Quando l'Amministrazione ha acquisito l'area del Cardeto, fortezza militare settecentesca per anni utilizzata come discarica abusiva, trasformandola in parco urbano ha subito pensato - come indica il Piano particolareggiato approvato dal Consiglio comunale -
a un sistema-parco con diverse aree di specializzazioni.
Che significa?
Che questi trentacinque ettari presentano zone, destinazioni e funzioni molteplici, dettate dalla stessa storia di questo bellissimo territorio profondamente modificato dall'uomo e dell'uso militare.
C'è l'area naturalistica,
dove si è proceduto ad una disinfestazione laboriosa perché era stata negli anni ridotta a discarica abusiva e da dove sono stati recuperati rifiuti di ogni tipo. Ora ci sono stradelli e affacci sul mare suggestivi, laddove c'erano rovi infestanti e rifiuti.
C'è la passeggiata
tra batterie e fortificazioni, testimonianze dell'insediamento militare costituito in epoca napoleonica.
C'è l'ex convento dei Cappuccini
poi trasformato in caserma, sotto il Faro, che l'Università pensa come un collegio di eccellenza, sede di master post laurea.
C'è la zona archeologica e del cimitero ebraico,
con un progetto in corso di riscoperta e recupero delle steli e dei cippi funerari.
C'è la recuperata area dell'antico faro,
che dopo una laboriosa opera di bonifica è punto di riferimento ormai stabile di spettacoli estivi all'aperto.
C'è la zona centrale, a ridosso della caserma Villarey
in quella sorta di "sella" tra i colli del Cardeto e dei Cappuccini, che da sempre è stata destinata ai servizi: qui sorgono - oltre all'ex infermeria quadrupedi di proprietà dell'Università che li trasformerà in servizi per studenti - quattro edifici, di differente pregio architettonico ma che costituiscono comunque un patrimonio immobiliare pubblico da non disperdere.
La ex polveriera Castelfidardo
diventerà sede di un auditorium e sede espositiva attraverso fondi pubblici e il contributo di una fondazione bancaria; un altro manufatto di fronte - detto le casermette - il cui progetto definitivo è stato già approvato prevede la realizzazione del Centro di Educazione Ambientale della Provincia; accanto si trovano i "casermaggi", il grande edificio a "C" che diventerà probabilmente sede delle associazioni ambientaliste e di musei naturalistici.
Il quarto manufatto è
l'ex deposito derrate,
un edificio degli anni '50 di relativo valore architettonico, per il quale è previsto un progetto di recupero con parziale demolizione, per trasformarlo in una struttura ricettiva di circa una quarantina di camere, utili sia per i fruitori della sottostante facoltà di Economia, sia per giovani turisti, sia al servizio dello stesso Cardeto. E' infatti evidente che un parco urbano con funzioni così strutturate ha necessità di una struttura ricettiva.
La ristrutturazione
, che verrà realizzata demolendo una parte dell'edificio, utilizzando materiali compatibili e alleggerendo il fianco verso la vicinissima Polveriera, trasformerà l'edificio in una foresteria di circa 40 camere gestita da una cooperativa sociale di tipo B, quelle che introducono persone svantaggiate nel mondo del lavoro, nell'ambito di un progetto europeo Equal, dal titolo "albergo in via dei matti numero zero.