l’audizione, ha collocato la candidatura in una prospettiva regionale, qualificandola come investimento strategico per l’intero territorio marchigiano e ribadendo il sostegno istituzionale al percorso avviato.
UNA COMUNITÀ PRESENTE
All’audizione hanno assistito circa ottanta persone giunte a Roma per sostenere la candidatura: sindaci e amministratori del territorio, europarlamentari, parlamentari, rappresentanti istituzionali e culturali nazionali, curatori di progetto.
Erano presenti, tra gli altri, il Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma Guido Castelli, Vincenzo Garofalo, Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Luigi Conte, Presidente del Parco del Conero, Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura, Valerio Vico Presidente di Marche Teatro, Paolo Clini e Barbara Toce della direzione di candidatura, Gianluigi Mondaini dell’Università Politecnica delle Marche, Francesco de Melis, Aldo Grassini, Presidente del Museo Tattile Statale Omero. Il 26 febbraio, giorno del suo compleanno, anche Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar e direttore artistico del progetto Museo della Civiltà del Mare Adriatico, ha scelto di essere a Roma assieme alla delegazione anconetana.
Particolare attenzione è stata riservata agli under 35, coinvolti nella regia organizzativa dell’audizione e nella definizione dell’identità visiva del dossier, affidata all’Accademia Poliarte.
LE DOMANDE DELLA GIURIA
La seconda parte dell’audizione, della durata di circa venticinque minuti, è stata dedicata alle domande della giuria. La Cabina di regia, coordinata dal Sindaco, ha risposto ai quesiti relativi a governance, sostenibilità economica, monitoraggio dell’impatto ed eredità nel medio e lungo periodo.
Sono intervenuti il sindaco Daniele Silvetti, l’assessore Marta Paraventi, il Magnifico Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini, la dirigente Cultura e Turismo del Comune di Ancona Viviana Caravaggi, la professoressa Maria Serena Chiucchi del Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche per l’impianto di valutazione e Giuseppe Dipasquale in qualità di direttore di Marche Teatro, ente attuatore del progetto.
In questa sede sono state approfondite alcune tematiche strategiche, tra cui quelle legate alle strategie di comunicazione del progetto e, più in generale, della città.
UNA ROTTA PER IL FUTURO
L’audizione è la tappa centrale del percorso di candidatura. Il dossier integra programmazione culturale, strumenti di monitoraggio, governance condivisa e una rete istituzionale e territoriale già attiva, che consolida le collaborazioni avviate e garantisce il mantenimento dell’operatività della struttura organizzativa definita nel dossier.
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DICHIARAZIONI
Daniele Silvetti – Sindaco del Comune di Ancona
Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 nasce come una rotta: il percorso di una città che si riconosce esploratrice e navigante, capace di guardare al futuro a partire dal proprio rapporto naturale con il mare e con l’Adriatico, un rapporto che conosce e interpreta da oltre 2400 anni. Ancona è una città tra le città, un capoluogo consapevole del proprio ruolo e della responsabilità che questo comporta.
Essere capoluogo è una missione politica e culturale: significa assumersi la responsabilità della crescita economica e sociale dell’intera comunità marchigiana. Per questo abbiamo costruito la candidatura insieme ai quattro pilastri istituzionali – Comune di Ancona, ANCI Marche, Regione Marche e Università Politecnica delle Marche – punti di riferimento certi di un progetto che ambisce a rafforzare la coesione territoriale in modo autentico. Vogliamo reinventare il ruolo di Ancona accompagnando la crescita della regione, con orgoglio ma con piena consapevolezza della sfida che questa responsabilità comporta.
Abbiamo scelto di farlo adesso perché Ancona sente di poter adottare una direzione fondata su dialogo, cooperazione e sviluppo culturale. La radice della visione 2028 è la Carta di Ancona. Nel 1999, mentre nei Balcani si combatteva, Ancona scelse di essere ponte. Oggi quella scelta diventa strategia: cultura come strumento di pace, cooperazione tra le due sponde dell’Adriatico, ambiente e sviluppo sostenibile come responsabilità condivisa. In un periodo storico segnato dalla guerra, Ancona riparte dalla propria storia per restituire alla cultura il compito di rafforzare il dialogo e la convivenza tra i popoli.
Il dossier è un piano strategico di sviluppo che riporta la cultura al centro della progettualità urbana come leva di crescita condivisa. Ancona assume il proprio passato stratificato come risorsa e integra patrimonio materiale e immateriale, vocazione portuale, sostenibilità ambientale e welfare culturale per affrontare le sfide del presente e costruire futuro con i giovani. Dimostra che la nostra è una comunità consapevole, pronta ad accettare la sfida della trasformazione e a sostenerla con una rete territoriale solida e operativa.
I nostri quattro punti di riferimento sono chiari: la vocazione internazionale, che affonda nella storia adriatica della città; la vocazione universitaria, con l’Università Politecnica delle Marche come infrastruttura stabile di conoscenza e innovazione; Ancona Città Porto e Città Parco, come equilibrio strutturale tra sviluppo economico, paesaggio e qualità della vita; Ancona Capitale italiana della gentilezza urbana, come scelta culturale orientata alla qualità delle relazioni e all’accoglienza.
La candidatura si inserisce in un contesto di trasformazione urbana sostenuta dagli investimenti PNRR, dal nuovo PUG e dal sistema dei parchi. Ancona è Città Porto: il porto è infrastruttura economica, culturale, simbolica e sociale, parte integrante della nostra identità. Con il nuovo Piano Regolatore del Porto rilanciamo la blue economy come pilastro di uno sviluppo sostenibile e l’Autorità di Sistema Portuale è attore culturale della candidatura. Ancona è Città Parco e guarda al Parco Nazionale del Conero come elemento strategico per la tutela del paesaggio e il rafforzamento dell’ecosistema ambientale. Sostenibilità e qualità della vita sono già parte della nostra identità e costituiscono la cifra delle nostre politiche.
Ancona vuole essere la città dell’accoglienza gentile. Significa investire sul capitale umano, sulla cultura dell’ospitalità diffusa, sulla qualità delle relazioni e sulla cura dello spazio pubblico. L’accessibilità sostanzia ogni progetto: con il Museo Tattile Statale Omero l’accessibilità diventa metodo, secondo i principi dell’Universal Design.
La governance del progetto è multiattoriale: pubblico, privato e privato sociale operano in modo complementare e responsabile. Questa candidatura è frutto di una collaborazione strutturata con il territorio, già attiva e capace di garantire continuità e operatività.
Non si tratta di una promessa. Ancona già oggi mette in campo identità, spazi, competenze, produzione culturale e industriale. Questo è il nostro Adesso. Il futuro è questo. Adesso Ancona Capitale 2028.
Francesco Acquaroli – Presidente della Regione Marche
La nostra è l’unica regione d’Italia che si declina al plurale. Questo policentrismo rapprenta una ricchezza sulla quale dobbiamo puntare e credere. Fin dall’inizio del mio mandato abbiamo scelto di rafforzare le Marche attraverso il rilancio del suo capoluogo, delle infrastrutture, dall’aeroporto all’interporto, fino al porto e alla linea Adriatica ferroviaria. Le Marche sono da sempre un confine orientale della penisola, una porta sull’Adriatico e sul Mediterraneo, grazie anche alla posizione baricentrica di Ancona. Che lo è per geografia e per storia. Fondata dai Greci, in una terra già abitata dai Piceni, con il nome di “Ankon”, gomito, per la sua naturale conformazione, è stata poi romana, e ha avuto il suo sviluppo come Repubblica marinara. Ancona è stata crocevia di mercanti e commerci, popoli e culture, presente nel corso della storia. Da qui partiva San Francesco verso la terra Santa e uomini e galee per la Battaglia di Lepanto. Questo patrimonio identitario vive ancora oggi nella nostra vocazione marittima e nella cantieristica, che coinvolge l’intera eccellenza manifatturiera marchigiana: design, meccanica, mobile, tessile, capaci di competere sui mercati mondiali.
Ancona ha un patrimonio importantissimo di monumenti, come la Mole Vanvitelliana che rappresentano l’idea di una città che si protende sul mare. È da questa visione che nasce il nostro progetto ambizioso per il nuovo porto, ispirato proprio da Vanvitelli che a sua volta incarnava i principi di Vitruvio, di cui è stata scoperta la Basilica proprio qualche giorno fa a Fano: un’infrastruttura capace di coniugare sviluppo, identità e qualità urbana, restituendo spazio alla città e rafforzando la sua funzione internazionale.
La candidatura di Ancona a Capitale Italiana della Cultura non sarebbe soltanto un riconoscimento alla sua storia, ma soprattutto un investimento sul futuro: uno stimolo decisivo per rendere questo territorio, così ricco e denso di valori, ancora più protagonista nello scenario nazionale e mediterraneo.
Marta Paraventi – Assessore alla Cultura del Comune di Ancona
Siamo partiti dalle parole del poeta che ha saputo restituire l’anima di Ancona: una città che guarda il mare e, insieme, riflette su sé stessa. Da qui nasce “Questo. Adesso.”, un dossier che pone il mare come riferimento culturale e progettuale e che rafforza il legame tra la città e la propria storia marittima.
Il progetto si articola in quattro aree connesse, legate alla conformazione naturale e alla vicenda storica di Ancona.
Questo Mare riguarda l’area portuale e la dimensione adriatica. Qui si colloca il Museo della Civiltà del Mare Adriatico alla Mole Vanvitelliana, che nascerà con la direzione artistica di Dante Ferretti, maestro premio Oscar, presente oggi con noi proprio nel giorno del suo compleanno. A lui va il nostro ringraziamento per questo segno di attenzione e per il legame concreto che ha scelto di esprimere nei confronti del progetto della città.
Via Maestra, dedicata a Ciriaco d’Ancona e sviluppata fino alla parte più alta della città dove sorge il Duomo, rappresenta l’asse dei nostri istituti culturali e scientifici e il luogo della ricerca e della valorizzazione delle radici adriatiche.
Adesso Parco unisce natura e cultura in una prospettiva di sostenibilità, mettendo in relazione il Parco del Cardeto e il Conero con una rete di itinerari culturali che collega centro storico e paesaggio e inserisce Ancona nei percorsi europei.
Mare Culturale è l’ambito della produzione contemporanea, che parte da un sistema già strutturato, con Marche Teatro e le principali realtà culturali cittadine, e coinvolge giovani, imprese creative e nuovi linguaggi.
Il percorso è stato costruito attraverso un ampio coinvolgimento di soggetti e istituzioni, con oltre ottanta proposte raccolte e un’identità visiva affidata agli studenti dell’Accademia Poliarte. Il confronto resta aperto e continua ad arricchirsi.
Ci guidano criteri chiari: accessibilità e inclusione, con il Museo Tattile Statale Omero come riferimento; integrazione tra patrimonio materiale e immateriale; cultura come leva di benessere e rigenerazione urbana.
“C’è la memoria del tempo e c’è questo adesso che subito si fa ieri…”. In questa relazione tra memoria e presente si colloca il progetto di Ancona 2028.
I PRESENTI A ROMA
Sono arrivati a Roma per il sostegno alla candidatura i sindaci Ezio Capitani di Offagna, Davide Fiorini di Camerata Picena, Luca Serfilippi di Fano con l’Assessore Lucia Tarsi, Gianluigi Tombolini di Numana e il vicesindaco di Jesi Samuele Animali.
Sono intervenuti inoltre il Sottosegreatrio MEF Lucia Albano, i Deputati della Repubblica Antonio Baldelli, Stefano Maria Benvenuti Gostoli, Augusto Curti e Irene Manzi, la Senatrice Elena Leonardi e il Parlamentare europeo Carlo Ciccioli.
Erano presenti in Sala Spadolini questa mattina a Roma anche Carolina Brook, Vice Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca, Stefano Finocchi della Soprintendenza di Ancona, Marta Morico, Direttore Organizzativo di Marche Teatro, Lorenza Mochi Onori, già Soprintendente delle Marche, Francesco De Melis, regista dell’Università La Sapienza, Claudio Strinati, Segretario dell’Accademia Nazionale di San Luca, Neumann Carlo, Presidente della Riviera del Conero e Colli dell’Infinito, Giorgio Moretti, Vicepresidente di Confindustria Ancona, Silvia Caporaletti dell’Archivio di Stato di Ancona, Andrea Speciale, Vicepresidente di Marche Teatro, Silvia Pelonara del Consiglio Nazionale Architetti PPC, Ledo Prato di CIDAC per l’assistenza tecnica, Romina Quarchioni della Rete Museale Città Lottesche, Francesco Cellini, Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca, Gianni Dessì, Accademico della stessa istituzione, Barbara Urbani dell’ICPI di Roma, Paolo Bedeschi della Società Artifex e Guido Vettorel dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.
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Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2026, 17:48