GABRIELLI Diomede (Via)
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inizia da Via Caduti del Lavoro termina su Via Brecce Bianche - Zona Baraccola.
Atto consiliare n. 527 del 5/4/1982.
Diomede Gabrielli nacque ad Ancona nel 1850. Fu promotore ed organizzatore delle prime associazioni
di mutua assistenza dei lavoratori portuali.
Capo di una squadra di facchini al porto, a diciassette anni partecipò alla spedizione di Mentana e fu fatto prigioniero. Nel 1872 abbandonò il partito repubblicano e fondò la sezione internazionalista di Ancona. Delegato al secondo congresso della federazione italiana dell'Internazionale, il 12 marzo 1873 fu arrestato a Mirandola e, condotto a Modena, fu condannato a due anni di carcere. Nel 1876 fu tra gli internazionalisti marchigiani processati a Bologna con Andrea Costa. Nel periodo successivo rappresentò la continuità del movimento anarchico specie nell'ambiente dei portuali. Per molti anni, dall'aprile 1879 all'aprile 1889, fu ininterrottamente
colpito dall'ammonizione e sottoposto a stretta sorveglianza. Fu probabilmente il principale promotore del convegno dei gruppi anarchici marchigiani che si tenne a Senigallia nel dicembre 1888. Nel 1913 era iscritto al Circolo di studi sociali. Nel 1919 era ancora sotto vigilanza. Morì ad Ancona il 9 dicembre 1924.
GALILEI Galileo (Piazza)
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compresa tra Via Tamburini, Viale L. Da Vinci e Via Redi - Rione Collemarino.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Fisico, matematico e astronomo (Pisa 15/2/1564 - Arcetri 8/1/1642) Per la vastità degli interessi e l'influenza delle sue teorie sulla scienza moderna, può essere considerato uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi. A Pisa dal 1581 per compiere gli studi universitari, abbandonò ben presto la medicina, cui l'aveva indirizzato il padre Vincenzo, per dedicarsi a studi di matematica e fisica. Scoprì l'isocronismo del pendolo (1583), costruì una bilancia idrostatica per la misura del peso specifico dei solidi (1586), formulò fondamentali teoremi sul baricentro delle figure. Nel frattempo s'interessò anche di questioni letterarie. Docente di matematica a Pisa
(1589-92) e poi a Padova (fino al 1610). Fin dal 1590 si discostò dalle teorie aristoteliche sulla concezione del moto. Nel 1609 mise a punto il primo cannocchiale, che gli permise importanti osservazioni astronomiche. Elaborando i suoi sistemi ottici invento un microscopio (1624). Per la sua adesione alla teoria eliocentrica copernicana, subì dal Sant' Uffizio una prima diffida ad occuparsi
di tale teoria (1616). Convinto sostenitore dell'indipendenza della scienza dalla fede, nonostante la prima diffida, G. pubblicò nel 1632 il "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo". Segna l'inizio del pensiero moderno e nonostante una prima approvazione dei "revisori" ecclesiastici, provocò il processo che lo condannò (1633) al carcere a vita. La condanna fu poi trasformata nell'isolamento con il permesso di collaborare con giovani discepoli, quali Viviani e Torricelli. La più considerevole innovazione di G. rimane in ogni modo l'aver assegnato al termine "esperienza" il significato di esperimento attivo, in antitesi a quello di semplice osservazione e di aver definito l'universalità del rapporto causa-effetto nella ricerca scientifica assieme alla supremazia della matematica come strumento di validazione.
GALLIGNANO, Frazione.
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Il territorio di Gallignano era abitato fin dalle epoche della preistoria, infatti nella zona sono stati ritrovati utensili e armi di pietra dell'età neolitica, vasi di terracotta e bronzo, armi del periodo gallico-piceno e tracce di tombe romane. Per quanto riguarda l'origine del nome alcuni storici fanno riferimento ad una bolla di papa Alessandro II, del 1062, dove viene citata una chiesa di S.Antonio in "fundo Gallinatro" da qui Gallignano. Altri non escludono che la denominazione possa ricollegarsi ad uno stanziamento di Galli che dopo la sconfitta del Sentino abbandonarono le loro sedi. Il castello che anticamente vi era edificato sembra fosse stato fondato dallo stesso comune di Ancona che aveva necessità di fortificare anche le zone periferiche per difendersi dagli attacchi delle città vicine. Della vecchia roccaforte, malgrado le varie trasformazioni e adattamenti, si conservano le strutture generali e la porta d'ingresso. L'attuale chiesa parrocchiale è stata costruita ad una sola navata verso il 1790 e più volte restaurata. Sull'altare maggiore presenta una pala della Madonna con Angeli e i Santi Bartolomeo, patrono del paese, e Niccolò da Bari, titolare della chiesa, dipinta da Francesco Maria da Cagliari, (detto lo Scolopio1729). Nel 1860 il comune di Gallignano fu aggregato a quello di Ancona.
GALLO (Via del)
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da Corso Garibaldi a Corso Mazzini - Rione Plebiscito.
Antica denominazione d'origine popolare dovuta forse all'insegna di un'osteria; il toponimo potrebbe anche riferirsi alla famiglia omonima che nella zona aveva dei possedimenti.
GARIBALDI Giuseppe (Corso)
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da Piazza della Repubblica a Piazza Cavour - Rione Plebiscito, S. Stefano, Capodimonte.
La via fu sistemata a corso dall'ingegner Luigi Daretti, nel 1862; antecedentemente la via era denominata Corso Vittorio Emanuele II. Dai reperti recentemente rinvenuti si presume che la zona abbia testimonianze di epoca romana e paleocristiana. Il nuovo corso, oltre a verticalizzare la città rispetto al mare, taglia in due il vecchio ghetto ebraico ed è l'asse principale del piano urbanistico ottocentesco che si conclude con la Piazza Cavour e la cinta nuova muraria che chiude l'abitato dal forte Cardeto alla lunetta di S. Stefano.
La via è intitolata al grande eroe del Risorgimento italiano. Giuseppe Garibaldi nacque il 4 luglio 1807 a Nizza. Attratto dalla passione per il mare, fu dapprima mozzo sul brigantino Costanza, poi navigò col padre e con altri armatori in Oriente. Comandava una nave propria, quando nel 1833, in una locanda di Taganrog, sul Mar Nero, informato da G. B. Cuneo di Oneglia dell'azione politica mazziniana fu iniziato, come disse egli stesso, ai sublimi misteri della patria, e decise di dedicarsi alla causa nazionale iscrivendosi alla Giovane Italia. Giuntagli nell'aprile 1860 notizia della rivolta scoppiata a Palermo, col consenso almeno tacito del governo si
pose a capo della missione nota come spedizione dei Mille, che partì da Quarto nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860. L'11 sbarca a Marsala e vince Calatafimi; il 19 agosto passa lo stretto ed il 7 settembre entra a Napoli, vincendo poi i Borbonici al Volturno; il 29 dello stesso mese si incontra a Teano con re Vittorio Emanuele II, al quale offre il Regno conquistato. In seguito gli fu ordinato dal generale La Marmora, il 9 agosto 1866, di ritirarsi. Morì a Caprera il 2 giugno 1882.
GENGA (Via)
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da Via Ascoli Piceno a Via Fabriano - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref. n. 4081 del 17/2/51.
Comune della provincia di Ancona (a 65 km,) situato a 322 m. sul livello del mare, su di un colle alla sinistra dell'alto corso del torrente Sentino. Nell'antico paese di S. Vittore alle Chiuse (a m. 500 dalla stazione ferroviaria di Genga), trovansi le rinomate Terme di acqua solforosa. Poco lontano si trova la pittoresca gola di Frasassi con numerosissime cavità, grotte, stalattiti e stalagmiti. Nella grotta di Frasassi trovansi, la Chiesa con la Madonna col Bambino, che il Canova modellò in marmo bianco. Le grotte più importanti sono, oltre quella di Frasassi, quella dell'Infinito, del Buco del Cattivo, del Buco del Diavolo, dei Baffoni, la grotta Bella, la grotta del Fiume, nei pressi della quale scaturisce una grande sorgente di acque solforose e la grotta Grande del Vento, con il complesso Ipogeo visitato dai turisti di tutto il mondo.
GENTILE da FABRIANO (Via)
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da Via R. Sanzio a Via Tiziano - Rione Montirozzo.
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
Gentile da Fabriano, nato a Fabriano forse nel 1370, morto a Roma nel 1427. Insigne maestro che domina l'arte nelle Marche, fu il maggior rappresentante in Italia del gotico internazionale. Poco si conosce della sua giovinezza. A Firenze dipinge la grande "Adorazione dei Magi " considerata da molti il suo capolavoro. Nel 1425 a Siena dipinge la Madonna detta dei notai.
Il Vasari ci testimonia che fu molto stimato da Michelangelo, il quale usava affermare che G. da Fabriano, nel dipingere, aveva la mano uguale al suo nome. ARoma nel 1427 dipinge "Storie del Battista" nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Nello stesso anno morì, e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria Nuova. Lo stile di questo geniale pittore è unico e inconfondibile per la sua esuberanza decorativa.
GENTILONI Vincenzo (Via)
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da Via Montemarino a Via Angelini - Rione Rodi, Valle Miano.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Vincenzo Gentiloni, uomo politico, avvocato, nacque a Filottrano il 13 ottobre 1875. Come esponente del movimento cattolico, partecipò ai vari congressi che si svolsero nelle Marche dal 1897 in poi. Alla fine del 1909 fu nominato presidente dell'Unione Elettorale Cattolica e nel 1913 strinse un'intesa politica con i liberali. Morì a Roma il 15 gennaio 1923.
GERVASONI Giovanni (Via)
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da Via XXV Aprile a Via Montemarino - Valle Miano.
Atto consiliare n. 429 del 14/769 Pref. n. 24218/3.
Giovanni Gervasoni, patriota, nato a Crema il 30 aprile 1816 da Gaetano e da Quintilia Maridati. Da giovane studiò dottrine teologiche e vestì la tonaca. Gettato l'abito ecclesiastico, si arruolò nella Legione straniera. Combatté in Algeria distinguendosi in varie battaglie; insultato da un ufficiale francese si batté a duello e lo uccise e pur avendo ottenuta la grazia, dovette emigrare in Spagna. Nel'48 corre a Bologna e si arruola con il grado di 1° Tenente nel Battaglione Universitario romano. Con esso compie solo parte della campagna del Veneto perché il nove maggio'48 a Cornuda è gravemente ferito alla spalla destra. Con il grado di Capitano, comandante dell'ottava compagnia, partecipa alla difesa di Ancona; gli è affidato il posto avanzato della Lunetta S. Stefano. Nell'azione del 1° giugno del '49 fu ferito al braccio destro, nei giorni seguenti fu sempre in prima linea e si fece notare per il suo ardimento e coraggio. All'attacco
di M. Marino il 12 giugno 1849, diciannovesimo giorno d'assedio, fu colpito alla coscia sinistra e a seguito delle ferite morì l'8 luglio '49. Il suo corpo fu seppellito nella Chiesa parrocchiale di San Giovanni ad Ancona.
GHETTARELLO (Via del)
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dalla strada della Modonnetta al centro del Ghettarello - Rione Borghetto.
Atto consiliare n° 261 del 16/5/60 Pref. n° 18395/2 del 8/8/60
Ghettarello - Antica denominazione della località cui la via conduce. Nell'Ottocento due erano le vie con questa denominazione , una vicino al Ghetto, l'altra nella zona del porto.
GIANFRANCESCHI Giuseppe (Via)
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da Via Leonardo Da Vinci alla strada del Barcaglione - Rione Collemarino, Torrette.
Atto consiliare n° 261 del 16/5/60 Pref. n° 18395/2 del 8/8/60.
Giuseppe Gianfranceschi, religioso, scienziato, nacque ad Arcevia il 21 febbraio 1875 e morì a Roma il 9 luglio 1934. Studiò a Roma dove entrò a far parte della Compagnia di Gesù. Nella sua vita si occupò soprattutto di religione e di scienza. In seguito si laureò in lettere e filosofia, in teologia , in matematica ed in fisica. Insegnò fisica sperimentale all'università di Roma, fu direttore dell'Università gregoriana dove inoltre diede lezioni di fisica, chimica e astronomia. Papa Benedetto XV lo nominò presidente dell'Accademia dei Nuovi Lincei. Nel 1928 prese parte alla spedizione polare di Umberto Nobile. Di notevole importanza sono le ricerche che fece in vari campi della fisica, in special modo sulla costituzione della materia e sulla struttura dell'atomo e che sono documentate in oltre centoquaranta pubblicazioni. Nel 1936 la sua salma fu traslata da Roma ad Arcevia.
GIANGIACOMI Palermo (Via)
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da Via S. Pietro a Via del Faro - Rione S. Pietro.
La via anticamente era intitolata a Benvenuto Stracca. Il toponimo attuale è intitolato a Palermo Giangiacomi, scrittore, poeta, pubblicista, combattente. Operaio ai cantieri navali di Ancona, autodidatta, appassionato di storia e di lettere acquistò larga cultura che lo condusse ad essere nominato, nel 1924, Direttore della Biblioteca Comunale di Ancona. Nacque ad Ancona il 14 marzo 1877 e ivi morì nel 1939. Il suo interesse per la storia della città fu grande e su questo argomento scrisse numerosi libri tra cui: Ancona e l'Italia contro il Barbarossa, La storia e la guida d'Ancona, Guida spirituale d'Ancona (fu giustamente e meritatamente premiata dall'Accademia d'Italia), Traiano e Ancona, All'ombra del Guasco. Dotato di notevole umorismo e di pungente ironia scrisse numerose opere in vernacolo anconetano, quali: L'imbriago, deliziosa rappresentazione in due atti, nonché due drammi storici, I Fratelli Bandiera e Federico Confalonieri. Scrisse inoltre altri drammi storici tra cui: Una giornata allo Spielberg, Antonio Elia, Mazzini a Londra, Trent'ore di vedovanza. Da ricordare sono anche i suoi Sonetti anconetani dove, nel vernacolo, esprime il meglio del suo spirito pungente e sarcastico. Fu valorosa camicia rossa, volontario nella "Legione garibaldina picena".
GIANNELLI Antonio (Via)
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da Largo Bevilacqua a Largo Cappelli - Rione Vittoria.
Antonio Giannelli, patriota, nacque ad Ancona nel 1822. Partecipò nel 1845 ai moti rivoluzionari detti "di Rimini", subì il carcere. Nel 1849, insieme all'Orsini, si adoperò per creare intese segrete con molti ungheresi che appartenevano alla guarnigione di Ancona al fine di poter così occupare la "cittadella". Quando Luigi Neri, uno dei cospiratori inviato da Mazzini, fu arrestato e sotto tortura rivelò i nomi dei congiurati, il Giannelli fu condannato a morte. Si salvò grazie all'intervento di Emma Gaggiotti, moglie di un funzionario pontificio. La donna riuscì ad ottenere, dal comandante austriaco, un nuovo processo e la pena gli fu commutata in molti anni di carcere. Il Giannelli, colpito da colera, morì in carcere ad Ancona nel 1855.
GIGLI Beniamino (Via)
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da Via Fermo in Via Torresi - Rione Grazie.
Atto commissariale n. 411 del 13/3/68 Pref. n. 9457/3 del 11/7/68.
Beniamino Gigli, uno dei maggiori tenori lirici del nostro secolo, nacque a Recanati il 20 marzo 1890. In giovane età svolse vari mestieri come apprendista sarto, commesso di farmacia ecc. A diciassette anni iniziò gli studi della musica e nel 1911 si trasferì a Roma dove, con una borsa di studi, seguì dei corsi al Liceo musicale di Santa Cecilia: il 14 ottobre 1914 debuttò nella Gioconda al Teatro Sociale di Rovigo. Ebbe quindi numerose scritture tra cui quelle per la Tosca e per la Manon Lescaut; il grande successo ottenuto segnò l'inizio della sua luminosa carriera. Dal 1920 al 1932 si stabilì a New York dove al Metropolitan trionfò con l'Andrea Chénier cantato poi per undici stagioni consecutive. In seguito cantò a Berlino, Londra, Amburgo, Budapest, dove ottenne sempre grandi successi. Nel 1930 ritornò in Italia e a Roma, dove aveva già eseguito numerosi concerti, cantò per la prima volta all'Opera rinnovata di Roma. Nel dopoguerra, dal 1947 tornò ad esibirsi in tutto il mondo fino al 1955, anno in cui tenne gli ultimi concerti a Londra, New York ed alla Rai insieme con Maria Callas. Gigli interpretò anche molti film e, con il marchio "La voce del padrone", incise moltissimi dischi. La figlia Rina seguì le orme paterne e, divenuta un discreto soprano, cantò spesso con il padre. Nel 1956 si ritirò, per motivi di salute, nella sua casa romana e il 30 novembre 1957 si spense a Roma.
GINELLI Girolamo (Via)
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inizia da Via Brecce Bianche e termina nella campagna (sotto la torre di Monte Dago) - Rione Monte Dago.
Deliberazione consiliare n. 1538 del 7/11/1983.
Girolamo Ginelli (1461 - 1506), benefattore, riconobbe al Comune, con proprio testamento, ogni potere e libertà per l'amministrazione dei beni posseduti. Gli Ordini e le Congregazioni religiose, che conducevano vita stentata nella prima metà del secolo, presero nuovo sviluppo e si accrebbero coll'intensificarsi della controriforma. Il monastero del Conero, che dopo l'abbandono da parte dei Benedettini, era passato in giurisdizione ai Vescovi di Ancona, ospitò per alcuni anni il Ginelli che, con il fratello Angelo e il suo familiare Girolamo d'Altabella, si era dedicato alla vita solitaria e contemplativa. Egli morì nel 1506, in odore di santità, lasciando esecutore delle sue volontà il comune di Ancona, che fece erigere in suo onore un'artistica tomba da Giovanni da Traù.
GIOBERTI Vincenzo (Via)
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da Via del Castellano all'incrocio di Via Benedetto Croce con Via Bartolo da Sassoferrato - Rione Tavernelle.
Atto consiliare n. 25 del 27/1/1975 cc. ss. n. 4553/3 del 27/2/75.
Filosofo e politico, Vincenzo Gioberti nacque a Torino il 5 aprile 1801 da Giuseppe impiegato e da Marianna Capra e morì a Parigi il 26 ottobre 1852. Fu ordinato sacerdote nel 1825; rivelò precocemente interessi per la letteratura e per gli studi filosofici e teologici. Il Gioberti fu essenzialmente un autodidatta che, nonostante la malferma salute, si dedicò con inaudita intensità alle più disparate letture, toccando anche il settore linguistico, storico, naturalistico, politico (con una precoce passione per il Machiavelli). In uno dei suoi appunti rivelava di essere stato "reso anti-monarchico" dalla lettura dell'Alfieri, irreligioso, ma per poco, da Rousseau. Per la sua adesione a società segrete fu costretto all'esilio, prima a Parigi poi a Bruxelles (1833-48). Nella primavera del 1843 a Bruxelles, il Gioberti diede alle stampe l'opera che doveva dargli la celebrità - Del primato morale e civile degli Italiani -, tirato nella prima edizione in 1500 copie. Rientrato a Torino fu ministro nel governo Casati e presidente del consiglio (1848-49) del regno sabaudo e successivamente plenipotenziario a Parigi. Auspicò una confederazione degli stati italiani, dapprima sotto la guida del pontefice e successivamente dello stato piemontese ("Rinnovamento civile d'Italia" 1851).
GIOIA Don Antonio (Via)
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da Via Oberdan a Corso Garibaldi - Rione Capodimonte.
Atto consiliare n. 135 del 5/3/54.
Antonio Gioia nacque ad Ancona il 9 novembre 1863 e vi morì il 3 novembre 1942. Il toponimo è di recente assegnazione ed è stato dato in sua memoria. Nato da una famiglia di poveri agricoltori alla periferia d'Ancona, fu ordinato sacerdote nel 1888. Alla fine dell'anno seguente fu nominato parroco della chiesa dei Santi Giacomo e Martino nella SS. Annunziata di Capodimonte.
In questa parrocchia, dove restò sino alla morte, svolse attività pastorale, con particolare riguardo all'educazione dei giovani. Spirito umile e risoluto allo stesso tempo si dedicò ad alleviare le piaghe della miseria. La sua carità verso i poveri divenne proverbiale. Persino
Errico Malatesta, durante "la settimana rossa" lo additò come unico esempio di sacerdote schierato dalla parte dei diseredati. La morte lo colse quasi in odore di santità. Tutta l'Ancona "povera" partecipò ai suoi funerali.
GIOMBI FRATELLI (Piazza)
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tra Via Metauro e Via Musone - Rione Torrette
Atto consiliare n°324 del 24/3/98.
Olinto Giombi (1891 - 4 agosto 1922) Ezio Giombi (1902 - 4 agosto 1922).
Il 4 agosto 1922 in Ancona era stato proclamato lo sciopero generale. Alle 8.30 stava transitando il treno 78, proveniente da Perugia diretto al capoluogo, pieno di fascisti della "Disperatissima" per fare una contromanifestazione. Secondo una dichiarazione scritta, fatta da un cittadino di Falconara, sembra che ci sia stato un assalto al treno da parte di alcuni oppositori del regime fascista con la morte di alcuni assalitori. In occasione della commemorazione del 75° anniversario dell'eccidio dei fratelli Giombi, secondo un nipote, i fatti si svolsero in un altro modo. Il padre e i suoi zii il 4 agosto uscirono da casa per andare a trovare un altro fratello ammalato, che abitava al Borghetto. Vedendo arrivare il treno pieno di fascisti commentarono, tra loro, che quelli non avrebbero fatto lo sciopero. Fatti alcuni passi videro il treno fermarsi e sentirono degli spari. Il padre, per sua fortuna, scappò in un'altra direzione e si salvò.
GIOVANNI XXIII (Via)
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da Piazzale Alighieri a Piazzale Duomo - Rione Porto.
Atto consiliare n. 241 del 5/6/63 Pref. n. 34216 del 18/10/63.
In tempi recenti la strada è stata tracciata sopra il tessuto urbano dell'epoca romano-medioevale, dopo le distruzioni della II guerra mondiale (in tal modo sono state perdute le testimonianze dell'Ancona d'epoca greca, romana, medioevale, seicentesca ed ottocentesca gia deteriorate durante le azioni di guerra aeree e marittime nel 1943-1944).
Durante i lavori per tracciare la via fu eliminata completamente la chiesa di S. Anastasia, poi Stella Maris, dove si conservavano tratti di muratura anteriore al Mille. Si salvò a malapena l'antica fonte del Filello, denominata la "Cisterna". Unica traccia importante dell'epoca passata è la cosiddetta "casa del boia", un piccolo edificio ricavato da una costruzione medioevale, poggiante a sua volta su una cisterna romana dell'epoca traianea.
Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli) nacque a Sotto il Monte 25 novembre 1881 - e morì a Roma il 3 giugno 1963. Fu ordinato sacerdote nel 1904; in seguito fu delegato apostolico in Bulgaria, in Turchia e in Grecia, amministratore apostolico del vicariato di Costantinopoli (1935) e successivamente nunzio a Parigi (1944-53); Cardinale (1953) e Patriarca di Venezia (1953-58), dopo l'elezione al soglio pontificio, avvenuta il 28 ottobre 1958, iniziò una politica di rottura rispetto al suo predecessore Pio XII e di profondo rinnovamento della chiesa. Convocò il concilio Vaticano II (11/10/1962) che portò importanti cambiamenti nell'attività pastorale
e ad un nuovo spirito ecumenico, ed emanò numerose encicliche che hanno sancito i nuovi indirizzi da lui impressi alla chiesa.
GIROMBELLI Arnaldo (Via)
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da Via Albertini alla campagna.
Nacque il 26 maggio 1932 e morì il 13 febbraio 1980. Aveva iniziato la sua attività come commesso, nel 1951 aprì un negozio di tessuti e successivamente uno di confezioni. La sua aspirazione e il suo desiderio era creare un modo di vestire per la donna che voleva sentirsi giovane. Il suo straordinario spirito imprenditoriale lo spinse ad aprire un atelier in Via Pesaro e successivamente in Via Maggini. La sua azienda non conobbe mai la crisi. I risultati conseguiti specie all'estero dai marchi Genny e Biblos costituirono un vero e proprio fenomeno. Il Girombelli, nonostante sapesse dal 1978 di essere affetto da una malattia incurabile, continuò a lavorare
sempre con grande impegno per la sua azienda che aveva costruito dal nulla e portata nella élite della gran moda italiana. La sua azienda era una delle maggiori della provincia con ben 470 dipendenti. È stato uno dei più attivi e meritevoli del mondo imprenditoriale anconetano.
GOITO (Via)
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da via Matteotti a via Cardeto - Rione S.Pietro Plebiscito.
Comune di 78,8 Kmq. in provincia di Mantova (a 15 Km), situato a 33 m. sul livello del mare, presso il Mincio. Industria meccanica, alimentare, tessile e cartaria. È soprattutto noto per la battaglia che il 30 Maggio 1848, durante la prima guerra del Risorgimento, vi combatterono gli Austriaci del feldmaresciallo Radetzky e i Piemontesi. Questi, avuta la certezza dello spostamento degli Austriaci da Verona a Mantova, riunì in fretta, fra Valeggio e Goito, circa 20.000 uomini, per impedire che il nemico aggirasse la destra del grosso delle forze di Carlo Alberto. Verso le 15.30 del 30 maggio, Radetzky attaccò; nonostante la sorpresa fosse mancata, gli Austriaci
riuscirono ad assicurarsi qualche successo sull'estrema destra Piemontese; ma il generale E. Bava, fatte entrare in azione le riserve, mise subito in seria difficoltà l'intero schieramento del Radetzky, che, essendo ormai tardi e giudicando le sue forze insufficienti per rinnovare l'attacco, ordinò la ritirata su Mantova.
GOLFO (Via del)
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da via del Carmine a Via Alpi - Rione Borghetto.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70.
Strada panoramica in contrada Montagnola dalla quale si può ammirare il litorale ed il porto di Ancona.
GORIZIA (Via)
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da Via Filzi a Via D. Chiesa - Rione Adriatico.
Comune di 40,9 Kmq. della Venezia Giulia, situato allo sbocco dell'Isonzo in pianura (dopo la stretta di Salcano) in un'ampia conca chiusa a nord dai rilievi del Collio e dal gradino dell'altopiano di Tarnova (ora in territorio Sloveno), e delimitata a sud al di là del corso del Vipacco, dall'altopiano del Carso. Operano nel Comune numerose industrie dei settori tessili (cotonifici, setifici), metalmeccanico (fonderie di ghisa e acciaio), della carta e del legno. I monumenti più notevoli sono il Duomo, costruzione trecentesca più volte rimaneggiata che conserva un ricco tesoro in parte derivato dalla basilica di Aquileia; il castello eretto dai Conti di Gorizia, ampliato dai Veneziani nel secolo 16° (all'interno palazzo dei Conti del 12° secolo), che sorge in bellissima posizione; la Chiesa di S. Ignazio, barocca (1654-57). Restano cose e palazzi di stile veneziano. La fontana del Nettuno è di N. Pacassi (1756). Importanti il Museo di storia e d'arte e il Museo Provinciale. Durante la guerra Italo-Austriaca fu occupata il 9 agosto 1916 dopo un'accanita battaglia, dall'esercito italiano che però la perse nell'ottobre 1917; fu nuovamente riconquistata il 7 novembre 1918. Nel 1945 fu occupata dagli Anglo-Americani e poi restituita all'Italia il 16 settembre 1947.
GRAMSCI Antonio (Via)
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da Piazza della Repubblica a Piazza del Plebiscito - Rione Porto, Plebiscito.
Inizialmente la via ebbe diversi toponimi tra cui: Via della Corda, del Rastrello, del Metauro, della Catena. In tempi più recenti le fu dato il nome di Via della Prefettura ed in seguito di Via XXVIII Ottobre.
Antonio Gramsci, nacque ad Ales (Cagliari) il 23 gennaio 1891 e morì a Roma il 17 aprile 1937. Uomo politico, studiò a Torino; nel 1913 s'iscrisse al PSI, poi fu redattore del Grido del popolo e dell'Avanti!. Nel maggio 1919 fondò l'Ordine Nuovo, settimanale di cultura socialista diretto soprattutto alla classe operaia, che militava in favore dell'adesione del Partito socialista all'Internazionale comunista e a sostegno del movimento dei consigli di fabbrica; nel 1920 le posizioni dell'Ordine Nuovo ebbero l'approvazione di Lenin e nello scontro interno al PSI Gramsci si avvicinò all'ala astensionista guidata da A. Bordiga, che auspicava la costituzione del Partito comunista d'Italia. In seguito fu a Mosca dal giugno 1922 al novembre 1923; rientrò in Italia nel maggio del 1924 e divenne segretario del partito. Dopo varie vicissitudini, nel novembre del 1926, fu arrestato con altri dirigenti del partito e nel 1928 fu condannato dal Tribunale speciale
a venti anni di carcere. Le sue condizioni di salute si aggravarono durante la reclusione e Gramsci morì poco dopo la scarcerazione, avvenuta per amnistia. I suoi scritti, in special modo i "Quaderni del carcere" hanno avuto grande rilevanza nella cultura italiana del dopoguerra.
GRANDI Achille (Via)
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inizia da Via Buozzi e dopo un ampio giro termina su se stessa - Zona Baraccola.
Politico e sindacalista cattolico (Como 1883 - Desio 27/9/1946).
Presidente del Sindacato tessile cattolico, fu tra i fondatori, nel 1918 della Confederazione italiana del lavoro (CIL) e nel 1919 del Partito popolare. Fu deputato al Parlamento dal1919 al 1926. Tra i firmatari del patto di unità sindacale di Roma (4/6/1944), entrò a far parte della segreteria della CGIL e fu il primo segretario delle ACLI. Nel 1946 fu eletto all'Assemblea costituente.
GRAN SASSO (Via)
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da Via del Fornetto a Via della Grotta - Rione Posatora.
La zona dove insiste la via è stata devastata dalla frana del 13 dicembre 1982.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. n. 41016\3 del 5/2/71.
Massiccio montuoso dell'Appennino centrale (Corno Grande, m. 2912), in Abruzzo. È composto da due dorsali calcaree disposte in direzione E-O, che separano i bacini dei fiumi Aterno a sud e Vomano a nord. Comprende il ghiacciaio del Calderone, l'unico dell'Appennino. Ricco di fenomeni carsici, è quasi completamente privo di corsi d'acqua; dal 1991 vi è il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (732 km2). Adiacente al traforo è stato realizzato nel 1987 dall'Istituto Nazionale di fisica nucleare il più grande laboratorio sotterraneo del mondo.
GRAZIE (Via delle)
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da Piazza Ugo Bassi all'incrocio di Via Torresi con Via Tavernelle - Rione Piano S. Lazzaro, Grazie.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 del 11/7/51.
Così denominata perché conduce all'ex frazione Grazie.
GROTTA (Strada della)
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da Piazza di Posatora all'inizio di Via Esino - Rione Posatora, Borghetto, Torrette.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395\2 del 8/8/60.
Strada che attraversa la vecchia località così denominata.
GUASCO (Via)
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da Via Pio II a Piazzale Duomo - Rione Porto, S. Pietro.
Nell'Ottocento la via era denominata contrada di San Ciriaco ed in seguito prese il nome di Via del Duomo. Fino al Seicento era l'unica strada carrozzabile che conduceva alla Cattedrale. Il toponimo attuale ricorda il Colonnello Cesare Guasco dal quale prese il nome anche il Colle di San Ciriaco. Dopo i bombardamenti del 1943 - 1944, a ricordare le abitazioni che costeggiavano la strada, è rimasta la casa detta "Fiorentini", che apparteneva all'omonima famiglia.