Nel complesso
la flora
della zona Colle Cappuccini - Monte Cardeto non presenta taxa particolarmente significativi o rari. L'elemento floristico più importante è Brassica oleracea ssp. robertiana, che trova nella zona il limite settentrionale di distribuzione per il litorale Adriatico.
Lo studio della vegetazione
, condotto secondo il metodo fitosociologico della scuola Sigmatista di Zurigo-Montpellier, ha permesso di accertare la presenza di tipi di vegetazione ad elevata naturalità sulla falesia a mare, che rappresenta sicuramente la porzione di parco di maggiore pregio naturalistico
I terreni interni
rispetto alla falesia presentano alcuni tipi di vegetazione erbacea tra cui una "prateria perenne a Forassaco cumune (Bromus erectus) e a Fiordaliso bratteato (Centaurea bracteata)", dell'associazione Centaureo bracteatae-Brometum erecti, in una variante mediterranea a Scabiosa maritima. La prateria è attualmente presente in lembi rettili nelle zone: Campo degli Ebrei, vecchio Faro e campo di calcio della Marina Militare. L'attiva e rapida invasione delle specie arbustive toglie spazio a questa vegetazione che tende a scomparire con danno anche per la fauna. Sarà quindi necessario tornare a tagliare la vegetazione prativa in modo da arrestare le fasi di colonizzazione arbustiva.
La vegetazione arbustiva
, che ha attualmente invaso vastissim superfici, si presente in due aspetti principali di cui uno dominato dal Rovo comune (Rubus fruticosus), meso-igrofilo e sciafilo, e l'altro a prevalenza di Ginestra comune (Spartium junceum) e talvolta di Cornetta dondolina (Coronilla emerus), termo-xerofilo ed eliofilo.
La vegetazione a "rovo comune" (Rubus ulmifolius) assume vastissima diffusione in tutta l'area e soprattutto nella zona di Monte Cardeto, dove ricopre con continuità interi versanti e strutture edilizie, anche antiche, come le muraglie di fortificazione. La vegetazione a rovo è sempre molto densa, impenetrabile, e costituisce uno stadio durevole che blocca i naturali processi dinamici di recupero della vegetazione. Pochissime sono infatti le piante che riescono a svilupparsi al di sotto di questa intricata vegetazione. Non vi riescono le specie sempreverdi della macchia ne' tanto meno le caducifoglie. L'unica eccezione sembra essere al Robinia che forma popolamenti misti con il Rovo.
La vegetazione a "ginestra comune"
(Spartium junceum), dell'associazione Spartio-Cytusetum sessilifoliae nella variante eliofila a Spartium junceum, è ben rappresentata nei settori più caldi e assolati, nella zona del Monte Cappuccini e sui versanti ben esposti del Cardeto, alternandosi costantemente al roveto. Al contrario di quanto evidenziato per il roveto non si ritiene che il ginostreto rallenti i processi dinamici di recupero della vegetazione, per la sua struttura aperta, che consente, ed in alcuni casi favorisce, l'ingresso e lo sviluppo delle specie della macchia.
Altri arbusteti sono costituiti dall'Albero di Giuda (Cercis siliquastrum) e dall'Oleandro (Nerium oleander), specie mediterranee che si sono diffuse naturalmente da esemplari coltivati nella zona. Interessanti sono anche alcune porzioni di siepe a Cappellini o Soldini (Paliurus spina-christi) presenti nel campo degli Ebrei.
La vegetazione arborea
si presenta in due aspetti di ricostituzione dovuti a specie infestanti quali la Robinia (Robinia pseudoacacia) e l'Albero del Paradiso (Ailanthus glandulosa). Anche nella zona del Monte Cardeto la robinia si è ampiamente diffusa dando origine a piccoli boschi difficilmente prenetrabili, anche per la presenza costante del rovo. In alcuni casi alla robinia si associa l'Albero del Paradiso (Ailanthus glandulosa), altra esotica, di origine asiatica, spontaneizzata nel nostro paese. Tipi di vegetazione arborea d'impianto sono dominati dal Pino d'Aleppo (Pino halepensis) e dal Cipresso comune (Cupressus sempervirens). Si tratta di conifere che vengono ampiamente utilizzate nella fascia litoranea e collinare delle Marche
Nella zona di Cardeto-Cappuccini
il Pino d'Aleppo è stato piantato ed in parte si è ridiffuso spontaneamente mentre il cipresso, sicuramente non autoctono nella zona, è quasi completamente d'impianto se si escludono pochi esemplari che si sono ridotti spontaneamente.
Da ultimo merita un cenno la
vegetazione delle mura
più antiche che sono colonizzate dall'Erba muraria (Parietaria judaica) ed in alcuni casi, nelle aree più assolate, anche dal Cappero (Capparis spinosa) e dalla Violacciocca (Matthiola incana).
Nei giardini privati e lungo i viali
si rinviene un verde di arredo, talvolta anche ben strutturato, con siepi di varie essenze tra cui predominano l'Alloro (Laurus nobilis), l'Oleandro (Nerium oleander), il Pittosporo (Pittosporum tobira) ed in un caso, nella zona dei Cappuccini, anche di Olivagno (Elaeagnus angustifolia). Esemplari isolati o in filari di Pino d'Aleppo (Pinus halepensis) o di Pino domestico (P. pinea) sono relativamente comuni così come quelli di Cipresso comune (Cupressus sempervirens) presso la zona del Cardeto. Meno frequenti sono analoghe strutture con Cipresso di Monterey (C. macrocarpa) o Cipresso d'Arizona (C. arizonica).
Durante i sopralluoghi sono state avvistate alcune specie di animali, per la verità non molte.
La Volpe comune (Vulpes vulpes) e il Ratto (Rattus rattus) tra i mammiferi; la Biscia (Natrix natrix) tra i serpenti; la Lucertola (Lucerta sicula campestris) e il Ramarro (Lucerta viridis viridis) tra i Sauri; il Merlo (Turdus merula), il Cardellino (Carduelis carduelis), il Passero (Paser sp.), il Fagiano (Phasianus colchicus), la Tortora (Streptopelia turtur) e il Gabbiano reale (Laurus argentatus) tra gli Uccelli. La fauna stanziale, anche se sicuramente ben più ricca di quella riscontrata, non assume grande rilevanza, più importante risulta l'avifauna migratoria che interessa tutto il tratto costiero tra Ancona e Numana).
preistorica.*
Sintetizzando i risultati
delle analisi ambientali
emerge che pur in
assenza di specie rare e/o pregevo
li le caratteristiche attuali rimangono di sicuro interesse dal punto di vista della tutela. E' apparso sempre più evidente il ruolo invasivo di alcune specie come il rovo, l'alianto etc che hanno preso campo dopo il progressivo abbandono dell'area da parte dei militari. Dal punto di vista faunistico si è rilevato che
la fauna stanziale non ha sicuramente una eccezionale rilevanza
, mentre è risultata importante l'avifauna migratoria che interessa tutto il tratto costiero da Ancona a Numana. Condizione quest'ultima che ha ispirato alcune scelte di riconversione dei manufatti esistenti per l'attività di bird-watching.