Da Via Tagliamento a Via Tronto

TAGLIAMENTO (Via)
da Via Podgora a Via Isonzo - Rione Passetto, Vittoria.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
Fiume del Friuli, nasce, nelle Alpi Carniche, a 1195 sul livello del mare e sfocia nel mare Adriatico. Durante la prima guerra mondiale, il 26 ottobre 1917, il generale Cadorna organizzò un corpo d'armata speciale per assicurare il controllo del fiume nel tratto compreso fra i ponti di Corino e di Pinzano. Il 3 novembre però gli Austro-Tedeschi forzarono il passaggio del fiume a Corino ed il 4 novembre Cadorna fu obbligato a far ritirare le truppe sul fiume Piave.

TALIERCIO Giuseppe (Via)
inizia da Via di Vittorio e termina su Via Grandi - Zona Baraccola.
Deliberazione Consiliare n. 526 del 6/4/1982.
Giuseppe Taliercio (1927-1981) dirigente industriale, barbaramente ucciso da mano eversiva per aver voluto difendere i principi della Democrazia all'interno del luogo di lavoro (complesso petrolchimico di Porto Marghera).

TAMBURINI Augusto (Via)
da Piazza Fermi a Piazzale Righi - Rione Collemarino.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. 18395/2 dell'8/8/60.
AugustoTamburini, psichiatra, neurologo, nacque ad Ancona il 18 agosto 1848 e morì a Riccione il 28 luglio 1919. Nel 1871 si laureò in medicina e chirurgia e poi divenne assistente nell'ospedale civile di Ancona. Nel 1873, dopo essersi specializzato in neuropsichiatria, entrò all'Istituto psichiatrico di San Lazzaro a Reggio Emilia. Conseguì la libera docenza nel 1876 e fu nominato professore di psichiatria a Padova; in seguito fu nominato direttore dell'Istituto psichiatrico di Reggio Emilia. Fu poi chiamato a dirigere la clinica psichiatrica dell'Università di Roma. Tra i suoi numerosi studi ricordiamo: la genesi delle allucinazioni, le localizzazioni cerebrali corticali, lavori sperimentali spesso in collaborazione con Luigi Lucani. Il Tamburini fu molto attivo anche in campo sociale ed assistenziale, nonché nel campo dell'organizzazione e della tecnica manicomiale. Tra i testi da lui pubblicati, ricordiamo L'assistenza degli alienati in Italia e nelle varie nazioni, scritto insieme con il Ferrari e l'Antonini.

TARANTELLI Ezio (Via)
tra Via Ruggeri e Via Caduti del Lavoro.
Delibera n. 2135 del 25/9/90.
Ezio Tarantelli nacque nel 1941 e morì nel 1985. Economista, sindacalista, fu barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse.

TAVERNELLE (Via delle)
dall' incrocio di Via Grazie e Via Torresi alla Strada di Passo Varano Rione Tavernelle.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 dell'8/8/60.

TECNICA (Via della)
da Via Maggini a Via dell'Industria - Rione Pinocchio.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. 41016 del 5/2/71.
Insieme delle norme su cui è fondata la pratica di un'arte, di una professione o di una qualsiasi attività non soltanto manuale, ma anche intellettuale.

TENNA (Via)
da Via Metauro a Via Conca - Torrette.
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
Fiume delle Marche, nasce dal monte Porche, nella parte settentrionale dei Sibillini, a 1172 metri sul livello del mare e sfocia nell'Adriatico tra Porto Sant'Elpidio e Porto San Giorgio.

THAON DE REVEL Paolo (Via)
da Piazza IV Novembre a Via S. Margherita - Rione Passetto.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. 21825 dell'11/7/51.
Paolo Thaon de Revel, Duca del Mare, Ammiraglio, nacque, a Torino nel 1859. Fu aiutante di campo del Re, Comandante del Dipartimento Militare Marittimo di Venezia. Durante la I guerra mondiale ebbe la nomina ad Ammiraglio e la Gran Croce della M. di Savoia. Ebbe anche la Medaglia d'Oro per l'opera di soccorso portata in occasione del terremoto di Messina. Morì a Roma nel 1948.

TIBALDI Pellegrino (Via)
da Via Tiziano a Via Fratelli Cervi - Rione Montirozzo, Valle Miano.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Pellegrino Pellegrini, detto il Tibaldi, al quale viene tradizionalmente attribuito il disegno della Fontana delle tredici Cannelle. Pittore ed architetto, nacque a Puria di Valsolda nel 1527 e morì a Milano nel 1596. Come pittore si formò alla scuola del Bagnacavallo, ma poi seguì anche lo stile del Parmigianino.
Dal 1547 fu a Roma, dove collaborò alla decorazione degli appartamenti di Paolo III a Castel S. Angelo. Nel 1555 ritornò a Bologna su richiesta del cardinale Poggi, per il quale realizzò la decorazione di alcuni ambienti del suo palazzo e la cappella di famiglia in San Giacomo Maggiore. In seguito lavorò anche ad Ancona, dove restaurò e decorò la Loggia dei Mercanti e il salone di Palazzo Ferretti. Lavorò poi come architetto a Pavia e a Milano. Dal 1586 al 1596 fu in Spagna impegnato nella decorazione della cappella e del soffitto della biblioteca dell'Escorial.

TIRABOSCHI Amato (Via)
da Via Togliatti all'incrocio con Via Sparapani e Via Togliatti - Quartiere Monte Dago.
Atto consiliare n. 581 del 28/3/1988.
Amato Tiraboschi (1899-1948), antifascista, ebbe un ruolo rilevante nella Resistenza delle Marche. Nel 1943 fu dapprima Vice Comandante e poi Comandante della Brigata Garibaldi. Comandò la piazza partigiana di Jesi.

TIZIANO (Via)
da Piazzale Europa a Via Michelangelo, Via Verdi - Rione Montirozzo, Valle Miano.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Tiziano Vecellio, pittore, nacque a Pieve di Cadore nel 1480 o 1488-90 e morì a Venezia nel 1576. Fu prima apprendista presso il mosaicista S. Zuccato e poi andò a lavorare nella bottega di Gentile e Giovanni Bellini.
Il suo orientamento pittorico fu subito sicuro e geniale ed i pittori cui fece riferimento, tra i quali Bellini, Giorgione, Raffaello, Michelangelo, furono solamente uno strumento di aggiornamento e di arricchimento da parte di un pittore con una personalità già molto indipendente. Nella Ca' d'Oro di Venezia vi sono i frammenti di una delle sue prime opere, gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi; del 1511 sono gli affreschi della Scuola del Santo a Padova dove si notano l'impostazione monumentale, l'ampia gestualità delle figure, i vivi accordi cromatici dei vasti piani di colore.
Nei suoi dipinti trattò le tematiche più diverse, dall'allegoria moraleggiante delle Tre età (National gallery of Scotland) alla metafora dell'Amor sacro e profano (galleria Borghese di Roma). Tra i dipinti religiosi abbiamo: l'Assunta di S. Maria dei Frari, la pala Gozzi nella Pinacoteca Comunale di Ancona, il polittico Averoldi a Brescia nella chiesa dei SS. Nazaro e Celso, in cui il Tiziano restituisce unità scenica alla tradizionale divisione in scomparti. Lavorò molto anche in varie corti europee, i suoi dipinti ebbero temi mitologici e molti furono i ritratti per le grandi famiglie come Carlo V col cane, Francesco Maria della Rovere ed Eleonora Gonzaga ecc.
Intorno all'anno 1554 tornò ad eseguire, per Filippo II di Spagna, dipinti mitologici come Venere ed Adone (museo del Prado) ma con una nuova interpretazione drammatica e negativa. Nelle ultime opere si riscontra la totale dissoluzione della forma, in un gioco fatto di tocchi di luce e colore, spesso dato sulla tela con le dita. A Venezia, nelle gallerie dell'Accademia, è conservata la Pietà, dipinta per la propria tomba e rimasta incompiuta nel suo studio. Ad Ancona, nella Chiesa di S. Domenico è conservata una sua importante Crocefissione.

TOGLIATTI Palmiro (Via)
da Via Sacripanti all'incrocio con Via Tiraboschi e Via Sparapani - Quartiere Monte Dago.
Atto consiliare n. 581 del 28/3/1988.
Palmiro Togliatti nacque a Genova nel 1893 e morì a Jalta nel 1964. Politico, diresse per molti anni l'attività del Partito Comunista Italiano, guidandone la trasformazione da partito prevalentemente di quadri in partito di massa, da lui concepito come forza attiva capace di inserirsi in tutte le questioni decisive della politica nazionale. Militò nella gioventù socialista e, dopo essersi laureato a Torino nel 1915 prese parte alla prima guerra mondiale. Dopo varie vicissitudini, nel 1940 andò in Russia e lì, durante la guerra, con lo pseudonimo di M. Correnti, fece un'intensa propaganda radiofonica. Nel 1944 tornò in Italia ed impresse al partito una nuova linea politica tesa a promuovere la collaborazione tra tutte le forze antifasciste. Fu ministro senza portafoglio nel 1944, ministro della Giustizia dal 1945 al 1946 e dal 1948 deputato. Egli manifestò una costante solidarietà nei confronti della Russia anche dopo l'invasione dell'Ungheria, avvenuta nel 1956. In quell'anno egli lanciò la formula del policentrismo che rafforzava, su nuove basi, la necessità di tenere conto delle specifiche situazioni nazionali e l'impossibilità dei singoli partiti comunisti di aderire ad un modello predeterminato di socialismo; all'approfondimento di questa analisi Togliatti dedicò i suoi ultimi anni e ad essa si ispira il suo ultimo scritto, pubblicato postumo nel 1964, il Memoriale di Jalta.

TOLENTINO (Via)
traversa di Via Matelica - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Tolentino, comune in provincia di Macerata, situato a 228 metri sul livello del mare. Centro agricolo, industriale e commerciale di notevole importanza. Tolentino, antico centro piceno e poi romano, è ricordato come comune sin dal 1099. Subì varie dominazioni tra cui quelle degli Sforza e della Chiesa. Conserva lunghi tratti delle mura del secolo XIII; importante la basilica di S. Nicola dove è conservata l'arca del Santo; adiacenti vi sono il Museo Civico, il Museo delle ceramiche ed il Museo della Basilica. Vi è poi il rinascimentale palazzo Sangallo, dove ha sede il Museo internazionale della caricatura che raccoglie disegni e stampe dall'antichità all'epoca moderna.

TOMBESI Ugo (Via)
inizia da Via Brecce Bianche e attualmente termina nella campagna - Zona Baraccola.
Deliberazione consiliare n. 527 del 5/4/1982.
Ugo Tombesi, economista, pubblicista, nacque a Pesaro nel 1874 e morì a Milano nel 1939. Come pubblicista collaborò ai giornali Progresso e Sveglia democratica. Nel 1903 fu eletto, a Pesaro, consigliere comunale e poi assessore e, dal 1909 al 1915 sindaco della città. Dopo la guerra fu tra i promotori, sempre nella sua città, dell'Unione Socialista Italiana e del Fascio democratico.
Nel 1912 ottenne l'incarico per l'insegnamento di statistica all'Università di Urbino e nel 1915 ebbe la cattedra di scienza delle finanze e diritto finanziario all'Università di Bologna. Durante il Fascismo scrisse alcune opere a sostegno del regime come La questione marchigiana e Dal sindacato alla corporazione.

TOMMASI Gino (Via)
da Via Piave a Via Podgora - Rione Vittoria.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Gino Tommasi, ingegnere, Medaglia d'Oro. Tenente Colonnello di artiglieria, partecipò alla lotta partigiana. Organizzò e comandò la Brigata Garibaldi Marchigiana. Catturato e sottoposto ad atroci torture, venne deportato in Germania finché la sua eroica vita fu stroncata dagli inauditi stenti nel campo di Mauthausen nel 1944.

TORRESI Mario (Via)
da Piazza U. Bassi a Via delle Grazie - Rione Piano San Lazzaro, Grazie, Tavernelle.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Mario Torresi nacque nel 1917, sergente maggiore nell' 87° Fanteria, combattè nella guerra di liberazione e morì combattendo il 14 marzo 1945, meritando la Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

TORRICELLI Evangelista (Piazza)
tra Piazza G. Galilei, Via Redi, Piazzale Fermi - Rione Collemarino.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 dell'8/8/60.
Fisico e matematico, nacque a Faenza nel 1608 e morì a Firenze nel 1647. Nel 1626 si trasferì a Roma alla scuola di Benedetto Castelli, già discepolo di G. Galilei e nel 1641 scrisse un trattato che ampliava l'insegnamento di Galilei sul movimento dei proiettili. Il suo lavoro fu giudicato ottimo ed il Castelli fece in modo che egli fosse accolto nella casa di Galilei ad Arcetri. Quando nel gennaio 1641 Galilei morì Torricelli occupò il suo posto, di matematico e filosofo, presso il granduca di Toscana.
Nel 1644 fu pubblicato un suo volume dal titolo Opera geometrica nel quale erano trattate questioni di matematica. Oltre che a vari risultati di calcolo integrale, i suoi studi lo portarono a notevoli esiti di calcolo differenziale. Una sua particolarità fu la sua abilità nella lavorazione di lenti da cannocchiale, tanto da superare i migliori costruttori italiani del tempo. Egli è comunque popolarmente conosciuto per il tubo di Torricelli, strumento con il quale dimostrò la possibilità del vuoto in natura mentre scopriva e misurava la pressione atmosferica.

TORRIONI (Via)
da Via Oberdan a Piazza da San Gallo - Rione Santo Stefano, Capodimonte.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
L'antico toponimo era Via dei Torroni poiché questo era il nome con il quale venivano indicati i torrioni a sezione quadrangolare che scandivano la cinta muraria, oggi definitivamente scomparsi.

TOTI Enrico (Via)
da Via Trieste a Via Panoramica - Rione Adriatico, Passetto.
La via è intitolata ad Enrico Toti, Medaglia d'Oro, nato a Roma nel 1882 e morto a Monfalcone il 6 agosto 1916. Sebbene privo di una gamba si arruolò nei bersaglieri ciclisti e cadde a Monfalcone all'inizio della battaglia per la conquista di Gorizia: morì eroicamente lanciando contro il nemico la stampella.

TRAFFICO (Via)
da Corso Garibaldi a Via Astagno - Rione Capodimonte.
Via del vecchio ghetto la cui denominazione probabilmente trae origine dall'animazione che vi regnava, poiché la via si trovava nella zona commerciale ed in prossimità del porto.

TRE CANTONI (Via ai)
da Piazza Cavour a Via Matteotti - Rione Vittoria.
La via è così denominata perché da Piazza Cavour conduce alla località anticamente denominata Tre Cantoni.

TRENTO (Via)
da Via Orsi a Piazza Diaz - Rione Vittoria.
Capoluogo del Trentino-Alto Adige a 194 metri sul livello del mare. Fu fondata dai Galli o dai Reti, sottomessa nel 222 a.C. dai Romani e nel 49 a.C., con Cesare, ottenne la cittadinanza romana. Negli anni subì vari governi tra cui quello degli Austriaci, dei Bavaresi e dei Francesi. Durante la prima guerra mondiale fu quasi completamente evacuata ed il 3 novembre 1918 la città fu finalmente ricongiunta all'Italia.
La parte antica della città, dominata dal Castello del Buon Consiglio, è situata vicino al Duomo, alla sua piazza e ad una rete di vie ricche di palazzi rinascimentali e di architettura posteriore. L'università, gli istituti di cultura, le biblioteche, le sale di lettura, i teatri, i musei, le gallerie d'arte conferiscono alla città una forte caratterizzazione culturale.
Tra i monumenti di rilievo ricordiamo: palazzo Tarabelli, palazzo Sardagna, palazzo del Municipio, la chiesa di S. Maria Maggiore, l'abbazia di S. Lorenzo in stile romanico, la chiesa di S. Apollinare in stile gotico; da citare la chiesa di S. Francesco Saverio in stile barocco. Vi è poi l'attuale biblioteca comunale che risale agli inizi del secolo XVIII con circa 270.000 volumi, 600 incunaboli, 130 manoscritti e, in deposito permanente, 3000 pergamene d'archivio. Da ricordare la biblioteca di S. Bernardino del XVI secolo con edizioni antiche e rare.
Tra le attività produttive la città ha varie industrie alimentari, tipografiche, tessili e dell'abbigliamento. In aumento è l'offerta turistica data dalle attrezzature ricettive e dalle numerose iniziative finalizzate alla promozione del settore.

TREVI Umberto (via)
tratto di strada compreso tra Via Togliatti e Via Monte Dago.
Delibera n. 323 del 18/5/2000.
Umberto Trevi, liberale, nacque ad Ancona il 2/11/1939 ed ivi morì il 3/12/1997. Fu consigliere comunale liberale e fondò il Movimento Federalista Europeo nella città di Ancona.

TRIBUNALI (Vicolo dei)
da Piazza Stracca a Via Birarelli - Rione San Pietro.
Anticamente la strada ebbe il toponimo di S. Anna per la vicinanza con la chiesa di S. Anna dei Greci (distrutta dai bombardamenti del 1943-44), che poi cambiò in Via dell'Assise e in Via dei Tribunali.

TRIESTE (Via)
da Via Piave a Via S. Margherita - Rione Passetto, Vittoria.
Città capoluogo della regione a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia, è uno dei principali porti italiani. Venne liberata dagli italiani il 4 novembre 1918 e annessa al Regno d'Italia. Durante la seconda guerra mondiale fu occupata dai Neozelandesi. Il 1° maggio 1945 passò all'amministrazione anglo-americana. Dopo il trattato di pace del 1947 fu costituita, col territorio circostante, in Territorio Libero. Anticamente era territorio dei Galli Carni, fiorente per i commerci; in seguito divenne colonia romana con Giulio Cesare e nel 33-32 a.C. fu fortificata da Ottaviano Augusto. Tra i monumenti di epoca romana vi sono: i resti del teatro e della basilica nell'area di San Giusto; tra quelli medioevali spicca la cattedrale di San Giusto che è costituita da due chiese romaniche absidate: quella di S. Giusto e quella dell'Assunta. Tra gli edifici barocchi, la chiesa di S. Maria Maggiore. Tra i musei, il Museo di storia e arte, la Galleria nazionale d'arte antica, il Museo Rivoltella che costituisce la Galleria d'arte moderna, il Museo del Risorgimento, il Museo del mare. Molto conosciuta è l'università di Trieste, con numerose facoltà; inoltre da citare la biblioteca Civica che conserva, la raccolta di opere e di edizioni più ricca d'Europa sul Petrarca. Per quanto riguarda l'economia molto sviluppate sono le attività assicurative, infatti la città è sede delle Assicurazioni Generali, del Lloyd Adriatico e della sezione esteri della Riunione adriatica di sicurtà. In crescita è l'economia turistica, soprattutto quella legata ai movimenti per affari e congressi.

TRIONFI Alberto (Via)
traversa di Via Nenni - Rione Pinocchio.
Atto commissariale n. 409 del 13/9/68 Pref. n. 29202/3 del 22/11/68.
Alberto Trionfi (1892-1945) Medaglia d'Argento al Valor Militare, morto a Schelkow (Polonia), fucilato dai nazisti. Era figlio del marchese Riccardo Trionfi, persona innamorata del mare che viaggiò per il mondo navigando come armatore in Europa e nelle due Americhe fino al 1877, anno in cui si sposò. Ricoprì varie cariche pubbliche amministrative, economiche, e politiche.

TRONTO (Via)
da Via Esino a Strada del Carmine - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 352 del 1/8/58 Pref. n. 27617/2 del 20/8/59.
Il fiume Tronto nasce nei Monti della Laghetta, ma poi riceve le acque soprattutto dal gruppo dei Monti della Laga e dalle sorgenti che sgorgano dai Monti Sibillini. Dopo aver percorso la conca di Amatrice, presso Arquata attraversa una gola e lambisce la città di Ascoli; per una parte del suo percorso segna il confine tra le Marche e l'Abruzzo, sfociando nell'Adriatico all'altezza di Martinsicuro.

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