Ancona Contemporanea
La prima guerra mondiale vede Ancona in prima linea, non solo per lo spirito patriottico dei suoi figli soldati, ma anche per il bombardamento subito dalla città la mattina del 24 maggio 1915, ad opera della flotta austro-ungarica
Monumento ai Caduti

Ventiquattro navi da guerra, schierate dietro il Cardeto e davanti al porto, aprono il fuoco ferendo e uccidendo cittadini inermi; lo stesso Duomo di San Ciriaco viene gravemente colpito da otto cannonate. La città non smentisce le sue tradizioni di eroismo; ed è proprio dal suo porto che partono i Mas di Rizzo e di Aonzo, per il siluramento davanti a Premuda della corazzata austriaca Santo Stefano (10 giugno 1918). Ben settecento anconitani cadono nella guerra 1915-1918. La città, memore e riconoscente, dedica alla memoria dei Caduti, al Passetto, uno dei più bei monumenti d'Italia dovuto all'architetto concittadino Guido Cirilli.

Ormai Ancona, superata ed abbattuta l'antica cerchia di mura, si distende lungo "la piana degli orti", trasformata in un funzionale ed elegante quartiere con il grande fascino del viale della Vittoria. Due monumentali palazzi segnano l'inizio del Viale: il Palazzo delle Poste del Cirilli, in riferimento a moduli estetici del Sacconi, e l'edificio disegnato dall'architetto Amos Luchetti Gentiloni, l'attuale Palazzo del Popolo, sede del Comune. La seconda guerra mondiale procura alla città nuove immense rovine; bombardamenti aerei e navali determinano la distruzione di interi quartieri con la morte di moltissimi cittadini. Notevole è il contributo degli anconitani alle lotte partigiane nel periodo della Resistenza. La città è angosciosamente prostrata e straziata; appena 4 mila persone rimangono nelle sconnesse abitazioni sotto il terrore di continuo pericolo di morte. Le sue sofferenze le procurano una medaglia d'oro al valor civile. E' il 1960.

La città cresce e si sviluppa. Nonostante il sisma del '72 e la grande frana dell'82. Il centro antico risanato ed i nuovi quartieri hanno il respiro da città europea. L'Università non è da meno. Il terzo millennio è già cominciato

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