Descrizione
Il Consiglio Comunale ha approvato ieri il nuovo “Regolamento comunale per la manomissione del suolo pubblico e il ripristino delle sedi stradali”, destinato a disciplinare in modo organico gli interventi che comportano scavi, rotture o occupazioni del suolo pubblico. Tra gli obiettivi principali, la riduzione dei tempi autorizzativi, il miglior coordinamento tra gli interventi programmati sulla rete urbana e il rafforzamento dei controlli sulla qualità dei ripristini eseguiti dopo gli scavi. Le nuove disposizioni introducono indicazioni più dettagliate sulle modalità di apertura dei cantieri, sulla sicurezza delle aree interessate dai lavori, sui materiali da utilizzare per i ripristini e sui tempi entro i quali dovranno essere completate le opere di sistemazione definitiva.
Il nuovo testo sostituisce integralmente il disciplinare tecnico in vigore dal 2017 e aggiorna le procedure relative alle autorizzazioni, alle modalità operative di esecuzione degli interventi e ai ripristini stradali successivi ai lavori. Vengono definiti criteri uniformi per tutti i soggetti autorizzati a intervenire sul territorio comunale, comprese aziende di servizi, gestori di reti tecnologiche e operatori impegnati in lavori che interessano carreggiate, marciapiedi, piazze e spazi pubblici.
Un sistema unico al posto di norme frammentate
La nuova disciplina nasce dalla revisione complessiva delle norme esistenti sulle manomissioni del suolo pubblico. Il Comune ha superato il precedente sistema basato su disposizioni separate e aggiornamenti successivi, introducendo uno strumento organico con valore regolamentare pieno. L’obiettivo è rafforzare le tutele tecniche, economiche e giuridiche dell’Ente, introducendo strumenti di controllo, responsabilizzazione e deterrenza prima assenti o non sistematizzati.
La riforma punta inoltre a migliorare la tracciabilità degli interventi, la qualità delle opere eseguite e la responsabilizzazione diretta di committenti e imprese esecutrici. Viene introdotto un sistema strutturato di incentivi e sanzioni, pensato per favorire comportamenti conformi e scoraggiare irregolarità e lavori eseguiti senza standard adeguati.
Responsabilità condivisa tra committenti e imprese
Una delle principali novità riguarda il nuovo assetto delle responsabilità. Viene introdotta la responsabilità solidale civile, penale e amministrativa tra il soggetto titolare dell’intervento e l’impresa esecutrice dei lavori. La responsabilità resta valida anche dopo il collaudo e la presa in consegna dell’area da parte del Comune.
Viene inoltre superato il semplice “benestare” finale previsto dal precedente disciplinare. Entro cinque giorni dalla conclusione dei lavori sarà obbligatoria un’asseverazione tecnica di regolare esecuzione firmata da un tecnico abilitato, accompagnata da report fotografici, documentazione sui materiali utilizzati e formulari di smaltimento dei materiali di risulta.
Stop agli scavi sulle strade asfaltate da meno di tre anni
La nuova disciplina introduce anche una tutela specifica per le strade recentemente asfaltate. In linea generale sarà vietato eseguire scavi su carreggiate rifatte da meno di tre anni, salvo casi urgenti, guasti imprevedibili o interventi motivati da interesse pubblico.
In presenza di deroghe scatteranno obblighi rafforzati: il ripristino dovrà interessare l’intera corsia e non soltanto la fascia di scavo, saranno obbligatorie sigillature a caldo e verrà applicata una maggiorazione del 30% sulla fideiussione richiesta.
Portale telematico e controlli digitalizzati
Viene introdotto un sistema completamente digitalizzato per la gestione delle autorizzazioni e dei controlli. Le pratiche verranno gestite tramite un canale telematico dedicato, con tracciabilità completa degli interventi e coordinamento tra i diversi uffici comunali coinvolti.
Nel nuovo iter autorizzativo le richieste dovranno essere corredate da planimetrie, relazioni tecniche, cronoprogrammi e computi metrici firmati da tecnici abilitati. Le domande potranno essere presentate dal titolare dell’intervento oppure dall’impresa esecutrice delegata formalmente.
Nuovo sistema sanzionatorio e rating di affidabilità
La nuova disciplina introduce un sistema progressivo di contestazioni e valutazione dell’affidabilità degli operatori economici. Tre contestazioni formali nell’arco di un anno potranno determinare l’interdizione dell’impresa dalla partecipazione a nuovi lavori pubblici per un periodo compreso tra tre e dodici mesi. Nei casi più gravi sarà possibile la segnalazione all’ANAC per grave illecito professionale.
Viene inoltre introdotto un sistema anti-recidiva: le imprese che accumuleranno più di due richiami formali in 24 mesi saranno soggette automaticamente al raddoppio dell’importo fideiussorio richiesto per gli interventi successivi.
Garanzie economiche rafforzate e copertura biennale
Le nuove norme definiscono criteri più rigidi anche per le garanzie economiche. Le fideiussioni dovranno essere “a prima richiesta”, con possibilità per il Comune di attivare immediatamente la garanzia senza attendere eventuali contenziosi. La copertura avrà durata di 24 mesi dalla fine dei lavori.
Sono previsti importi minimi differenziati in base alla tipologia di intervento: almeno il 10% del valore dei lavori, con soglie minime di 3.000 euro per gli scavi su asfalto, 2.500 euro per i marciapiedi e 7.500 euro per le pavimentazioni storiche. Per i grandi gestori di reti è prevista una polizza cumulativa con massimale fino a 2,5 milioni di euro.
Nuove prescrizioni tecniche per scavi e ripristini
Ampio spazio viene dedicato alle modalità tecniche di esecuzione degli interventi. La nuova disciplina vieta gli scavi diagonali sulle carreggiate e prescrive aperture longitudinali o trasversali rispetto all’asse stradale, per migliorare la distribuzione degli sforzi sul manto stradale e ridurre il rischio di cedimenti.
Per l’apertura degli scavi sarà obbligatorio il taglio preventivo dell’asfalto con sega tagliasfalto, così da ottenere bordi netti e limitare i danni alla pavimentazione circostante.
Le nuove prescrizioni aumentano inoltre il dosaggio del cemento nel misto cementato utilizzato per il riempimento degli scavi, passando da 80 a 100 chilogrammi per metro cubo, con l’obiettivo di garantire maggiore resistenza meccanica e durabilità nel tempo.
Sono previste indicazioni tecniche dettagliate anche per mini e micro trincee, scavi su selciato, pozzetti stradali e marciapiedi, con specifiche sui materiali, sulle modalità di posa, sulle sigillature e sui ripristini estetici delle pavimentazioni storiche.
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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2026, 13:52