Secondo l'
OECD
, la mobilità di tipo sostenibile è quella "che non mette in pericolo la salute della popolazione o degli ecosistemi e concilia la soddisfazione del bisogno di accessibilità con:
· l'uso di risorse rinnovabili in un tempo uguale o inferiore a quello che esse impiegano per riformarsi;
· l'uso di risorse non rinnovabili in misura uguale o inferiore al tasso di sviluppo di risorse alternative che siano rinnovabili".
Nel progetto di ricerca
EXTRA
, promosso dall'Unione europea, la mobilità sostenibile è definita come "
un sistema organizzativo dei trasporti che offre i mezzi e le opportunità per soddisfare i bisogni economici, ambientali e sociali in modo efficiente ed equo, minimizzando gli impatti negativi che possono essere evitati o ridotti e i relativi costi, e prendendo in considerazione un ampio contesto spazio-temporale
".
Il Commission Expert Group on Transport and Environment, infine, ha elaborato la seguente definizione: "un sistema di mobilità sostenibile:
· permette di far fronte alle necessità fondamentali di accessibilità e sviluppo dei singoli individui, delle aziende e delle società in modo compatibile con la salute dell'uomo e dell'ambiente, e promuove l'equità all'interno della generazione presente e fra diverse generazioni;
· non è troppo oneroso, opera in modo efficiente, offre la scelta fra diversi mezzi di trasporto, e supporta un sistema economico vivace e lo sviluppo locale;
· mantiene le emissioni e le scorie entro i limiti che il pianeta può assorbire, utilizza risorse rinnovabili nell'ambito della generazione presente, impiega risorse non rinnovabili solo in misura uguale o inferiore al ritmo di sviluppo di risorse alternative rinnovabili, e minimizza l'uso del suolo e l'inquinamento acustico".
Il mobility management è un approccio orientato alla gestione della domanda di mobilità soprattutto in relazione agli spostamenti sistematici casa-lavoro, che sviluppa e implementa concetti e strategie volti ad assicurare la mobilità delle persone e il trasporto delle merci in modo efficiente, con particolare attenzione a scopi ambientali, sociali e di risparmio energetico.
L'obiettivo principale è quello di ridurre il numero di auto circolanti a favore di mezzi di trasporto alternativi, migliorando così l'accessibilità dei centri urbani e diminuendo il grado di concentrazione di sostanze inquinanti.
Le misure proprie del mobility management sono definite "software" cioè non prevedono la realizzazione di nuove infrastrutture ma sono basate su iniziative di:
PERSUASIONE
attraverso piani di informazione volti a creare la coscienza del problema e si pongono l'obiettivo di modificare le attitudini di vita quotidiana
CONCESSIONE
offrendo nuovi servizi per i cittadini caratterizzati da alto valore aggiunto in termini di mobilità urbana e di valori ecologici rappresentati (iniziative volte a promuovere i sistemi attualmente disponibili e l'intermodalità degli spostamenti)
RESTRIZIONE
attraverso misure già attuate anche in passato come le politiche di park e road pricing o le zone a traffico limitato, ma anche tutte le iniziative che disincentivano l'utilizzo dell'auto privata con singoli conducenti.
Le tecniche di Mobility Management iniziano ad affermarsi agli inizi degli anni '90 negli Stati Uniti ed in alcuni Paesi europei, quali il Belgio, la Gran Bretagna, L'Olanda e la Svizzera. Due progetti di ricerca finanziati dall'Unione Europea, MONUMENTUM e MOSAIC, hanno costituito la base teorica ed un utile riferimento a casi concreti, sui quali si sono sviluppate le esperienze più significative in ambito europeo.
Esempi di partnership nell'area di Nottingham indicano un aumento del 9% nell'uso del trasporto collettivo ed un alto livello di soddisfazione dell'utenza, ottenuto attraverso la promozione di biglietti stagionali, promozioni per spostamenti in ore o direzioni dove i servizi sono sotto capacità, sviluppo di informazione e comunicazione.
Ricerche condotte in Austria dimostrano che circa il 21% di tutti gli spostamenti non sono realizzati con il trasporto pubblico solo per mancanza di informazione o per informazioni inadeguate.
Dati olandesi parlano di 225 aziende che hanno volontariamente implementato il Mobility Management: queste costituiscono il 6% di tutte le aziende olandesi con oltre 50 dipendenti e nel 37% dei casi risultati sono stati positivi.
Così come l'introduzione dell'abbonamento speciale per dipendenti nell'area di Zurigo in Svizzera ha portato aumenti significativi nell'uso del trasporto pubblico, mentre la promozione della bicicletta presso la Novartis di Basilea ha portato ad un apprezzabile aumento del numero di pendolari ciclisti nello stesso periodo.