SABA
Umberto (Via)
da Via Petrarca a Via Manzoni - Rione Tavernelle.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. 41016/3 del 5/2/71.
Umberto Saba, pseudonimo del poeta Umberto Poli, nacque a Trieste nel 1883 e morì a Gorizia nel 1957. I suoi primi versi risalgono al 1900, ma il primo libro è del 1911. La sua poesia è fra il cantato ed il parlato, tra il raffinato ed il popolaresco; per la profonda umanità del suo impegno e per la schiettezza della vena lirica, la sua opera si colloca tra le maggiori della poesia contemporanea. Scrisse inoltre: Con i miei occhi, Cose leggere e vaganti, Il Canzoniere, Preludio e canzonette, Figure e canti, Parole, Ultime cose. Nel 1953 scrisse anche un romanzo, "Ernesto", rimasto incompiuto, che è stato pubblicato postumo.
SABOTINO
(Via)
da Via Trieste a Via Isonzo - Rione Vittoria.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n°21825 dell'11/7/51.
Sabotino, rilievo delle Prealpi Giulie, m. 609, sulla destra dell'Isonzo che con il Podgora costituiva la testa di ponte austriaca a difesa di Gorizia. Conteso a palmo a palmo fin dal giugno 1915, fu riconquistato il 6 agosto 1916 dalla 45° Divisione Italiana.
SACCO E VANZETTI
(Via)
inizia da Via Caduti del Lavoro e termina nella campagna - Zona Baraccola.
Deliberazione consiliare n. 527 del 5/4/1982.
Nicola Sacco, operaio italiano, nacque a Torremaggiore nel 1891 e morì a Boston nel 1927. Emigrato in America con il compagno BartolomeoVanzetti (1888-1927), fu al centro di un famoso caso giudiziario, che si concluse con la condanna a morte di entrambi.
SACCONI
Giuseppe (via)
da Via Montessori a Via Gentiloni - Rione Rodi.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Giuseppe Sacconi, architetto, nacque a Montalto Marche il 5 luglio 1854 e morì a Collegigliato, Pistoia, il 23 settembre 1905. Dopo aver compiuto gli studi classici ed aver frequentato corsi di disegno, nel 1874 si recò a Roma per frequentare un corso particolare di architettura; fece poi progetti per il restauro di vari monumenti come le terme di Caracalla e la colonna traiana.
Il Sacconi partecipò molto anche alla vita politica: fu, infatti, deputato per la circoscrizione di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto dal 1886 al 1904. Nel 1891 divenne direttore dell'Ufficio regionale per la conservazione dei monumenti delle Marche. Dal 1903 ebbe l'incarico di soprintendente del Piceno e dell'Umbria e iniziò ad occuparsi di lavori di restauro. Partecipò, nel 1884, ad un concorso bandito per il monumento a Vittorio Emanuele II, lo vinse e gli fu affidata la direzione dei lavori e la soprintendenza del monumento. La morte prematura non gli permise di portare a termine l'opera sulla quale intervennero poi vari artisti con stili e concezioni diversi; ciò naturalmente nocque definitivamente alla realizzazione del monumento. Tra le opere di rilievo del Sacconi sono da ricordare: la tomba del Thouar al Verano di Roma, la tomba di re Umberto I al Pantheon, (questi due monumenti furono portati a termine dall'anconetano
Guido Cirilli, suo allievo), il progetto della facciata di Santa Maria degli Angeli a Roma, la facciata del Palazzo delle Assicurazioni Generali a Piazza Venezia a Roma, il quadriportico antistante la facciata della basilica di San Paolo, il restauro del Duomo di Ascoli Piceno, la Balaustra in ferro della chiesa dell'Addolorata in Offida, il restauro del palazzo del Popolo a Todi, il restauro della chiesa romanica di Santa Maria di Portonovo.
SACRAMENTO
(largo)
compreso tra Corso Garibaldi, Corso Stamira, Piazza Kennedy - Rione Capodimonte.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
La parola sacramento deriva dal latino sacramentum, in origine pegno, giuramento e quindi pegno della fede, atto sacro. Il toponimo riguarda invece la breve area di circolazione che trovasi di fronte alla Chiesa del SS. Sacramento, dalla quale prende il nome.
La Chiesa fu fondata nel 1539, ma i lavori, che dettero alla chiesa l'aspetto attuale, si conclusero nel 1776 e furono diretti dall'architetto Francesco Maria Ciaraffoni. Sulla facciata si è conservato il portale cinquecentesco; la pianta della chiesa attuale è a croce latina, lungo le pareti vi sono numerose nicchie dove sono state collocate le statue in gesso dei dodici Apostoli di G. Varlé. Vi sono inoltre quadri del Caccianiga, del Dandini, del Bellini e affreschi dell'anconitano Podesti.
SACRIPANTI
Enrico (via)
da Via Brecce Bianche a Via Vecchia del Pinocchio - Quartiere Monte Dago.
Atto consiliare n. 581 del 23/3/1988.
Enrico Sacripanti (1888- 1966) Vice Sindaco di Ancona; Presidente dell'Ospizio Vittorio Emanuele II, che trasformò poi in quello che attualmente è l'Istituto di Riposo e Cura per Anziani, creando l'Istituto Geriatrico di Posatora nonché il Pensionato Tambroni.
SAFFI
Aurelio (via)
da Largo della Dogana a Lungomare Vanvitelli - Rione porto.
Semidistrutta dai bombardamenti, ne rimane oggi un tratto che termina in Via della Serpe, di fronte alla caserma della Guardia di Finanza, all'interno della quale è conservato l'Arco Nappi, arco medioevale datato 1159.
Ricorda il patriota romagnolo nato a Forlì nel 1819 e morto nel 1890. Uomo politico insigne, fu amico e seguace di Mazzini. Deputato, ministro, fu fatto triumviro, insieme a G. Mazzini e C. Armellini, quando nel 1849 fu proclamata la Repubblica Romana. Caduta la Repubblica, si rifugiò prima in Svizzera e poi in Francia e a Londra. Fu deputato nel 1861. Rientrato definitivamente in Italia nel 1867, si dedicò agli studi storici, pur mantenendo il proprio impegno politico. Dal 1877 si dedicò all'insegnamento della diplomazia e storia dei trattati all'università di Bologna. Anticamente la via era denominata Via del Porto; solo dopo l'Unità d'Italia venne intitolata ad Aurelio Saffi. Lungo la via troviamo Palazzo Pichi, un antico palazzo del Quattrocento, ricostruito nel Settecento.
SALMONI
Claudio (via)
da Via del Conero a Via Angelini - Rione Rodi.
Atto consiliare n. 745 del 10/12/70.
Claudio Salmoni, nacque a Ravenna l'11 agosto 1919 e fin da bambino risiedette ad Ancona.
Nel 1941 si laureò in ingegneria civile all'Università di Roma ed esercitò poi la sua professione, in particolare nel settore dell'urbanistica, nella città dorica. Fu consigliere comunale di Ancona dal 1951 e poi, nel 1965, venne eletto sindaco. Iscritto al P.R.I. dal '46, dopo il 1965 fu nominato vice-segretario politico e svolse la sua attività politica principalmente a favore dello sviluppo della programmazione regionale. Morì il 21 marzo 1970.
SALVI
Gianbattista (via)
da Via Crivelli a Via Tiziano - Rione Montirozzo.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Giambattista Salvi detto il Sassoferrato. Pittore, nacque a Sassoferrato forse l'11 luglio 1606 e morì a Roma l'8 agosto 1685. La sua opera pittorica è stata considerata sempre in maniera riduttiva e forse grazie alla grande mostra allestita nella chiesa di San Francesco a Sassoferrato i critici hanno scoperto un pittore di grande livello. Il suo stile particolare si riconosce dai panneggi, dagli atteggiamenti delle figure, dall'intensità cromatica, dalla pennellata caratteristica e dai preziosi dettagli. Le sue opere sono moltissime e tra le più importanti ricordiamo: La Madonna del Rosario a Santa Sabina a Roma, un'Annunciazione nel duomo di Camerino, una Vergine
col Bambino dormiente nelle chiesa di San Giorgio a Macerata, una Madonna a San Clemente a Roma, una Madonna a San Giovanni Laterano, un Ritratto di Monsignor Ottaviano Prati nella Galleria d'arte antica di Roma, una Madonna addolorata alla Galleria degli Uffizi a Firenze, una Madonna alla Pinacoteca Brera a Milano. All'estero troviamo: un Pianto sul Cristo morto nel Kaiser Friedrich Museum di Berlino, una Crocifissione nella Galleria Weber ad Amburgo, una Vergine, Gesù Bambino e San Giovanni Battista al Louvre di Parigi, una Vergine col bambino dormiente al Prado di Madrid.
SALVOLINI
Urbano (via)
da Via Caucci a Via S. Margherita - Rione Pietralacroce.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. n. 41016/3 del 5/2/71.
Urbano Salvolini, medico, nacque a Roversano (Forlì) il 8 novembre1873 e morì ad Ancona il 21/4/1951. Si laureò in medicina e chirurgia a Roma il 13 luglio1898, fu compagno di studi di Maria MontessoriDopo vari ospedali e condotte mediche venne, per concorso, ad Ancona il 15/5/1916 per la condotta del Rione Archi e Porto Duomo S. Pietro fino al 1945; poi come libero professionista. Organizzò, nel 1915, assieme al Prof. Modena, al Prof. Recanatesi ed altri, l'Università Popolare con l'intento di portare ad un livello superiore gli operai, specie i facchini dei rioni Porto ed Archi. Fu socio fondatore e segretario dell'accademia medica chirurgica
del Piceno. Conosceva varie lingue, oltre l'inglese, il tedesco e il francese; ebbe corrispondenza con il Prof. Magnasco che pubblicò un opuscolo della Hoepli "Lingua giapponese parlata" (1921). Durante la resistenza, ad Osimo, si prodigò per gli sfollati usando la sua professione in maniera disinteressata. Al termine del periodo d'occupazione tedesca, sempre ad Osimo, organizzò la distribuzione gratuita del grano esistente nei magazzini dei principi Bellini, assumendosi la piena responsabilità sia nei confronti dei proprietari, che degli occupanti. Ad Ancona, nei rioni "Archi" e "San Pietro", vivo è il ricordo di questo medico disinteressato, preparato, umano con i poveri e comprensivo con i clienti. Salvolini fu anche corrispondente di vari giornali scientifici, studioso ed umanista.
SAN BIAGIO
(via)
da Corso Garibaldi a Corso Mazzini - Rione Plebiscito.
Fu vescovo di Sebaste in Armenia nel IV secolo ed è il santo protettore di Ragusa di Dalmazia. È invocato dal popolo contro i mali di gola. Si festeggia il 3 febbraio. Il toponimo trae la denominazione dalla vicina Chiesa settecentesca di S. Biagio. Anticamente il primo tratto della via era denominata Via delle Conce per la presenza degli artigiani che si occupavano della conceria delle pelli.
SAN CATALDO
(via)
da Via S. Pietro al Largo Belvedere - Rione S. Pietro.
Il toponimo ricorda l'antica fortezza malatestiana intitolata a S. Cataldo, patrono di Taranto, monaco irlandese del VII secolo, pellegrino in Terrasanta, morto a Taranto. Si festeggia il 10 maggio ed anche l'8 marzo. La rocca, denominata anche Cassero, venne distrutta dagli anconetani alla fine del Trecento, perché considerata un pericolo per la loro libertà.
SAN COSMA
(e Damiano) (via)
tra Corso Mazzini e Via Elia - Rione Plebiscito.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Prende il nome dalla Chiesa di San Cosma che si trova in tale località. Cosma e Damiano sono martiri cristiani, nati a Cirro in Siria, che furono decapitati nel corso della persecuzione di Diocleziano. Nacque poi la credenza che in vita fossero stati medici e dei medici sono considerati i patroni. Si festeggiano il 26 settembre.
SAN COSTANZO
(via)
da Via S. Stefano a Via S. Stefano - Rione S. Stefano.
Atto consiliare n. 25 del 27/1/1975 cc. ss. n°4553/3 del 27/2/1975.
La via porta il nome del mansionario Costanzo, vissuto tra il V o il VI secolo e dedito al servizio della Chiesa Cattedrale di S. Stefano. Gregorio Magno, in un suo "Dialogo", ne esalta la profonda umiltà e la sua virtù taumaturgica, e lo descrive piccolo di statura, ma grande per la santità della vita. Adimostrare come Dio si serva degli umili per i fatti straordinari, si dice che il pio mansionario versava acqua, invece dell'olio nelle lampade che si accendevano egualmente. Il corpo di S. Costanzo che, in un primo tempo, fu certamente sepolto nella Cattedrale di S. Stefano, ora è venerato a Venezia nella chiesa di S. Trovaso; molto probabilmente venne rapito durante qualche assedio della città in cui erano presenti, come nel 1173, le navi venete.
SAN FRANCESCO
(piazza)
è compresa tra Via Pizzecolli e Via Matas - Rione Porto, San Pietro.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. ° 18395/2 dell'8/8/60.
La denominazione deriva dall'antica chiesa soprastante di S. Francesco. Il lato sinistro della piazza è formato dal palazzo dei Ferretti. Il Santo, fondatore dei frati minori, dell'ordine delle clarisse e del terzo ordine francescano, nacque nel 1181 ad Assisi; nel 1206 si dedicò alla predicazione evangelica. Il movimento religioso cui egli dette vita fu il più importante, come ideale e pratica del vivere, di tutti i movimenti rinnovatori sorti prima e dopo di lui, dai quali si distinse perché condotto nell'ambito della Chiesa Cattolica e per la sua elevata spiritualità, consistente soprattutto nel disprezzo d'ogni bene materiale e nell'amore di Dio e degli uomini. Alla storia della letteratura San Francesco interessa per il suo famosissimo Cantico delle creature dove predica l'amore, oltre che verso Dio, indistintamente verso tutte le creature del creato. Morì il 3 o il 4 ottobre del 1226, circondato dai suoi frati, dopo il tramonto.
SAN FRANCESCO
(scale)
da Piazza San Francesco a Via Fanti - Rione San Pietro.
La denominazione deriva dalla chiesa di San Francesco alle Scale che fu fondata dal Vescovo Nicola degli Ungari nel 1323 e fu completata nel 1458 con la costruzione del portale da Giorgio Orsini, che anni prima aveva realizzato la scalinata che dava il nome alla chiesa. Fu rinnovata tra il 1777 ed il 1790 dall'architetto F. M. Ciaraffoni. Dopo il 1943 la chiesa fu ristrutturata facendo riferimento alle antiche strutture, ma l'attuale edificio è un falso Settecento. Lungo la via troviamo Palazzo Casari, oggi sede della Provincia Francescana dei Frati Minori Conventuali.
SAN GAETANO
(vicolo)
da Via Oddo Di Biagio a Via Scosciacavalli - Rione San Pietro.
Trae la denominazione dall'antica Chiesa di S. Gaetano ora trasformata in abitazione. Sacerdote, nacque a Thiene nel 1480 e morì a Napoli nel 1547. Si laureò a Padova in diritto e fu poi ordinato sacerdote nel 1516. In seguito, nel 1527, fu imprigionato dai lanzichenecchi e poi si rifugiò a Venezia. Nel 1533 si trasferì a Napoli, dove diede vita a molte opere d'assistenza caritatevole tra le quali il Monte di Pietà di Napoli che oggi è l'attuale banco di Napoli. Fu beatificato nel 1671 e viene festeggiato il 7 agosto.
SAN GASPARE
(via)
da Via Brecce Bianche a Via Brecce Bianche - Quartiere dell'Università.
Deliberazione consiliare n. 2128 del 2/12/1985.
Gaspare Bretoni, (detto Gaspare del Bufalo) missionario, fondatore dell'Istituto dei Missionari di S. Gaspare, nacque a Verona nel 1777 e ivi morì nel 1853. Fu fatto sacerdote nel 1800 e nel 1816 istituì la congregazione delle Sacre Stimmate di N. S. Gesù Cristo. Fu beatificato nel 1989 e viene festeggiato il 12 giugno.
SAN GIACOMO
della Marca
strada che costeggia il muro di cinta del cimitero di Tavernelle.
Delibera n. 323 del 18/5/2000.
Santo, francescano, nacque a Monteprandone nel 1394 e morì a Napoli nel 1476. Seguace di San Bernardino da Siena, predicò in Ungheria, combattè gli ussiti, trattò per il papa al Concilio di Basilea, raccolse aiuti per la crociata contro i Turchi. Combattè l'usura e diede impulso alla diffusione dei monti di pietà. Fu molto criticato per la lotta che fece contro i fraticelli. Si festeggia il 28 novembre.
SAN MARCELLINO
(via)
da Via Veneto a Via S. Stefano - Rione S. Stefano.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 dell'8/8/60.
Il nome della via ricorda il primo Vescovo di Ancona, vissuto tra il V ed il VI secolo.
SAN MARCO
(vicolo)
traversa di Via Cialdini - Rione Capodimonte.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
La denominazione ricorda l'omonima chiesa di cui si ha notizia sin dal 1198; oggi, dopo i danni della guerra e del terremoto, non rimangono che ruderi. Marco Evangelista, missionario e compagno degli apostoli Pietro e Paolo, autore del Vangelo che porta il suo nome; secondo alcuni egli sarebbe stato il fondatore e vescovo della Chiesa di Alessandria, ove sarebbe morto; altri dicono che le sue ossa furono traslate a Venezia e per questo motivo è stato proclamato patrono della città. Si festeggia il 25 aprile.
SAN MARTINO
(via)
da Via Palestro a Via Giannelli - Rione Rodi, Santo Stefano.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
San Martino della Battaglia, centro in provincia di Brescia, nel comune di Desenzano del Garda, situato a 87 metri sul livello del mare. Il toponimo ricorda la battaglia di San Martino che si combattè il 24 giugno 1859 tra l'esercito sardo, comandato da Vittorio Emanuele II, e quello austriaco schierato sulle colline della riva destra del Mincio. Sull'altura di S. Martino, una torre dotata di faro proietta luce tricolore dal tramonto all'alba.
SAN PIETRO
(VIA)
da Via Fanti a Via Oddo Di Biagio - Rione San Pietro.
La via è così denominata per la presenza della Chiesa romanica di S. Pietro, danneggiata dal bombardamento del I novembre 1943 ed in seguito distrutta, di cui sono visibili i resti dell'abside medioevale. Verso la fine del Settecento l'architetto Daretti trasformò l'interno della chiesa da medioevale in barocca. Pietro, uno dei dodici Apostoli, era originario di Betsaida, sulla riva nordorientale del lago di Gennesaret ed abitava a Cafarnao esercitando il mestiere di pescatore. In un primo tempo fu seguace di Giovanni Battista e poi discepolo di Gesù. A Pietro è attribuito il primo miracolo dopo la morte di Cristo e precisamente la guarigione dello storpio davanti alla Porta del Tempio. Secondo molte testimonianze letterarie ed archeologiche, sembra che abbia vissuto a Roma e che sia morto martire insieme all'apostolo Paolo, durante la persecuzione di Nerone. La tradizione e le indagini archeologiche indicano sul colle Vaticano il luogo della sua sepoltura.
SAN SPIRIDIONE
(via)
da Via Podesti al Vicolo Malacari - Rione Capodimonte.
Il nome della via è dato dall'antica chiesa di S. Spiridione che sorgeva nei pressi. Dopo la metà dell'Ottocento venne destinata a scuola pubblica ed oggi, dopo i danni sismici del 1972, è stata ristrutturata e l'edificio è stato adibito ad alloggi per anziani.
Spiridione è stato vescovo, vissuto nel IV secolo, di Trimitunte (Cipro); è rimasto molto popolare nella chiesa greca; si festeggia il 12 dicembre.
SANTA MARGHERITA
(via)
da Via Trieste a Via di Pietralacroce - Rione Passetto, Pietralacroce.
Il toponimo ricorda Margherita di Antiochia; forse fu vittima della persecuzione di Diocleziano ma della sua vita non si sa quasi nulla. Fin dall'antichità fu molto venerata presso i Greci e nel Medioevo fu implorata in modo particolare dalle partorienti. In Grecia viene festeggiata il 17 luglio con il nome di Marina, mentre da noi si festeggia il 20 luglio. La sua immagine è sempre ritratta con un drago sdraiato ai suoi piedi.
SANTA MARIA
(piazza)
è compresa tra Via della Loggia, Via della Dogana, Via Catena - Rione porto.
La piazza, che prende il nome dalla chiesa che ne occupa uno dei lati, fu formata intorno al mille e poi adibita a mercato settimanale. Negli ultimi anni del millecento, la piazza fu scelta per tenervi la cerimonia del giuramento del Podestà. Anticamente la chiesa di S. Maria della Piazza fu detta del Canneto e poi del Mercato ed era a tre navate. A causa del terremoto del 1690 crollò parte del campanile e la zona alta della facciata ed i lavori di restauro furono eseguiti in due riprese, nel 1721 e nel 1753. Nei primi decenni dell'Ottocento la chiesa fu chiusa e riaperta varie volte. Durante la guerra, negli anni 1940-1944, subì vari danni che si aggiunsero a quelli arrecati dal deterioramento del tempo.
I quattro vangeli, specialmente quelli di Matteo e Luca, sono i documenti dai quali si è attinto per avere notizie sulla vita di Maria. Dovrebbe essere nata circa 20 anni prima dell' era volgare; i suoi genitori furono Gioacchino ed Anna; giovanissima si fidanzò con Giuseppe e quando lo sposò visse con lui a Nazareth fino al censimento ordinato da Augusto che li obbligò a recarsi a Betlemme, dove Maria diede alla luce Gesù. Nei secoli le sono stati dedicati innumerevoli chiese, santuari, dipinti ed a lei sono rivolte due speciali preghiere: l'Ave Maria e la Salve Regina, la prima usata già nell'antichità, la seconda di origine medioevale.
SANTO STEFANO
(via)
da Via Montebello a Via Circonvallazione - Rione Santo Stefano.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Il toponimo ricorda l'antica Basilica paleocristiana di S. Stefano; salendo da Via Montebello, sulla destra della via si possono vedere le Mura del Campo trincerato. La strada termina alla Porta S. Stefano, costruita nel 1810 e dove era anche il ponte levatoio, oggi scomparso.
Secondo quanto si rileva dagli atti degli Apostoli, Stefano svolgeva con grande successo opera di evangelizzazione ed ha il titolo di protomartire perché fu il primo a essere martirizzato in nome della fede di Cristo. Giudicato colpevole dal Sinedrio, perché accusato di aver bestemmiato Dio, la religione ed il tempio, fu giudicato colpevole e lapidato nel 36 o 37 d.C.. Si festeggia il 26 dicembre.
SANZIO RAFFAELLO
(via)
da Via De Gasperi a Piazza da San Gallo - Rione Montirozzo, Archi.
La via è intitolata all'insigne pittore nato ad Urbino il 16 aprile 1483 e morto a Roma il 6 aprile 1520. Il più celebre e rappresentativo tra i pittori italiani del Rinascimento, dotato di innato senso di grazia e di dolcezza, fu formato alla scuola del Perugino e nelle opere giovanili rivela forme aggraziate, linee fluide e colori smaltati. Piero della Francesca, come pittore, e il Laurana, come architetto, completano nella città di Urbino, una formazione impostata all' unione tra volumi e sviluppi lineari di cui troviamo testimonianza nel "Sogno del cavaliere, alla National Gallery di Londra e nelle "Tre Grazie" al Musée Condé di Chantilly. Il periodo umbro si conclude con il famoso "Sposalizio della Vergine", opera ad impianto piramidale che, muovendo dalla cupoletta del tempio, raccoglie le figure in primo piano. Nel 1504 Raffaellò si recò a Firenze dove sicuramente subì il fascino e l'influenza di Leonardo. Tra il 1509 ed il 1512 fu chiamato da papa Giulio II a decorare le stanze vaticane di cui ricordiamo quella denominata la "stanza della Segnatura" con la Disputa del Sacramento, la Scuola di Atene e Il Parnaso. Tra i suoi grandi quadri ricordiamo: la Madonna Sistina di Dresda, la Madonna della Seggiola di Pitti, il ritratto di Leone X agli Uffizi di Firenze, la Velata a Palazzo Pitti, il Baldassar Castiglione al Louvre di Parigi. L'opera di grande decorazione lo tiene impegnato anche alla Farnesina, dove la "Sala di Psiche" con il mito di Galatea mostra una valorizzazione della cultura classica. Nella pinacoteca vaticana vi è una sua opera incompiuta, "La Trasfigurazione", dove si nota,
come già nel 1520 Raffaello riveli anticipazioni del manierismo italiano.
Anticamente la strada collegava il piano di S. Lazzaro alla Porta di Capodimonte; era quindi la via di accesso principale alla città finché non venne sostituita dalla strada litoranea con la costruzione di Porta Pia nel 1789. Ha avuto diversi toponimi; prima di essere intitolata al grande pittore urbinate la strada portava il nome di Decollato per la presenza, all'incrocio con l'attuale Via Rossini, della chiesa di S. Giovanni Decollato. Interrotta una prima volta dalla linea ferroviaria Ancona - Pescara nel 1863, venne nuovamente tagliata, nel dopoguerra, per la costruzione di Via De Gasperi.
SAPPANICO
(frazione)
Non si hanno elementi certi per spiegare l'origine del nome di questa località che in ogni caso sembra di epoca remota, possiamo comunque ritenere che l'antico castello di Sappanico, ridotto oggi a pochi ruderi, specie per i danni prodotti dal terremoto del 1930, possa essere stato edificato nel XII secolo. La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Ippolito, anche essa gravemente danneggiata, è stata ricostruita a valle presso la pubblica via; è a una sola navata, con presbiterio, altare maggiore e due cappelle laterali. Nella sacrestia esiste un quadro rappresentante Cristo e la Samaritana di pregevole fattura, ma di ignoto autore.
SARACINI
Umberto (via)
da Via G. Pergolesi a Via Marconi - Rione piano San Lazzaro.
Umberto Saracini, nacque nel 1900 e morì nel 1941. A diciassette anni partì volontario per la guerra del '15-'18. Fu congedato nel 1919 e, completati gli studi, fu nominato sottotenente di complemento. Fu in Libia nel '35 durante la campagna italo-abissina, nel '36 fu ammesso alla scuola di guerra, nel '37 ottenne la promozione a capitano e la promozione a maggiore nel 1940. Giovane eroe, cadde sul fronte greco-albanese, al comando del I battaglione del 14° reggimento fanteria, il 23 gennaio 1941. Per consacrare il suo eroismo in battaglia gli fu data, alla memoria, la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
SARNANO
(largo)
tra Via G. Bruno e Via Urbino - Rione Piano San Lazzaro.
Atto commissariale n. 411 del 13/3/68 Pref. n. 9457/3 dell'11/7/68.
Sarnano, comune in provincia di Macerata, situato a 539 metri sul livello del mare su un colle alla destra del torrente Tennacola. Vi è un rinomato centro termale che favorisce il movimento turistico; molto buone sono le strutture per gli sport invernali. Vi è anche un'industria per l'imbottigliamento dell'acqua minerale. Tra i monumenti da ricordare, sono la chiesa di S. Maria Assunta del XIII secolo e la chiesa di S. Francesco del XIV secolo. Nella pinacoteca, nella biblioteca e l'archivio sono conservati pregevoli opere d' arte e codici miniati.
SASSOFERRATO
(via)
da Via Serra S. Quirico a Via Genga - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref. n. 4081 del 17/2/51.
Sassoferrato, comune della provincia di Ancona, situato a 386 metri sul livello del mare, alla sinistra del torrente Sentino, è costituito da una parte in pianura denominata Borgo sin dal XIII secolo, e da una parte più elevata denominata il Castello sin dall'XI secolo. Tra i monumenti da ricordare, sono la chiesa di S. Maria del Piano di epoca rinascimentale, il Palazzo dei Priori che è sede del Museo Archeologico ed il Palazzo Montanari che ospita la Galleria d'Arte Moderna Contemporanea. Nelle vicinanze si trova la chiesa di S. Croce, in stile romanico, che è stata edificata con materiale proveniente dall'antica città romana di Sentinum.
SAURO
Nazario (banchina)
dallo scalo V. Emanuele al Molo Nord - Rione Porto.
Nazario Sauro, nacque a Capodistria nel 1880, si arruolò volontario nella Marina Italiana col grado di Tenente di Vascello. In seguito venne fatto prigioniero dagli Austriaci e salì sul patibolo a Pola il 10 agosto 1916. Per il suo eroico comportamento gli venne concessa la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.
SAVIOTTI
Enrico (largo)
area compresa tra Via Tavernelle e Via Petrarca - Rione Tavernelle.
Atto consiliare n. 1508 del 18/7/1995.
Enrico Saviotti, nato nel 1926, morto nel 1984 è stato, pittore, poeta improvvisatore in vernacolo, testimone della tradizione popolare cittadina; personaggio di "popolo", comunemente noto come "Murtatela".
SCANDALI
Duilio (via)
da Via Circonvallazione a Via XXV - Rione Rodi, S. Stefano, Valle Miano.
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
Duilio Scandali, poeta, nacque il 27 novembre 1876 e visse ad Udine i primi anni dell'infanzia. In seguito si trasferì ad Ancona, anche se per ragioni di lavoro (era impiegato presso il Ministero delle Poste e Telegrafi) trascorse lunghi periodi in altre città. Uomo di grande cultura letteraria, scientifica, artistica, teatrale, archeologica, collaborò a riviste, quotidiani e periodici e fu socio dell'Istituto marchigiano di Scienze, Lettere ed Arti. Duilio Scandali è il caposcuola del vernacolo anconetano. Tra i numerosi testi ricordiamo: Scenette e Scenate, La bichierola, El Vangelo de mi' Nona e tanti altri. Il comune di Ancona ha poi pubblicato, nel 1964, tutti i suoi lavori nell'Opera Omnia.
SCATAGLINI
Franco (via)
da Via Luigi Albertini a Via Saturno Schiavoni - Zona Baraccola.
Franco Scataglini, poeta, nacque ad Ancona nel 1930 e morì ad Ancona il 28 agosto 1994. Lavorò per circa vent'anni, senza pubblicare, sia sui poeti provenzali sia sulle fonti dell'idioma anconetano, di cui è testimonianza l'edizione del canzoniere di Olimpo da Sassoferrato. Tra le sue opere ricordiamo: E per un frutto piace tutto un orto, So' rimaso la spina, Carta laniena. Nel pieno della sua maturità scrisse: la sezione Laudario del volume antologico Rimario agontano ed il poema La Rosa che per la sua espressività è considerato un punto fermo della poesia italiana del secondo dopoguerra. Gli è dedicato un centro studi di ricerche e documentazione.
SCHIAVONI
Saturno (via)
da Via Albertini a Via Scataglini.
Delibera n. 2454 del 29/11/94.
Saturno Schiavoni, detto "Turno", nacque ad Ancona il 14/9/1899 e morì a Roma il 21/9/1971. È considerato uno tra i migliori poeti dialettali di Ancona e delle Marche; inoltre è stato un commediografo dialettale abbastanza noto ed i suoi lavori teatrali hanno ottenuto un vero successo di pubblico e di critica; tra i più famosi ricordiamo: Girani rosci, Tre foie d'edera, Coabitazione, rivista in due tempi, Vigolo cego, dramma in tre atti. I personaggi da lui rappresentati raffigurano la vita nelle sue alterne vicende di gioia e di dolore, di cadute e di trionfi, di lotta e di conquiste. Tra le sue tante poesie, notevole per l'ispirazione quasi lirica, è da ricordare Na' goccia d'inchiostro, trentotto versi di grande originalità e profondità di significato.
SCOSCIACAVALLI
(via)
da Via Bernabei a Via del Faro - Rione San Pietro.
Così denominata perché in ripida salita e per il fatto che, prima che la via fosse costruita, i cavalli che vi trainavano i carri sdrucciolavano e si scosciavano, con grande letizia dei popolani che andavano a mangiarne la carne nella sovrastante osteria di Rosalia.
SCRIMA
(via)
da Piazza U. Bassi a Via Ascoli Piceno - Rione Piano San Lazzaro, Scrima.
Antica denominazione di cui si ignora l'origine ed il significato; forse "crinale".
La strada, prima della costruzione della litoranea nel 1808, era quella percorsa per accedere alla città provenendo da nord e collegava Posatora al Piano di S. Lazzaro. Il suo tracciato venne deviato dopo l'Unità d'Italia per la costruzione del forte Scrima; nel dopoguerra venne interrotta per la realizzazione di Via Pesaro.
SEBENICO
(via)
da Via Lamaticci a Via Urbino - Rione Piano San Lazzaro.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
Città della Croazia, sulla costa dalmata a nord-ovest di Spoleto. È un importante porto commerciale, una stazione balneare e un rinomato centro turistico. Fu fondata nell'Alto Medioevo, subì varie dominazioni fino a quando, nel 1920, entrò a far parte dell'allora Jugoslavia, nell'ambito della repubblica Croata, di cui ha seguito le vicende politiche. Da visitare il forte di S. Anna (secolo XV-XVI) ed il forte di S. Nicolò (1546) opera di G. G. Sanmicheli. Tra i monumenti da ricordare il principale è la cattedrale di S. Giacomo ed inoltre: la chiesa di S. Maria di Valverde, la chiesa di S. Giovanni Battista, la chiesa di S. Francesco, la chiesa di S. Barbara. Numerosi sono i palazzi patrizi di stile veneziano.
SELANDARI
Luigi (via)
da Via S. Margherita a Via S. Margherita - Rione Passetto, Pietralacroce.
Atto commissariale n. 409 del 13/9/68 Pref. n. 29202/3 del 22/11/68.
Luigi Selandari nato ad Ancona nel 1890, morto nel 1954. Medico condotto.
SENATO
(Piazza del)
tra Via Ferretti, Via Giovanni XXIII, scalone Nappi - Rione Porto, San Pietro.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Originariamente in quest'area vi erano due piazzette divise dal palazzo del marchese Del Vasto (De Giardinis): quella degli Scalzi e quella dell'Arcivescovado. A seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, questo edificio e quelli esistenti ai due lati dello scalone Nappi verranno pesantemente bombardati e demoliti nell'immediato dopoguerra liberandol'area della piazza come oggi la vediamo.
Il toponimo ricorda l'esistenza, in tale località, del palazzo nel quale gli storici pensano fosse la sede del Governo della medioevale Repubblica anconetana. Sulla piazza si affacciano alcuni palazzi di notevole importanza: il Palazzo Ferretti, oggi sede del Museo Nazionale delle Marche, il Palazzo Vescovile, il Palazzo del Senato di cui è rimasta solo la facciata restaurata, la Chiesa dei SS. Pellegrino e Teresa eretta nel 1706, che conserva un Crocifisso ligneo del XIII Secolo.
SENIGALLIA
(via)
da Via Ascoli Piceno a Via Scrima - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 pref. n. 4081 del 17/2/51.
Senigallia, comune della provincia di Ancona, a 5 metri sul livello del mare, sulla costa adriatica, alla foce del fiume Misa, dal cui tronco inferiore è costituito il porto-canale. Vi sono industrie metalmeccaniche, alimentari dell'abbigliamento, del mobilio. Attiva è la pesca e molto sviluppato il turismo balneare, facilitato anche da ottime strutture ricettive, tanto che la spiaggia di Senigallia è conosciuta come "la spiaggia di velluto". Fu colonia romana col nome di Sena Gallica e fu fondata intorno al 283 a.C., quando i Galli Senoni furono assoggettati e da loro prese il nome. È in parte ben conservata la cinta di mura del secolo XV che racchiude il nucleo urbano originario. Da ricordare la chiesa di San Martino, del 1740, dove sono conservati dipinti del Guercino e di Palma il Giovane. Notevole anche il palazzo Comunale ed i Portici Hercolani del XVIII secolo, importante opera di sistemazione urbanistica costruita da Alessandro Rossi.
SENTINO
(via)
da Via Metauro a Via Conca - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 29202/3 del 22/11/68.
Sentino, fiume delle Marche. Tra il Sentino ed il Marena è situata l'antica città di Sentinum, nota per la battaglia che vi si svolse nel 295 a.C. tra Romani (con alleati i Piceni) e una coalizione di Etruschi, Galli, Umbri e Sanniti. Nella gola attraversata dal fiume Sentino esistono numerose grotte, che hanno dato industria litica e ceramica dell' età del Bronzo.
SEPPILLI
Armando (via)
da Via Bornaccini a Via B. Gigli - Rione Grazie.
Atto commissariale n. 409 del 13/9/68 Pref. n. 29202/3 del 22/11/68.
Armando Seppilli, compositore e direttore d'orchestra, nacque ad Ancona il 19 agosto 1860 e morì a Milano nel 1931. Studiò al conservatorio di Milano dove fu allievo del violinista e compositore Antonio Bazzini e del compositore Amilcare Ponchielli; nel 1886 si diplomò. Due anni dopo partecipò al XX concorso indetto dalla casa musicale Sonzogno, presentando l'opera Andrea di Francia, ma non vinse. In seguito il Seppilli fece rappresentare al teatro Lirico di Milano, ottenendo un buon successo, l'opera in tre atti La nave rossa. Aquesta seguì, nel 1912, La Cinguallegra, romantica fiaba teatrale in tre atti, che ottenne buoni successi a Milano. Nonostante
il suo teatro fosse privo di originalità, il Seppilli fu un artista sensibile e di qualità; durante la sua carriera compose brani di musica da camera e scrisse liriche per canto e pianoforte. Fu anche direttore d'orchestra e diresse sia in Italia che all'estero. Dal 1925 insegnò pianoforte e composizione nel liceo musicale di Milano.
SERPE (
Vicolo della)
traversa di Via Saffi - Rione Porto.
La denominazione della via è antica; qualcuno fa riferire il toponimo ad una serpe che sembra vi fosse stata rinvenuta, altri alla ripidità e all'andamento della strada che portava dalla zona alta della città al porto.
SERRA SAN QUIRICO
(via)
da Via Ascoli Piceno a Via Fabriano - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref. n. 4081 del 17/2/51.
Serra San Quirico, comune della provincia di Ancona, situato a 300 metri sul livello del mare, su un colle alla sinistra dell'alta valle del fiume Esino, vicino alla Gola della Rossa.
SIMEONI
Carlo (via)
da Piazza Cavour a Via Montebello - Rione Vittoria, Santo Stefano.
Carlo Simeoni, nacque nel 1904 e morì nel 1936. Nel 1926 conseguì il brevetto di pilota dell'aeronautica militare. Nel dicembre 1935 fu assegnato alla XIII squadriglia di stanza in Eritrea. Tenente pilota di velivolo da bombardamento, cadde durante le operazioni per la conquista dell'Impero Etiopico e precisamente nel volo di guerra effettuato nel cielo della Dancalia il 10 marzo 1936. Per il suo comportamento coraggioso e risoluto meritò la Medaglia d'Argento al Valor Militare.
SIMONETTI
(via)
da Corso Garibaldi a Corso Mazzini - Rione Plebiscito.
La denominazione della via trae origine dal Palazzo, già di proprietà dei Principi Simonetti, che si trova su un lato della strada. I Simonetti furono patrizi di Ancona, Rieti, Macerata, Roma, Cingoli. Il capostipite fu un certo Cassio che visse nel 1140; conta uomini d'arme, patrioti, governatori, vicari, senatori, podestà, monaci, ecc.. Del periodo rinascimentale da ricordare Annibale, ministro di Pio IX e Rinaldo, combattente, senatore del Regno, che visse ad Ancona.
SIROLO
(via)
da Via Falconara a Via Filottrano - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref. n. 4081 del 17/2/51.
Sirolo, comune della provincia di Ancona, situato alle falde del Conero. È un paese che vive di tradizioni marinare e montanare ed oggi molto sviluppato è il settore turismo; nella piazzetta del paese, che è anche una magnifica terrazza da cui si godono splendidi panorami, si tengono numerose manifestazioni estive. Anticamente Sirolo era un feudo dei Conti Cortesi ed il centro storico è tutto dentro la rocca, ricca di aspetti caratteristici.
SOLITARIO
(Vicolo del)
da Via Fanti a Via del Faro - Rione San Pietro.
Così denominato perché poco frequentato.
SPADONI
Domenico (Via)
inizia da Via Di Vittorio e termina su Via Grandi - Zona Baraccola.
Deliberazione Consiliare n. 527 del 5/4/1982.
Domenico Spadoni, scrittore, storico, nacque a Macerata il 24 luglio 1871, dove morì nel 1944. Nel 1893 si laureò a Macerata in legge con una tesi sulla mezzadria in relazione agli interessi dell'agricoltura. In seguito fondò e diresse "La campana", il primo settimanale socialista della provincia. Fu poi segretario dell'Università di Macerata e direttore della Biblioteca. Fu anche direttore della segreteria dell'Università di Pavia e segretario al ministero della pubblica istruzione dal 1915 al 1918.
Tra le sue opere più note ricordiamo: La cospirazione di Macerata del 1817, Il tentativo marchigiano-romagnolo del 1817, Garibaldi e garibaldini nelle Marche, scrisse anche molti saggi storici tra i quali: La trama mazziniana del 1853 nelle Marche, Settanta anni di patriottismo marchigiano, Il governo pontificio e i primi processi carbonici marchigiani.
SPALATO
(via)
da Via G. Bruno a Via Ragusa - Rione Piano San Lazzaro.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
Città della Croazia, (antica Salona, odierna Split) situata su un promontorio, presso un'insenatura, munita d'un buon porto.
Vi sono varie industrie alimentari, chimiche, elettrotecniche e possiede anche un notevole movimento turisticoLa città è costituita da vari quartieri con caratteri topografici distinti come la Città Vecchia entro le mura del Palazzo di Diocleziano ed a ovest la Città Nuova con intorno i sobborghi moderni. Tra i monumenti di rilievo ricordiamo, due chiesette preromaniche, quella di S. Martino e quella della Madonna del Campanile, il Duomo che è ottagonale e periptero all'esterno, circolare nell'interno. Nel tesoro conservato nel Duomo vi è un prezioso Evangeliario miniato del VII secolo. Tra i musei importante la Galleria d'arte ed il Museo Archeologico.
SPARAPANI
Enrico (via)
da Via Togliatti all'incrocio con Via Tiraboschi e Via Togliatti - Quartiere Monte Dago.
Atto consiliare n. 581 del 28/3/1988.
Enrico Sparapani (1897-1972), Deputato, Vice-Sindaco di Ancona; è stato Presidente di importanti Enti presso i quali, prestando la sua opera competente, ha contribuito notevolmente alla ripresa economica della città nel periodo successivo alla liberazione. È ricordato come uno dei personaggi più rappresentativi e validi della democrazia italiana nella provincia e nell'intera regione.
SPONTINI
Gaspare (via)
da Via G. B. Pergolesi a Via Rossini - Rione Montirozzo.
Gaspare Luigi Spontini, nato a Maiolati nel 1774 e morto nel 1851, celebre musicista, fu una delle maggiori glorie della composizione italiana. Studiò al conservatorio napoletano della Pietà dei Turchini e poi andò a Roma nel 1795.
Nel 1803 si trasferì a Parigi. Dal 1803 al 1806, compose il suo capolavoro, La Vestale, tragedia lirica in tre atti che fu rappresentata all'Opéra nel 1807 ottenendo un clamoroso successo. Nel 1829 andò a Berlino dove assunse la direzione del teatro reale e della musica di corte; in questo periodo scrisse il suo ultimo capolavoro Agnes von Hohenstaufen opera in tre atti tratta da un soggetto medioevale tedesco.
Nel 1850 si ritirò in Italia. Nella storia del teatro musicale Spontini occupa un posto di primissimo piano; fu un neo-classico dallo stile nobile e di inesauribile vena artistica. Tra le sue numerose altre opere ricordiamo: I puntigli delle donne, La finta filosofa, Olimpie, tragedia lirica in tre atti.
STAMIRA
(corso)
da Piazza Kennedy a Piazza Cavour - Santo Stefano, Capodimonte.
La via porta il nome dell'eroina anconetana del XII secolo che durante l'assedio del 1174 da parte delle truppe di F. Barbarossa, appiccò il fuoco alle navi dell' esercito nemico.
STELLUTO
(vicolo)
da Via Fanti a Via Di Biagio - Rione San Pietro.
Anticamente la via era denominata Via dei Forni di S. Pietro e solo nel 1816 assunse il nome attuale, di cui non si conosce l'origine.
STORTA
(Vicolo della)
da Via Saffi a Via Pizzecolli - Rione Porto.
Circa la denominazione della via si dice che il nome derivi dall'andamento tortuoso della strada.
Anticamente invece il nome sembra derivasse dal fatto che, nella zona, abitava una donna brutta e perfida di nome Peppa Storta, dalle gambe deformi, famosa per i suoi violenti litigi.
STRACCA
Benvenuto (piazza)
è compresa fra Via Pizzecolli, Via Ferretti e Vicolo dei Tribunali - Rione Porto, San Pietro.
Atto consiliare n. ° 208 del 6/4/51 pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Benvenuto Stracca, nacque ad Ancona nel 1509 ed ivi morì nel 1578; giurista, esercitò l'avvocatura nella sua città dove ricoprì anche importanti cariche pubbliche. Fu il primo a considerare il diritto commerciale come un complesso di norme a sé, distinto da quello del diritto civile. Nel 1553 scrisse l'opera "De Mercatura sive de Mercatore" di cui sono particolarmente importanti le parti relative al fallimento ed al diritto marittimo.
Anticamente la piazza era denominata Piazza della Farina poiché vi si teneva il mercato del grano e della farina. In seguito fu detta Piazza del Gesù, dalla chiesa omonima; solo dopo il 1950 è stata intitolata al giurista anconetano. Sulla piazza si affacciano edifici di rilievo, quali il Palazzo degli Anziani, la Chiesa del Gesù, rinnovata nel 1743 dal Vanvitelli ed il seicentesco Palazzo Baldi.
SUD
(molo)
dal ponte del Lazzaretto Vanvitelliano alla Lanterna Verde.