LAMATICCI (Via)
da Via Giordano Bruno a Forte Scrima - Rione Piano S. Lazzaro, Scrima, Palombella.
Antica denominazione dovuta alla natura franosa del terreno (lama = frana).
LANZI Luigi (Via)
da Via Flavia alla Scuola elementare di nuova edificazione sorta nel Quartiere Ponterosso.
Deliberazione consiliare n. 2128 del 2/12/1985.
Archeologo, filologo e storico dell'arte (Treia 1732 - Firenze 1810). Gesuita, dopo la soppressione della Compagnia (1775) divenne aiutante antiquario del direttore della Galleria Fiorentina. Pubblicò studi notevoli di archeologia e filologia paleo-italica. La sua opera principale è la 'La storia pittorica d'Italia (1795-96), per la quale può considerarsi il fondatore della moderna storiografia artistica italiana. Egli compone un quadro unitario delle varie scuole regionali, tenendo conto anche delle personalità minori.
LATA (Via)
da Corso Garibaldi a Corso Mazzini - Rione Plebiscito.
Il nome potrebbe derivare dal latino latus, (ampio) o da latus, lateris, (fianco). Quest'ultimo significato potrebbe essere più probabile perché anticamente la via, costeggiando il Ghetto, si snodava sul fianco del colle Astagno, in cima al quale terminava.
LATA (Via)
traversa di Via Einaudi al mare - Zona Industriale
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69
LEONI Antonio (Via)
da Via Torresi a Via delle Grazie - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Antonio Leoni, storico, nato ad Ancona nel 1767 e morto nel 1841. Vestì l'abito talare, persona molto erudita, s'interessò particolarmente degli studi storici. Scrisse 'Storia d'Ancona, capitale delle Marche, rimasta incompiuta perché posta all'indice. Nel 1811 pubblicò 'Compendio delle principali notizie spettanti alla storia d'Ancona e 'Ancona illustrata, cronaca condotta fino al 1832. Si ha notizia che, dopo il 1797, ricoprì la carica di viceconsole di Francia. A lui si deve il riconoscimento delle strutture dell'anfiteatro romano di Ancona.
LEONI Bruno (Via)
da via Gioberti e via San Giacomo della Marca - Rione Tavernelle.
Atto consiliare n°292 del 28/05/2002.
Storico, saggista, filosofo, nasce ad Ancona nel 1913; si laurea a Torino e nel 1942 ottiene la cattedra di dottrina dello Stato all'Università di Pisa. Partecipa attivamente alla Resistenza assistendo i piloti alleati abbattuti e trovando loro ospitalità nelle case coloniche padovane. Nell'immediato dopoguerra iniziò la sua carriera di docente a Pavia. Qui, nel 1951, fonda la rivista Il Politico, al quale chiama a collaborare alcuni suoi amici, illustri studiosi di problemi politici, economici, sociali, giuridici ed i futuri premi Nobel come Buchanan, Hayek, Allais, Friedman. Inserisce così, nella spenta cultura italiana, quella che era la rivoluzionaria filosofia anglosassone delle scienze sociali della quale egli stesso fu una persona di primo piano. Nel 1961 scrisse Freeedom and the law che fu però tradotto molto più tardi, nel 1995; ha scritto inoltre numerosi saggi in campo politico e storiografico. Tra essi ricordiamo: Il pensiero politico e sociale dell'Ottocento e del Novecento, Questioni di storia contemporanea, Le pretese e i poteri:le radici individuali del diritto e della politica, La sovranità del consumatore. La morte, avvenuta nel 1967, lo portò via e con lui la speranza di una rinascita della cultura liberale italiana; di cosa fosse il vero liberalismo si perse il ricordo ed il suo nome, come altri, venne dimenticato. La rinascita d'interesse per quegli uomini di pensiero e per quei concetti avverrà solo molti anni dopo ed un grande riconoscimento alla figura di Leoni viene dallo scrittore Norberto Bobbio.
LEOPARDI Giacomo (Via)
da Corso Garibaldi a Via Oberdan - Rione S. Stefano, Capodimonte.
Poeta, nacque a Recanati il 29 giugno 1798 e morì a Napoli il 14 giugno 1837; primo dei cinque figli di Monaldo e di Adelaide Antici. All'età di undici anni riuscì a tradurre il primo libro delle Odi di Orazio e a quattordici anni scrisse due tragedie, La virtù indiana e Pompeo in Egitto. Tra il 1821 e il 1823 furono composte sette canzoni (Nelle nozze della sorella Paolina, Aun vincitore
del pallone, Bruto minore, Alla primavera o delle favole antiche, Ultimo canto di Saffo, Inno ai patriarchi o De' principii del genere umano, Alla sua donna). Nel 1825 Leopardi pubblicò, con il titolo di Idilli, alcune sue poesie tra cui: Infinito, La sera del dì di festa, Alla luna, Il sogno, Lo spavento notturno, La vita solitaria. Seguono i Canti leopardiani (1828-1830) che si designano come 'Grandi Idilli e che segnano secondo molti l'apice della sua poesia: A Silvia, Le ricordanze, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio, Il canto notturno di un pastore errante dell'Asia, Il passero solitario. Fu fondato a Recanati, nel 1937, dal conte Ettore
Leopardi un Centro nazionale di studi leopardiani, dove è oggi possibile trovare una biblioteca specializzata, composta di circa 7000 titoli e dalle fotografie di tutti gli autografi leopardiani esistenti nelle biblioteche di Firenze e di Napoli.
LEVI Leone (Via)
da Via Zazzini a Piazzale Righi - Collemarino.
Atto consiliare n. 292 del 28 maggio 2002.
Leone Levi , giurista. economista, studioso di statistica, è nato ad Ancona il il 6 giugno 1821 ed è morto a Liverpool il 7 maggio 1888. All'età di quindici anni lasciò le scuole tecniche ed iniziò la carriera commerciale. Nel 1844 si recò in Inghilterra dove, presa la nazionalità britannica, iniziò a seguire l'attività aziendale del fratello maggiore, commerciante di metalli. Nel 1847, fallita l'azienda familiare, fu assunto da una società mercantile. Nel 1849 fu patrocinatore dell'istituzione delle Camere di Commercio e di tribunali commerciali permanenti, divenendone poi anche segretario. La sua esperienza lo portò ad elaborare un compendio sul diritto commerciale che servì per la successiva istituzione di un codice internazionale di commercio. I suoi lavori lo resero noto all'interno della comunità scientifica e gli valsero riconoscimenti ufficiali come pure premi e medaglie. Nel 1852 fu nominato professore di diritto commerciale al King's College di Londra. Come economista difese la libertà degli scambi e raccolse, per sostenere le sue tesi, numeroso materiale statistico e per questi suoi meriti, nel 1861, l'Università di Tubinga gli conferì la laurea honoris causa in Scienze economiche. Negli ultimi anni si recò ad Ancona dove fondò, in collaborazione con l'Istituto tecnico, una biblioteca specializzata sul diritto commerciale e con disposizione testamentaria depositò presso la Biblioteca comunale i suoi manoscritti e gli oggetti a lui conferiti come premio ed onore. Tra le sue opere di maggior rilievo ricordiamo: Commercial law of the world, History of British commerce and of economic progress of the British nation 1763-1870, International law, with materials for a code.
LIBERTÀ (Piazzale della)
tra Via Bocconi, Via XXV Aprile e Via Martiri della Resistenza - Rione Valle Miano.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
LILLI Andrea (Via)
da Via Raffaello Sanzio a Via Raffaello Sanzio - Rione Montirozzo.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Andrea Lilli, pittore, nacque ad Ancona nel 1555 e morì ad Ascoli Piceno nel 1612. È considerato tra i più interessanti manieristi del Cinquecento. Si trasferì a Roma dove, sotto Papa SistoV, lavorò in varie chiese e edifici della città. Tra le opere di maggior rilievo vi è la decorazione di Santa Maria Maggiore; inoltre, sempre nella città eterna, dipinse la decorazione del salone Sistino, nella Biblioteca Vaticana, gli affreschi alle pareti e nella volta della Scala Santa, i Fatti di San Girolamo nella chiesa omonima in Via Ripetta. Dopo il 1596 tornò nelle Marche dove eseguì moltissime opere in varie località da Ancona a Fano, alla provincia di Macerata; tra le più
importanti ricordiamo: Il Crocefisso e quattro Santi, Estasi di Santi, undici quadri con le Storie di San Nicola da Tolentino, tutte presso la Pinacoteca Civica di Ancona; un Martirio di Santo Stefano nella chiesa di San Domenico ad Ancona, che può essere considerato il suo capolavoro; nel duomo di Fano troviamo un Paradiso e una Madonna di Loreto; un Battesimo di Gesù nel
duomo di Senigallia. La critica moderna tende a conferire al Lilli una posizione più autonoma e più preminente che in passato ma non è ancora terminato il procedimento revisionistico della sua complessa opera; infatti molte opere basilari sono andate distrutte durante la guerra, alcune non sono state ancora collocate in musei ed altre non sono state ancora prese in esame.
LODOLA (Strada della)
da Via Metauro alla frazione di Sappanico.
Lodola è una vecchia denominazione della contrada attraversata dalla via.
LOGGIA (Via della)
da Piazza della Repubblica a Piazza Santa Maria - Rione Porto.
La via prende il nome dalla Loggia dei Mercanti costruita nella prima metà del sec. XV, su disegno di Giovanni Sodo; la facciata, in stile gotico-fiorito fu realizzata, tra il 1450 ed il 1459, da Giorgio Orsini da Sebenico. Nel 1556, a causa di un incendio, il Tibaldi si occupò della ristrutturazione. La Loggia ebbe vari proprietari tra cui il Comune, dopo il 1532 passò alla Camera Apostolica e, dopo la soppressione napoleonica, al Demanio. Nel 1815 Gioacchino Murat la concesse all'ente che oggi è la Camera di Commercio. Su Via della Loggia si affacciano alcuni edifici di notevole importanza storica, tra cui il Palazzo Benincasa, il Palazzo Cresci-Antiqui e
il Palazzo Perozzi.
LORETO (Via)
da Via Scrima a Viale Cristoforo Colombo - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
Comune di 17,7 kmq. In provincia di Ancona (a 25 km.), situato a 127 m. s.l.m., su un colle dominante il Mare Adriatico, fra le valli del Potenza e del Musone. Industrie dei laterizi e degli strumenti musicali; fabbricazione di oggetti sacri. Sviluppato il turismo religioso. Nel Medioevo, sul luogo dell'attuale Santuario esisteva una chiesa donata ai monaci di Fonte Avellana nel 1194 e divenuta, più tardi, meta di pellegrinaggi e di culto speciale alla Madonna. Il Santuario fu abbellito, nei secoli, di molte importanti opere d'arte; mirabili porte bronzee nella facciata (sec. 16°) rivestimento architettonico della Santa Casa, su disegno di Bramante, con sculture
di A. Sansovino, B. Bandinelli, ecc.; affreschi di Melozzo da Forlì nella sagrestia di S. Marco, di Luca Signorelli in quella della Curia e del Pomarancio nella sala già del Tesoro.
LOTTO Lorenzo (Via)
da Via De Gasperi a Piazza Ugo Bassi - Rione Montirozzo, Piano San Lazzaro.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. N° 24229/2 del 29/ 9/62.
Pittore, nato a Venezia nel 1480 e morto a Loreto nel 1556. La vita di Lorenzo Lotto, conosciuta nelle sue tappe principali, offre ancora molti dettagli incerti. Al suo debutto subì l'influenza di Giovanni Bellini, anche se senza dubbio non è stato suo allievo. La sua attività artistica inizia a Venezia: uno dei suoi primi quadri, datato 1506, è il San Geronimo nel deserto (attualmente al Louvre). Verso il 1505 si reca a Treviso e dintorni, nel 1508 lo troviamo a Recanati, nel 1509 è invitato a Roma per lavorare alle Stanze; fu licenziato all'arrivo di Raffaello. Nel 1513 comincia un brillante soggiorno a Bergamo. Il Lotto sa innovare il tema classico delle Madonne italiane, mettendovi una nota tutta sua personale. Poi si ritira a Loreto, dove dipinge un'Ascensione e dove muore nel 1556. Nella Pinacoteca Civica di Ancona si conserva una 'Sacra Conversazione e nella Chiesa di S. Francesco alle Scale la pala d'altare 'Assunzione.
Una volta la via era il tratto iniziale di via S.Giovanni Decollato (poi R.Sanzio) che portava anticamente alla Porta di Capodimonte. Interrotta nel dopoguerra per la costruzione di Via De Gasperi, è stata recentemente modificata per eliminare il passaggio a livello della linea ferroviaria Ancona-Pescara.