Di Enrico Turchetti
Assessore ai Lavori Pubblici
Dal 2001 il Comune ha acquistato dal Demanio una ex area militare di 35 ettari ricca di antiche fortificazioni. Si tratta di un territorio profondamente modificato dagli usi militari e civili succedutisi nei secoli. Una zona suggestiva, come altre in città, che hanno avuto analoghe funzioni di difesa: pensate alla cittadella o al forte Altavilla. La stessa fusione di natura, storia, architettura militare la ritroviamo al Cardeto-Cappuccini: qui abbiamo voluto e progettato un parco urbano - non un'oasi naturalistica - con molteplici destinazioni da far convivere: quelle universitaria, sociale, naturalistica, ricettiva, culturale….
L'Amministrazione ha investito ingenti somme del proprio bilancio nel recupero delle aree verdi, nella pulizia di luoghi che erano diventati una vera e propria discarica e ha un progetto per ciascuno dei quattro manufatti acquisiti insieme all'area verde.
Il primo riguarda la ex polveriera Castelfidardo i cui lavori sono stati appaltati e che diventerà sede di un auditorium e luogo per mostre (2,3 milioni di euro di fondi in parte pubblici e in parte di una fondazione bancaria).
Il secondo il cui progetto definitivo è stato già approvato che prevede la realizzazione del Centro di Educazione Ambientale della Provincia, in collaborazione con essa (900.000 euro di cui 400.000 da parte della provincia).
Il terzo per il quale l'Amministrazione ha predisposto un progetto preliminare riguarda l'edificio più grande che diventerà sede delle associazioni ambientaliste e di musei naturalistici (3,2 milioni di euro).
Il quarto riguarda la ristrutturazione, con parziale demolizione, dell'ex deposito derrate. Qui vorremmo realizzare una struttura ricettiva di circa una quarantina di camere, utili sia per i fruitori della vicina facoltà di Economia, sia per i turisti che verranno ad Ancona per ammirarne le sue bellezze, parco compreso. Bisogna tenere presente che nel raggio di poche centinaia di metri abbiamo l'antico cimitero israelitico, in fase di ristrutturazione, il vecchio cimitero degli inglesi, l'antico faro e splendidi affacci sul mare.
A questo va aggiunto, ed è per noi un elemento tra i più importanti, il fatto che questa struttura ricettiva sarà gestita da una cooperativa sociale di tipo B, quelle che introducono persone svantaggiate nel mondo del lavoro, nell'ambito di un progetto europeo Equal, dal titolo "albergo in via dei matti numero zero". E' una sorta di catena di alberghi a tre stelle gestite appunto da cooperative sociali, senza alcun tipo di barriera architettonica. La struttura ricettiva non avrà parcheggio: sarà utilizzato quello dell'Università in modo da non consentire l'accesso alle auto. L'albergo verrà dato in concessione e tornerà di proprietà pubblica al termine della stessa.
In questo modo si raggiungono, secondo il nostro punto di vista, tre obiettivi: si valorizza un patrimonio immobiliare pubblico, oggi in degrado; si realizza un presidio indispensabile all'interno del parco, a tutela della sicurezza dei luoghi, a servizio dell'Università e dei turisti; si realizza un progetto "sociale" di grande valore e un raro esempio di integrazione. In un periodo in cui il Governo centrale sta pensando ad alienare parti di territorio demaniale, spiagge comprese, noi abbiamo salvaguardato un pezzo importante di territorio e di storia anconetana, valorizzandolo e mettendolo a disposizione della collettività