FABRIANO
(Via)
da Via Falconara a Via Arcevia - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref. n. 4081 del 17/2/51.
Comune in provincia di Ancona (a 72 km.), situato a 325 m. sul livello del mare, sul versante orientale della catena principale dell'Appennino Umbro-Marchigiano, sulla riva destra del torrente Giano. L'industria principale e più antica è quella delle cartiere, iniziata tra il XII e il XIII secolo ebbe in seguito grande sviluppo, ma poi decadde e solo nel 1780 si risollevò con Pietro Miliani. Notevole lo sviluppo recente d'industrie metalmeccaniche, alimentari (salumifici), di materie plastiche, di laterizi e di ceramiche.
Della città medioevale, sorta forse sulle rovine di un preesistente abitato romano, si hanno notizie dal 1010; costituita a comune intorno al 1165, fortificata nel 1231-33, nella prima metà del sec. XIII possesso dei Chiavelli, passò poi a Francesco Sforza, che la tenne sino al 1444. Fabriano è assai ricca d'opere d'arte; palazzo del Podestà (1255), case antiche di stile romano e gotico; nel duomo (XVII sec.) si trovano affreschi di Allegretto Nuzi, nella chiesa di S. Agostino vi sono importanti affreschi di scuola riminese del trecento, nell'oratorio della Carità (XVI sec.) si trovano affreschi di Filippo Bellini.
FALCONARA
(Via)
da Via Ascoli Piceno a Via Pesaro - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref. n. 4081 del 17/2/51.
Comune di 25,4 kmq. in provincia d'Ancona (a 10 km.), situato sulla costa adriatica a sud della
foce del fiume Esino. Nel 1928 fu aggregato al comune di Ancona e solo nel 1948 ritornò comune
autonomo. L'abitato è diviso in due nuclei distinti: Falconara Alta a 118 m. sul livello del
mare e Falconara Marittima sulla costa a 5 m. sul livello del mare. Questo secondo centro si è
sviluppato nell'ultimo secolo in seguito alla costruzione della ferrovia Rimini-Ancona (1861) e
Falconara-Orte (1866) che ivi si uniscono. Falconara ha visto sorgere nel 1951 una grande raffineria
di petrolio, collegata con oleodotto sottomarino a un'isola artificiale (a 4 km.), che consente
l'attracco alle petroliere di stazza fino a 300.000 t.. L'attività industriale è sviluppata anche
nel settore chimico (concimi), meccanico, calzaturiero, dell'abbigliamento, del mobile e ali-
62 Eustacchio Stradario Storico
mentare. Falconara è anche una località di villeggiatura estiva con una graziosa spiaggia denominata
Palombina (vecchia).
FANO
(Via)
da Via Macerata a Via Paolucci - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. 18395/2 del 8/8/60.
Comune di 121,3 kmq. in provincia di Pesaro e Urbino (a 12 km. da Pesaro), situata a 12 m. sul livello del mare, sulla costa adriatica a N.O. della foce del Metauro. Gran mercato agricolo (soprattutto d'ortaggi) e zootecnico, è sede di numerose industrie sviluppate nei rami: metalmeccanico, dei materiali da costruzione, del mobilio, dell'abbigliamento, calzaturiero, alimentare, tessile (setificio). Importante è l'attività della pesca. Attrezzato centro balneare, vi fa capo un notevole movimento turistico. Nel 49 a.C. è ricordata per la prima volta quando Cesare l'occupò dopo aver passato il Rubicone; crebbe presto d'importanza per la sua felice posizione, in
quanto situata sulla via che univa la valle del Tevere alla Gallia Cisalpina. Fra i monumenti, notevoli l'Arco di Augusto, il romanico palazzo della Regione (1299), il Duomo (con facciata del XII sec.; all'interno affreschi del Domenichino), il Palazzo Malatestiano, gotico (1421), sede del Museo Civico, e la rocca (1438), oltre alle chiese di S. Michele (1495), di San Paterniano (1547), ecc.
FANTI Manfredo (
Via)
già Via di S. Pietro, da Via Bernabei all'incrocio con Via dell'Ospizio, Via Birarelli - Rione S. Pietro.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 del 11/7/51.
Generale, nacque a Carpi nel 1808 e morì a Firenze nel 1865. Esule per aver partecipato alla congiura di C. Menotti, combatté in Spagna (1835) contro i Carlisti, prima nelle bande del generale Mina, poi nell'esercito regolare. Nel 1848 accorse in Italia e si distinse nella prima guerra d'indipendenza. Eletto deputato al parlamento, partecipò nel 1855 alla campagna di Crimea e, col grado di generale comandante di divisione, alla seconda guerra d'indipendenza nel 1859.
Nel periodo delle annessioni ebbe l'incarico di organizzare le forze armate della lega dell'Italia centrale. Nel 1860 ebbe il comando dell'esercito che liberò Ancona, le Marche e l'Umbria dal dominio del Papa; in seguito fu nominato ministro della guerra, poi capo di S.M.; col grado di generale d'Armata ebbe il comando supremo dell'esercito operante nell'Italia centrale e meridionale, dove si segnalò nella presa di Gaeta. Dopo la guerra, riorganizzò l'esercito, assimilando in esso elementi dell'armata borbonica e garibaldina; fu deputato, senatore e fondatore della scuola militare di Modena nel 1859.
FARO
(Via del)
da Via Fanti a Via P. Giangiacomi - Rione S. Pietro.
La Via del Faro attuale è una parte dell'antica Via S. Antonio, ricordata sin dalla prima metà del Trecento insieme con un'abbazia intitolata al S. Abate. La strada era il tratto dell'itinerario che scendeva da Pietralacroce e, passando sulla sommità dei colli, arrivava in Ancona per la Porta Cipriana. Dopo Via S. Antonio, ebbe il nome di Via delle Monache. Fu così denominata perché conduceva al faro. Sul colle dei Cappuccini si trova il Faro Vecchio; la costruzione della torre risale al 1860. Le strutture hanno subito vari danni, sia per i due conflitti mondiali, sia a causa di terremoti e di sfaldamento del terreno. Per questo, nel 1965, un nuovo faro è stato edificato a poche decine di metri dal precedente.
FAZIOLI
Michele (Via)
da Largo Cappelli a Via De Bosis - Rione Vittoria.
Il Conte Michele Fazioli (1819 - 1904), spirito disdegnoso e patriota appassionato, resse per molti anni le sorti della città. Gentiluomo di razza antica, nel periodo '49-'59 dimostrò fierezza soprattutto nei rapporti con i dominatori austriaci. Capeggiò il fallito movimento rivoluzionario del '59, esule in Romagna fu condannato a morte in contumacia. Fu il primo sindaco d'Ancona, nominato con decreto n. 20 del 30 settembre 1860 dal Regio Commissarios straordinario per le Province delle Marche, Lorenzo Valerio. Nel '65 fu premiato con una Medaglia d'Oro quale Gonfaloniere nell'epidemia di colera che funestò la città con oltre un migliaio di decessi. Fu deputato al Parlamento dal '70 - '74 e Senatore del Regno nell'82.
FERMI
Enrico (Piazza)
fra Piazza Galilei, Piazzale Torricelli e Via Tamburini - Rione Collemarino.
Atto consiliare n. 148 del 28/3/60 approvato dal Ministero degli Interni con nota 5069/15309/2 del 25/6/60.
Nato a Roma il 29 settembre 1901, laureato a Pisa nel 1922, professore di fisica teorica dell'università di Roma, dove si trasferì nell'autunno del 1926 e dove iniziò il periodo più fecondo della sua vita scientifica. Svolse principalmente lo studio dell'atomo, cioè la determinazione della statistica cui obbediscono gli elettroni e sull'interpretazione teorica delle proprietà chimiche e spettroscopiche degli atomi. Sul finire del 1938 Fermi si recò a Stoccolma per ricevere il premio Nobel e poi proseguì per gli U.S.A., dove si stabilì (prendendo la cittadinanza americana nel 1944). I grandi contributi portati a vari settori fanno di Fermi uno dei fisici più completi del nostro secolo. Morì nel 1954 a Chicago.
FERMO
(Via)
da Via della Montagnola a Via delle Grazie - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 del 11/7/51.
Città delle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, è sita al centro di un vasto territorio di colli coronati di paesi tra il Chienti e l'Aso. Dista 7 km. in linea d'aria dal mare e gode di un vasto panorama dell'Adriatico e della larga ondulazione sub-appenninica picena fino alla catena dei Sibillini e ai monti di Abruzzo. Fermo ha un'antica e ricca biblioteca comunale con pinacoteca; scuole classiche, professionali, Accademia Agraria e un osservatorio meteorologico. Il territorio del comune è vasto kmq, 124,68; ottimo suolo agrario intensivamente coltivato a grano, granoturco, viti, ulivi, foraggi, alberi da frutta e ortaggi, notevoli sono l'allevamento del bestiame,
la bachicoltura, l'apicoltura, la produzione dei vini e olio. Nell'industria si notano filande, cotonifici e una celebre fonderia di bronzi (campane). Vi sono monumenti del periodo romano, come il teatro dell'età di Augusto, una piscina epuratoria (41-68 d.C.) e del periodo medievale, come la chiesa di S. Zenone con portale figurato (1186) e quella di S. Pietro (1251).
FERRETTI
Beato Gabriele (Largo)
tra Via Podesti, Via Astagno, Piazza da Sangallo.
Gabriele Ferretti Conte di Liverotto. Ascritto all'Ordine dei Minori osservanti di S. Francesco (1425 circa) fu vicario e commissario dei conventi riformati della Marca anconitana dal 1434 al 1435; fondò il convento di San Severino Marche ed il convento di Osimo. Nel 1425 fece riedificare la chiesa di San Francesco ad Alto, del cui omonimo convento fu superiore più volte. In seguito, nel 1455, prestò la sua opera in favore degli appestati. Morì il 4 dicembre 1456. Papa Benedetto XIV lo fece beato nel 1735.
FERRETTI
Gabriele (Via)
già Via del Guasco, da Piazza B. Stracca a Piazza del Senato - Rione Porto, San Pietro.
Gabriele, figlio di Piero e Maria Lucrezia Lepetit, nacque l'11 dicembre 1920; ava paterna Clotilde Crescini Malaspina e materna Henriette Berta. Cavaliere di Onore e Devozione perché titolare della Commenda di Jus Padronato, sottotenente pilota, Medaglia d'Oro al Valor Militare, cadde in combattimento il 5 dicembre del 1941. Alui è intitolata la via che dal mare sale verso il palazzo Ferretti, attuale Museo Archeologico delle Marche.
FERROVIA
(Via della)
da Via Paolucci a Via Pietralacroce - Rione Pietralacroce, Valle Miano.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
La via è così denominata perché passa in prossimità della ferrovia.
FIERA della PESCA
(Largo)
Piazzale antistante l'ingresso della Fiera della Pesca al Molo Sud - Zona Industriale.
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
Nel 1933 ebbe inizio la Fiera della Pesca, manifestazione a carattere nazionale diretta a valorizzare l'attività peschereccia italiana. Dopo dieci anni di tragico silenzio (1939-1948) è rinata la Fiera della Pesca sotto l'impulso di vari Presidenti, ultimo dei quali l'on. Enrico Sparapani. Il quartiere, interamente distrutto, è risorto con nuove e più moderne strutture. Il riconoscimento dell'internazionalità ha dato all'Istituto fieristico un più ampio respiro con la partecipazione di numerose nazioni europee ed extra europee. La prima edizione fieristica del dopoguerra fu inagurata il 25 luglio 1948 dal Presidente della Repubblica, senatore Luigi Einaudi, accompagnato dal Sindaco Giuseppe Marsigliani. Nel 1955 venne inagurata dal nuovo Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi.
FILONZI
Pietro (Via)
inizia da Via I Maggio e termina nella campagna al limite del centro urbano (ex traversa di Varano) - Zona Baraccola. Deliberazione consiliare n. 507 del 6/4/1982.
Pietro Filonzi nacque a Chiaravalle nel 1878 e morì a Jesi nel 1917. Nelle Marche fu uno dei sindacalisti che più si batterono per la riforma del patto colonico agli inizi del '900. Nel 1895-97 aderì alle idee socialiste. Nel 1900 collaborò al Cigno organo del partito nelle Marche firmandosi un Contadino socialista. In seguito fondò la lega di Chiaravalle che poi rappresentò al congresso di Bologna del 1901. Si adoperò molto sia per l'organizzazione sindacale, sia per la propaganda socialista. Nelle suppletive del 1905 fu eletto consigliere comunale. Alla fine del 1906, fu tra gli organizzatori del primo Congresso dei contadini marchigiani. Nel 1908 fu eletto presidente della federazione provinciale delle leghe.
FILOTTRANO
(Via)
da Via Ascoli Piceno a Via Fabriano - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref. n. 4081 del 17/2/51.
Comune della provincia di Ancona posto su un colle tra il Musone e il torrente Fiumicello, suo affluente di destra. Ha un territorio di kmq. 70,24; vi si coltivano esclusivamente cereali, viti, ulivi, foraggi; notevoli sono gli allevamenti di bestiame e una famosa e antica lavorazione in ferro di utensili domestici. Filottrano dista circa 40 km. dalla stazione ferroviaria di Ancona.
FILZI
Fabio (Via)
da Via Trieste a Via Zara - Rione Adriatico, Vittoria.
Patriota irredentista (nato a Pisino d'Istria nel 1884 - morto a Trento nel 1916); arruolato come semplice soldato nell'esercito austriaco allo scoppio della prima guerra mondiale, fuggì in Italia e partecipò attivamente alle manifestazioni interventiste. Sottotenente volontario degli Alpini, il 10 luglio 1916, durante l'azione per la conquista del Monte Corno, fu fatto prigioniero dagli Austriaci con Cesare Battisti e con lui impiccato nella fossa del Castello del buon Consiglio il 12 luglio 1916. Alla sua memoria fu concessa la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
FIORETTI
Ferruccio (Via)
inizia da Via Albertini e termina nella campagna.
Medico, nato a Montegiorgio il 30 luglio 1891 e morto ad Ancona il 28 maggio 1978. Figlio di medico, rimase orfano all'età di sette anni e nel 1901 entrò nel Collegio degli orfani dei medici di Perugia (O.N.A.O.S.I.) rimanendovi sino alla licenza liceale. In seguito ne diventò Consigliere e Presidente Onorario. Iniziò gli studi universitari, usufruendo della borsa di studio dei Piceni, a Roma nell'ottobre 1911. Soldato della sanità e ancora studente universitario prese parte alla prima guerra mondiale guadagnandosi una croce al merito di guerra. Si laureò nel 1917 e fu inviato come sottotenente medico in zona d'operazioni. Per qualche anno fu medico a Civitanova
Marche, si specializzò in Otorinolaringoiatria a Roma. Nel 1934 si trasferì ad Ancona dove fu nominato Primario della Divisione di Otorino dell'Ospedale Umberto I, incarico che resse fino al 1961. Il prof. Fioretti fu una delle figure più in vista del mondo medico italiano per aver speso la sua vita fino a tarda età, non solo nell'attività professionale d'illustre maestro nella specializzazione di otorinolaringoiatria, ma anche in quella di appassionato e profondo cultore dei problemi della classe medica. È stato anche presidente dell'Ordine dei Medici e di presidente della federazione degli Ordini marchigiani. L'esistenza del prof. Ferruccio Fioretti è costellata
di incarichi e di rappresentanza che testimoniano la disponibilità che egli ha avuto per i problemi dei suoi colleghi. Fu uno dei primi in Italia ad entrare nel sindacalismo medico, per un quarto di secolo ha retto la presidenza dell'Ordine provinciale e per molti anni è stato membro del Comitato centrale della federazione nazionale degli Ordini.
Il prof. Fioretti, grand'ufficiale al Merito della Repubblica, Medaglia d'Oro al Merito sanità pubblica, fu direttore sanitario fino al 1974 del Centro Oncologico, del quale è stato anche uno dei soci fondatori nel 1934 e presidente della sezione della Lega italiana contro i tumori
sezione di Ancona. Nel 1945 ebbe un attestato di gratitudine da parte del Gen. Alexander per l'aiuto dato ai soldati in tempo di guerra.
FIORINI
Aldo (Via)
da Via V. Rossi a Piazza Medaglie d'Oro - Rione Piano S. Lazzaro.
Atto consiliare n. 135 del 5/3/54.
Aldo Fiorini (1916-1940) fu atleta tra i migliori dello sport anconetano; si diplomò insegnante d'educazione fisica alla Farnesina a Roma. Fu mobilitato nella 2a guerra mondiale e nel febbraio del '40 fu trasferito in Albania. Il 28 ottobre, aperte le ostilità con la Grecia, partecipò con capacità e valore alle operazioni. Il 16 novembre 1940 nella difesa del valico di Vizakulit cadeva sotto una raffica di mitragliatrice. Il suo corpo fu tumulato nella terra dove cadde e alla sua memoria fu concessa la Medaglia d'Oro al Valore Militare.
FIUME
(Via)
da Via Filzi a Via Rismondo - Rione Adriatico.
Città della Croazia, odierna Rijeka, posta nel golfo che salda la penisola istriana alla costa croata. Il 12 novembre 1920 il trattato di Rapallo costituì in Stato Libero Fiume e il suo territorio, mentre col patto di Roma del 27 gennaio 1924 fu concessa all'Italia. Nel maggio 1945 la città, con l'intera provincia, fu occupata dalla Jugoslavia, alla quale fu definitivamente ceduta col trattato di pace del 10 febbraio 1947.
FLAMINIA
(Via)
da Piazza Rosselli al confine con il Comune di Falconara - Rione Borghetto, Torrette, Colle Ameno, Collemarino, Palombina.
Antica strada consolare romana, ancora oggi esistente, che da Roma si dirige verso Nord-Est della penisola avendo come terminale storico la città di Fano. Fu costruita (220-219 a.C.) da Gaio Flaminio, riunendo vari tratti di strada già esistenti ed ebbe miglioramenti e restauri in epoche successive, specialmente sotto Augusto (27 a.C. - 14 d.C.) e Vespasiano (69 a.C. - 79 d.C.). Uscita di Roma, al tempo della cinta Serviana, per la Porta Fontinale, e più tardi, quando la città fu cinta dalle mura Aureliane, dalla Porta Flaminia. Dopo un breve tratto in comune con la Cassia, se ne distaccava appena passato ponte Milvio: attraversa l'Agro Falisco e l'Umbria e arriva al Mare Adriatico, a Fano, proseguendo poi lungo la costa sino a Rimini. La via mantenne la sua importanza durante il medioevo; lo testimoniano le rovine dei castelli costruiti lungo di essa e i numerosi restauri apportati da vari papi.
FLAVIA
(Via)
da Via Maestri del Lavoro a Via Ruggeri - Quartiere Ponterosso.
Deliberazione consiliare n. 953 del 20/5/1985.
Via costruita da Vespasiano nel 78-79 d.C.; univa Trieste con Pola, passando per Parenzo. Aveva una lunghezza di 78 miglia.
FOGLIA
(Via)
da Via Metauro a Via Metauro - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
Fiume (90 km.) appenninico del versante adriatico. Nasce a 470 m. sul livello del mare; presso Sestino riceve a sinistra le acque del Mutino e dell'Apsa di Macerata Feltria, a destra dell' Apsa di S. Donato e dell'Apsa d'Urbino; dalla confluenza con quest'ultimo scorre attraverso un'ampia piana alluvionale fino alla sua foce nell'Adriatico, a N. di Pesaro dove è stato adottato a porto-canale della città.
FONTANA
Giovanni (Piazza)
all'incrocio tra Via XXV Aprile e Via Marini - Rione Valle Miano.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Giovanni Fontana, fratello maggiore di Domenico, nato a Melide sul lago di Costanza nel 1540 morto a Roma nel 1614 ed ivi rimase e lavorò col Maderno al tempo di Paolo V. La sua maggiore attività fu nel campo dell'idraulica, nel condurre acque a Civitavecchia, a Frascati, a Loreto, nel sistemare i corsi del Tevere ad Ostia, del Velino sopra Terni, dell'Aniene a Tivoli. Restaurò e riprese gli antichi acquedotti recanti l'acqua a Roma dal lago di Bracciano costruendo così l'acquedotto Paolo. In collaborazione col Maderno eresse sul Gianicolo la magnifica fontana dell'Acqua Felice. Fu per qualche tempo architetto di San Pietro; gli si attribuisce il Palazzo Giustiniani.
FONTANELLE
(Strada delle)
dalla Strada di Pontelungo a Via Pennini - Rione Pinocchio, Pontelungo.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Antica denominazione di un sentiero di campagna, così detto per la presenza di numerose vene d'acqua.
FORNACI COMUNALI
(Via delle)
da Via Marconi a Via Borgo Pio - Rione Archi.
Così denominata perché in tale località vi si trovavano anticamente delle fornaci di proprietà del Comune, che per alimentarle estraeva il materiale dalle rupi sovrastanti.
FORNETTO
(Strada del)
dalla Piazza di Posatora alla Strada della Madonetta - Rione Fornetto, Posatora, Borghetto.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Vecchia denominazione della località cui la via conduce.
FORTUNATO
Giustino (Via)
traversa della Via L. Einaudi - Rione Porto.
Scrittore e uomo politico, nato a Rionero in Vulture il 4 settembre 1848. Rappresentò alla Camera dei deputati il collegio di Melfi dal 1880 al 1909, fu nominato senatore il 4 aprile 1909. Uomo di destra, i militò sempre alla Camera nel gruppo Sonnino. Egli è stato più un educatore che un uomo politico vero e proprio e ha rifiutato più volte di partecipare al governo. Il suo nome è legato alla questione meridionale della quale ha capovolto il punto di vista tradizionale (Mezzogiorno, paradiso abitato da inetti e malgovernati) contrapposto ad un luogo povero e ingrato per natura. Il maggior merito del Fortunato è di aver imposto un programma di rinnovamento e promosso studi che hanno radicalmente rinnovato la geologia, l'economia e la storiografia.
FOSCHI
(Vicolo)
da Largo Dogana a Via Pizzecolli - Rione Porto.
La via è così denominata perché passa dietro il palazzo di proprietà dei Foschi, famiglia originaria d'Ancona posteriormente al 1532, ancora esistente nel 1847. Ebbe titolo di nobili di Ancona, Roma, Senigallia, e di patrizi di Camerino. Anticamente il nome era il Vicolo del Trapasso perché era, probabilmente, percorso dai condannati a morte. Era questa una via che conduceva velocemente al Porto passando lungo le mura.
FOSCOLO UGO
(Via)
da Via Tavernelle a Via Colleverde - Rione Tavernelle.
Atto consiliare n. 25 del 27/1/1975 cc. ss. n. 4553/3 del 27/2/75.
Poeta, nacque a Zante nel 1778 e morì a Turnham Green, presso Londra nel 1827. Figlio di madre greca e di padre veneziano riconobbe sempre in sé le due patrie. La madre, vedova, si stabilì nel 1793 a Venezia e qui Ugo precoce poeta e amatore, fu fervido propugnatore, con l'azione e la poesia, delle libertà proclamate dalla rivoluzione francese. Nel 1797 a Milano, conobbe G. Parini e divenne amico di V. Monti. Intensa qui l'attività di Foscolo sia politica (1797-1799), sia militare (1799). Combattè contro gli Austro-Russi. Partecipò alla difesa di Genova assediata, dove fu ferito (1800). Risalgono agli anni della sua giovinezza le seguenti
opere: La Chioma di Berenice (1803), l'Edizione delle opere di Raimondo Montecuccoli (1807- 1808), la pubblicazione delle Ultime lettere di Jacopo Ortis (1798-1802), la pubblicazione dei Sepolcri (1807). Nominato nel 1809 professore di eloquenza a Pavia, vi pronunciò la celebe prolusione dell'origine e dell'uffizio della letteratura, e cinque altre lezioni; in seguito però la cattedra fu soppressa. Foscolo partecipò allora ad aspre polemiche letterario-politiche, di cui restano documento gli scritti satirici Ragguaglio d'un'adunanzaa dell'Accademia de'Pitagorici (1810), e l'Hypercalypsis, cominciata nel 1810 e pubblicata nel 1816, come opera di Didimo Chierico. Rappresentata nel 1811 una seconda tragedia, Aiace, subito proibita per le sue allusioni a potenti personaggi e allo stesso Napoleone, Foscolo lasciò Milano e dopo varie peregrinazioni si stabilì (nel 1812) a Firenze. Qui riprese e rifece la traduzione del Viaggio sentimentale di Yorik di L. Sterne, già cominciata in Francia, e la pubblicò nel 1813.
FOSSOMBRONE
(Via)
da Via Sebenico a Via Pesaro - Rione Piano S. Lazzaro.
Atto consiliare n. 251 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Comune di 106,7 Kmq. in provincia di Pesaro (a 37 Km) e Urbino, situato a 118 m. sul livello del mare, sulla riva sinistra del fiume Metauro. È composto di un pittoresco nucleo d'impronta medioevale, esteso sul declivio del colle, e da una parte pianeggiante con vie ampie e regolari; le attività industriali sono nei settori: meccanico, dell'abbigliamento e del mobile. Fondata forse da C. Sempronio Gracco, tra il 133 e il 126 a.C., fu municipio ed ebbe notevole sviluppo. La città antica era situata a circa 2 km. dall'attuale: ne resta un ponte traianeo sul Metauro. Distrutta prima dai Longobardi nel 570 e poi nel VIII secolo da Liutprando, fu riedificata in più sicura posizione; nella prima metà del XIII secolo fu da Ottone IV data in feudo agli Estensi; nel 1292 passò alla Chiesa e da questa ai Malatesta di Rimini che la vendettero a Federico da Montefeltro; il di lui figlio, Guidubaldo, la scelse a stabile dimora. Importanti sono i resti della Rocca Malatestiana del sec. XIV e, nella corte, la Chiesa di S. Aldebrando. Notevoli sono anche vari edifici del XV e XVI secolo, fra cui le residenze ducali (la Corte bassa, il Palazzo ducale e la Corte alta) e i palazzi comunali, vescovile, Cattabeni. Nel Duomo vi è un polittico di D. Rosselli (1480), di cui è pure la lunetta sul portale di S. Francesco (1483). Il museo A. Vernarecci
conserva reperti archeologici, qualche scultura del Rinascimento e la Pinacoteca con dipinti (fra l'altro anche di Guerrieri), disegni, incisioni.
FRANCESCHI FERRUCCI
Caterina (Via)
da Piazza Don Minzoni a Via Cesare Battisti - Rione Adriatico.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 del 11/7/51.
Caterina Franceschi Ferrucci poetessa e scrittrice nata a Narni il 26 gennaio 1803, morta a Firenze il 28 febbraio 1887. Sposò il latinista Michele Ferrucci. Giovanissima acquistò fama per i suoi versi che rivelano lo studio del Petrarca e del Leopardi. In essi cantò gli affetti familiari, la fede e negli anni 1846-48 anche la Patria. Fra il 1847-52 incitava caldamente le madri italiane a prendere in mano le sorti del paese. Nel 1874 fu, prima e unica donna, nominata corrispondente dell'Accademia della Crusca. Le è stato intitolato l'Istituto Magistrale di Ancona.
FREDIANI
Terenzio (Via)
da Piazza Cavour a Via Orsi - Rione Vittoria.
L'avvocato Terenzio Frediani fu Sindaco d'Ancona dal 1880 al 1889. Alui si deve la costruzione del nuovo acquedotto poiché Ancona, specie nella stagione estiva, mancava d'acqua sufficiente. Dopo aver studiato le possibili soluzioni il Comune accettò il progetto di un acquedotto dai pozzi dell'Esino. Il 15 ottobre 1880 ci fu la firma del contratto con la Società francese Galopin Sue Jacob di Eugenio Jacob che aveva lavorato vent'anni prima alla costruzione della linea ferroviaria Bologna-Ancona. Dopo solo un anno e mezzo i lavori furono completati. Fu costruito anche un maggiore serbatoio fuori la Porta di Capodimonte (1880-1882). L'acqua fu distribuita nelle principali vie della città ed anche in diverse case. L'inaugurazione del nuovo acquedotto fu festeggiata solennemente la domenica del 17 giugno 1882 con il pranzo allo Stabilimento Dorico, la premiazione al Teatro Vittorio Emanuele e la tombola a Piazza del Papa.
FRIULI
(Via)
da Via Panoramica a Via Panoramica - Rione Adriatico.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Regione amministrativa autonoma a statuto speciale della Repubblica italiana, istituita con la legge cost. 31 gennaio 1963. Il territorio, che si estende dalle Alpi Orientali alla costa Adriatica, è in larga misura montuosa (poco meno del 50%), comprendendo la massima parte delle Alpi Carniche e un tratto delle Alpi Giulie. Nel Friuli durante la prima guerra mondiale (1915 - 18) si combatterono aspre battaglie.
FUÀ
Geremia (Via)
da Via Cambi alla campagna - Quartiere Ponterosso.
Deliberazione consiliare n. 228 del 2/12/1985.
Geremia Fuà medico, nato ad Ancona il 2 giugno 1853 e morto il 27 aprile 1942. Stimato ed amato per l'alto livello professionale e le ricche doti umane. Per i suoi meriti di cittadino, coprì per molti anni cariche prestigiose tra cui quella di Presidente dell'Ordine dei medici, Presidente della C.R.I., Assessore alla Sanità del Comune, Consigliere di Amministrazione dell'Ospedale.
Nel 1904 fu uno dei tre fondatori della Società Medica Anconitana; nucleo su cui si sviluppò 30 anni dopo l'Accademia Medico Chirurgica del Piceno.