Da Via Valenti a Via Volturno

VALENTI Ghino (Via)
inizia da Via Pastore a termina su Via Caduti del Lavoro - Zona Baraccola.
Deliberazione consiliare n. 527 del 5/4/1982.
Ghino Valenti, economista, agronomo, nacque a Macerata il 14 aprile 1852 e morì a Roma nel 1920. Studioso della condizione agricola nelle Marche, si laureò in giurisprudenza all'Università di Macerata e nel 1879 redasse la monografia relativa alle Marche, che costituisce la prima analisi delle condizioni economiche degli agricoltori marchigiani. Nel 1892 si trasferì a Roma dove insegnò all'università di Roma; fu poi docente all'Università di Modena, Bologna, Padova, e Siena. Nel 1908 il governo lo incaricò di costituire il servizio di statistica agraria presso il Ministero dell'Agricoltura che divenne la base dell'attuale catasto agrario. I suoi interessi economici furono rivolti prevalentemente all'agricoltura, mentre i suoi studi scientifici spaziarono dalla teoria economica all'economia applicata.

VALLE MIANO (Via)
da Via Lotto a Via Martiri della Resistenza - Rione Montirozzo, Valle Miano.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
La via è così denominata perché conduce alla località Valle Miano. In questa zona il 5 settembre 1959 si scatenò un nubifragio e nel Rione Carlo Alberto le fogne, sotto la pressione delle acque torrenziali, scoppiarono provocando un'enorme voragine, moltissimi danni ed anche alcune vittime; il Miano era un torrente che scorreva nella valle omonima e che dopo questi avvenimenti fu interrato.

VANONI Ezio (Via)
Traversa di Via Einaudi (Zona Industriale).
Atto consiliare n. 300 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
Ezio Vanoni, economista, nacque a Morbegno nel 1903 e morì a Roma nel 1956. Fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana ed inoltre partecipò alla Resistenza. A lui si devono la riorganizzazione degli uffici finanziari nel dopoguerra ed il ripristino della dichiarazione annuale dei redditi. Oltre che senatore dal 1948, fu anche ministro del Commercio Estero, delle Finanze, del Tesoro ad interim e del Bilancio. Tra le opere, oltre ai numerosi saggi da lui scritti, citiamo Natura e interpretazione delle leggi tributarie, Problemi dell'imposizione sugli scambi, Discorsi sul programma di sviluppo dell'occupazione e del reddito in Italia.

VANVITELLI Luigi (Lungomare)
da Piazza S. Maria al Molo Nord - Rione Porto.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
La denominazione della via è recente e ricorda l'architetto Vanvitelli che, nel 1732, inizio i lavori per ampliare il porto. Lungo il suo percorso troviamo l'Arco di Traiano, attribuito ad Apollodoro da Damasco, e l'Arco Clementino.
Luigi Vanvitelli nacque a Napoli nel 1700 e morì a Caserta nel 1773. Egli apprese la pittura, che poi lasciò per darsi all'architettura, dal padre Kaspar van Wittel e se ne può apprezzare il talento nelle decorazioni in S. Cecilia a Roma. Uno dei più grandi architetti italiani tra il barocco e il classicismo, cercò anche di adattare i modi francesi al gusto italiano. Dal 1735 si occupò della basilica di S. Pietro, poi trasformò la chiesa di S. Maria degli Angeli, poi costruì il convento degli agostiniani. Ad Ancona edificò il Lazzaretto, detto anche Mole Vanvitelliana, l'Arco Clementino nel molo nord, la chiesa del Gesù, la cappella dove sono conservate le reliquie di S. Ciriaco. Il suo capolavoro resta in ogni caso la reggia di Caserta (1752-1773), vastissimo palazzo d'impronta classica con qualche accenno barocco; contemporaneamente costruì l'imponente acquedotto Carolino.

VARANO ,(Frazione)
Il nome della frazione si riferisce molto probabilmente ad una antica famiglia di cui si ha notizia sin dal 1231; non si esclude però la possibilità che derivi da un eponimo romano Variano, che col tempo fu trasformato in Varano. Di tale parere è anche il parroco Cruciani, il sacerdote che resse la parrocchia del luogo negli ultimi anni del XVIII secolo e i primi anni del XIX secolo e che ha lasciato quattro volumi manoscritti di memorie riguardanti la vita del castello di Varano di cui oggi resta solo un ricordo. Oggi, oltre alle case situate nell'area del vecchio castello, le abitazioni si sono estese ai piedi del colle presso la stazione ferroviaria formando un nuovo paese. In alto, nel vecchio centro, domina la chiesa parrocchiale riedificata verso la metà dell'Ottocento, in cui l'altare maggiore presenta una balaustra di marmo a colori proveniente dalla soppressa chiesa di S. Agostino di Ancona. Lungo la strada denominata corso Mazzini, in una parete di una vecchia casa si può vedere un antico stemma di Ancona con il cavaliere armato e, nei pressi, in una nicchia è collocato un busto di epoca romana detto popolarmente "il duca di Varano". Nel periodo estivo si tengono tre importanti manifestazioni riguardanti la storia, la cultura e la tradizione popolare: Il festival del dialetto, la Mostra del Rosso Conero e la collettiva di pittura "Tra poesia e colore".

VARLÈ Gioacchino (Via)
da Via Palestro a Via S. Martino - Rione Vittoria.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. 18395/2 dell'8/8/60.
Gioacchino Varlè, scultore, nacque ad Ancona nel 1734 e morì nel 1806. Lavorò soprattutto ad Ancona e nella provincia lasciando numerosissime opere, ma non divenne mai famoso oltre i confini della sua regione. Fu allievo di Camillo Rusconi, ma nelle sue sculture si rileva l'influenza che ebbe su di lui il Maratta.
Tra le sue opere più importanti ricordiamo: le Statue degli apostoli nella chiesa del Sacramento e le sculture per la Fontana dei cavalli ad Ancona, le Statue della religione e delle Quattro parti del mondo nella Loggia dei mercanti, i Busti dei papi Clemente XII, Clemente XIV e Pio VI a palazzo degli Anziani, la Statua della Madonna del Rosario, dieci statue di Santi e Beati dell'ordine domenicano e dieci medaglioni all'interno della chiesa di San Domenico, tutte nella città di Ancona.
Citiamo ancora gli stucchi nella chiesa di Monte San Vito, le statue della Speranza e della Fede, i medaglioni di Sisto V e Pio III nel duomo di Fermo, le otto statue di evangelisti e dottori nella chiesa dei Santi Antonio Abate e Filippo Neri a Treja.


VASARI (Via)
da Via Marconi a Via Mariani - Rione Archi.
La via prende il nome dagli artigiani ceramisti che, immigrati da Pesaro, lavoravano la creta delle vicine rupi creando orci, pentole, piatti e vasellame vario, e cuocendoli in apposita fornace.

VECCHINI Arturo (Via)
da Largo Cappelli a Via S. Martino - Rione Vittoria.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Arturo Vecchini, eccelso oratore, avvocato insigne e penalista di fama nazionale, definito principe del foro italiano, nacque ad Ancona nel 1857 e morì nel 1927; studiò all'università di Bologna e si laureò in legge dopo aver frequentato assiduamente anche le lezioni del Carducci e di altri maestri della facoltà di lettere.
In seguito iniziò, insieme al Renier, la pubblicazione del Preludio, una rivista di critica letteraria della quale era direttore. Nel 1883 gli venne assegnata la cattedra di filosofia al liceo; fu poi direttore del Corriere delle Marche, della Giovine Marca, scrittore politico, autore di commedie e di drammi, studiosissimo della storia. A 30 anni fu nominato consigliere comunale, dopo due anni sindaco, a 46 anni fu eletto deputato. Vecchini ha lasciato due importanti volumi di arringhe che evidenziano la sua grande dote di oratore.

VELINO (Via)
da Via Flaminia a Via Misa - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 25 del 27/1/1975 cc. ss. n. 4553/3 del 27/2/1975.
Il fiume Velino, affluente di sinistra della Nera, nasce da varie sorgenti presso Cittareale, nei Monti Sibillini, e corre in una stretta valle fino ad Antrodoco lambendo il Terminillo, poi s'allarga in una serie di conche. Riceve alla fine, dopo le acque del Peschiera, le acque del lago di Piediluco e precipita nella Nera formando la celebre cascata delle Marmore.

VENERINI Beata Rosa (Piazzale)
piazzale lungo Via S. Pietro - Rione S. Pietro.
Atto consiliare n. 352 del 1/8/58 Pref. n. 27617/2 del 20/8/59.
La denominazione della via ricorda la fondatrice delle Maestre Pie Venerini il cui Istituto si trova nella suddetta zona.
Rosa Venerini nacque a Viterbo nel 1656 e morì a Roma nel 1728; fondò l'Opera Pia che prese il suo nome, diretta ad educare ed istruire giovani ragazze e tutt'oggi l'opera da lei iniziata continua con successo in molte parti del paese. Il 4 maggio del 1952 fu dichiarata Beata.

VENTICINQUE APRILE (Via)
da Piazzale della Libertà a Via Rodi, Via V. Veneto - Rione Rodi, Valle Miano.
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
Il toponimo ricorda la data del 25 aprile 1945, quando le truppe alleate costrinsero i tedeschi alla resa e l'Italia fu liberata.

VENTINOVE SETTEMBRE (Via)
da Piazza Kennedy a Via Marconi - Rione Capodimonte.
La via è così denominata perché il 29 settembre 1860 da questa via entrarono le vittoriose truppe piemontesi per partecipare alla festosa ed entusiastica adesione della città di Ancona al Regno d'Italia. Negli ultimi anni dell'Ottocento la via era chiamata "il marciapiedi" e per la sua posizione sul mare veniva considerata una delle zone più belle della città.
Al termine della via troviamo Porta Pia, eretta tra il 1787 ed il 1789, su disegno di Filippo Marchionni. Anticamente fuori di Porta Pia vi era una scala che conduceva ad un ponte che collegava il Lazzaretto alla città; andata distrutta, è poi stata ricostruita dal Lions Club, "Ancona Colle Guasco".

VENTIQUATTRO MAGGIO (Largo)
è compreso fra Piazza Cavour e Viale della Vittoria - Rione Vittoria.
La denominazione della via ricorda la data dell'entrata in guerra dell'Italia contro l'Austria, 24 maggio 1915, e del battesimo del fuoco di Ancona, bombardata nello stesso giorno dalla flotta austriaca.

VERDI Giuseppe (Via)
da Via Michelangelo a Via Circonvallazione - Rione Montirozzo, Valle Miano.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Giuseppe Verdi, musicista, nacque a Roncole (Busseto) il 10 ottobre 1813 e morì a Milano il 27 gennaio 1901. Cominciò a comporre musica giovanissimo; scrisse molti pezzi sacri, marce per la banda del paese e composizioni vocali orchestrali.
Nel 1836 sposò Margherita Barezzi figlia di un industriale che lo aiutò a portare a compimento i suoi studi. Pochi anni dopo la moglie morì e di lì a poco anche i figlioletti morirono, in tenera età. Nel 1842 fu rappresentato, alla Scala, il Nabucco che ebbe un successo strepitoso. In seguito musicò molte altre opere, tra cui Attila, Macbeth, i Masnadieri, Jerusalem, Luisa Miller. Nel 1848 si stabilì, insieme alla sua compagna, la cantante Giuseppina Strepponi, presso Busseto nella villa di Sant'Agata dove compose le sue maggiori opere. Dal 1851 al 1862 compose altre sette opere: il Rigoletto, il Trovatore, la Traviata, i Vespri Siciliani, Simon Boccanegra, Un ballo in maschera, la Forza del destino. Nel 1870 il kedivè d' Egitto incaricò Verdi di una nuova opera per celebrare l'apertura del canale di Suez; così egli compose l'Aida che fu accolta trionfalmente al Cairo nel 1871. Verdi fu impegnato anche politicamente tanto che accettò, su richiesta di Cavour, di candidarsi come deputato del Parlamento italiano e, nel 1861, venne eletto come esponente dell'area liberal-moderata. L'ultima sua opera fu il Falstaff, rappresentata a Milano nel 1893. In sintesi l'opera verdiana attraversa oltre mezzo secolo di storia italiana, che va dai primi fermenti risorgimentali all' Unità con i suoi primi problemi e le sue contraddizioni. AVerdi si deve la fondazione della Casa di riposo per i musicisti a Milano, nella cui cappella volle essere sepolto.

VERGA Giovanni (Via)
da Via Tavernelle a Via Marconi - Rione Tavernelle.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. n. 41016/3 del 5/2/71.
Giovanni Verga scrittore, nacque a Catania nel 1840 e morì nel 1922. Cominciò la sua attività scrivendo un romanzo storico-patriottico a vent'anni ed alcuni articoli per giornali. Soggiornò a Firenze e a Milano e queste permanenze contribuirono alla sua formazione culturale; in questo periodo scrisse vari romanzi, tra cui Una peccatrice, Storia di una capinera, Tigre reale, Cavalleria Rusticana, la Lupa ecc.. Nel 1879 incominciò a lavorare al suo capolavoro, I Malavoglia, troppo nuovo e antilitterario perché la critica ed il pubblico potessero comprenderne il valore. Vi si narra la storia di una famiglia di pescatori di Acitrezza che, nonostante gli sforzi per migliorare la propria condizione, si disgrega e va alla deriva schiacciata dalle circostanze. Ai Malavoglia seguì Mastro don Gesualdo, altro romanzo ambientato in Sicilia, affine al primo per il linguaggio e la tesi sociale. Il Verga fu il massimo rappresentante della corrente del verismo e la sua arte vigorosa lo pone al di sopra di ogni scuola e corrente, tra i maggiori autori della letteratura non solo italiana ma di tutta Europa. A completare l'esperienza letteraria di Verga fu una interessante produzione teatrale spesso ispirata alle storie dello stesso autore. Negli ultimi anni della sua vita lo scrittore si dedicò all'amministrazione dei suoi beni e due anni prima della morte fu nominato senatore. Dal 1987 è iniziata la pubblicazione dell'edizione nazionale delle sue opere, prevista in 22 volumi.

VILLA BARDUCCI (Via di)
traversa di Via Flaminia - Rione Palombella.
La villa Barducci, da cui prende il nome la zona circostante (frana Barducci), è stata distrutta dal movimento franoso del 1982.

VILLAFRANCA (Via)
da Piazza Roma a Via Palestro - Rione Santo Stefano.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Villafranca è una cittadina in provincia di Verona, a 54 metri sul livello del mare. Sviluppata l'industria meccanica, delle calzature, dell'abbigliamento e della carta. La città conserva ancora la pianta rettangolare antica ed il castello scaligero costruito nel 1185, ingrandito nel 1199, con la torre del 1242. Ricorda la battaglia "il quadrato di Villafranca", episodio della guerra di Custoza del 1866, in cui il Principe Ereditario Umberto I, al comando del 49° Reggimento di Fanteria, resistette agli attacchi degli Austriaci.


VILLAREY (Via)
da Via Cardeto a Via Goito - Rione San Pietro, Plebiscito.
La via è intitolata al Generale Villarey, caduto a Custoza nel 1866.

VILLE (Via delle)
da Piazzale Romita al confine con Falconara - Rione Collemarino, Falconara.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 dell'8/8/60.

VITTORIA (Viale della)
da Largo XXIV Maggio a Piazza IV Novembre - Rione Adriatico, Vittoria.
Ricorda la vittoria italiana nella guerra 1915-1918.

VITTORIO EMANUELE II (Scalo)
da Piazza della Repubblica a Banchina N. Sauro - Rione porto.
Vittorio Emanuele, ultimo re di Sardegna, primo re d'Italia, nacque a Torino nel 1820 e morì a Roma nel 1878. Prese parte alla prima guerra d'indipendenza, distinguendosi nelle battaglie di Pastrengo, Goito e Custoza. Salì al trono nel 1849 e mantenne lo Statuto nonostante non condividesse le idee liberali e nel 1852 chiamò addirittura Cavour al governo, sostenendo la politica estera dello statista. Sostenne la spedizione dei Mille ed incoraggiò Garibaldi nella spedizione per liberare Roma nel 1867. In seguito appoggiò il progetto di Mazzini per la insurrezione del Veneto nel 1864. Negli ultimi anni del suo regno Vittorio Emanuele si recò a Vienna e a Berlino creando i presupposti per la futura Triplice alleanza. Il toponimo ricorda lo sbarco del re Vittorio Emanuele II effettuato il 3 ottobre 1860, pochi giorni dopo la liberazione della città di Ancona. Precedentemente la zona era chiamata Scalo Lamoricière, dal nome del generale pontificio G. de Lamoricière. Sino al 1950 vi era una scalinata che scendeva a livello del mare.

VITTORIO VENETO (Via)
da Via Montebello a Via Rodi, Via XXV Aprile - Rione Rodi, Santo Stefano.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
Vittorio Veneto, cittadina in provincia di Treviso, a 138 metri sul livello del mare, nell'alta pianura veneta; vi sono attività agricole e zootecniche, industrie metalmeccaniche, della gomma e del legno. La cittadina è costituita da due centri, Serravalle a nord e Ceneda a sud, che furono uniti nel 1866. Tra i monumenti di rilievo troviamo: il Duomo che conserva una pala del Tiziano, la chiesa di S. Lorenzo, la Loggia Cenedese sede del Museo delle Battaglie, il castello di S. Martino di origine longobarda. A Vittorio Veneto si combattè, tra il 25 ed il 27 ottobre 1918, la famosa battaglia che determinò la fine dei combattimenti sul fronte italiano nella Prima Guerra Mondiale.

VOLPONI Paolo
da via di Passo Varano e via Cimetta alla campagna.
Atto consiliare n° 292 del 28/05/2002.
Drammaturgo e scrittore nasce ad Urbino il 6 febbraio 1924 e muore ad Ancona il 23 agosto 1994.
Dedito alla poesia pubblica, nel 1948, la sua prima raccolta di versi " Il ramarro". Nel 1949 si trova a Roma per lavoro e qui, tramite le sue amicizie, conosce Pier Paolo Pasolini che diverrà suo amico e del quale seguirà la linea politica e letteraria. Dopo il 1953 partecipa insieme a Pasolini, Roversi e Leonetti alle prime riunioni redazionali della rivista "Officina"; in seguito pubblica la sua seconda raccolta di poesie "L'antica moneta". Nel 1956 si trasferisce ad Ivrea dove assume la direzione dei Servizi Sociali dell'Olivetti; nel 1966 gli viene data la carica di Capo del Personale ed inizia così una attività industriale che durerà vent'anni. Dal 1975 diventa Segretario Generale della Fondazione Agnelli, nel 1978 è nominato membro del Consiglio d'Amministrazione della Rai e nel 1983 viene eletto al Senato e nel 1992 alla Camera. Tra i numerosi premi vinti da Volponi ricordiamo: nel 1960 il Premio Viareggio con il libro di versi "Le porte dell'Appennino", nel 1965 il Premio Strega per il romanzo "La macchina mondiale" ed ancora il Premio Strega nel 1991 con "La strada per Roma". Una sua opera, "Sipario ducale", è stata ridotta per il teatro e messa in scena dalla compagnia Enriquez-Moriconi.

VOLTA Alessandro (Via)
da Viale L. Da Vinci a Piazza Galilei - Rione Collemarino.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 dell'8/8/60.
Alessandro Volta, fisico, nacque a Como nel 1745 ed ivi morì nel 1827. Fin da giovane fu attratto dagli studi scientifici in particolare quelli sull'elettricità e sin dal 1765 si diede a lavori sperimentali. Frutto dei suoi esperimenti fu, nel 1775, l'elettroforo, precursore delle macchine a influenza elettrostatica. Nello stesso anno ebbe la cattedra di fisica nelle scuole di Como, poi nel 1778 andò ad insegnare fisica sperimentale all'università di Pavia, dove rimase per 35 anni. Negli anni che seguirono, i suoi studi e le sue scoperte gli consentirono di portare numerosi contributi all'elettrologia, ponendo le basi dell'elettrologia moderna fino ad arrivare alla fine del
1799 quando inventò un'apparecchio che prima prese il nome di organo elettrico artificiale poi fu chiamato apparecchio a pile, da qui "la pila", scoperta che gli valse onori e riconoscimenti tanto che Napoleone nel 1809 lo nominò senatore del Regno d'Italia e poi gli diede il titolo di Conte. Tutte le opere di Volta sono state riunite in una edizione nazionale composta di sette volumi, alla quale ha fatto seguito quella nazionale dell'epistolario in sei volumi e due volumi di indici. Gli oggetti preziosi e rari di Alessandro Volta sono conservati presso l'Istituto Lombardo, l'università di Pavia ed il Tempio Voltiano a Como, eretto nel 1927 su disegno di Frigerio.

VOLTERRA Vito (Via)
da Via E. Toti a Piazza IV Novembre - Rione Adriatico, Passetto.
Vito Volterra, scienziato e matematico, nacque ad Ancona il 3 maggio 1860 e morì a Roma l'11 ottobre 1940. A 23 anni vinse la cattedra di meccanica razionale all'università di Pisa; insegnò poi nelle università di Torino e di Roma. Ebbe varie cariche, tra cui quelle di senatore del Regno, accademico pontificio, socio e presidente della Società dei XL, socio nazionale e presidente dell'Accademia dei Lincei, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche. Nel 1931 rifiutò di giurare fedeltà al regime fascista e, dimesso dall'insegnamento, morì amareggiato dalla campagna antisemita che colpì anche lui e la sua opera, opera che si è svolta nei più svariati campi dell'analisi e della fisica matematica. Egli sviluppò un nuovo ramo della matematica, dando uno dei contributi più importanti dell'epoca moderna alle scienze matematiche: l'analisi o calcolo funzionale.

VOLTO DEI SENIORI (Via)
da Piazza B. Stracca a Largo Dante Alighieri - Rione Porto.
La denominazione della via si riferisce alla presenza del palazzo degli Anziani (Seniori). Lungo il percorso sono visibili archi, resti di mura in arenaria e di torri appartenenti all'Ancona greca e medioevale. Vòlto sta per "volta", "arco".

VOLTURNO (Via)
da Via Indipendenza a Via Matteotti - Rione Plebiscito.
Il Volturno ha origine dal versante sud-est del Monte Metuccia. Il toponimo ricorda la battaglia sul fiume Volturno, ultima e più cruenta, combattuta nella guerra di liberazione delle Due Sicilie, l'1 ed il 2 ottobre 1860 fra le truppe di Garibaldi e quelle del Re Francesco II, nella quale i borbonici furono nettamente battuti e costretti a ritirarsi nella fortezza di Gaeta


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