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Ancona ad Assisi per la celebrazione degli 800 di San Francesco: il Presidente del Consiglio Comunale Simone Pizzi firma il Libro d'onore

Su delega del sindaco Daniele Silvetti, Pizzi ha rappresentato la città nelle celebrazioni del 3 e 4 ottobre

Data :

5 ottobre 2026

Categorie:
Comune
Cultura
Municipium

Descrizione

Il presidente del Consiglio comunale di Ancona, Simone Pizzi, ha partecipato alle celebrazioni dell’ottavo centenario del transito di san Francesco, svoltesi ad Assisi il 3 e 4 ottobre. Su delega del sindaco Daniele Silvetti, ha rappresentato il Comune di Ancona e firmato il Libro d’onore della città di Assisi, portando il saluto della comunità anconetana.
La firma ha espresso la partecipazione di Ancona a un appuntamento di profondo significato spirituale e civile, nel quale le istituzioni sono state chiamate a confrontarsi con l’attualità della testimonianza francescana: la dignità di ogni persona, la fraternità, la custodia del creato e la costruzione della pace.

«Rappresentare Ancona ad Assisi è stato un onore vissuto con gratitudine e senso di responsabilità – dichiara Pizzi –. Firmare il Libro d’onore ha significato portare con me la nostra città, le sue speranze e la sua capacità di accoglienza. La lezione di Francesco riguarda da vicino anche il servizio delle istituzioni: ascoltare, riconoscere i bisogni, custodire i più fragili e cercare ciò che può tenere unita una comunità».

Le celebrazioni hanno visto la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel suo intervento ha richiamato la forza della scelta francescana: «Coraggioso colui che avesse deposto la spada per parlare di pace». Nella Basilica Superiore, il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha presieduto la celebrazione eucaristica, ricordando nell’omelia: «Frate Francesco disarma il lupo chiamandolo frate, perché ha disarmato le mani e il cuore».

Parole che restituiscono al centenario il valore di un richiamo al presente, alla responsabilità personale e all’impegno pubblico per il dialogo e la convivenza.

«Chiamare fratello chi sentiamo distante è un gesto esigente, che ci invita a riconoscere la dignità dell’altro anche oltre il dissenso – prosegue Pizzi –. È questo il messaggio che porto da Assisi ad Ancona: la pace cresce nella cura dei legami, nell’attenzione ai più fragili, nella pazienza di ricucire ciò che ci divide».

La partecipazione alle celebrazioni si inserisce nel percorso di attenzione ai temi della pace e della fraternità che ha visto Ancona accogliere, lo scorso 21 settembre, la Lampada della Pace di Assisi. Un filo che unisce il valore degli incontri all’impegno quotidiano per una città capace di tradurre questi principi in relazioni, cura e partecipazione.

Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2026, 13:24

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