Da Via Maccari a Via Musone

MACCARI Carlo (Via)
strada che parte da Via I Maggio e interseca Via Carlo Antognini.
Delibera n. 1402 del 29/12/98.
Arcivescovo emerito di Ancona. Nato a Cantone di Parrano (Terni) il 13 gennaio 1913. Ordinato sacerdote a Roma nella Basilica di S. Giovanni in Laterano il 6 dicembre 1936; si laurea in Sacra Teologia e in Utroque Jure presso la Pontificia Università Lateranense. Si fece apprezzare per la sua opera pastorale nella parrocchia di S. Maria Consolatrice a Casalbertone nella periferia romana. Nel 1951 divenne segretario del Vicariato di Roma. Nel 1959 ricevette l'incarico si recarsi come Visitatore Apostolico a San Giovanni Rotondo, dove operava Padre Pio Nel 1960 fu nominato Segretario del primo Sinodo Romano indetto da Giovanni XXIII.. Papa Roncalli
lo nominò vescovo nel 1961 e, dopo un triennio come assistente generale dell'Azione Cattolica, fu trasferito a Mondovì nel 1963, con il titolo personale di Arcivescovo. Promosso all'Arcidiocesi d'Ancona il 5 agosto 1968 e nominato Amministratore Apostolico di Osimo, di
cui divenne Vescovo il 7 ottobre 1972. Con l'avvenuta unificazione delle due Diocesi, dal dicembre 1986 divenne Arcivescovo d'Ancona - Osimo. Per ventuno anni svolse il suo ministero pastorale, consegnandolo il 1° ottobre 1989 a Mons. Dionigi Tettamanzi. Il 22 ottobre 1996 un grave incidente stradale lo costrigeva ad una lunga degenza. Morì il 17 aprile 1997.

MACERATA (Via)
da Via Torresi a Via Valle Miano - Rione Piano S. Lazzaro, Grazie.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref. n. 4081 del 17/2/51.
Comune delle Marche di 92,7 kmq., capoluogo di provincia, posto a 314 m. sul livello del mare, sopra un colle della dorsale pliocenica, fra le valli del Potenza e del Chienti a Sud, a 21 km. dal mare. L'importanza di Macerata è però prevalentemente artistica e culturale; vi ha sede un'università (facolta di giurisprudenza e di lettere) fondata da Nicolò IV nel 1290 e rinnovata nel 1540. Costituita in comune ai primi del sec. 12°, per opera degli abitanti di alcune località sorte nei secoli 10° e 11°, sulle rovine dell'antica Helvia Recina, città fondata da Settimio Severo. Oggi intorno alla città ruota un sistema urbano costituito da piccoli centri che svolgono ruoli di rilievo
per i servizi ed i commerci di quest'area, ancora molto agricola, offrendo alcune sue importanti strutture, quali il centro agricolo commerciale e mercato zootecnico di Villa Potenza ed il centro commerciale all'ingrosso di Piediripa.
Lo sviluppo industriale è recente, ma presenta imprese molto attive nei settori meccanico, alimentare, dei mobili e edile. Numerosi importantissimi edifici dei sec. 16°e 19° caratterizzano la città; del sec. 16° sono la Loggia dei Mercanti, il palazzo della Prefettura, la Chiesa di S. Maria delle Vergini, la Torre Maggiore (terminata nel 1663); le chiese di S. Giovanni e di S. Paolo e il palazzo Comunale sono seicenteschi; infine appartengono al sec. 18° il Duomo, la chiesa di S. Filippo, la chiesa Della Misericordia (fondata nel 1447), il Teatro ed il famoso Sferisterio dove si tengono soprattutto spettacoli lirici.

MADONNETTA (Via della)
dalla Via di Pontelungo alla frazione di Candia - Rione Pinocchio, Fornetto, Borghetto, Pontelungo.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Madonnetta - vecchia denominazione della località attraversata dalla via.

MAESTRI del LAVORO (Via)
inizia dalla località di Passo Varano, attraversa il nuovo Quartiere Ponterosso e termina su Via Brecce Bianche - Quartiere Ponterosso.
Deliberazione consiliare n. 1805 del 15/11/1982 a ratifica della delib. di Giunta pro Consiglio n. 1349 del 28/9/82.
Riconoscimento ai cittadini prestatori d'opera benemeriti, che sono insigniti di tale titolo. Detta Onorificenza Magistrale è stata approvata con legge 18/12/1952, n. 2389 e la Federazione dei Maestri del Lavoro d'Italia è stata eretta in Ente Morale con D.P.R. n. 1625 del 14/4/1956.

MAGENTA (Via)
da Via Zappata a Via Cardeto - Rione Plebiscito.
Comune di 218 kmq. in provincia di Milano (a 25 km.), a 138 m. sul livello del mare, a breve distanza dalla riva sinistra del Ticino. È un importante nodo di comunicazione, lungo la statale Padana Superiore e la linea ferroviaria Milano-Torino. Industria tessile, meccanica (serrature), produzione di fiammiferi, mobili e carta.
Si ricorda la battaglia franco-austriaca del 4 giugno 1859, fra 55.000 Franco-Piemontesi al comando di Napoleone III, e 50.000 Austro-Ungarici al comando del Generale F. Gyulay, risoltasi con la vittoria dei Franco-Piemontesi che si aprirono la via per Milano, dove Napoleone III e Vittorio Emanuele II entrarono l'8 giugno 1859.

MAGGINI Alessandro (Via)
dal Viale Cristoforo Colombo all'incrocio di Via Pontelungo con Via della Montagnola - Rione Scrima, Pinocchio.
Atto consiliare n°242 del 17/4/51 Pref. n°21825 del 11/7/51.
Nato il 1 marzo 1924, morto il 6 febbraio 1943. Terminati gli studi magistrali s'iscrive al Magistero di Venezia, trova un impiego e nello stesso tempo frequenta un corso di partito diventando dirigente dell'organizzazione comunista. Partecipa attivamente ai corsi di preparazione politica fin quando i compagni più maturi assegnarono, ai giovani, le zone per fare guerriglia alle truppe nazi-fasciste.
Ogni distaccamento riceveva periodicamente informazioni militari e politiche. Alessandro è, purtroppo, destinato alla zona di Ostra. Egli è nominato 'Doro', con la funzione di commissario politico del distaccamento GAP di Ostra. La zona di Ostra è troppo pericolosa e nel
corso di un violento rastrellamento cade prigioniero. Alessandro, condannato a morte, affronta il plotone di esecuzione con grande fierezza. Dopo la sua morte il distaccamento di Ostra prende il nome di Alessandro Maggini. Purtroppo il distaccamento 'Maggini', il 4 maggio 1944, dopo una lotta eroica, soccombe a Monte Sant'Angelo di Arcevia.

MAIOLATI (Via)
da Via Macerata a Via Torresi - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
Comune di 21,4 kmq. della provincia di Ancona (a 46 km.) a 405 m. sul livello del mare, sul versante destro della media valle del fiume Esino. Patria del musicista Gaspare Luigi Spontini.

MALACARI (Vicolo)
da Via Podesti a Via Cialdini - Rione Capodimonte.
La denominazione trae origine da un palazzo di proprietà dell'antica famiglia dei conti Malacari. Il palazzo probabilmente è stato eretto trasformando un immobile preesistente. I lavori di ripristino hanno messo in luce strutture e decorazioni cinquecentesche già dissimulate dall'intervento settecentesco, forse del Ciaraffoni, intervento di cui rimane pressoché integro lo scalone con ricca balaustra in alabastro. L'esterno è molto sobrio e si orna di un portale a bugne seicentesche. Anche questo palazzo, come quello Nappi, è oggi sede di uffici comunali. Anticamente tutte le strade che si trovavano dietro il Palazzo Malacari erano dette 'vicoli Malacari'.

MALATESTA (Piazza)
compresa tra Via Matteotti, Via Goito, Via Cardeto - Rione Plebiscito.
Atto consiliare n. 242 del 17/4/51 Pref. n. 21825 del 11/7/51.
Errico Malatesta, nato a Caserta nel 1854 e morto a Roma 1932, internazionalista, professò un anarchismo idealista-collettivista. Prese parte ai moti rivoluzionari del 1872 ad Imola e nel 1876 a Benevento; nel 1914 ad Ancona (Settimana rossa). Passò parecchi anni in carcere per condanne politiche; fu esule in Inghilterra. Per molti anni dimorò ad Ancona in Via Goito e in Campo della Mostra, in modestissime camere d'affitto. Morì umile operaio elettricista. Fu direttore di vari giornali anarchici. Anticamente la piazza, oggi a lui intitolata, era denominata 'Campo della Mostra' e molto probabilmente era il luogo dove si teneva il mercato del bestiame.
Il vecchio toponimo ricorda anche di una fallita rivolta organizzata da Simone di Corrado e appoggiata dai Malatesta di Cesena, conclusasi il 18 giugno 1342. Vi furono numerosi morti, tra cui Simone di Corrado, ed i loro corpi furono sepolti nel Campo della Mostra. Tra i ricordi legati a questo luogo vi è anche quello inerente la presenza di una 'rivendita carbonara'.

MAMIANI DELLA ROVERE Terenzio (Via)
da Via Marconi a Via Marchetti - Rione Archi.
Letterato, pensatore, uomo politico, nato a Pesaro il 27 settembre 1799, morto a Roma il 21 maggio 1885. Di pensiero liberale e carbonaro, fu attivista delle sue idee sin dalla prima gioventù. Si dedicò alla lotta politica intrattenendo rapporti con i più noti patrioti italiani e uomini di cultura dell'epoca. Nel 1831 preparò i moti rivoluzionari delle Marche, in Toscana e in Romagna.
Falliti i moti, dovette rifugiarsi in Ancona ed imbarcarsi sulla nave Isotta. Catturato dagli Austriaci, fu imprigionato a Venezia. Non avendo voluto sottoscrivere una dichiarazione per avere l'amnistia, concessa da Pio IX nel 1846, fu esiliato in Francia, ove rimase fino al 1847. Per intercessione di Carlo Alberto ottenne di poter risiedere nello Stato Pontificio senza l'obbligo di sottoscrivere l'atto di sottomissione. Le vicende politiche gli permisero di ricoprire cariche eminenti e nel 1848 fu ministro di Pio IX. Nel 1849 fu deputato nell'Assemblea costituente, nel 1857 fu nominato ministro dell'istruzione nel governo Cavour, nel 1861 fu ministro plenipotenziario
presso il re di Grecia, nel 1864 senatore del Regno. Il Mamiani s'interessò molto di studi filosofici e cercò sempre di promuoverli. A dispetto della fama, la sua opera filosofica non corrisponde ad un reale valore speculativo. Oltre all'attività politica e filosofica, coltivò anche la poesia e la letteratura, specialmente nel periodo giovanile.

MANZONI Alessandro (Via)
da Via Petrarca a Via Torresi - Rione Tavernelle.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. 41016/3 del 5/2/71.
Scrittore, nacque a Milano il 7 marzo 1785 e morì il 22 maggio 1873. Figlio del conte Pietro e di Giulia Beccaria, in seguito alla separazione (1792) dei genitori e al trasferimento (1795) della madre a Parigi, compì i primi studi presso vari istituti religiosi, maturando un feroce anticlericalismo e la simpatia per le posizioni giacobine. Nel 1805 si trasferì presso la madre a Parigi, dove rimase fino al 1810, pubblicandovi il carme 'In morte di Carlo Imbonati' (1806), in memoria del convivente della madre morto nel 1805. Nel 1808 aveva intanto sposato Enrichetta Blondel, calvinista, con la quale condivise l'avvicinamento al cattolicesimo. La conversione religiosa
fu accompagnata da un radicale cambiamento della poetica manzoniana, che portò alla composizione degli 'Inni Sacri', delle poesie civili come 'Il cinque maggio' (1821) ecc. e della tragedia Adelchi (1822), testimonianza di una piena adesione al romanticismo. Apartire dal 1821 pose mano alla stesura del romanzo 'Fermo e Lucia', terminato nel 1823 e pubblicato solo nel 1827 col titolo definitivo 'I promessi sposi'. Dopo la morte della moglie (1833) sposò Teresa Borri (1837) destinata anch'essa a premorirgli. 'I promessi sposi' uscì nella veste definitiva nel 1842; apologia degli umili, assurti per la prima volta a protagonisti di una grande opera letteraria, che riscattano con la propria moralità i soprusi cui sono sottoposti da parte dei potenti. Il romanzo segnò una svolta nello sviluppo della narrativa italiana cui fece seguito una straordinaria diffusione popolare; tuttavia è sempre stato presentato più come modello di stile
che come testimonianza di impegno civile e di rigore morale.

MARATTA Carlo (Via)
da Via Orsi a Via E. Bianchi - Rione Adriatico.
Pittore nato a Camerano, allora castello di Ancona, il 15 maggio 1625. Trasferitosi all'età di undici anni a Roma, nel 1637 divenne allievo di Andrea Sacchi. A Roma trascorse tutta la sua vita. Il Maratta riesce a raggiungere le massime vette artistiche soprattutto nel ritratto. I volti dei personaggi sono notevoli. Debuttò nel 1650 dipingendo 'La Natività' nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami.
La sua attività fu molto intensa e dipinse molte pale d'altare. Numerosissime sono poi i quadretti con Madonne e Sacre Famiglie. Per tale sua caratteristica attività fu soprannominato 'Carluccio delle Madonne'; alla Pinacoteca comunale F. Podesti di Ancona si trova la tela 'Madonna e Santi'. Eclettico nell'arte, trattò anche le stampe in acquaforte, fu valente architetto, intagliatore e pittore su cristallo. Morì a Roma il 15 dicembre 1713 lasciando un patrimonio di 40.000 scudi.

MARCHETTI Filippo (Via)
da Via Marconi a Via L. Lotto - Rione Archi, Montirozzo.
Compositore, nato a Bolognola (Macerata) il 26 febbraio 1831 e morto a Roma il 18 gennaio 1902.
Compì i suoi studi musicali prima con Bindi, quindi al conservatorio di Napoli. Si dedicò soprattutto alla composizione di opere teatrali. Dopo alcuni insuccessi si dedicò completamente all'insegnamento del canto a Roma (1860-'63). Per il teatro La Scala scrisse un'opera che fu rappresentata nel 1869, Ruy Blas, che ottenne un clamoroso trionfo e divenne una delle più popolari dell'epoca. Dal 1881 al 1886 fu presidente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma. Sebbene la sua produzione musicale sia oggi del tutto dimenticata, il Marchetti ebbe un posto di rilievo tra gli operisti italiani della sua epoca. È sepolto a Gallarano presso Camerino.

MARCONI Guglielmo (Via)
da Porta Pia a Piazza Rosselli - Rione Archi, Piano San Lazzaro, Palombella
Scienziato ed inventore, nacque a Bologna nel 1874 e morì a Roma nel 1937. Di padre italiano e di madre irlandese, compì i primi studi a Bologna e a Firenze, e frequentò a Livorno l'Istituto Tecnico. Concepì giovanissimo l'idea di usare le onde elettromagnetiche per stabilire comunicazioni a distanza senza collegamenti con fili. Si ritirò poi nella villa paterna di Pontecchio, presso Bologna, dove passò tutto l'inverno del 1894-95, in un paziente tenace lavoro di sperimentazione, guidato da una mirata genialità d'intuito. La geniale invenzione del sistema antenna - terra gli permise, nella primavera del 1895, di ricevere segnali telegrafici intelligibili sino a 2400 metri di distanza. Conscio della grande importanza del risultato e delle sue applicazioni, si recò in Inghilterra dove riuscì ad interessare alla sua invenzione S. W. Peece, direttore generale del Post Office inglese, e ad ottenere il 2 giugno 1896 il brevetto del nuovo sistema di telegrafia senza fili. G. Marconi ottenne il premio Nobel per la fisica nel 1909.

MARECCHIA (Via)
da Via Lambro a Via Aso - Rione Torrette.
Atto Consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Fiume (70 km. circa, bacino di 500 kmq. circa) del versante appenninico dell'alto Adriatico. Il Marecchia nasce nell'Alpe della Luna (a 1454 m.).
Il corso del fiume è seguito da un'importante antica strada, che dal versante adriatico e quindi dalla Romagna passa in Toscana (alta Valle Tiberina): vale a dire da Rimini (7 m. sul livello del mare), per il passo di Viamaggio (983 m. sul livello del mare), alla Pieve S. Stefano (431 m. sul livello del mare); esso rappresenta il più facile mezzo per penetrare nella zona meridionale della Pianura Padana nel cuore dell'Italia centrale.

MARINA (Via della)
da Via C. Colombo a Via della Montagnola.
Deliberazione consiliare n. 953 del 20/5/1985.

MARINELLI ODDO (Largo)
area di circolazione in zona Capodimonte, compresa tra le vie Astagno, Campetto, Barilari, Podesti, adibita a parcheggio.
Uomo politico, nasce ad Ancona il 20 gennaio 1888. Giovanissimo entra nel movimento repubblicano e a quattordici anni fonda e dirige il: Il 1849 e la Scintillache furono il fulcro di varie organizzazioni giovanili repubblicane.
Dopo aver ottenuto la licenza liceale si iscrive a giurisprudenza e nel 1991, ancora studente inizia a lavorare come aiutante presso il deposito locomotive di Ancona e subito dopo viene trasferito a Genova presso l'ufficio ragioneria. Nel 1912 è uno degli esponenti più in vista del movimento repubblicano in Italia e nel 1913 aderisce alla Massoneria iscrivendosi alla Loggia Garibaldi.
Nel giugno del 1915 si arruola volontario e viene inviato al fronte con il grado di tenente del 31° artiglieria. In seguito, nel 1919, accetta l'incarico di capo redattore del quotidiano triestino Era Nuova, ma nel 1920 torna ad Ancona per dirigere il Lucifero. Questa esperienza dura poco tempo perché viene nominato Assessore della pubblica istruzione. Durante il fascismo viene emarginato dalla vita pubblica e considerato oppositore al regime in particolare per aver difeso come avvocato, lavoratori licenziati in aziende della provincia.
Durante la guerra di Liberazione assume l'incarico di Presidente del CLN regionale e nell'agosto del 1944 viene nominato Prefetto della provincia di Ancona e, nel 1952, ricopre l'incarico di Presidente dell'Opera nazionale combattenti. Muore ad Ancona nel 1972.

MARINI Marcello (Via)
da Piazza Fontana a Via Montemarino - Rione Valle Miano.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. 24218/3.
Marcello Marini di Gualtiero e di Anita Lodolini, nato ad Ancona il 7/12/1925, morto il 1/5/1944 ad Ascoli Piceno. Medaglia d'Argento al Valore Militare. Giovane studente, patriota di sicura fede, già ripetutamente distintosi per decisione e per ardimento in difficili e pericolose circostanze della lotta partigiana, cadeva, per delazione, in mani nemiche. Barbaramente interrogato non cedeva né a torture né a lusinghe. Consapevole di andare incontro alla morte, nulla rivelava e si comportava da valoroso davanti al plotone di esecuzione cadendo nel nome della Patria e della Libertà.

MAROTTA Saverio (Via)
da Via Rismondo a Via Panoramica - Rione Adriatico.
Nato il 1911, morto in guerra nel 1943. Ottenuta la maturità classica in Ancona, frequentò l'Accademia navale di Livorno (1929-1933), aspirante guardiamarina in S.P.E. (1933), capitano di corvetta (1943). Navigò in pace per circa sette anni ed in guerra per circa tre. Partecipò alla guerra di Spagna (1936-1937) ed alla seconda guerra mondiale (1940 - 43).
Nella guerra di Spagna ottenne la Croce al merito, la medaglia commemorativa della campagna e quella di benemerenza dei volontari di guerra: in quella mondiale ottenne tre citazioni nel 'Bollettino di guerra', ottenne una Medaglia d'Argento e una di Bronzo al Valore Militare, due Croci al merito di guerra ed infine una Medaglia d'Oro al Valore Militare. Nella motivazione dell'alta onorificenza si legge che il Marotta, con un braccio asportato da un obice, svenne; ripresa conoscenza su un battello, ordinò ai suoi commilitoni di essere riportato a bordo per morire con i suoi compagni.

MARSALA (Via)
da Via Matteotti a Via San Martino - Rione Plebiscito, Santo Stefano.
Comune della provincia di Trapani, sulla costa occidentale della Sicilia con un porto abbastanza ampio dove sbarcò Garibaldi con i suoi Mille l'11 maggio 1860, sotto il fuoco della corvetta Stromboli. Città di 241,6 kmq., a 12 m. sul livello del mare, presso il Capo Boeo, l'antico Lilibeo, l'estremità più occidentale della Sicilia. Nota per la produzione del vino omonimo, i cui stabilimenti sono ubicati lungo il litorale, verso la foce del piccolo fiume Marsala. Centro agricolo, commerciale, industriale (settore alimentare e materiale da costruzione). Il porto ha un discreto movimento commerciale; vi fa scalo il traffico passeggeri per Pantelleria.

MARSIGLIANI Giuseppe Mario (Via)
da Via Angelini a Via Angelini - Rione Rodi.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. n. 41016/3 del 5/2/71.
Giuseppe Mario Marsigliani (1885 - 1949) Sindaco, combattente, commerciante. Assertore di fede repubblicana, animatore in Ancona del movimento mazziniano della 'Gioventù ribelle', partecipò volontario alla prima guerra mondiale. Consigliere comunale prima dell'avvento fascista, del quale fu avversario tenace, partecipò al movimento di liberazione durante l'occupazione tedesca del '43-'45. Sindaco d'Ancona nel'46, fu confermato nel '48.

MARTELLI Raffaele (Piazzale)
tra Via Indipendenza e Via Villarey - Rione San Pietro, Plebiscito.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Nato in Ancona l'11 marzo 1811, fu canonico, professore di retorica nel seminario e educò tanti giovani al sentimento d'italianità. La polizia lo dipingeva quale uno dei più ardenti e sfacciati nemici del governo. Dopo aver preso parte alla campagna del Veneto nel 1848, si distinse, nell'assedio d'Ancona del 1849, per l'opera umanitaria d'assistenza e di soccorso. Nel 1851 si allontanò da Ancona, si aggregò alla missione benedettina di Nuova Norcia in Australia ove stette ventisette anni conducendo una vita povera e faticosa. Morì il 3 agosto 1880 a 70 anni.

MARTIRI della RESISTENZA (Via)
da Piazzale della Libertà a Piazzale Europa - Rione Valle Miano.
Atto consiliare n. 576 del 3/12/58 Pref. n. 27617/2 del 20/8/59.
Con l'intitolazione di questa via si è voluto ricordare il sacrificio di tutti coloro che hanno combattuto il fascismo, sacrificando la propria vita per la libertà.

MASCINO Giancarlo (Via)
da Via Rodolfo Mazzola al porto Turistico. Zona ind. le Porto.
Delibera n. 774 del 28/11/2000.
Nato il 23 gennaio 1932 a Montefiore sull'Aso, morto ad Ancona il 2 luglio 1994. L'uomo dei grandi progetti. È stato assessore nel comune di Ancona dal'72 al'88. Sino al '74, con il sindaco Trifogli, ai Lavori Pubblici. Sino all '85, con il sindaco Monina, all'urbanistica, per poi passare al porto. Il nome di Mascino è legato alla ricostruzione post terremoto. Ha gestito tutta la fase del risanamento, che ha procurato al Comune il premio della Comunità Europea. Vice presidente dell'Inu, l'Istituto d'Urbanistica, Mascino ha saputo ricostruire la città mantenendo intatti i connotati del centro storico e ricreando nuovi contenitori. Sarà giustamente lui, nell'80, a recarsi in Francia a ritirare il premio. Un vulcano d'idee, ha avuto un ruolo importante anche nell'impostazione della ricostruzione del post frana e nell'ideazione dei quartieri a Brecce Bianche. Da ricordare il progetto del porto turistico, che ha sostenuto, difeso e portato all'appalto.
Sei mesi prima di morire era diventato consigliere regionale.

MASSIGNANO, Frazione.
Questa frazione si trova alle falde del monte Conero, a pochi chilometri da Sirolo. Per quanto riguarda la denominazione probabilmente il nome deriva dalla natura rocciosa del luogo. Anticamente la zona era fortificata ed il castello che vi sorgeva aveva sicuramente una funzione protettiva; nel periodo medioevale si ha notizia che, sia ecclesiasticamente che civilmente, fosse alle dipendenze della città di Numana e quando questa decadde il castello passò sotto la giurisdizione di Ancona. L'antica chiesa parrocchiale, dedicata a S. Margherita (1299) era certamente compresa nel castello; quella attuale è stata ricostruita nel Settecento, al di fuori del castello, di cui rimangono poche tracce, inserite nelle successive costruzioni. Oggi la chiesa è un piccolo edificio con una sola navata e in un altare laterale si può ammirare un bel quadro della Madonna Addolorata di Godeardo Bonarelli.

MATAS Nicola (Via)
da Via Fanti a Piazza S. Francesco alle Scale - Rione San Pietro.
Architetto nato in Ancona, proprio nella via a lui intitolata, nel 1798 e morto a Firenze nel 1872.
Fu una delle figure più notevoli che operarono nel primo Ottocento, anche se da molti fu contestato. Nello Tarchioni lo definisce 'puro contraffattore'. Lavorò soprattutto a Firenze, ove eseguì fra l'altro il progetto della facciata della chiesa di Santa Croce (1857-63), rielaborata su un preteso disegno del Cronaca. È anche autore del completamento della facciata di Santa Maria in Fiore e del cimitero Monumentale di Firenze. Nel '35 procedette al restauro della Cupola del Duomo di Ancona. La città d'Ancona lo insignì del titolo di patrizio anconitano. È sepolto a Firenze, sotto la soglia di ingresso della Basilica di Santa Croce.

MATELICA (Via)
da Via Pesaro a Via Lamaticci - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Comune di 81 kmq. in provincia di Macerata (a 45 km.), posta a 354 m. sul livello del mare, sopra uno sprone contornato da un'ansa del fiume Esino. Agricoltura; cave di travertino, gesso e pietra; industrie meccaniche, delle pelli, alimentari. L'antica Matilica fu municipio in età romana, sede vescovile nel sec. 5°, forse estinta nel periodo longobardo, ripristinata nel 1785 e unita a Fabriano. Tra i monumenti, notevoli il Palazzo Pretorio (risalente al 1270), la torre civica, in parte rifatta nel sec. 18°; il palazzo Ottoni, che risale in parte al 1452; il palazzo Piersanti (sec. 15°-16°), sede dell'omonimo Museo; la Loggia degli Ottoni, del 1511.

MATTEI Enrico (Via)
traversa di Via Einaudi che costeggia il fosso Conocchio (Zona Industriale).
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
Imprenditore, dirigente d'industria, nato ad Acqualagna (Pesaro-Urbino) il 25 aprile 1906, morto a Bascapé (Pavia) nell'ottobre del 1962. Figlio di un brigadiere dei carabinieri e di Angela Galbani, si trasferì prima a Camerino, poi a Matelica. Iniziò a lavorare giovanissimo, a quattordici anni, come verniciatore presso una fabbrica di mobili, per arrivare ad essere a 20 anni direttore di una conceria. Ebbe così inizio quella brillante ascesa che lo porterà a raggiungere posizioni di primo piano nell'area milanese. Nel 1945 è nominato commissario straordinario dell'AGIP per l'Italia settentrionale. Organizza e sviluppa l'E.N.I. (Ente Nazionale Idrocarburi) e tutte le sue molteplici attività collaterali. Crea il centro industriale a Ravenna, fonda il quotidiano 'Il Giorno'. Il suo geniale intuito imprenditoriale e il suo acume politico suscitarono le ire delle 'Sette sorelle'. Mattei fu anche deputato e Cavaliere del lavoro nonché partigiano
nella guerra di liberazione. Il bireattore di Mattei precipitò nell'ottobre del 1962 e lasciò un dilemma storico tutt'oggi da sciogliere. Nessuno credette ad un guasto tecnico, c'è chi parlò della mafia delle 'Sette sorelle', della CIA; era diventato un personaggio scomodo che molti avevano interesse ad eliminare.

MATTEOTTI Giacomo (Via)
da Via Bernabei (arco S. Pietro) a Largo Cappelli - Rione San Pietro, Plebiscito, Vittoria.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 del 11/7/51.
Anticamente la strada era chiamata Via Farina e solo dopo il 1945 assunse l'attuale toponimo. All'inizio di Via Matteotti si trova la Porta di S. Pietro, eretta nel 1221, che a quei tempi era lingresso principale della città e davanti alla quale si trovava la chiesa di S. Agnese, che nel 1739 fu trasformata in abitazione. Oggi della chiesa rimane solo parte della facciata. Sulla via si trova anche il Palazzo Pierantoni - Nasuti, comunemente detto Palazzo Fiorato.
Giacomo Matteotti, nato a Fratta Polesine il 22/5/1885, giornalista, organizzatore ed attivo propagandista, esperto in questioni amministrative e finanziarie. Deputato e segretario del Partito Socialista Unitario, proclamò il 30 maggio 1924 alla Camera dei Deputati un implacabile atto di accusa contro il governo fascista ed il 10 giugno successivo fu rapito a Roma e ucciso alla Quartarella dove il cadavere fu nascosto.

MAZZINI Giuseppe (Corso)
da Piazza della Repubblica a Piazza Cavour - Rione Plebiscito.
Il toponimo più antico di questa via è quello di Via del Calamo, una fonte oggi chiamata 'Fontana delle tredici cannelle', attribuita a Pellegrino Pellegrini, detto il Tibaldi che la progettò attorno alla prima metà del Cinquecento. Lungo Corso Mazzini troviamo Palazzo Jona, splendido esempio del Settecento anconetano, attribuito all'architetto F. M. Ciaraffoni come anche Palazzo Simonetti, eretto dopo il 1768. Altra importante costruzione lungo il corso è la Chiesa di S. Biagio, costruita tra il 1745 ed il1748 su disegno di G. B. Urbini.
Giuseppe Mazzini, nato a Genova il 22 giugno 1805, morto a Pisa il 10 marzo 1872, scrittore, pensatore ed uomo politico. Fra gli scritti più importanti sono da ricordare: Agli operai, I doveri dell'uomo, Filosofia della musica, ed i Fratelli Bandiera. Ripudiò i metodi della Carboneria e fondò la Giovane Italia. Gli elementi essenziali della dottrina mazziniana si riassumono nelle due formule 'Dio e Popolo' e 'Pensiero e Azione'.

MAZZOLA Rodolfo (via)
area di circolazione che collega la Via Mattei con il porto turistico.
Delibera n. 774 del 28/11/2000.
Nacque a Palermo il 19 aprile 1930 e morì ad Ancona il 3 luglio 1999; dottore in giurisprudenza; professore in materie giuridiche, nominato notaio nel 1962 e notaio in Ancona dal 1967. Presidente del Centro Nautico di Ancona, per circa 10 anni, ha contribuito alla realizzazione del Porto Turistico Provvisorio che per circa 20 anni ha ospitato la Nautica Anconetana.

MEDAGLIE D'ORO (Piazzale)
tra Via Saracini e Via Fiorini - Rione Piano San Lazzaro.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.

MENICUCCI Lodovico (Via)
da Piazza Roma a Via Marsala - Rione Santo Stefano.
Nasce il 9 novembre 1907 da Averardo e da Maria Lazi. Venne in Ancona all'età di quattordici anni, quando suo padre si occupò presso lamministrazione del quotidiano 'L'Ordine - Corriere delle Marche', oggi 'Corriere Adriatico'.
Si laureò in Legge all'Università di Macerata con la tesi di laurea 'Il nuovo ordinamento della Corte d'Assise'. Segretario del GUF e membro del Direttorio del Fascio d'Ancona, appena seppe che si preparava la guerra contro l'Abissinia si arruolò volontario.
La Redazione del 'Corriere Adriatico' gli dette un pranzo d'addio, a metà marzo, alla trattoria del Passetto. Il 29 novembre riceve l'ordine di rimpatrio perché doveva sostenere gli orali di un concorso militare. Il 4 dicembre si sarebbe dovuto imbarcare a Mogadiscio. Indeciso fino all'ultimo sul da farsi, il giorno prima della partenza fa una domanda di rinuncia al concorso per rimanere in Africa. Purtroppo dopo pochi mesi mentre comandava un plotone di ricognizione era attaccato dalle forze nemiche e nonostante fosse stato ferito gravemente due volte continuava a combattere. Colpito una terza volta cadde sotto il fuoco nemico. Era l'8 aprile 1936. Gli è stata conferita la Medaglia D'Oro al Valor Militare. Da ricordare che una sua statua, opera dello scultore F. Castellani, era situata nella nicchia di sinistra, nell'atrio del Palazzo Comunale.

MERCANTINI Luigi (Via)
da Via Costantini a Via Panzini - Rione Palombina.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Poeta, letterato nato a Ripatransone il 20 settembre 1821 e morto a Palermo il 17 novembre 1872.
Seminarista a Fossombrone, portò contro la sua volontà l'abito ecclesiastico fin dopo i vent'anni. Insegnò ad Arcevia e a Senigallia. Grande amico di Garibaldi, il suo nome è noto soprattutto per aver scritto la Canzone Italiana che, poi divenne popolarissima come Inno di Garibaldi. Dopo l'elezione di Pio IX seguì con grande interesse le nuove idee di libertà e le riforme, diventando poi un accanito patriota, tanto che nel 1849 dovette rifugiarsi a Corfù e a Zante per sfuggire alle persecuzioni austriache. In seguito, tornato in Italia, andò a vivere prima a Torino e poi a Genova dove ebbe la direzione del collegio femminile delle Peschiere e dove fondò la rivista 'La donna'. Nel 1860 ebbe la cattedra di storia e d'estetica all'Accademia di belle arti di Bologna. Nel 1865 andò a Palermo, dove insegnò letteratura italiana all'Università. Il Mercantini scrisse molti canti che sono tra quelli più significativi del nostro Risorgimento; tra
i più noti ricordiamo: Patrioti all'Alpi andiamo del 1848, Fidanzata d'un marinaio della Palestro del 1866, la famosissima Spigolatrice di Sapri del 1857.

MERLONI Aristide (Via)
inizia da Via Grandi e termina nella campagna - Zona Baraccola.
Deliberazione consiliare n. 527 del 5/4/1982.
Merloni Aristide nato ad Albacina nel 1893. Imprenditore e figura di primo piano per il contributo dato allo sviluppo economico dell'alta valle dell'Esino. Iniziò a lavorare come direttore in un'industria di Pinerolo; negli anni trenta, lasciò l'impiego e fondò una fabbrica con soli sette operai nel suo paese natale. Nasce, nel 1958, l'Ariston prima con una produzione di scaldabagni, quindi con cucine, frigoriferi e vari elettrodomestici. L'azienda negli anni si è sviluppata tantissimo ed oggi il marchio Ariston è famoso in tutto il mondo. Merloni partecipò anche alla vita politica militando nella DC e rivestì varie cariche. Dal 1951 al 1956 fu sindaco di Fabriano, nel 1958 divenne senatore del suo partito, riconfermato nel 1963 e nel 1968. Nel 1970, mentre si recava nella sua fabbrica, morì in un tragico incidente stradale ad Albacina.

METAURO (Via)
da Via Flaminia a Via Barcaglione - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 352 del 1/8/58 Pref. n. 27617/2 del 20/8/59.
Fiume appenninico del versante adriatico. Ha origine nell'Alpe della Luna da due rami sorgivi, Meta ed Auro, dai quali si denomina l'intero corso del fiume, che si sviluppa per 110 km., raccogliendo le acque di un esteso bacino (1400 kmq.). Dopo la confluenza del Candigliano scorre in un'ampia vallata e, attraverso fertili piane alluvionali, sfocia nell'Adriatico a sud di Fano.

MIGLIOLI Guido (Via)
da Via Brecce Bianche a Via Flavia.
Deliberazione consiliare n. ° 1805 del 15/11/1982 a ratifica della delibera di Giunta pro consiglio n. 1349 del 28/9/82.
Nato in un piccolo centro della provincia di Cremona, Casalsirone, il 18 maggio 1879, da una famiglia d'agrari benestanti, si laureò prima in lettere e poi nel 1901 in legge all'Università di Parma. Miglioli era soprattutto un uomo d'azione. Il tratto più tipico e originale della sua personalità fu costituito da un profondo rapporto col mondo contadino. Apartire dagli scioperi e dalle agitazioni del 1907-1908 il Miglioli si mise alla testa delle leghe bianche imponendosi come il più noto e dinamico esponente del sindacalismo cattolico. Fu eletto più volte nel consiglio provinciale di Cremona; nel 1913 fu eletto deputato alla Camera. Votò contro l'entrata in guerra dell'Italia nella prima guerra mondiale. Nel settembre del 1916 fu tra i promotori della Federazione italiana dei lavoratori agricoli. Dopo i provvedimenti repressivi del novembre 1926 fu costretto ad espatriare. Viaggiò moltissimo (Russia, Francia, Belgio ecc.), prese parte a numerosi convegni e manifestazioni internazionali contro il fascismo e l'imperialismo. In quest'intensa attività non mancarono ingenuità ed errori. Nel dopoguerra la ricomparsa del Miglioli sulla scena politica fu lenta e difficile. Ormai era superato non solo per l'importanza decrescente dell'agricoltura, ma per il sostanziale isolamento politico in cui si trovava. Ammalato di cancro alla gola, povero in canna, dopo una lunga degenza si spense il 24 ottobre 1954 in una clinica milanese.

MINGAZZINI Giovanni (Via)
da Via Ascoli Piceno a Via C. Colombo - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
Neurologo, psichiatra, ricercatore nato ad Ancona il 15 febbraio 1859, morto a Roma il 3 febbraio 1929. Nel 1883 si laureò in medicina all'Università di Roma. Si specializzò nell'anatomia del sistema nervoso e nello stesso tempo seguì studi di morfologia cerebrale e di antropologia. Lavorò per due anni presso il laboratorio dell'ospedale psichiatrico di Monaco di Baviera. Nel 1894 ottiene la libera docenza in psichiatria e poi diventa professore straordinario in neurologia. Nel 1906 ottiene la direzione del manicomio di Santa Maria della Pietà a Roma, dove rimane fino alla chiusura dell'ospedale nel 1926. Molto importanti sono state le sue ricerche nel campo della neurologia, tali da considerarlo il fondatore della scuola neurologica romana. Raggiunse grandi risultati, come quelli riguardanti la struttura del nucleo e delle fibre arciformi del bulbo. Analizzò tra l'altro una particolare sindrome detta 'del Mingazzini'. Inoltre approfondì gli studi sulle varie sintomatologie dei tumori al cervello e scrisse oltre duecento testi scientifici sulle materie attinenti al proprio campo di ricerca.

MINZONI Don Giovanni (Piazza)
già Piazza Arnaldo Mussolini, è compresa tra Corso Amendola e Via Maratta - Rione Adriatico, Vittoria.
Giovanni Minzoni nacque a Ravenna il 1° luglio 1885; fu Arciprete di Argenta. Richiamato alle armi nell'agosto 1916, volle essere assegnato ad unità combattenti, distinguendosi non solo per l'assistenza morale e religiosa ai combattenti, ma anche per il coraggio dimostrato in combattimento, meritandosi la Medaglia d'Argento sul campo. Fu ucciso dai fascisti ad Argenta il 23 agosto 1923.

MISA (Via)
da Via Flaminia a Via Esino - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 352 del 1/8/58 Pref. n. 27617/2 del 20/8/59.
Fiume (lungo 40 km., bacino di 384 kmq.) delle Marche, che nasce col nome di Acquasanta dal Colle S. Donnino, presso Genga. Riceve come affluente il fiume Nevola e sfocia nell'Adriatico a Senigallia dove, canalizzato, forma un porto-canale.

MONFALCONE (Via)
da Via Toti a Via Baracca, Via Panoramica - Rione Adriatico.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Monfalcone, comune della provincia di Gorizia. Durante la prima guerra mondiale Monfalcone fu conquistata dalle truppe italiane il 9 giugno 1915, perduta e riconquistata l'anno dopo. Oggi la città è un centro industriale noto per i cantieri navali, situata presso l'estremità nord del golfo di Trieste, ai piedi delle prime elevazioni carsiche; sorta in area di antichi insediamenti, nel Medioevo fu una rocca, caposaldo difensivo del Patriarcato di Aquileia.

MONTACUTO, Frazione.
La frazione si trova a pochi chilometri dal litorale ed il nome della località si deve certamente alla ripida collina presso cui sorge l'abitato. Secondo quanto scritto dal Saracini vi sarebbero stati rinvenuti alcuni resti di epoca romana, tra cui un sarcofago, con il nome di un Lelio Romano Console, ma studi più recenti ne negano l'autenticità. La chiesa parrocchiale, dedicata ai SS. Giacomo e Filippo, è stata più volte ricostruita e restaurata e sembra esistesse già nel 1570; nell'interno si trovano pregevoli arredi.
Negli anni settanta, nella frazione di Montacuto, è stato edificato il carcere di massima sicurezza.

MONTAGNOLA (Via della)
da Via Torresi a Via Maggini, Via Pinocchio, Via Pontelungo - Rione Grazie - Tavernelle.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493 del 16/11/57.
Montagnola è il nome della località attraversata dalla via.

MONTALE Eugenio (Via)
inizia dalla confluenza di Via Manzoni, Via Petrarca, Via Pirandello e termina su Via della Montagnola - Rione Tavernelle.
Deliberazione consiliare n. 526 del 6/4/1982.
Eugenio Montale, poeta, nacque a Genova il 12/10/1896 e morì a Milano il 12/9/1981. Trascorre la giovinezza nell'ambiente ligure entrando in rapporto con i maggiori poeti contemporanei e direttamente derivate dal paesaggio ligure sono alcune delle immagini ricorrenti (l'arsura del meriggio, la salsedine, l'agave degli 'Ossi di seppia', la prima raccolta di versi uscita a Torino nel 1925). Nel 1927 si trasferì a Firenze, dove fu direttore del Gabinetto Vieusseux (1929), incarico dal quale fu destituito nel 1938 per la mancata adesione al fascismo. Frutto dell'esperienza fiorentina sono le poesie 'Le occasioni' e alcune traduzioni. Dopo la guerra lavorò nella redazione del 'Corriere della Sera'. Dopo un periodo di silenzio, riprese l'attività poetica in seguito alla morte della moglie. Raccolgono buona parte della cospicua produzione giornalistica le raccolte Auto da fé, Cronache in due tempi (1966), Fuori di casa (1969), Trentadue
variazioni (1973), Prime alla Scala (1981), mentre di carattere prevalentemente autobiografico e diaristico sono le ultime opere poetiche 'Diario del'71 (1971), Quaderno di quattro anni (1977). Secondo la volontà dell'autore è uscita nel 1996 la raccolta 'Diario postumo, 66 poesie e altre' a cura di A. Cima. In occasione dell'assegnazione del premio Nobel per la letteratura nel 1975 tenne il discorso 'È ancora possibile la poesia?'.

MONTE CARPEGNA (Via)
da Via Maggini a Via di P.R.G. - Rione Pinocchio.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Monte (1415 m.) dell'Appennino, fra Romagna e Marche. Forma un ampio ellissoide calcareo, pianeggiante in cresta e fortemente sorgentifero sui bordi, tra le valli dei fiumi Marecchia a Nord e Foglia a Sud-Est. Vi nascono a Est il fiume Conca, e a Sud il torrente Mutino (affluente del fiume Foglia).

MONTE CATRIA (Via)
da Via del Pinocchio a Via del Pinocchio - Rione Pinocchio.
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. 26486/3 del 24/10/69.
Monte (1702 m.) dell'Appennino umbro - marchigiano, tra il fiume Cesano e il torrente Burano. Sulle pendici settentrionali del monte, in un ampio bosco, si trova l'Abbazia di Santa Croce di Fonte Avellana.

MONTE DAGO (Strada di)
dall'incrocio di Via Palombare con Via Ranieri e Via del Pinocchio - Rione Pinocchio - Pontelungo.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 dell'8/8/60.
Monte Dago è il nome della località attraversata dalla via; il toponimo deriva dal cognome di un'antica famiglia che qui risiedeva.

MONTE GRAPPA (Via)
da Via Cadore a Via Panoramica - Rione Adriatico.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Il Monte Grappa, che ricorda il glorioso caposaldo del fronte italiano nella guerra italo-austriaca, si eleva fra il Piave ed il Brenta ad un'altezza di m. 1779 e domina una vastissima cerchia di montagne e la pianura. Assurse ad una grande importanza strategica durante la prima guerra mondiale, dopo il ripiegamento dell'esercito italiano dall'Isonzo. La difesa del Grappa del 1918 fu la prima fase della battaglia di Vittorio Veneto. Sulla cima c'è il cimitero di guerra e un monumento-ossario, oltre al sacello con la Madonnina del Grappa.

MONTE MARINO (Via)
da Via della Ferrovia a Via XXV Aprile - Rione Rodi, Valle Miano.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
Monte Marino è il nome della località attraversata dalla via.

MONTE NERONE (Via)
da Via Monte Vettore a Via Posatora - Rione Posatora.
Atto commissariale n. 409 del 13/9/68 Pref. n. 29202/3 del 22/11/68.
Monte (1525 m.) dell'Appennino Umbro-Marchigiano, tra il torrente Certano e il torrente Candigliano, a Sud di Piobbico, in provincia di Pesaro-Urbino. Giacimenti di minerali di ferro, un tempo sfruttati, e cave di pietra.

MONTE PELAGO (Via)
traversa di Via Angelini - Rione Rodi.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. n°41016/3 del 5/2/71.
Monte Pelago - denominazione storica della località dove la via è situata.

MONTE PENNINO (Via)
da Via Monte Vettore a Via M. L. King - Rione posatora.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Monte (1570 m.) dell'Appennino centrale, al confine tra le Marche e l'Umbria, tra gli alti bacini dei fiumi Potenza e Topino; vi sono i resti di un eremo benedettino.

MONTE PRIORE (Via)
da Via Monte Vettore a Via M. L. King - Posatora.
Atto commissariale n. 409 del 13/9/68 Pref. n. 29202/3 del 22/11/68.
Monte Priore (m. 2.334), monte in provincia di Ascoli Piceno.

MONTE SAN MICHELE (Via)
da Via Tagliamento a Via Podgora - Rione Passetto, Vittoria.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
Monte-rilievo (276 m.) del Carso, che si allunga sulla sinistra dell'Isonzo, a sud ovest di Gorizia. Perno del sistema difensivo austriaco durante la prima guerra mondiale, fra l'estate e l'autunno 1915 fu oggetto di ripetuti attacchi delle truppe italiane, che riuscirono a conquistarlo solo il 7 agosto 1916, nel corso della sesta battaglia dell'Isonzo.

MONTE SAN VICINO (Via)
da Via della Madonnetta a Via Maggini - Rione Pinocchio.
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
Monte-cima calcarea (1479 m.) delle Marche, nella parte mediana della catena omonima, la quale forma la lunga ruga orientale dell'Appennino Umbro-Marchigiano tra la Gola del Furlo a Nord e quella di Arquata a Sud.

MONTE VENANZIO (Via)
da Via del Conero alla campagna - Rione Pietralacroce.
Atto consiliare n. 25 del 27/1/1975 c.c.s.s. n. 4553/3 del 27/2/1975.
Monte Venanzio, vecchia denominazione della contrada che la via attraversa.

MONTE VETTORE (Via)
da Via Fornetto alla stessa Via Monte Vettore - Rione Posatora.
Atto consiliare n°300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
È la cima più alta (2476 m.) del gruppo dei Sibillini, nell'Appennino Centrale, al confine tra Umbria e Marche.
Vi affiorano rocce appartenenti alle unità basali della successione umbro-marchigiana del periodo mesozoico, essenzialmente corniola e calcare massiccio. È ubicato quasi all'estremità meridionale del gruppo ed a ovest è limitato da una profonda valle; sulla sua cima vi è il laghetto di Pilato, di origine glaciale.

MONTEBELLO (Via)
da Via San Martino a Via Torrioni - Rione Rodi, S. Stefano.
Centro dell'Oltrepo pavese, esteso sopra un poggio. Feudo dei Beccaria, per voler di Filippo III dal 1613 passò poi in feudo a casati spagnoli ed in seguito divenne, per la sua posizione a dominio della pianura, frequentata località di soggiorno estivo di famiglie nobili che vi costruirono numerose ville. Il luogo è legato a due battaglie, la prima combattuta il 9 giugno 1800 e vinta dai Francesi contro gli Austriaci, la seconda il 20 maggio 1859, vinta da Francesi e Piemontesi contro gli Austriaci.

MONTELLO (Via)
da Via Isonzo a Via Isonzo - Rione Rodi.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 dell'8/8/60.
Collina di puddinga pliocenica che si innalza sulla destra del Piave; è lunga una ventina di km. all'incirca, larga una decina ed alta al massimo 371 m.; ha una singolare forma a testuggine. Centro di scontro durante la guerra del 1915-18, dopo l'arretramento delle linee italiane sul fronte Grappa-Piave, il Montello venne ad assumere importanza capitale per la difesa italiana e nel giugno 1918 fu teatro di lotte sanguinose.

MONTE NERO (Via)
da Via Orsi a Via Cadore - Rione Adriatico.
Monte (2245 m.) delle Alpi Giulie nella Slovenia, punto culminante del bastione lungo il fianco sinistro della val d'Isonzo, tra le conche di Plezzo e di Tolmino. Consta di calcari fortemente carsificati. Nel massiccio esistono alcuni laghetti. Durante la prima guerra mondiale fu conquistato dagli alpini italiani, il 6 giugno 1916, e riperduto nell'ottobre 1917 dopo un'eroica difesa. Sulla vetta fu costruito, dopo la guerra, un monumento rifugio.

MONTE SANTO (Via)
da Via Panoramica a Via Panoramica - Rione Adriatico.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 dell'11/7/51.
Altura (682 m.) della Slovenia a Nord di Gorizia, dominante uno dei principali accessi all'Altopiano della Bonsizza. Vi sorge un santuario (1540-44), che fu distrutto dalle artiglierie nel 1915 e ricostruito nel 1924-28. Durante la prima guerra mondiale il Monte Santo fu occupato dagli Italiani il 14 maggio 1917, ma nella notte dovette essere sgombrato in seguito a contrattacco austriaco; fu conquistato nell'agosto successivo e poi abbandonato in conseguenza del ripiegamento sul Piave.

MONTESICURO, Frazione.
Esistono varie opinioni sull'origine della denominazione di Montesicuro: secondo alcuni il nome deriverebbe dalle caratteristiche del luogo anticamente sparso di boscaglie; secondo altri dalla posizione dominante e infine dall'emblema del castello rappresentato da una scure. Quasi nulla è rimasto delle antiche mura castellane in quanto la storia di Montesicuro somiglia a quella degli altri castelli della zona essendo stato esposto più volte, nel XIV e XV secolo, alle aggressioni ed ai vandalismi ad opera dei comuni in lotta tra loro. La costruzione di nuovi edifici tra cui Villa Foschi, oggi rinnovata e adibita a istituzioni ecclesiastiche, ha contribuito a cambiare sostanzialmente la fisionomia dell'antico abitato. La chiesa parrocchiale è stata restaurata verso il 1750 con l'aggiunta di due piccole navate laterali; all'interno si trova una pala rappresentante la Madonna col Bambino e i SS. Martiri Stefano e Lorenzo ed un Crocifisso del XVI secolo.

MONTESSORI Maria (Via)
da Via Angelini a Via Angelini - Rione Rodi.
Atto consiliare n. 232 del 19/5/64 Pref. n. 38684/3 del 2/12/64.
Maria Montessori, medico, pedagogista, nacque a Chiaravalle il 31 agosto 1870 e morì a Noordwijk (Olanda) il 6 maggio 1952. Studiò a Roma dove, nel 1896, si laureò in medicina unica donna in Italia laureatasi in quell'anno e a pieni voti.. Nello stesso anno partecipa a Berlino al Congresso internazionale per i diritti della donna ed in seguito a quelli femministi internazionali di Londra dove denuncia lo sfruttamento a cui sono sottoposti i minori nel lavoro. Presso la clinica psichiatrica dell'Università di Roma, dove lavora come assistente, ha le sue prime esperienze con i bambini andicappati psichicamente e nel 1898 a Torino, durante il primo Congresso
pedagogico italiano, sostiene che i problemi dei bambini così detti anormali sono in maggioranza di carattere pedagogico. In breve tempo le sue innovative teorie filosofico-pedagogiche la rendono popolare sia nel nostro paese, sia all'estero e, nel 1924, sorge a Roma l'Opera nazionale Montessori cui seguono scuole e corsi di formazione; in seguito viene fondata la scuola magistrale Montessori per insegnanti italiani e stranieri. Durante il fascismo tutte le scuole montessoriane furono chiuse e la Montessori si rifugiò in America dove fondò un college per insegnanti; si trasferì poi in Inghilterra ed in seguito in Olanda dove nel 1929 era nata l'Associazione Montessori internazionale.
Durante tutta la seconda guerra mondiale rimase prigioniera politica in India dove si era recata nel 1939. Rientra in Italia nel 1947 e nel 1949 a San Remo presiede l'VIII Congresso internazionale Montessori. Molte sono le opere da lei pubblicate tra cui: 'La mente del bambino' edita in inglese nel 1949 con il titolo The absorbent mind e poi tradotta in italiano nel 1952, che è considerata la sua opera fondamentale; 'Educazione per un mondo nuovo', 'Come educare il potenziale umano', 'L'autoeducazione nelle scuole elementari', 'Il bambino in famiglia', ecc. Nel 1949 la Montessori fu candidata al premio nobel per la pace. Sulla sua tomba in Olanda è scritto: 'Prego i bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace degli uomini e nel mondo'.

MONTI SIBILLINI (Via)
da Via Monte Vettore a Via Monte Pennino - Rione Posatora.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Monti che costituiscono la parte meridionale dell'Appennino Umbro-Marchigiano, di cui formano la sezione più elevata. I passi sono tutti elevati e poco frequentati. Sul versante Ovest sorge Castelluccio, il più elevato centro permanentemente abitato dell'Appennino Centrale
(1452 m. sul livello del mare).
Per le peculiarità naturalistiche del gruppo montuoso, dovute in parte alla presenza di mammiferi (lupo, lontra, martora) e uccelli tipicamente appenninici, è stato istituito nel 1990 il Parco nazionale dei Monti Sibillini (circa 600 kmq.)

MONTIROZZO (Strada privata)
da Via G. B. Pergolesi a Via F. Marchetti - Rione Montirozzo.
Montirozzo, nel senso di modesto rialzo del terreno, era la denominazione della località.

MORELLI Vittorio (Largo)
tra via Madonnetta e via Pontelungo - Rione Pinocchio.
Atto consiliare n° 292 del 28/05/2002.
Scultore, architetto, decoratore, nacque ad Ancona il 13 marzo 1886 e qui si spense nel 1968. Iniziò gli studi all'Accademia di belle arti di Urbino sotto la guida del maestro Luigi de Luca; in seguito si trasferì a Roma dove si perfezionò, poi ritornò ad Ancona dove aprì un suo studio. Morelli prese anche parte alle due guerre mondiali distinguendosi prima quale bersagliere e poi quale ufficiale superiore di compl. del Genio. Questo artista ha lasciato le sue opere in moltissime città italiane; fra le sue sculture più importanti sono da segnalare il monumento a Carlo Maratta a Camerano, due statue in bronzo dorato raffiguranti San Giuseppe e Sant'Anna a Loreto, il monumento a Pinocchio ad Ancona, il Monumento ai caduti a Moie, la Fontana dei cavalli ad Ancona. Nel dopoguerra, nella sua città, scolpì la statua di San Tommaso d'Aquino per la chiesa di San Domenico e la grande statua della Speranza per la loggia dei Mercanti. Morelli si distinse anche come disegnatore e ritrattista, da ricordare infatti il Ritratto a Wagner; è stato definito il poeta della forma, dato anche il suo originale e sensibile temperamento d'artista.

MORO Aldo (Piazza)
piazza sul lato sinistro di Via Maestri del Lavoro in prossimità della Strada di Passo Varano - Quartiere Ponterosso.
Deliberazione consiliare n. 902 del 18/5/1987.
Uomo politico, nacque a Maglie nel 1916 e morì a Roma nel 1978. Presidente della FUCI (1939-1943) e del Movimento Laureati Cattolici (1945-1946), direttore della rivista Studium, fu uno dei fondatori della Democrazia Cristiana, che rappresentò alla Costituente (fece parte della Commissione dei 75) e alla Camera dei deputati in tutte le legislature. Fu professore di diritto all'università di Bari (1948-1964), Sottosegretario agli Esteri (1948-1949), Presidente del gruppo parlamentare della DC (1953-1955), Ministro di Grazia e Giustizia (1955-1957), più volte Presidente del Consiglio dei ministri. Aldo Moro fu rapito a Roma, in Via Fani, da un commando
delle Brigate rosse che massacrò gli uomini della scorta. Il cadavere dello statista fu rinvenuto il 9 maggio 1978 nel portabagagli di un auto in Via Caetani a Roma.

MORODER Augusto (Via)
da Via Fermo a Via Antinori - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Compositore anconetano nato il 29 luglio 1852 e morto il 20 aprile 1912. Coltivò interessi musicali studiando in un primo periodo al conservatorio di Napoli, diretto all'epoca dal maceratese Lauro Rossi, e poi ad Ancona con G. Bornaccini. Compose musica strumentale e l'opera 'Gabriella di Candiano', rappresentata a Milano nel 1878. Si dedicò alla carriera amministrativa ma continuò ad occuparsi delle vicende musicali cittadine quale assessore comunale e presidente del Circolo Filarmonico.

MURRI Augusto (Via)
da Via A. Volta a Via Redi - Rione Collemarino.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 dell'8/8/60.
Augusto Murri, medico, clinico, nato a Fermo l'8 settembre 1841 e morto a Bologna l'11 novembre 1932. A Firenze, nel 1864, si laureò in medicina e poi si perfezionò a Parigi e Berlino. Nel 1870 divenne assistente del professor Baccelli all'Università di Roma e nel 1875 a Bologna ottenne la cattedra di clinica medica che conservò per ben quarant'anni fino al 1916. Fu chiamato il 'sommo dei medici clinici'; fu medico di fama internazionale, all'estero ricevette molti onori accademici e ancora oggi il suo nome è tenuto in gran considerazione. Scrisse varie opere di grande valore scientifico, poi tradotte in varie lingue; tra le altre ricordiamo: Meccanismo di compenso fisiopatologico del cuore, Il morbo di Addison, Il saggio delle perizie medico-legali, Nosologià e psicologia.
Molto importanti sono i suoi studi sulle malattie cerebrali, sui tumori intracranici e del cervelletto, sulla deviazione oculocefalica, ecc. Particolare attenzione è stata data allo studio approfondito che fece sull'Emoglobina parossistica da freddo. Le 'Lezioni di clinica medica' (1908) sono ancora oggi valide per la profondità scientifica e per la chiarissima esposizione. Fu anche deputato in Parlamento; Bologna lo nominò suo cittadino onorario.

MUSONE (Via)
da Via Flaminia a Via Flaminia - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 352 del 1/8/58 Pref. n. 27617/2 del 20/8/59.
Fiume (70 km.) delle Marche, che nasce dal versante orientale del gruppo del San Vicino (1479 m.), e sfocia nell'Adriatico tra Numana e Porto Recanati. Poco prima della foce riceve a sinistra l'Aspio. Il Musone durante il Regno Italico dal 1815-14, dette il nome a uno dei tre dipartimenti marchigiani, con capoluogo Macerata.

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