Ancona

stemma comune di ancona "Ad Ancona bisogna arrivarci alle tre del pomeriggio, e con il sole. La città sembra allora una zebra; strisce fonde e scure di vicoli si alternano con fasce abbaglianti e trasversali.."

"..Un paio di finestre dal riflesso stralucente fanno gli occhi. Poi se passa una nube, la zebra si muta in un cammello inginocchiato, e si aspetta di vederlo alzare da un momento all'altro, col baldacchino di San Ciriaco sulla gobba, il santo che si sporge vestito di rajah"
(Dino Garrone, Mito di Ancona in Sorriso degli Etruschi).

Ancona situata al centro dell’Adriatico e per la sua particolare posizione a gomito sul mare, è l’unica in tutta la lista, ad avere albe e tramonti sul mare. E proprio gomito significa la parola greca “Ankon” da cui i primi navigatori di lingua greca che frequentavano il porto. E l’itinerario alla scoperta di Ancona non può non iniziare dal suo porto.

In piazza della Repubblica, nel cuore della vita culturale della città troviamo il Teatro delle Muse, realizzato nel 1826 dall’architetto Ghinelli. Ha una elevata facciata scandita da sei colonne ioniche e un bel timpano con altorilievi che raffigurano Apollo e le Muse opera dello scultore De Maria. Recentemente riaperto, ha interni moderni.

Salendo per via Gramsci dopo pochi metri si schiude l’incantevole Piazza del Plebiscito “salotto” della città. La fontana laterale, quattrocentesca. Sulla Piazza si affacciano la chiesa di San Domenico al cui interno potrete ammirare una Crocifissione del Tiziano e una Annunciazione del Guercino, la Statua di Clemente XII, il Palazzo Mengoni-Ferretti, il Museo della Città, il palazzo del governo (ora sede della Prefettura).

Salendo per via Pizzecolli al civico 17 vi è Palazzo Bosdari sede della Pinacoteca Civica dove sono custodite : “la Madonna con bambino” di Carlo Crivelli, la “Sacra conversazione” di Lorenzo Lotto e “Santa Palazia” del Guercino, una sala è dedicata a Francesco Podesti
Proseguendo per via Pizzecolli si incontra la ex chiesa del Gesù modificata da Luigi Vanvitelli nel 1743, ha una facciata curvilinea con un alto pronao. Di fronte troverete il Palazzo degli Anziani (1270). Vicinissimo vi è l’Anfiteatro Romano ( I° sec. d.c.) lungo 93 metri e largo 74, poteva contenere fino a 8000 spettatori. Sicuramente da visitare è il Museo Archeologico Nazionale in via Ferretti 6 uno dei musei archeologici più famoso in Italia ricco di reperti archeologici emersi da scavi condotti esclusivamente nelle Marche.

Per via Ferretti a Piazza del Senato, la strada, in salita, vi conduce alla Cattedrale di San Ciriaco, edificata sul colle Guasco sembra sospesa tra cielo e mare, la chiesa fu edificata sui resti di un tempio ellenistico dedicato a Venere Euplea, la venere della buona navigazione. Bellissima la facciata che presento un protiro romano-gotico retto da quattro colonnine due delle quali appoggiano su due leoni in marmo rosso di Verona. Sopra il protiro un grosso rosone e ai lati piccole monofore. L’interno è a croce greca e a tre navate, la cupola duecentesca a dodici facce slanciata e voltata alla gotica è considerata dagli esperti una tra le più antiche e perfette cupole in Italia.

Dal Duomo potete scendere per la panoramica via Giovanni XXIII e godere di un suggestivo panorama della città e del suo porto.
Non dimenticate di visitare la chiesa di Santa Maria della Piazza gioiello di architettura romanica.
Da qui si può scendere verso il porto seguendo la cinta muraria medievale arriverete all’arco di Traiano, realizzato nel 115 d.c. da Apollodoro da Damasco in onore di Traiano al quale era stato commemorato in segno di ringraziamento all’imperatore Traiano che aveva pagato di tasca sua per fare un molo fortificato.

Poco più in là vi è l’Arco Clementino eretto da Vanvitelli in onore di papa Clemente XII. Ma all’interno del porto è assolutamente consigliata una visita alla Mole Vanvitelliana opera del Vanvitelli. La Mole è una imponente fortezza pentagonale collocata in mezzo al mare in una posizione strategica, suggestiva e collegata alla terraferma da un ponticello. Ha una superficie di 20 mila metri quadrati dotata di un sistema ingegnoso per raccogliere le acque piovane, fu utilizzata per mettere in quarantena i viaggiatori proveniente dall’Oriente (da qui il nome Lazzaretto). Pare che anche Giacomo Casanova dovette sostarvi per un po’ di tempo. Oggi è sede di mostre, esposizioni ed eventi culturali.