Ancona Storica
Ancona nasce dal mare e dal mare inizia il nostro itinerario, un viaggio attraverso il tempo.
Con il porto alle spalle siamo in piazza della Repubblica, dove il Teatro delle Muse troneggia imponente risorto a nuova vita. Salendo per via Gramsci, alla sinistra del Teatro, si apre d'improvviso piazza del Plebiscito, cara agli anconetani col nome di Piazza del Papa, per via della grande statua di Clemente XII che sorveglia il "salotto" della città. Difficile non notare la fontana a lato della statua, le cui decorazioni secondo la leggenda stanno ad indicare le teste degli anconetani che lì sarebbero stati decapitati.
Sempre laterale, a delimitare la piazza è il Palazzo del Governo, attualmente ospitante la Prefettura, da cui pare venissero defenestrati giudici, gabellieri ed altri personaggi. Risalendo la piazza incontriamo Palazzo Mengoni Ferretti, il Museo della Città, negli spazi dell'ex ospedale di San Tommaso di Canterbury, la Torre Civica e nel punto più alto la Chiesa di San Domenico, che custodisce una Crocifissione del Tiziano e un'Annunciazione del Guercino.
Salendo ancora per via Pizzecolli incontriamo Palazzo Bosdari, sede della Pinacoteca Civica, la cui origine si deve ad una ingente donazione di opere da parte del Podesti. Dopo aver ammirato le varie sale della Pinacoteca, proseguiamo ancora fino alla ex Chiesa del Gesù, a cui mise mano anche il Vanvitelli nel 1743, e al Palazzo degli Anziani, ad essa antistante, eretto nel 1270 e ricostruito nel 1647. Andando ancora oltre incontriamo l'anfiteatro romano, del primo secolo, pare potesse contenere fino a 8.000 persone. Il nostro giro continua in via Ferretti, per ammirare l'omonimo Palazzo Ferretti, esempio di architettura del '500, che ospita il Museo Archeologico Nazionale, ricco di reperti provenienti esclusivamente dal territorio marchigiano. Da notare la facciata di Palazzo Ferretti, anch'essa attribuita al Vanvitelli. Proseguendo giungiamo a piazza del Senato con lo stupendo palazzo del '200 ospitante appunto il Senato, la chiesa dei SS. Pellegrino e Teresa e l'annesso palazzo arcivescovile tuttora sede della Curia Arcivescovile di Ancona. Una lieve salita ancora per arrivare alla cattedrale di S. Ciriaco sul colle Guasco, punto cardine da cui poter dominare tutta la città. Ci accorgeremo ben presto che adiacente al Duomo c'è l'ex Episcopio, ora ospitante il Museo Diocesano. Una visita è quasi d'obbligo per poter osservare pregevoli opere di arte sacra tra cui gli arazzi derivati dai disegni del Rubens. Da qui possiamo ora solo scendere, magari proprio attraverso via Giovanni XXIII, da cui godere di una suggestiva panoramica della città e del suo porto. Arrivati in fondo, in piazza S. Maria, un altro gioiello quasi nascosto di Ancona: S. Maria della Piazza, esempio mirabile di architettura romanica, rimasta esattamente come la troveremo fin dal XIII secolo.
Tornando quindi verso il porto, salta all'occhio la cinta muraria di origine medievale, seguendola ci ritroveremo davanti l'arco di Traiano, risalente al 115 d.C., fatto erigere dallo stesso Imperatore Traiano per opera di Apollodoro da Damasco. Ancora oltre un'altra testimonianza del passaggio del Vanvitelli, l'arco Clementino, opera in onore di Papa Clemente XII. Sempre all'interno del porto e sempre rimanendo in tema di opere vanvitelliane, troviamo la Mole, una importante fortezza a base pentagonale nota agli anconetani come "lazzaretto", suggestiva per posizione e storia. Nel tempo infatti il suo utilizzo è variato enormemente, da caserma a zona di quarantena per merci e passeggeri provenienti da località a rischio (da qui il nome "Lazzaretto"), passando per magazzino di tabacchi e oggi sede di importanti mostre ed eventi culturali della città.
Sempre laterale, a delimitare la piazza è il Palazzo del Governo, attualmente ospitante la Prefettura, da cui pare venissero defenestrati giudici, gabellieri ed altri personaggi. Risalendo la piazza incontriamo Palazzo Mengoni Ferretti, il Museo della Città, negli spazi dell'ex ospedale di San Tommaso di Canterbury, la Torre Civica e nel punto più alto la Chiesa di San Domenico, che custodisce una Crocifissione del Tiziano e un'Annunciazione del Guercino.
Salendo ancora per via Pizzecolli incontriamo Palazzo Bosdari, sede della Pinacoteca Civica, la cui origine si deve ad una ingente donazione di opere da parte del Podesti. Dopo aver ammirato le varie sale della Pinacoteca, proseguiamo ancora fino alla ex Chiesa del Gesù, a cui mise mano anche il Vanvitelli nel 1743, e al Palazzo degli Anziani, ad essa antistante, eretto nel 1270 e ricostruito nel 1647. Andando ancora oltre incontriamo l'anfiteatro romano, del primo secolo, pare potesse contenere fino a 8.000 persone. Il nostro giro continua in via Ferretti, per ammirare l'omonimo Palazzo Ferretti, esempio di architettura del '500, che ospita il Museo Archeologico Nazionale, ricco di reperti provenienti esclusivamente dal territorio marchigiano. Da notare la facciata di Palazzo Ferretti, anch'essa attribuita al Vanvitelli. Proseguendo giungiamo a piazza del Senato con lo stupendo palazzo del '200 ospitante appunto il Senato, la chiesa dei SS. Pellegrino e Teresa e l'annesso palazzo arcivescovile tuttora sede della Curia Arcivescovile di Ancona. Una lieve salita ancora per arrivare alla cattedrale di S. Ciriaco sul colle Guasco, punto cardine da cui poter dominare tutta la città. Ci accorgeremo ben presto che adiacente al Duomo c'è l'ex Episcopio, ora ospitante il Museo Diocesano. Una visita è quasi d'obbligo per poter osservare pregevoli opere di arte sacra tra cui gli arazzi derivati dai disegni del Rubens. Da qui possiamo ora solo scendere, magari proprio attraverso via Giovanni XXIII, da cui godere di una suggestiva panoramica della città e del suo porto. Arrivati in fondo, in piazza S. Maria, un altro gioiello quasi nascosto di Ancona: S. Maria della Piazza, esempio mirabile di architettura romanica, rimasta esattamente come la troveremo fin dal XIII secolo.
Tornando quindi verso il porto, salta all'occhio la cinta muraria di origine medievale, seguendola ci ritroveremo davanti l'arco di Traiano, risalente al 115 d.C., fatto erigere dallo stesso Imperatore Traiano per opera di Apollodoro da Damasco. Ancora oltre un'altra testimonianza del passaggio del Vanvitelli, l'arco Clementino, opera in onore di Papa Clemente XII. Sempre all'interno del porto e sempre rimanendo in tema di opere vanvitelliane, troviamo la Mole, una importante fortezza a base pentagonale nota agli anconetani come "lazzaretto", suggestiva per posizione e storia. Nel tempo infatti il suo utilizzo è variato enormemente, da caserma a zona di quarantena per merci e passeggeri provenienti da località a rischio (da qui il nome "Lazzaretto"), passando per magazzino di tabacchi e oggi sede di importanti mostre ed eventi culturali della città.








