In Italia il Mobility Management viene introdotto attraverso il decreto del Ministero dell'ambiente del 27 marzo 1998 sulla "Mobilità sostenibile nelle aree urbane" (pubblicato sulla G.U. 3 agosto 1998), con la figura del mobility manager aziendale. Questi ha il compito di individuare e gestire i piani degli spostamenti casa/lavoro del personale dipendente al fine di ridurre l'uso dei mezzi di trasporto privati e individuali e di limitare la congestione del traffico urbano attraverso una razionale organizzazione degli orari di lavoro.
E' prevista l'obbligatorietà del piano per le strutture aziendali pubbliche e private con più di 300 dipendenti per unità locale e per le imprese con complessivamente oltre 800 dipendenti.
L'ultimo decreto del Ministero dell'Ambiente in materia, datato 20 dicembre 2000 (G.U. 5 aprile 2001), incentiva l'implementazione del Mobility Management attraverso il finanziamento a Comuni e/o a forme consociate di Comuni, non solo per interventi relativi agli spostamenti casa-lavoro, ma anche in riferimento a piani per la gestione della domanda di mobilità riferiti ad aree industriali, artigianali, commerciali, di servizi, poli scolastici e sanitari o aree che presentano, in modo temporaneo o permanente, manifestazioni ad alta affluenza di pubblico. Nel contempo estende l'applicazione del decreto a tutti i Comuni italiani, senza limitarsi a quelli a rischio atmosferico come nel primo decreto. La stessa norma introduce la figura del mobility manager di area con compiti di supporto e coordinamento dei responsabili della mobilità aziendale.
Attività del Mobility Manager di area
Attività del Mobility Manager Aziendale