OBERDAN Guglielmo (Via)
da Via Podesti a Via S. Martino - Rione S. Stefano.
La via è intitolata al martire dell'irredentismo italiano che nacque il I febbraio 1858 a Trieste ed ivi morì il 20 dicembre 1882. Militare nell'esercito austriaco, fuggì a Roma per prendere parte al movimento irredentista degli immigrati. Mentre a Trieste si festeggiava il V centenario della dedizione della città all'Austria, egli si armò di bombe ma, tradito, fu arrestato a Ronchi il 14 settembre 1882 e condotto a Trieste dove fu condannato a morte mediante impiccagione.
Nel secolo scorso la via era denominata Via degli Esposti perché vi si trovava un brefotrofio; quest'Istituto era condotto dai frati di San Giovanni di Dio, nel 1579 l'amministrazione passò alla confraternita di San Girolamo.
OFFAGNA (Via)
da Via Lamaticci a Via Ascoli Piceno - Rione Scrima, Palombella.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/1969.
Comune in provincia di Ancona, situato a 306 metri sul livello del mare, sopra un colle tra le basse valli dei fiumi Esino e Musone. Vi è una bella rocca di epoca medioevale cinta da mura: nel mese di luglio vengono organizzate manifestazioni in costume, ricche di antiche atmosfere, che richiamano numerosi turisti.
OREFICI (Via degli)
da Piazza del Plebiscito a Corso Mazzini.
La via era così denominata dai molteplici negozi di oreficeria esistenti in tale località; nell'Ottocento
era chiamata Via dei Calzolari, ma anche Via dei Tricoli per i venditori di ortaggi, il cui
mercato era situato in Piazza del Plebiscito.
Lungo questa via si trova Palazzo Tancredi, residenza dell'omonima famiglia. Al civico n. 3 è visibile un tratto di basolato di strada romana.
ORSI Alessandro (Via)
da Via Piave a Via Montenero - Rione Adriatico, Vittoria.
Orsi Alessandro nacque a Ravenna il 4 marzo 1785 dal conte Antonio Orsi e da Camilla Numai Furlivesi, e morì il 25 marzo 1861 ad Ancona. Fu patriota del Risorgimento italiano.
ORSINI Giorgio (Via)
da Via Fanti a Via S. Francesco alle Scale - Rione San Pietro;
Giorgio Orsini, detto Giorgio da Sebenico, città della Dalmazia, scultore ed architetto, nacque intorno al 1400 e morì a Sebenico nel 1475. A Spalato, tra il 1444 ed il 1448, costruì nella cattedrale la cappella di S. Anastasio ricca di vivaci sculture tra le quali la drammatica 'Flagellazione di Cristo dell'arca'; dal 1454 al 1459 dimorò ad Ancona, dove eseguì il portale della Loggia dei Mercanti e la facciata di San Francesco alle Scale. Nel 1460 tornò a Sebenico per lavorare nella Cattedrale; ebbe poi l'incarico di progettare il portale di S. Agostino ad Ancona, rimasto incompiuto alla sua morte.
Sino a pochi anni fa, nonostante varie denominazioni, era comunemente detta Vicolo del Calò. Lungo la strada sono rimaste numerose testimonianze dell'Ancona romana ed inoltre i resti dell'ex convento dei Frati Minori Conventuali, sulla destra della Chiesa di S. Francesco alle Scale.
OSCURO (Vicolo)
da Via Cialdini a Via Astagno - Rione Capodimonte.
Molto probabilmente la via era così denominata per la scarsa illuminazione dovuta all'altezza dei fabbricati e alla poca larghezza della via; completamente distrutto sul lato destro, per il bombardamento del 1943-44.
OSIMO (Via)
da Via Urbino a Via Scrima a Via Jesi - Rione Scrima, Piano San Lazzaro.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref. n. 4081 del 17/2/51.
Osimo, comune della provincia di Ancona, situato a 265 metri sul livello del mare, alla sinistra della bassa valle del fiume Musone. La parte più antica della città si trova raccolta entro le mura duecentesche ed è costruita su un colle alle cui pendici sono stati edificati i quartieri più moderni.In basso, nel fondovalle dell'Aspio, troviamo Osimo Stazione.
Nella prima metà del II secolo a.C. divenne una colonia romana; dell'antica Auximum vi sono ancora dei tratti di mura incorporati nel perimetro murario del XIII secolo e l'ossatura in calcestruzzo della Fonte Magna.
Inoltre vi sono stati ritrovati elementi architettonici e pregevoli sculture del periodo repubblicano realizzati in tufo e del periodo imperiale realizzati in marmo. Del periodo medioevale il monumento più significativo è il Duomo dedicato a S. Leopardo, che fu il primo vescovo della città; edificato su una struttura più antica e ristrutturato in epoca successiva, ha una vasta cripta con colonne romane e sarcofagi del IV e V secolo; da ricordare inoltre il battistero di S. Giovanni del XII secolo, il santuario di S. Giuseppe da Copertino di origine gotica, la chiesa di S. Marco con all'interno una tela del Guercino.
OSPIZIO (Via dell)
da Via Fanti a Via del Faro - Rione San Pietro.
Trae la denominazione dall'Ospizio per gli anziani fatto costruire, nei pressi, da Vittorio Emanuele II. Attualmente non rimane altro che un tratto del muro medioevale accanto ai resti della Porta Cipriana ed una villa settecentesca.
OSLAVIA (Via)
da Via Vittorio Veneto a Via Rovereto - Rione Rodi, S. Stefano.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
Oslavia è una località del comune di Gorizia, situata a destra del fiume Isonzo. Nel corso della prima guerra mondiale fu distrutta durante una delle numerose battaglie di cui fu teatro. Il nuovo agglomerato si estende lungo il pendio, mentre nel luogo dove sorgeva anticamente, è stato costruito un cimitero di guerra.
OSTRA (Via)
traversa di Via delle Grazie - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 232 del 19/5/64 Pref. 38684/3 del 2/12/64.
Ostra, comune della provincia di Ancona, il cui nome fino al 1881 era Montalboddo, si trova a 118 metri sul livello del mare, sul versante sinistro della bassa valle del fiume Misa. Fu fondata, dopo le invasioni dei Goti, dagli abitanti che fuggivano da Ostra Vetere che era stata distrutta; fu chiamata Mons Podius, ricevette nel 1291 una carta dei diritti da papa Nicolò IV, e fu eretta a città da Pio VI.
OTTO MARZO (Via)
inizia dall'Istituto Tecnico Commerciale 'G. Benincasa' e termina su Via XXV Aprile.
Deliberazione consiliare n. 1805 del 15/11/82 a ratifica della deliberazione di Giunta pro Consiglio n. 1349 del 28/9/82.
Otto marzo, festa della donna.