Da Via Zappata a Via Zuccarini
ZAPPATA
Alessandro (Via)
da Piazza Roma a Via Matteotti - Rione Plebiscito.
Atto consiliare n. 352 dell'1/8/58 Pref. n. 27617/2 del 20/8/59.
La strada è intitolata ad Alessandro Zappata, nato il 16/12/1860 a Comacchio (Ferrara) - morto il 1/2/1929 ad Ancona. Fu docente al Liceo C. Rinaldini per 35 anni, dove insegnò lettere latine e greche, educando parecchie generazioni di giovani alla conoscenza e all'ammirazione delle bellezze delle letterature della Grecia e di Roma. Scrisse numerosi poemetti latini e poco prima di morire vide premiato con la Medaglia d'Oro il suo carme "Mater Iesu et mater Iudae".
Dalla strada sono visibili l'abside della settecentesca Chiesa di S. Domenico ed i resti del convento medioevale.
da Piazza Roma a Via Matteotti - Rione Plebiscito.
Atto consiliare n. 352 dell'1/8/58 Pref. n. 27617/2 del 20/8/59.
La strada è intitolata ad Alessandro Zappata, nato il 16/12/1860 a Comacchio (Ferrara) - morto il 1/2/1929 ad Ancona. Fu docente al Liceo C. Rinaldini per 35 anni, dove insegnò lettere latine e greche, educando parecchie generazioni di giovani alla conoscenza e all'ammirazione delle bellezze delle letterature della Grecia e di Roma. Scrisse numerosi poemetti latini e poco prima di morire vide premiato con la Medaglia d'Oro il suo carme "Mater Iesu et mater Iudae".
Dalla strada sono visibili l'abside della settecentesca Chiesa di S. Domenico ed i resti del convento medioevale.
ZARA
(Via)
da Via C. Battisti a Via Rispondo - Rione Adriatico.
Zara, città della Croazia (oggi Zadar), nella Dalmazia settentrionale, sulla costa del canale omonimo. Il centro è raccolto su una lunga penisola parallela alla costa. La cittadina è una rinomata zona turistica; possiede industrie tessili, industrie per il pesce inscatolato, industrie per gli strumenti di precisione e qualche cantiere navale. Anticamente la città fu una colonia romana che ebbe grande sviluppo con il commercio dell'olio e del vino. Notevoli sono i resti dell'epoca tra cui: il foro lastricato, resti dei portici e di edifici pubblici. Del periodo medioevale conserva: la chiesa di S. Donato, il Duomo dedicato a S. Anastasia. Tra i monumenti da ricordare sono: la
chiesa del monastero di S. Maria con facciata di tipo veneziano del XV secolo e il campanile romanico, la chiesa di S. Simeone dove è conservata l'arca del santo in argento. Di stile veneto sono anche il palazzo del Capitano Grando, la Loggia civica e numerose abitazioni. Tra i musei importante il Museo Archeologico ed il Museo di arte sacra. Della Dalmazia Zara segue le vicende dal 1797 al 29 ottobre 1918, anno in cui il popolo insorge; il 4 novembre dello stesso anno vi sbarcarono truppe italiane ed il 15 gennaio 1921 la città venne annessa all'Italia. Con il trattato di pace del 10 febbraio 1947 entrò a far parte della Federazione iugoslava, nell'ambito della repubblica di Croazia.
da Via C. Battisti a Via Rispondo - Rione Adriatico.
Zara, città della Croazia (oggi Zadar), nella Dalmazia settentrionale, sulla costa del canale omonimo. Il centro è raccolto su una lunga penisola parallela alla costa. La cittadina è una rinomata zona turistica; possiede industrie tessili, industrie per il pesce inscatolato, industrie per gli strumenti di precisione e qualche cantiere navale. Anticamente la città fu una colonia romana che ebbe grande sviluppo con il commercio dell'olio e del vino. Notevoli sono i resti dell'epoca tra cui: il foro lastricato, resti dei portici e di edifici pubblici. Del periodo medioevale conserva: la chiesa di S. Donato, il Duomo dedicato a S. Anastasia. Tra i monumenti da ricordare sono: la
chiesa del monastero di S. Maria con facciata di tipo veneziano del XV secolo e il campanile romanico, la chiesa di S. Simeone dove è conservata l'arca del santo in argento. Di stile veneto sono anche il palazzo del Capitano Grando, la Loggia civica e numerose abitazioni. Tra i musei importante il Museo Archeologico ed il Museo di arte sacra. Della Dalmazia Zara segue le vicende dal 1797 al 29 ottobre 1918, anno in cui il popolo insorge; il 4 novembre dello stesso anno vi sbarcarono truppe italiane ed il 15 gennaio 1921 la città venne annessa all'Italia. Con il trattato di pace del 10 febbraio 1947 entrò a far parte della Federazione iugoslava, nell'ambito della repubblica di Croazia.
ZAZZINI
Luca (Via)
inizia dalla confluenza di Via Redi e Via Patrizi e termina nella campagna - Rione Collemarino.
Deliberazione consiliare n. 1164 dell'8/10/1984.
Luca Zazzini, sacerdote, professore, nacque ad Ancona nel 1800 ed ivi morì il 14 marzo 1870. Fu canonico dell'insigne collegiata di S. Maria della Piazza e Professore di matematica e fisica nel civico Liceo- Ginnasio Rinaldini.
Insegnò per trentatre anni, promovendo poi ad Ancona, con intelligenza e con operosità, gli studi della nautica, delle costruzioni navali e delle arti meccaniche. Fondò ed arricchì il gabinetto di fisica nel Liceo-ginnasio, dove in suo onore venne posta una lapide dai colleghi e dai discepoli; si interessò alla costruzione del faro e sull'argomento pubblicò un opuscolo. Fu anche consulente del Gonfaloniere Carlo Bourbon del Monte su problemi organizzativi della Biblioteca civica
ZINGARETTI Mario Alberto (Via)
da Via Albertini alla campagna confinante con il mercato ortofrutticolo.
Mario Alberto Zingaretti, sindacalista, nacque a Piticchio di Arcevia nel 1890 e morì ad Ancona nel 1972. In giovane età si iscrisse al partito socialista e partecipò ai moti popolari che scoppiarono ad Ancona prima e dopo la prima guerra mondiale. In seguito fu presente a Livorno alla nascita del partito comunista e poi ne divenne segretario della Federazione interprovinciale di Ancona, Macerata ed Ascoli Piceno. Fondò, insieme al Corneli, il giornale comunista Bandiera Rossa. Durante il regime fascista dovette fuggire e poi, arrestato, fu confinato a Lipari per cinque anni e poi a Ponza per altri cinque. Nel 1936 tornò ad Ancona dove fu incaricato di ricostruire il partito e dopo la guerra fu nuovamente nominato segretario della Camera del lavoro di Ancona.
ZONA INDUSTRIALE (Lungomare della)
Comprende la parte più moderna del porto di Ancona, dove sorgono i cantieri "minori", molte industrie ed il porto turistico.
ZUCCARI Fratelli (Taddeo e Federico) (Via)
da Via della Ferrovia a Via Pietralacroce - Rione Pietralacroce.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Taddeo Zuccari, pittore, nacque a Sant'Angelo in Vado il 1 settembre 1529 e morì a Roma il 2 settembre 1566. Fu tra i più grandi esponenti del manierismo a Roma e fu influenzato dalla pittura del Correggio, di Raffaello e della scuola umbra.
Le sue opere in genere sono piene di personaggi con colori molto vivaci ma nell'insieme la sua pittura rivela limiti di maniera e di decorativismo. Si trasferisce a Roma dove, nel 1548, decora la "casa Mattei" e dove, nel 1550, viene raggiunto dai genitori e dal fratello Federico. Nel 1551, in collaborazione con il fratello, inizia la decorazione della villa di papa Giulio II. Nel 1556 dipinge la cappella Mattei in Santa Maria della Consolazione e nel 1561 decora il casino di Pio IV ed inizia a dipingere la sala Regia interrompendo però il lavoro a causa della morte del pontefice. Nel 1562, con l'aiuto del fratello Federico, del Tempesta e di altri artisti, si occupa dei complessi ornamenti della villa dei Farnese a Caprarola. Inoltre a Roma, nella chiesa di San Marcello al Corso, vi sono dei bellissimi affreschi rappresentanti le Storie di San Paolo dipinti dallo Zuccari.
Federico Zuccari, pittore, architetto, nacque a Sant'Angelo in Vado nel 15 e morì ad Ancona il 6 agosto 1609. La sua attività pittorica fu più brillante di quella del fratello Taddeo, il suo manierismo più avanzato ed una maniera più personale dell'uso del colore. Nel 1550 arriva a Roma con i genitori; inizia quindi a lavorare con il fratello Taddeo in varie città tra cui Urbino, Pesaro, Orvieto e Roma.
Qui, insieme al fratello, dipinge le logge del primo cortile in Vaticano per la venuta di Cosimo I e di Leonora di Toledo, durante questi lavori cade e si fa male gravemente. Nel 1561 va a Venezia dove, nella sala del palazzo Ducale, mette in opera il famoso affresco del "Barbarossa prostrato davanti al papa". Inoltre sempre a Venezia, nel 1564, dipinge un'Adorazione dei Magi nella chiesa di San Francesco della Vigna.
Nel 1573 decora l'oratorio del Gonfalone a Roma e poi in questo periodo si reca a lavorare all'estero in Lorena, Olanda ed Inghilterra. Dal 1574 al 1579, nella cupola del del duomo di Firenze, finisce gli affreschi del Giudizio universale, lasciati incompiuti dal Vasari. Nel 1580 a causa di un suo quadro, La porta virtutis, dalla vena satirica, viene esiliato dal papa e deve rifugiarsi prima a Firenze, a Venezia e poi a Loreto dove viene incaricato di dipingere una cappella nella santa casa. Dal 1585 al 1588 è in Spagna dove dipinge un Retablo nella chiesa dell'Escorial, portato poi a termine dal Tibaldi. Tornò poi a Roma dove ottenne la cittadinanza e ricominciò la sua attività pittorica. Scrisse anche dei trattati sull'arte tra i quali ricordiamo "L'idea de' scultori, pittori e architetti". Ricordiamo che nel 1990 in una mostra itinerante in Italia curata dalla Sotheby's di Londra furono esposti venti disegni molto particolari, nei quali qualcuno ha rilevato addirittura tecniche vicine al "fumetto". Purtroppo in seguito i disegni sono stati messi all'asta.
ZUCCARINI Oliviero (Via)
inizia dall'incrocio di Via Di Vittorio e Via Buozzi e termina su Via Di Vittorio - Zona Baraccola.
Deliberazione consiliare n. 527 del 5/4/1982.
Oliviero Zuccarini, uomo politico, scrittore, pubblicista, nacque a Cupramontana il 28 agosto 1883, ove morì il 20 aprile 1971. Fu segretario del partito repubblicano dal 1912 al 1916 e deputato all'assemblea costituente dal 1946 al 1948. Fu un grande oppositore del regime fascista e fondò e diresse la "Critica politica" dal 1920 al 1926 e, dal 1945 al 1950 ebbe anche la direzione del "Lucifero" che si ristampa ad Ancona dal 1970.
Tra i suoi numerosi scritti politici, economici e sociali ricordiamo: La libertà nell'economia, Forme e problemi del movimento operaio, Il Partito repubblicano e la guerra d'Italia, Il mio socialismo. Inoltre pubblicò numerosi articoli su varie riviste e quotidiani di carattere, economico, politico, storico e filosofico. A Cupramontana, presso la Biblioteca comunale, è stato costituito un fondo "Oliviero Zuccarini" composto da più di cinquecento volumi che lo Zuccarini aveva a suo tempo donato alla biblioteca.
inizia dalla confluenza di Via Redi e Via Patrizi e termina nella campagna - Rione Collemarino.
Deliberazione consiliare n. 1164 dell'8/10/1984.
Luca Zazzini, sacerdote, professore, nacque ad Ancona nel 1800 ed ivi morì il 14 marzo 1870. Fu canonico dell'insigne collegiata di S. Maria della Piazza e Professore di matematica e fisica nel civico Liceo- Ginnasio Rinaldini.
Insegnò per trentatre anni, promovendo poi ad Ancona, con intelligenza e con operosità, gli studi della nautica, delle costruzioni navali e delle arti meccaniche. Fondò ed arricchì il gabinetto di fisica nel Liceo-ginnasio, dove in suo onore venne posta una lapide dai colleghi e dai discepoli; si interessò alla costruzione del faro e sull'argomento pubblicò un opuscolo. Fu anche consulente del Gonfaloniere Carlo Bourbon del Monte su problemi organizzativi della Biblioteca civica
ZINGARETTI Mario Alberto (Via)
da Via Albertini alla campagna confinante con il mercato ortofrutticolo.
Mario Alberto Zingaretti, sindacalista, nacque a Piticchio di Arcevia nel 1890 e morì ad Ancona nel 1972. In giovane età si iscrisse al partito socialista e partecipò ai moti popolari che scoppiarono ad Ancona prima e dopo la prima guerra mondiale. In seguito fu presente a Livorno alla nascita del partito comunista e poi ne divenne segretario della Federazione interprovinciale di Ancona, Macerata ed Ascoli Piceno. Fondò, insieme al Corneli, il giornale comunista Bandiera Rossa. Durante il regime fascista dovette fuggire e poi, arrestato, fu confinato a Lipari per cinque anni e poi a Ponza per altri cinque. Nel 1936 tornò ad Ancona dove fu incaricato di ricostruire il partito e dopo la guerra fu nuovamente nominato segretario della Camera del lavoro di Ancona.
ZONA INDUSTRIALE (Lungomare della)
Comprende la parte più moderna del porto di Ancona, dove sorgono i cantieri "minori", molte industrie ed il porto turistico.
ZUCCARI Fratelli (Taddeo e Federico) (Via)
da Via della Ferrovia a Via Pietralacroce - Rione Pietralacroce.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Taddeo Zuccari, pittore, nacque a Sant'Angelo in Vado il 1 settembre 1529 e morì a Roma il 2 settembre 1566. Fu tra i più grandi esponenti del manierismo a Roma e fu influenzato dalla pittura del Correggio, di Raffaello e della scuola umbra.
Le sue opere in genere sono piene di personaggi con colori molto vivaci ma nell'insieme la sua pittura rivela limiti di maniera e di decorativismo. Si trasferisce a Roma dove, nel 1548, decora la "casa Mattei" e dove, nel 1550, viene raggiunto dai genitori e dal fratello Federico. Nel 1551, in collaborazione con il fratello, inizia la decorazione della villa di papa Giulio II. Nel 1556 dipinge la cappella Mattei in Santa Maria della Consolazione e nel 1561 decora il casino di Pio IV ed inizia a dipingere la sala Regia interrompendo però il lavoro a causa della morte del pontefice. Nel 1562, con l'aiuto del fratello Federico, del Tempesta e di altri artisti, si occupa dei complessi ornamenti della villa dei Farnese a Caprarola. Inoltre a Roma, nella chiesa di San Marcello al Corso, vi sono dei bellissimi affreschi rappresentanti le Storie di San Paolo dipinti dallo Zuccari.
Federico Zuccari, pittore, architetto, nacque a Sant'Angelo in Vado nel 15 e morì ad Ancona il 6 agosto 1609. La sua attività pittorica fu più brillante di quella del fratello Taddeo, il suo manierismo più avanzato ed una maniera più personale dell'uso del colore. Nel 1550 arriva a Roma con i genitori; inizia quindi a lavorare con il fratello Taddeo in varie città tra cui Urbino, Pesaro, Orvieto e Roma.
Qui, insieme al fratello, dipinge le logge del primo cortile in Vaticano per la venuta di Cosimo I e di Leonora di Toledo, durante questi lavori cade e si fa male gravemente. Nel 1561 va a Venezia dove, nella sala del palazzo Ducale, mette in opera il famoso affresco del "Barbarossa prostrato davanti al papa". Inoltre sempre a Venezia, nel 1564, dipinge un'Adorazione dei Magi nella chiesa di San Francesco della Vigna.
Nel 1573 decora l'oratorio del Gonfalone a Roma e poi in questo periodo si reca a lavorare all'estero in Lorena, Olanda ed Inghilterra. Dal 1574 al 1579, nella cupola del del duomo di Firenze, finisce gli affreschi del Giudizio universale, lasciati incompiuti dal Vasari. Nel 1580 a causa di un suo quadro, La porta virtutis, dalla vena satirica, viene esiliato dal papa e deve rifugiarsi prima a Firenze, a Venezia e poi a Loreto dove viene incaricato di dipingere una cappella nella santa casa. Dal 1585 al 1588 è in Spagna dove dipinge un Retablo nella chiesa dell'Escorial, portato poi a termine dal Tibaldi. Tornò poi a Roma dove ottenne la cittadinanza e ricominciò la sua attività pittorica. Scrisse anche dei trattati sull'arte tra i quali ricordiamo "L'idea de' scultori, pittori e architetti". Ricordiamo che nel 1990 in una mostra itinerante in Italia curata dalla Sotheby's di Londra furono esposti venti disegni molto particolari, nei quali qualcuno ha rilevato addirittura tecniche vicine al "fumetto". Purtroppo in seguito i disegni sono stati messi all'asta.
ZUCCARINI Oliviero (Via)
inizia dall'incrocio di Via Di Vittorio e Via Buozzi e termina su Via Di Vittorio - Zona Baraccola.
Deliberazione consiliare n. 527 del 5/4/1982.
Oliviero Zuccarini, uomo politico, scrittore, pubblicista, nacque a Cupramontana il 28 agosto 1883, ove morì il 20 aprile 1971. Fu segretario del partito repubblicano dal 1912 al 1916 e deputato all'assemblea costituente dal 1946 al 1948. Fu un grande oppositore del regime fascista e fondò e diresse la "Critica politica" dal 1920 al 1926 e, dal 1945 al 1950 ebbe anche la direzione del "Lucifero" che si ristampa ad Ancona dal 1970.
Tra i suoi numerosi scritti politici, economici e sociali ricordiamo: La libertà nell'economia, Forme e problemi del movimento operaio, Il Partito repubblicano e la guerra d'Italia, Il mio socialismo. Inoltre pubblicò numerosi articoli su varie riviste e quotidiani di carattere, economico, politico, storico e filosofico. A Cupramontana, presso la Biblioteca comunale, è stato costituito un fondo "Oliviero Zuccarini" composto da più di cinquecento volumi che lo Zuccarini aveva a suo tempo donato alla biblioteca.