La zanzara tigre: che cos'è e da dove proviene
E' una zanzara di origine asiatica, nome scientifico Aedes albopictus, rinvenuta
in Italia per la prima volta nel 1990 nella città di Genova dove è stata
probabilmente introdotta attraverso il commercio di pneumatici usati. Alla fine
del 2000 risultava presente in 9 Regioni, 30 Provincie e 190 Comuni.
Che aspetto ha
La zanzara adulta presenta dimensioni generalmente comprese tra 4 e 10 mm. Il
corpo è chiaramente diviso in capo, torace ed addome, con un solo paio di ali
visibili. La colorazione è nera, con una caratteristica banda bianca che
attraversa longitudinalmente la faccia dorsale del torace. Le zampe presentano
numerose bande bianche disposte ad anello. Il netto contrasto tra i due colori
la rende particolarmente riconoscibile.
Quando è presente e come si riproduce
Nel nostro Paese le zanzare adulte iniziano a comparire approssimativamente nel
mese di aprile e, attraverso diverse generazioni, permangono fino al mese di
ottobre - dicembre, poi muoiono. In autunno, quando il numero di ore di luce
(fotoperiodo) scende al di sotto delle 12-13 ore e la temperatura si abbassa, la
zanzara tigre deposita uova in grado di superare la stagione invernale
resistendo a temperature spesso inferiori a -5 °C. Il ciclo biologico della
specie si riattiva quando si raggiungono condizioni climatiche favorevoli
rappresentate da: fotoperiodo superiore a circa 11,5-12 ore e temperature medie
al di sopra di 10 °C, condizioni che in genere si verificano tra marzo ed
aprile/maggio. Le uova si schiudono quando vengono sommerse dall'acqua. Dalle
uova si sviluppano le larve che attraverso quattro stadi di crescita, separati
da altrettante mute, raggiungono lo stadio di pupa. La zanzara adulta sfarfalla
dopo circa 48 ore, abbandonando la spoglia nell'acqua. In piena estate l'intero
ciclo dura tra una e due settimane. Circa 48 ore dopo lo sfarfallamento, maschi
e femmine sono in grado di accoppiarsi. Subito dopo la femmina può effettuare il
suo primo pasto di sangue, necessario per maturare le uova, mentre il maschio,
esaurita la sua funzione riproduttiva, sopravviverà solo per pochi giorni.
L'intervallo tra il pasto di sangue e la deposizione delle uova, varia tra 3 e 5
giorni. Ogni femmina può deporre, dopo un singolo pasto di sangue, circa 100
uova, ma in genere ne depone solo alcune decine, in quanto la fecondità è
influenzata da molti fattori. Si stima che la femmina della zanzara tigre possa
vivere in natura due tre settimane.
Dove depone le uova e si riproduce
I luoghi dove la zanzara tigre depone le uova e dove le larve si sviluppano sono
costituiti da qualsiasi tipo di manufatto nel quale è presente acqua: tombini e
griglie di raccolta delle acque, copertoni di veicoli stradali, bottiglie,
barattoli, cavità di alberi, lattine, bicchieri, annaffiatoi, secchi, bacinelle,
sottovasi delle piante, bidoni, vasche, sacchetti e teli di plastica nei quali
si formano avvallamenti in grado di contenere acqua, abbeveratoi di animali,
grondaie otturate, piante in idrocoltura ecc..
Le uova vengono deposte dalle zanzare adulte in ambiente umido, di solito subito
sopra il livello dell'acqua, facendole aderire alla parete del contenitore.
Appena sommerse dall'acqua e in condizioni climatiche favorevoli, le uova si
schiudono dando origine alle larve che hanno vita acquatica. Il numero delle
generazioni stagionali varia molto in relazione alle caratteristiche del
focolaio e, soprattutto, alla variazione del livello dell'acqua nel focolaio
stesso (come detto le uova si schiudono quando vengono sommerse dall'acqua). Ad
esempio, la caditoia di un tombino, presente in un cortile di una abitazione
dove venga frequentemente lavata un'autovettura, costituisce un focolaio dal
quale possono originare in continuazione zanzare. Dati di letteratura indicano
una sopravvivenza massima delle uova, a condizioni ideali di temperatura ed
umidità, di 243 giorni.
Perché punge, dove punge e quali sono le conseguenze della
puntura
Le femmine pungono l'uomo e gli animali per prelevarne il sangue necessario per
la maturazione delle uova. Sono molto aggressive e pungono generalmente di
giorno e all'aperto prediligendo le ore più fresche della giornata. In presenza
di infestazioni elevate si ritrovano anche all'interno degli edifici e perfino
nei piani alti. Si nutrono su una vasta gamma di animali, ma sembrano
privilegiare l'uomo. I luoghi di riposo degli adulti sono tra la vegetazione
(erba alta, siepi, cespugli). La puntura causa la comparsa di pomfi pruriginosi,
e spesso edematosi. Numerose punture contemporanee possono dare origine, in
persone particolarmente sensibili, a reazioni allergiche localizzate. In caso di
puntura è utile lavare e disinfettare la zona colpita, fare impacchi con
ghiaccio o applicare una crema al cortisone, seguendo le indicazioni del
foglietto illustrativo. Tali provvedimenti riducono il gonfiore e diminuiscono
il prurito. Nel continente di origine Aedes albopictus è vettore del virus della
dengue e di altri arbovirus. In Italia questi agenti patogeni non sono
normalmente presenti e quindi il rischio che la zanzara tigre possa diventare
infetta è solo teorico, anche se non si può escludere.
Che cosa devono fare i cittadini
La lotta alla zanzara tigre si basa essenzialmente su due tipi di
interventi:
Nota
L'informativa contenuta in questa scheda è stata gentilmente concessa dal Comune di Bologna - Unità d'Igene pubblica e Ambientale in collaborazione con l'Ausl di Bologna - Dipartimento di Sanità Pubblica
Servizio SanitàViale della Vittoria, 39 - Ancona