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(7) l'area Barcaccola ovest
(Moira Valeri)
L'area di progetto si colloca ai margini del tessuto
edilizio più compatto della città di Ancona e in particolare lungo la
SS16 che in questo punto assume le caratteristiche di strada urbana
multiuso ("strada mercato"), capace di governare, ai suoi lati, una
continua alternanza di scale di intervento: quella territoriale dei
grandi contenitori per il commercio e il tempo libero e quella locale
degli edifici ibridi (palazzine adattate ai piani terra al commercio o
alla produzione o contenitori adattati ai piani superiori a residenza).
L'origine del fenomeno, pervasivo e apparentemente inarrestabile, va
cercata in uno strano mix tra pianificazione e spontaneità. Nasce in
genere quando una 'zona industriale' pianificata è vicina o è
attraversata da un asse di scorrimento importante, come in questo caso,
o dalla vicinanza di un casello autostradale o semplicemente
dall'inerzia derivata dai fenomeni precedenti e dalla vecchia abitudine,
ben chiara fin dal medioevo, di disporre gli edifici lungo le strade in
assenza di altre indicazioni seriamente coercitive.
Percorrendo questi tratti di strada mercato si rileva la ripetizione di
un sistema strutturato secondo un'invariante sequenza di oggetti (strada
/ insegna / parcheggio / edificio): ognuno rincorre la propria
visibilità manipolando diversamente gli stessi elementi. Il paesaggio si
articola in strade di accesso, parcheggi su fronte strada, sul retro, un
magma spesso indistinto di insegne al neon, cartelloni pubblicitari.
L'immagine si compone di scritte, luci, materiali, manifesti che hanno
'occupato' ogni possibile supporto. Di giorno non è sempre immediato
distinguere i contenitori perché, pur visibili, rimangono
percettivamente in secondo piano rispetto alle insegne che ne di-segnano
l'involucro. Di notte i laser di shopping mall e discoteche, i neon e le
vetrate illuminate degli showrooms costituiscono l'unica bussola in
questo videogame a grandezza naturale. Il simbolo domina lo spazio più
della forma: l'architettura non sempre riesce a stabilire relazioni
spaziali e quindi l'edificio diventa esso stesso insegna. Un'immagine
scandita dal tempo, dalla velocità degli utenti in movimento; un
paesaggio fatto su misura per l'automobile, non per il pedone che, al
contrario, ha spazi sempre più esigui e ritagliati.
Questa zona di Ancona, lambita dalla SS16 e circondata da aree
residenziali (case a schiera e in linea) non è stata 'ripensata' ne sono
state previste nel tempo trasformazioni radicali che le conferissero un
carattere di riconoscibilità; un fenomeno più o meno spontaneo che ha
portato all'indeterminatezza dei suoi spazi.
Gli strumenti urbanistici vigenti, al di là del controllo degli standard
e la regolamentazione dei cambiamenti di destinazione d'uso, non si sono
ancora posti il problema di una riqualificazione complessiva dell'area.
Riqualificazione che sarebbe inverce importante e necessaria alla luce
del ruolo di snodo che l'area riveste tra i quartieri residenziali di
Montedago, le aree produttive della Baraccola Est, le frazioni
residenziali satelliti e i grandi flussi di traffico legati all'accesso
sud di Ancona, alla statale, alla vicinanza del casello autostradale.
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