PACINOTTI Antonio (Via)
da Via A. Volta a Via Redi - Rione Collemarino.
Atto consiliare n ° 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/72 dell'8/8/60.
Antonio Pacinotti, fisico, nacque a Pisa nel 1841 ed ivi morì nel 1912. Insegnò all'Istituto tecnico di Bologna fisica e chimica, poi nel 1873 fu professore di fisica all'università di Cagliari e nel 1881 subentrò al padre nell'università di Pisa. Fu membro dell'Accademia nazionale dei Lincei nel 1898 e senatore dal 1906. Pacinotti è noto per aver inventato quello che è considerato il prototipo dei generatori dinamici di corrente elettrica e dei motori elettrici. Egli svolse la sua attività anche in altri campi quali l'astronomia, la termologia, la meccanica agraria.
PADRE GUIDO (Via)
inizia da Corso Mazzini e termina su Via Boncompagno - Rione Plebiscito.
Deliberazione consiliare n. 1538 del 7/11/1983.
La via, ex tratto iniziale di Via della Pescheria, è intitolata a Padre Guido Costantini, il quale nacque a Controguerra (Teramo) il 2 febbraio 1893 e morì ad Ancona il 24 aprile 1967.
Fu un benefattore, promotore di molteplici iniziative benefiche a favore dei poveri e dei ragazzi. La sua attività multiforme iniziò negli anni '40, mentre l'Italia scendeva in guerra. Creò una catena assistenziale, che andava dall'aiuto caritativo quotidiano, vitto, vestiti, refezioni calde ecc., al soccorso straordinario a tutti coloro che per cause della guerra avevano perduto tutto, casa, lavoro, familiari. Le principali opere da lui istituite sono: l'Orfanotrofio, la Scuola materna, l'Assistenza
dei bisognosi a domicilio, l'Armadietto del povero e la Mensa giornaliera del povero.
PALATUCCI Giovanni (Piazza)
tra via Astagno e via Cialdini - Rione Capodimonte.
Atto consiliare n° 292 del 28/5/2002.
Giovanni Palatucci nacque a Montella, provincia di Avellino il 31 maggio 1909. Compì gli studi presso il Liceo di Benevento e dopo la maturità iniziò, nel 1930, il servizio militare come allievo ufficiale di complemento a Moncalieri. Nel 1932 si laureò in giurisprudenza all'Università di Torino; in seguito, nel settembre del 1936, si trasferisce a Genova dove diventa volontario Vice Commissario di Pubblica Sicurezza, poi nel 1937 è a Fiume presso la cui questura assume la direzione dell'Ufficio stranieri. Questo lavoro lo porta a diretto contatto con varie realtà umane e soprattutto con la difficile condizione degli Ebrei. Palatucci era un cattolico di grande fede e, come risulta da molte testimonianze, quando iniziarono le persecuzioni naziste si rifiutò di esserne complice, anzi con l'aiuto dello zio, Vescovo di Campagna, paese dove era situato un campo di concentramento, si adoperò per aiutare e proteggere molti ebrei e, secondo quanto riferito dal delegato italiano Rafael Danton alla prima Conferenza ebraica mondiale tenutasi a Londra nel 1945, riuscì a salvarne oltre cinquemila. Il 13 settembre 1944 Palatucci viene arrestato dalla Gestapo e condotto nel carcere di Trieste; il 22 ottobre fu trasferito nel campo di sterminio di Dachau dove, a causa degli stenti e delle torture, morì all'età di soli 36 anni. Molti sono i riconoscimenti a lui conferiti tra cui: una strada ed un parco con il suo nome in Israele, una Medaglia d'Oro conferita dall'Unione delle Comunità Israelitiche d'Italia; strade e piazze gli sono state intitolate nelle città di Torino, Avellino, Genova, Montella ed inoltre, il 19 maggio 1995, in occasione della festa della Polizia, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ha conferito la Medaglia D'Oro al merito civile alla sua memoria.
La Chiesa cattolica, osservato il grande senso civico del dovere, l'elevato spirito di religiosa fratellanza e la profonda fede di Giovanni Palatucci, ha avviato l'istruttoria per la sua Beatificazione.
PALESTRO (Via)
da Via G. Leopardi a Via Giannelli - Rione Vittoria, Santo Stefano.
Comune in provincia di Pavia, a 121 metri sul livello del mare, è situato sulla sinistra del fiume Sesia. Palestro ricorda la battaglia del 30 maggio 1859, in cui i Piemontesi, guidati personalmente dal Re Vittorio Emanuele II, scacciarono gli Austriaci dal paese, respingendo poi sanguinosamente il contrattacco che gli Austriaci condussero il giorno dopo.
PALOMBA (Vicolo)
da Via Cialdini a Via Astagno - Rione Capodimonte.
Antica denominazione di cui non si conosce l'origine; si crede che derivi dalle numerose colombaie che esistevano in detta via; completamente distrutto dai bombardamenti del 1943-44.
PALOMBARE (Via delle)
da Viale Cristoforo Colombo fino all'incrocio di Via Ranieri, di Via Monte Dago - Rione Pinocchio.
Non si conosce l'origine della denominazione. Probabilmente è il nome di una località alla quale la strada conduceva e che era comunemente chiamata Palombare; semidistrutta dai bombardamenti del 1943-44.
PANORAMICA (Via)
da Piazza IV Novembre a Via Cadore - Rione Adriatico.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 del 11/7/51.
Panoramica, così denominata per il panorama che si ammira lungo il suo percorso.
PANTALEONI Maffeo (Via)
da Via Mattei al mare - Zona Industriale Porto.
Delibera consiliare n. 300 del 9/5/1966 Pref. n. 26486/3 del 24/10/1969.
Maffeo Pantaleoni economista e uomo politico nacque a Frascati nel 1857 e morì a Milano nel 1924. Insegnò nelle Università di varie città tra cui: Camerino, Macerata, Venezia, Bari, Napoli e dal 1901 anche a Roma. Inoltre nel 1892 fu socio corrispondente dei Lincei e deputato radicale nel 1901; fu senatore nel 1923 e presiedette il Comitato per le economie e quello per la ricostruzione finanziaria della repubblica austriaca. Come economista non fece parte di nessuna scuola in particolare. Lo sforzo di aderire alla realtà fu in lui costante e considerò l'economia pura strumento per lo studio del fenomeno storico, di cui il fenomeno economico è soltanto un aspetto. Scrisse numerose opere tra cui ricordiamo: Teoria della traslazione dei tributi (1882), Teoria della pressione tributaria (1887), Dell'ammontare probabile della ricchezza in Italia (1884); inoltre ha lasciato numerosi articoli che contribuirono alla formazione della scuola statistica italiana e numerosi saggi di economia teorica e applicata, di sociologia e di finanza raggruppati in gran parte in 'Scritti vari di economia (1904-1910) ed in 'Erotemi di economia' (1925).
PANZINI Alfredo (Via)
da Via Flaminia a Via Redi - Rione Palombina.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. n. 41016/3 del 5/2/71.
Alfredo Panzini, scrittore, nacque il 31 dicembre 1863 a Senigallia e morì a Roma il 10 aprile 1939.
Studiò lettere all'Università di Bologna, dove fu allievo di Carducci. In seguito insegnò a Milano, prima al liceo Parini e poi al Politecnico. Nel 1917 andò a vivere a Roma dove insegnò lettere all'Istituto 'Leonardo da Vinci' ed al 'Liceo Mariani'. Narratore di notevole levatura,
è considerato uno dei più conosciuti ed incisivi scrittori italiani a cavallo dei due secoli. Scrisse numerosi testi tra romanzi, racconti e saggi; ricordiamo tra gli altri: Il libro dei morti, Gli ingenui, La lanterna di Diogene, Novelle d'ambo i sessi, I tre re con Gelsomino buffone del re, Il bacio di Lesbia. La sua opera più nota è senz'altro il Dizionario della lingua italiana che ancora oggi è fondamentale per la consultazione storico-letteraria.
PAOLUCCI Luigi (Via)
da Piazzale Bovio a Via delle Grazie - Rione Valle Miano, Grazie.
Luigi Paolucci, naturalista, scienziato e scrittore, nacque ad Ancona nel 1849 e morì nel 1935. Si laureò a Bologna poi insegnò storia naturale all'Istituto Tecnico di Ancona di cui fu anche preside dal 1906 al 1923.
Sembra che abbia scoperto un raro esemplare di proteo nella famosa, e a quel tempo accessibile, Grotta degli Schiavi (Monte Conero). Il suo nome è legato al Museo regionale marchigiano di storia naturale che fu da lui fondato ed organizzato; inoltre per la sua competenza fece parte della 'Commissione consultiva della caccia e della pesca e fu presidente dell'Associazione veterinaria marchigiana.
Nella sua città ebbe vari incarichi tra cui consigliere provinciale sanitario, consigliere ed assessore comunale, collaboratore del Consorzio agrario di Ancona. Molte furono le sue pubblicazioni i cui argomenti spaziarono dal canto e dal linguaggio degli uccelli, alle piante dei Monti Sibillini, dalla flora marchigiana alla filossera in Lombardia, dalle ricerche sui fossili a quelle sui gessi di Ancona, dalle specie rare degli uccelli alle piante spontanee.
PAPIS (Vicolo)
da Via Podesti a Via Ad Alto - Rione Capodimonte.
La denominazione ricorda la presenza del Palazzo proprietà della famiglia Papis.
Dell'edificio è rimasto solamente il portale d'ingresso che si affaccia su Via Podesti. L'architetto Antonio Papis, figlio di Giacomo, nacque nel 1785 e morì nel 1878. Studiò all'Accademia Clementina, divenne un valido architetto che ha lasciò in città varie opere tra cui l'Ospedale, il Manicomio, alcuni edifici sacri e civili. Nel 1825, terminò la ricostruzione della Chiesa dell'Annunziata. Nell'ufficio tecnico del comune di Ancona è conservata una sua pianta della città datata 1818.
PASSO VARANO (Strada di)
da Via delle Tavernelle al centro abitato di Passo Varano - Rione Tavernelle, Ponterosso.
PASTORE Giulio (Via)
inizia da Via I Maggio e termina su Via Caduti del Lavoro - Zona Baraccola.
Atto consiliare n. 527 del 5/4/1982.
Giulio Pastore, sindacalista e uomo politico, nacque a Genova nel 1902 e morì a Roma nel 1969.
Durante il fascismo fu un militante della Gioventù cattolica; partecipò poi alla Resistenza, come esponente DC nel Comitato sindacale che preparò e convalidò la ricostruzione unitaria del sindacato. Dal 1944 divenne membro del comitato direttivo della CGIL e nel 1948, quando la corrente cristiana si distaccò, costituì la Libera confederazione generale italiana dei lavoratori che poi nel 1950 assunse il nome di CISL e di cui Pastore fu segretario generale fino al 1958. Nel 1945 fu uno dei fondatori delle Acli. Deputato per la DC in tutte le legislature della Repubblica fu anche ministro senza portafoglio per la Cassa per il Mezzogiorno dal 1958 al 1968.
PASUBIO (Via)
da Via Monte Grappa a Via Panoramica - Rione Adriatico.
È un gruppo montuoso delle Prealpi Venete che si trova tra l'altipiano dei Sette Comuni e i monti Lessini e culmina nella cima del Palon (m. 2235). Il 24 maggio 1915 il Pasubio fu presidiato dalle truppe italiane che resistettero eroicamente all'offensiva austriaca che iniziò poi nel maggio 1916 e culminò nel combattimento del 2 luglio. Dall'aprile 1917 al marzo 1918 v'infuriò una lotta di mine, ma il Pasubio rimase saldamente in possesso degli Italiani.
PATERNO (Frazione)
L'origine del nome di questa frazione è da riferirsi probabilmente a un eponimo di epoca romana ager paternus, che sta ad indicare l'origine della proprietà di un appezzamento di terreno. Alcuni decenni fa, nella zona, è stato rinvenuto un treppiede di candelabro in bronzo, appartenente all'età dei Piceni. Dell'antico castello, costruito probabilmente in età anteriore al secolo XI, rimangono pochi tratti della cinta muraria confusi con le successive costruzioni. La chiesa parrocchiale, costruita inizialmente con orientamento opposto a quello attuale che ha il portale verso levante, subì notevoli danni durante il terremoto del 1930 e fu quindi ricostruita; è dedicata a S. Maria Assunta e conserva sull'altare maggiore una pala del Simonetti, detto il Magatta, che rappresenta l'Assunzione della Vergine. Nel 1816 Paterno divenne un comune autonomo ma, nel 1928, fu assorbito dal comune di Ancona come frazione; in seguito nella zona sottostante la località si è formata una grossa borgata denominata Casine di Paterno.
PATRIZI Mariano (Via)
da Via Redi a Via Tamburini - Rione Collemarino.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Mariano Patrizi, medico, antropologo, nacque a Recanati il 23 settembre 1866 e morì a Bologna il 9 settembre 1935. Nel 1890 si laureò a Roma dopo aver frequentato la facoltà di medicina e chirurgia. In seguito si trasferì a Torino dove, nel 1894, presso l'Istituto di fisiologia dell'Università divenne primo assistente e poi fu nominato docente di fisiologia.
Numerose sono le sue ricerche sulla fisiologia del lavoro, sulla psicologia sperimentale e altre branche della medicina e dell'antropologia.
Fu seguace della scuola di Lombroso ed a lui succedette nella cattedra di antropologia criminale di Torino dal 1910 al 1913. Nel 1924 si trasferì a Bologna dove insegnò fisiologia sperimentale all'ateneo della città. Il Patrizi ha una sua teoria per la quale non esiste particolare differenza tra 'delinquente nato' e 'delinquente emotivo e passionale'; inoltre il Patrizi fece indagini scientifiche tra personalità dell'arte e della cultura riscontrando un alto tasso di malattie mentali. In special modo indagò su soggetti marchigiani tanto da redigere un documento sulla 'genialità folle marchigiana. Tra i testi da lui scritti uno dei più conosciuti è il Saggio psico-
antropologico su Giacomo Leopardi e la sua famiglia, dove sostiene che il genio di Leopardi confina con la pazzia.
PAVESE Cesare (Via)
da Via Colleverde a Via del Castellano - Rione Tavernelle.
Cesare Pavese, scrittore, nacque a Santo Stefano Belbo (Cuneo) nel 1908 e morì suicida a Torino nel 1950.
Si laureò in lettere, a Torino, con una tesi su W. Whitman; frequentò vari intellettuali antifascisti e tra il 1935 ed il 1936 fu mandato in esilio a Brancaleone Calabro. In seguito rientrò a Torino dove collaborò con la casa editrice Einaudi.
Iniziò la sua attività come poeta ma poi passò alla narrativa. Pavese fu sempre pervaso da un forte pessimismo e da un'inclinazione al suicidio come si può rilevare nella poesia 'Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi'.
Tra le sue numerose opere ricordiamo: La spiaggia (1942), Il compagno (1947), Prima che il gallo canti, La bell'estate (1949) e La luna e i falò (1950). Dimostrazione importante del tormento intellettuale e morale non solo dello scrittore, ma anche di tutta una generazione, si riscontra nei seguenti testi: 'La letteratura americana ed altri saggi', 'Il mestiere di vivere e soprattutto l'epistolario 'Lettere'. Le sue opere sono raccolte in 14 volumi pubblicati dall'editore Einaudi.
PELLICCIA ALDO (Via)
da via della Ferrovia a via Fratelli Zuccari - zona Pietralacroce.
Medico, uomo politico, partigiano, nasce ad Ancona il 9 settembre 1924. Nel 1950 si laurea in medicina e chirurgia all'università di Bologna con 110 e lode. A sedici anni diventa partigiano ed in seguito dirigente della cospirazione antifascista dei giovani organizzata dal PCI clandestino; a diciannove anni scappa di casa per frequentare a Sappanico la scuola per commissari politici, assumendo poi questa carica a Macerata e ad Ascoli Piceno col nome di battaglia Ezio. Dal '50 al '52 lavora all'Ospedale Umberto I come anestesista, dal '53 al '59 presso la Casa di Cura Villa Adria ed infine svolge a tempo pieno la professione di medico di famiglia; nel 1967 si specializza in Medicina Interna sempre all'Università di Bologna.
E' consigliere comunale candidato dal PCI ai tempi di Trifogli e Salmoni ed alla morte di quest'ultimo diventa sindaco per sei mesi.
Aldo Pelliccia ha svolto la sua professione con grande umanità condividendo la sofferenza con coloro che gli chiedevano aiuto; non di rado, se il paziente era in ristrettezze, non voleva essere pagato, anzi comprava egli stesso le medicine. Alla sua morte, avvenuta il 25 febbraio 2000, numerosissime sono state le manifestazioni d'affetto per quest'uomo che era definito il medico degli anconetani.
PERGOLESI Generale Raffaele (Via)
da Via Giordano Bruno a Corso Carlo Alberto - Rione Piano S. Lazzaro.
Atto consiliare n. 135 del 5/3/54.
Raffaele Pergolesi, Medaglia d'Oro al Valor Militare, nacque nel 1873 e morì nel 1954. A diciotto anni era sottotenente di artiglieria.. Nel 1893 fu decorato con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare; in seguito, nel 1903 fu promosso capitano. Si comportò eroicamente nella guerra italo-turca del 1911 ed il suo comportamento fu premiato con la Medaglia d'Oro. Mutilato di un braccio, lasciò il servizio nel 1915, si laureò in ingegneria ed insegnò a Napoli.
PERGOLESI Gianbattista (Via)
da Via Raffaello Sanzio a Via Marchetti - Rione Capodimonte, Montirozzo.
La via venne semidistrutta dai bombardamenti del 1943-44.
La via è intitolata al grande musicista, nato a Jesi nel 1710 e morto a Pozzuoli nel 1736. Studiò nel conservatorio napoletano dei Poveri di Gesù Cristo. Si dedicò sia alla musica che alla attività teatrale. In dialetto napoletano scrisse, nel 1732, 'Lo frate'nnammorato' e l'anno successivo 'La serva padrona', considerato il suo capolavoro e che a Napoli fu trionfalmente accolto.
Lasciò parecchie composizioni di musica sacra tra le quali, di grande valore, il suggestivo 'Stabat Mater', opera di grande vigore espressivo; della produzione teatrale ricordiamo inoltre: Adriano in Siria, l'intermezzo Livietta e Tracollo, l'opera buffa Flaminio e una vasta produzione di musica religiosa, sonate e concerti per vari strumenti. Morì di tisi a soli 26 anni.
PERSIANI GIUSEPPE
traversa di Via L. Lotto - Rione Piano San Lazzaro.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/751.
Giuseppe Persiani, insigne musicista del secolo XIX. Nacque a Recanati nel 1799 e morì a Parigi nel 1869. Fu allievo di N. A. Zingarelli e G. Tritto e divenne popolare scrivendo melodrammi come 'Jnés de Castro (1835), Il Fantasma (1843), L'Orfana savoiarda (1846). Nel 1847 creò a Londra un Teatro italiano che però non ebbe molta fortuna. ARecanati il teatro è a lui intitolato.
PERTINI SANDRO (Piazza)
compresa tra Via S. Martino, Via Marsala, Via Palestro, Via Simeoni.
Sandro (Alessandro) Pertini nacque a Stella in provincia di Savona nel 1896 e morì a Roma nel 1990. Nel 1918 si iscrisse al PSI e nel dopoguerra fu tra gli animatori dell'antifascismo ligure. Dopo aver favorito l'espatrio di F. Turati in Francia, e per questo essere stato condannato, anche egli si trasferì lì.
Rimpatriò poi nel 1928 e nel 1929 fu arrestato e condannato a 11 anni di carcere di cui scontò sette anni in carcere e poi fu esiliato a Ponza e Ventotene. Nell'agosto del 1943 con P. Nenni e G. Saragat ricostituì il Partito Socialista.
Nell'ottobre del 1943 fu arrestato dalle SS e condannato a morte. Nel gennaio del 1944 evase da Regina Coeli ed andò a Milano. Fu poi segretario del PSI fino al dicembre del 1945, direttore dell'Avanti, senatore dal 1948 al 1953, anno in cui divenne deputato: a lungo Presidente della Camera dei Deputati. Dopo le dimissioni di G. Leone, fu eletto Presidente della Repubblica nel 1978 e rimase in carica per otto anni; è stato un presidente molto amato e stimato dall'opinione pubblica.
PERUZZI Agostino (Via)
da Via Torresi a Via delle Grazie - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Agostino Peruzzi, storico, critico e poeta, nacque ad Ancona nel 1760 (o 1764) e morì, forse a Ferrara, nel 1850. Divenne sacerdote dopo aver studiato nel seminario di Ancona, nel quale insegnò retorica. Nel 1784 fondò e diresse, ad Ancona, L'Accademia dei Concordi; fu poi Direttore dell'Oratorio e nel 1794 divenne bibliotecario civico. Nel 1797 si schierò contro i francesi che avevano invaso la città e, arruolatosi con i patrioti, svestì l'abito talare e creò il giornale 'Lo scudo della libertà'. In seguito si trasferì a Barbara per ripudiare il suo passato ed ottenne il perdono cardinalizio. Nel 1799 fu arrestato dagli insorti e, tradotto su una nave russa ad Ancona,
divenne il segretario dell'ammiraglio Woinovitsch. Quando i francesi furono cacciati il Peruzzi cercò di ritrattare sui suoi comportamenti passati e mostrò così le sue contraddizioni, si trasferì quindi a Ferrara dove si dedicò ai suoi studi e dove, nel 1831 divenne rettore dell'Università e nel medesimo tempo arciprete capitolare di quella cattedrale. Il Peruzzi è considerato come uno dei più significativi storiografi dell'Ancona dell'Ottocento; scrisse numerose opere, tra le quali ricordiamo quattro Dissertazioni sulla storia della città, Storia di Ancona, Dissertazione sulla chiesa anconetana.
PESARO (Via)
dal Piazzale Camerino a Via Lamaticci - Rione Piano San Lazzaro, Scrima.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref. n. 4081 del 17/2/51.
Pesaro è una delle quattro provincie delle Marche, nella denominazione ufficiale di Pesaro-Urbino, situata a 11 metri sul livello del mare. Vi è nato Gioacchino Rossini al quale si deve la costruzione del conservatorio che porta il suo nome. La città fu fondata dai Romani nel 184 a.C., probabilmente su un antico insediamento piceno.
Nel Rinascimento a Pesaro fiorì una celebre industria della maiolica, tutt'ora molto affermata; oggi nella zona vi sono numerose fabbriche tessili, alimentari e molto attiva è la lavorazione del legno. Di grande rilievo è la produzione commerciale di prodotti agricoli e dell'allevamento. In questi ultimi anni si è anche molto sviluppato il turismo sia balneare, sia quello culturale attraverso varie manifestazioni come per esempio il Rossini Opera Festival che si tiene ogni estate nel mese di agosto. La città è ricca di monumenti, tra cui ricordiamo: Il Palazzo Ducale, la Rocca Costanza, la grandiosa Villa Imperiale, il Duomo con la facciata romanica; S.
Agostino, con il portale gotico del 1413, S. Francesco con parti romaniche e gotiche. Nella pinacoteca, tra gli altri dipinti, è conservata l'Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini. Nel palazzo Almerici, del XVII secolo, troviamo il museo Oliveriano con importanti reperti preistorici e piceni e la Biblioteca dove sono conservate numerose cinquecentine ed incunaboli, oltre ad importanti codici miniati e manoscritti.
PESCHERIA (Via della)
da Piazza Plebiscito a Corso Mazzini - Rione Plebiscito.
Oggi la via è costituita dal cortile dell'antico ospedale di S. Tommaso di Canterbury e da una parte dell'antico Vicolo di S. Egidio. Attualmente dell'antico complesso rimane soltanto quella che una volta ne era la chiesa e che, nel 1817, fu trasformata in pescheria; da qui il nome della via.
PETRARCA Francesco (Via)
da Via Tavernelle a Via Manzoni - Rione Tavernelle.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Francesco Petrarca, uno dei più grandi poeti lirici di tutti i tempi, nacque ad Arezzo il 20 luglio 1304 dal notaio fiorentino Ser Petracco e da Eletta Canigiani, lucchese. Passò i primi anni all'Incisa, in un podere paterno; poi nel 1311 seguì il padre ad Avignone e nel 1316 iniziò gli studi di diritto all'Università di Montpellier senza però averne alcuna inclinazione perché il suo interesse era per i classici latini. Nel 1326 ritornò ad Avignone, dove gli morì il padre che lo lasciò in difficoltà economiche; il 6 aprile 1327, da quello che è dato sapere, il Petrarca conobbe, nella chiesa di Santa Chiara di Avignone, Laura, la donna che doveva restare nel suo cuore per tutta la vita e diventare il mito della sua poesia. Nel 1340 gli giunse contemporaneamente dall'Università di Parigi e dal Senato di Roma l'invito per l'incoronazione poetica; scelse Roma e fu incoronato poeta in Campidoglio l'8 aprile 1341. Successivamente soggiornò a Parma ed in altre città italiane, tra cui Roma. Nel 1361 si recò a Venezia, dove alloggiò nel palazzo Molin che il Comune gli regalò in cambio di parte della sua biblioteca. Nel 1370 si ritirò in una villetta ad Arquà, sui colli Euganei, dove trascorse gli ultimi anni della vita. Morì tra il 18 e il 19 luglio 1374. Il Petrarca scrisse molte opere in latino: il Secretum, le Epistulae metricae, il Bucolicum carmen, il poema Africa, il De viris illustribus, il De vita solitaria e il De otio religiosorum ed altre opere di minor conto. Ma la gloria di grandissimo poeta il Petrarca la deve al Canzoniere, costituito da 366 componimenti così suddivisi: 317 sonetti, 29 canzoni, 9 sestine, 7 ballate e 4 madrigali. Tranne poche poesie, tutto il Canzoniere è ispirato all'amore per Laura e consta di due parti distinte: in vita e in morte di Laura; il titolo proprio dell'opera è Rerum vulgarium fragmenta. Altra opera in volgare sono i Trionfi, poema allegorico in terzine diviso in sei parti.
PEZZOTTI Ariovisto (Via)
da Via Palombare a Via Palombare - Rione Pinocchio.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Ariovisto Pezzotti (1871-1946) Benefattore e filantropo.
PIAVE (Via)
da Piazza Cavour a Via Isonzo - Rione Vittoria.
Il Piave è un fiume del Veneto che nasce alle falde del Monte Peralba e sfocia nell'Adriatico a 35 km. a nord-est di Venezia. La via è intitolata allo storico fiume il cui nome è rimasto legato all'eroica resistenza opposta sulle sue sponde dall'Esercito italiano all'invasione austro-tedesca nella prima guerra mondiale, dopo la ritirata di Caporetto. Tre grandi battaglie si combatterono sul Piave: con la prima, combattuta dal novembre alla fine del dicembre 1917, gli Austriaci tentarono di forzare il fiume, contenuti dagli Italiani; dal 15 al 22 giugno 1918, seconda grande offensiva austriaca, respinta da una vigorosa controffensiva italiana; terza ed ultima battaglia combattuta sul Piave, nel novembre 1918, fu quella di Vittorio Veneto, decisiva per l'esito del conflitto.
PICHI TANCREDI Giovanni (Via)
da Via delle Grazie a Via Colleverde - Rione Grazie, Tavernelle.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Giovanni Pichi Tancredi, Storiografo e araldista, nacque ad Ancona nel 1630. Di grande cultura, fece numerose ricerche negli archivi cittadini sulla storia della città. Scrisse un'opera molto significativa, L'Anconologia, che risulta sia andata dispersa. Inoltre in un manoscritto in tre volumi, conservato nella biblioteca civica, sono riportati gli stemmi delle nobili famiglie anconetane. Morì ad Ancona nel 1697.
PICENI (Via dei)
da Via Mariani a Via Fornaci Comunali - Rione Archi.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Denominazione moderna dei Picenti, antico popolo italico che si insediò nelle Marche e che secondo la tradizione antica era di origine sabina; sembra che il loro nome derivi da picus 'picchio' uccello sacro a Marte. Dal III secolo a.C. furono alleati dei Romani e poi invece, nel 268 a.C., furono sottomessi dai consoli Publio Sempronio Sofo e Appio Claudio Rufo. Una parte della popolazione fu deportata in Campania nel Salernitano, dove fu fondata la colonia romana Picentia.
In seguito, nel 232 a.C., la regione fu assegnata a coloni romani esclusi i territori delle città alleate di Ancona, Ascoli e delle colonie di Sena (Senigallia), Fermo, Atria. Nel 91 a.C. ad Ascoli scoppiò la guerra sociale e la città fu presa da Pompeo Strabone nell'89 a.C.. Ad Ancona i Piceni hanno lasciato tracce dei loro villaggi sul monte Cardeto, sui colli del Guasco e dei Cappuccini; l'insediamento più numeroso era situato a Numana, collegata ad Ancona da un'antica strada. Il Museo Archeologico Nazionale di Ancona conserva numerosi reperti della loro civiltà. Inoltre da ricordare, tra le necropoli venute alla luce, oltre a quelle di Numana, quelle di Novilara e di Tolentino.
PIETRALACROCE (Strada vecchia di)
da Via Angelini a Via del Conero - Rione Rodi, Pietralacroce, Valle Miano.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. 18395/2 del 8/8/60.
PIETRALACROCE (Via di)
da Via del Conero a Via del Conero - Rione Pietralacroce.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
PINOCCHIO (Via del)
da Via Maggini a Via di Pontelungo.
Vecchia denominazione della località attraversata dalla via il cui nome ricorda il protagonista di uno dei capolavori della letteratura per l'infanzia, 'Le avventure di Pinocchio' di Collodi il cui vero nome era Carlo Lorenzini, che furono pubblicate per la prima volta a puntate, nel 1881, sul Giornale per i bambini e che furono poi stampate in un volume nel 1883. La storia di Pinocchio, per la complessità dei suoi significati, ha offerto lo spunto a numerose interpretazioni in chiave pedagogica, sociologica e psicanalitica ed inoltre ha stimolato la fantasia di scrittori, autori di teatro e di cinema. Ad Ancona, nella via suddetta, si trova una statua dedicata al famoso burattino, opera dello scultore Vittorio Morelli.
PINOCCHIO (Via vecchia del)
dalla Via di Pontelungo a Via I Maggio - Quartiere di Monte Dago.
Vecchia denominazione della località attraversata dalla via.
PIO II (Via)
da Piazza dell'Anfiteatro a Via del Guasco - Rione Porto, S. Pietro.
Nel passato la via ebbe diversi toponimi tra cui: Strada del Pozzo Lungo, Via del Guasco; solo negli ultimi tempi ebbe il nome di Pio II in ricordo della sua presenza ad Ancona nel luglio e nell'agosto del 1464. Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II, nacque a Corsignano, oggi Pienza, nel 1405 e morì ad Ancona nel 1464. Nel 1447 fu vescovo di Trieste, poi nel 1450 di Siena, cardinale nel 1456 ed il 19 agosto 1458 fu eletto pontefice. Nel 1463 pensò di poter proclamare la guerra santa, ma la morte lo sorprese ad Ancona dove attendeva le navi e le truppe per la crociata. Fu uomo di mondo, umanista e scrittore. Grande mecenate delle arti, fece restaurare molti edifici a Roma ed arricchì il suo paese natale con edifici monumentali. Scrisse liriche latine amorose nel 1427, una commedia, un'opera in prosa, numerose lettere ed orazioni ma la sua abilità di scrittore si trova nei 'Commentari rerum memorabilium quae temporibus suis contigerunt', autobiografia in 12 libri che vanno sino al 1463. Sulla via sono da ricordare il Palazzo Arcivescovile ed il Palazzo Tardo Settecentesco.
PIRANDELLO Luigi (Via)
da Via Ranieri a Via Manzoni - Rione Tavernelle.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. n. 41016/3 del 5/2/71.
Luigi Pirandello, drammaturgo e narratore, nacque a Girgenti, oggi l'attuale Agrigento, nel 1867 e morì a Roma nel 1936. Iniziò gli studi a Palermo, li proseguì a Roma e li compì in Germania dove si laureò a Bonn nel 1891. Nel 1893 si stabilì a Roma dedicandosi poi ad un'intensa attività pubblicistica e creativa scrivendo anche soggetti e sceneggiature per il cinema, mentre nel contempo insegnava all'Istituto superiore di Magistero. In seguito, dal 1925 al 1928, diresse il Teatro d'Arte di Roma; nel 1934 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura. Pian piano nei suoi romanzi convogliò il suo interesse sulle discordanze che si rivelano tra l'essere e il parere; tali aspetti si riscontrano nel romanzo Il fu Mattia Pascal, giudicato una delle sue opere più importanti. Inoltre nei suoi romanzi si può notare l'ansia dell'uomo che invano cerca di reagire agli schemi della vita per essere soltanto se stesso. Tra i suoi testi teatrali ricordiamo: Pensaci Giacomino, Liolà, Così è se vi pare, Sei personaggi in cerca di autore, Ciascuno a suo modo, Vestire gli ignudi, L'uomo dal fiore in bocca e tanti altri; il suo ultimo lavoro, I giganti della montagna, è rimasto incompiuto.
PIRANI Vincenzo (Via)
da Via Albertini alla campagna.
Delibera n. 2455 del 29/11/94.
Vincenzo Pirani, storiografo, nacque nel 1920 e morì nel 1994. Laureato in architettura, ha lavorato presso la Soprintendenza Archeologica e Monumenti. Come architetto fu autore del progetto per la chiesa-santuario degli Angeli Custodi eretta a Molini di Fraconalto (Alessandria). Sin dal 1956 iniziò a pubblicare i risultati delle sue ricerche storico-artistiche: si possono ricordare
gli studi su Il Palazzo Reale di Genova e Itinerario a Genova del 1956; La chiesa di S. Giovanni Evangelista e il noviziato dei PP. Barnabiti in S. Felice a Cancello (Caserta) e la chiesa di S. Angelo a Palombara in Arienze, pubblicati ambedue nel 1961 a Napoli. Questi per ricordare alcuni dei suoi lavori elaborati durante il periodo di lontananza dalle Marche e, soprattutto, dalla sua Ancona, all'ampliamento della cui memoria storico-artistica si dedicò, al suo rientro, con grande fervore e rigore nella ricerca. Del 1979 è la sua opera 'Ancona dentro le mura', un viaggio dentro la memoria storica di quella Ancona racchiusa entro le mura che la cinsero fino al 1864.
PIZZECOLLI Ciriaco (Via)
da Piazza Plebiscito a Piazza B. Stracca - Rione Porto, S. Pietro.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Ciriaco Pizzecolli chiamato 'Ciriaco d'Ancona' del secolo XVI, umanista e archeologo di gran fama, può essere considerato il primo dei raccoglitori di oggetti d'arte antica e quindi il primo degli archeologi. È autore dell'opera 'Anconitana Illyrica laus' conservata nella Biblioteca Vaticana.
Lungo la via ci sono numerosi palazzi appartenenti alle più ricche famiglie dell'epoca, tra cui Palazzo Bosdari, oggi sede della Pinacoteca Civica e Palazzo Bonarelli.
PLEBISCITO (Piazza del)
è compresa fra Via Gramsci, Via Pizzecolli, Via Pescheria, Via Matteotti, Via Orefici - Rione Porto, San Pietro, Plebiscito.
La piazza è così denominata a ricordo del Plebiscito che si tenne nei giorni 4 e 5 novembre 1860 per l'annessione delle Marche al Regno d'Italia.
Inizialmente la piazza si chiamò Piazza Nuova e subito dopo Piazza Grande; tale denominazione fu mantenuta sino all'occupazione francese quando fu intitolata a Napoleone. Dopo la caduta dell'imperatore prese il nome dalla chiesa che la sovrastava e cioè S. Domenico. Dopo il 1870 ebbe il nome di Piazza del Plebiscito ma gli anconetani la chiamano Piazza del Papa per la presenza della statua di papa Clemente XII. Tra il 1446 e il 1492, la piazza fu ampliata e in un angolo fu costruita la fontana ancor oggi esistente. Tra i tanti avvenimenti che ebbero luogo nella piazza sono da ricordare i seguenti: - 25 febbraio 1443 viene giustiziato il Podestà Pietro Grifoli per tentato tradimento, - Giorno di Pentecoste 1498, vi si svolge la gara tra balestrieri, rappresentanti tutti i castelli dipendenti da Ancona, - 1581, viene fondata la nuova torre civica, - 1593 si corre la giostra del Saracino; - 18 dicembre 1818 la statua di Clemente XII,
già rimossa nel 1797, viene ricollocata nella piazza; - 1863 viene tolto alla piazza l'uso del mercato delle erbe. Tra i palazzi che si affacciano sulla piazza sono da ricordare: Il palazzo della Prefettura, la Torre Civica, palazzo Nembrini Gonzaga, palazzo Mengoni Ferretti, Palazzo Schelini,Palazzo Bernabei
PODESTI Francesco (Via)
da Corso Garibaldi a Piazza da San Gallo - Rione Capodimonte.
Francesco Podesti nacque ad Ancona nel 1800 e morì nel 1895. Studiò a Roma architettura e pittura. La sua celebrità di pittore insigne risuonò in Italia ed all'estero tanto che Pio IX lo chiamò ad affrescare le stanze del Vaticano vicine a quelle dipinte da Raffaello. Per la cattedrale di Ancona eseguì il famoso quadro 'San Lorenzo ed è autore del monumentale quadro 'L'Assedio di Ancona' che fu esposto a Londra e a Parigi aggiudicandosi importanti premi. Inoltre nella Pinacoteca di Ancona è conservato il ritratto del Cardinale Ferretti che dipinse nel 1844, nel Duomo Il martirio di San Lorenzo distrutto dai bombardamenti e rifatto dal Peruzzi, a Roma, nella chiesa di S. Paolo, Il martirio di S. Stefano ed il Trionfo di Venere nella Galleria nazionale d'arte moderna. Il Podesti scrisse anche versi che sono stati raccolti e pubblicati nel 1883. Lungo la via vi sono i ruderi della Chiesa di San Giacomo; l'unica chiesa che è rimasta lungo la via è quella dell'Annunziata ed anticamente la strada, fino a Via del Calamo, era denominata Via della SS. Annunziata. Conserva un quadro del Podesti, uno del Bellini ed uno di Vincenzo Podesti, fratello di Francesco. Affrescò novantenne i pennacchi della cupola della Chiesa del Sacramento.
PODGORA (Via)
da Via Trieste a Via Isonzo - Rione Passetto, Vittoria.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Podgora, altura del Friuli-Venezia Giulia, sulla destra del fiume Isonzo, di fronte a Gorizia. Nel corso della prima guerra mondiale fu teatro di combattimenti, nel 1915 e nel 1916, contro gli Austriaci, e gli Italiani riuscirono a conquistare l'intera altura l'8 agosto 1916, dopo tre giorni di lotta.
POLA (Via)
da Via Tagliamento a Via Santa Margherita - Rione Passetto.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. n. 41016/3 del 5/2/71.
Città della Croazia, situata sulla costa sud-occidentale dell'Istria. È un'importante centro commerciale e industriale; c'è anche un allevamento di ostriche e frutti di mare. Sviluppato è anche il turismo balneare.
Nel 1918 entrò a far parte dell'Italia e si sviluppò in modo notevole; dopo la fine della guerra, con il trattato di pace del 10 febbraio 1947, fu assegnata alla Jugoslavia. Dell'epoca romana abbiamo varie testimonianze: la Porta di Ercole, l'arco dei Sergi, i due templi gemelli di Piazza Foro, il ninfeo, due teatri e l'anfiteatro. Tra gli altri monumenti da ricordare: La cappella di S. Maria del Canneto, la Chiesa di S. Francesco, il Duomo.
POGGIO (Frazione)
Questa frazione si trova a circa dieci chilometri da Ancona su un colle da cui la località ha preso il nome e dove si gode un panorama incantevole; infatti verso levante si erge il monte Conero e verso settentrione il promontorio declina in una ampia vallata. E' assai probabile che il luogo fosse abitato già nelle antiche età della preistoria e specialmente nel periodo piceno. Anche questa zona anticamente era fortificata, ma oggi quasi nulla resta del castello medioevale; delle numerose chiese che ivi erano edificate rimangono quella di S. Lucia, di stile gotico-romanico entro l'area delle vecchie mura e la chiesa parrocchiale di S. Biagio fuori della zona dell'antico castello; quest'ultima, di modeste dimensioni, conserva una pregevole tela dipinta da Luca D'Ancona (sec. XVI), rappresentante la Vergine con due Sante ai lati, tra cui S. Lucia.
PONTE MANARINI (Via)
traversa di Via Flaminia - Rione Collemarino.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62
PONTELUNGO (Via di)
da Via Maggini a Via I Maggio - Rione Pinocchio, Pontelungo.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 dell'8/8/60.
POSATORA (Via)
da Via Ascoli Piceno a Via del Fornetto, Via della Grotta.
Posatora ricorda la località dove una tradizione voleva che la Madonna di Loreto si fosse posata prima di stabilirsi in Loreto.
POSATORA (Piazzale)
La zona dove insiste la piazza è stata devastata dalla frana del 13 dicembre 1982.
POTENZA (Via)
da Via Musone a Via Esino - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 352 dell' 1/8/58 Pref. n. 27617/2 del 20/8/59.
Potenza è un fiume delle Marche; dopo aver attraversato la gola di Pioraco e la gola di S. Severino, scorre in una valle più ampia e sfocia in mare a Sud - Est di Porto Recanati.
PRIMO MAGGIO (Via)
inizia dall'incrocio di Via Pontelungo del Pinocchio e termina al limite del centro urbano - Zona Baraccola.
Deliberazione consiliare n. 527 del 5/4/82.
1° Maggio, festa internazionale del lavoro fissata dal Congresso di Parigi nel 1889.