CADORE (Via)
Da Via C. Franceschi Ferrucci a Via Panoramica - Rione Adriatico
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 del 11/7/51
Il Cadore, regione alpina, formata dall'alto bacino del Piave e dai suoi affluenti, magnifica per le sue bellezze naturali, comprende il territorio di Vigo e Lorenzago, i monti del Cristallo, del Sorapis, dell'Antelao. Fu teatro di cruente operazioni belliche durante la prima guerra mondiale
CADORNA Luigi (Via)
dal Viale della Vittoria a Corso Amendola - Rione Vittoria
Luigi Cadorna nacque a Pallanza nel 1850 e morì a Bordighera nel 1928; nel 1913 fu nominato Senatore del Regno. Nel 1914 fu eletto Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano e si trovò subito ad affrontare uno delle fasi più difficili della prima guerra mondiale: prima lo scontro lungo il fiume Isonzo e sull'altopiano del Carso, poi la conquista dell'altopiano della Bainsizza.
Nell'ottobre del 1917 l'esercito da lui guidato fu sbaragliato nei pressi di Caporetto. L'8 novembre 1917 lasciò il comando al generale Armando Diaz ed in seguito fu nominato membro del Consiglio superiore di guerra interalleato di Versailles; nel 1918 fu richiamato in Italia per testimoniare alla commissione d'inchiesta sui fatti di Caporetto e nel 1919 collocato a riposo.
Nel 1924 fu nominato Maresciallo d'Italia.
CADUTI del LAVORO (Via)
inizia da Via Vecchia del Pinocchio e termina su Via Pastore - Zona Baraccola.
Deliberazione consiliare n. 527 del 5/4/1982.
Il nome è stato dato per commemorare tutti coloro che hanno dato la vita per il lavoro.
CADUTI sul MARE (Largo)
area circostante l'arco di Porta Pia delimitata dalla fine di Via XXIX Settembre e dall'inizio di Via Marconi.
Deliberazione consiliare n. 985 del 28/6/1982.
Il nome è stato dato per ricordare quanti hanno perso la vita nell'adempimento del loro dovere.
CAGLI Corrado (Via)
da Via F. lli Zuccari all'interno del complesso residenziale Pietralacroce (dietro i campi da tennis) -
Rione Pietralacroce.
Corrado Cagli nasce ad Ancona il 23 febbraio 1910. È considerato dalla critica, non solo italiana, uno dei maggiori esponenti dell'Arte Figurativa del nostro secolo. Numerose sue opere sono esposte in musei italiani ed esteri. Dopo gli studi classici, frequentò l'Accademia di Belle arti di Roma e completò la sua esperienza artistica con soggiorni tra Parigi e New York, dove emigrò nel 1938 a causa delle leggi razziali. All'inizio della sua vita artistica prima aderì alla scuola romana, ma poi se ne distaccò e la sua pittura si modificò adeguandosi alla ricerca del figurativo moderno. La sua prima mostra è del 1932 alla Galleria di Roma; nel 1937 partecipò
all'esposizione internazionale di Parigi; inoltre espose in altre città straniere, tra cui Zurigo, Londra, San Francisco, Chicago, New York. Nel 1948, dopo la guerra, tornò a Roma dove riprese di gran lena la sua attività artistica. Dopo il 1950, si avvicinò all'arte informale - non figurativa, e poi allo stile di due modi in uno del 1951. Dal '62 al '63 usò una tecnica particolare con inchiostri colorati ed i pastelli a cera. Cagli eccelle anche come scenografo, data la sua capacità tecnica e la sua grande inventiva. Tra le sue opere pittoriche più importanti ricordiamo la Battaglia di San Martino, la Notte di San Giovanni, Ritmi cellulari policromatici, Takoma, Variazioni cromatiche in chiave blue, Impronte d'Aprile, Boschi di Lemery, Il ritratto di Luciana, Cronache del tempo. Morì a Roma nel 1976.
CALATAFIMI (Via)
da Piazza Cavour a Via Elia - Rione Plebiscito e Vittoria.
Calatafimi è uno dei più vecchi Comuni in Provincia di Trapani, a 338 metri sul livello del mare. Di origine preromana, in seguito sviluppatosi intorno al castello arabo denominato Qal 'at Fimi da cui prese il nome, e dominio feudale di varie famiglie tra cui i conti di Modica. Il nome ricorda la battaglia combattuta il 15 maggio 1860, dopo lo sbarco dei Mille a Marsala, nella quale l'anconetano Augusto Elia salvò la vita a Garibaldi facendogli scudo col suo corpo. I borbonici del Generali Landi occuparono le posizioni dominanti e Garibaldi, prima di accingersi ad espugnarle pronunciò le memorabili parole: Bixio, qui si fa l'Italia o si muore.
CALZECCHI Onesti Temistocle (Via)
da Piazza Galileo Galilei a Piazzale Righi - Rione Collemarino.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref n. 18395/2 del 8/8/60.
Temistocle Calzecchi Onesti, fisico, nacque a Lapedona, paese delle Marche, il 14 dicembre 1853. Fisico di rilevanza internazionale, trascorse la sua gioventù a Monterubbiano, dove iniziò gli studi. Laureatosi all'Università di Pisa, in scienze fisiche e matematiche, si dedicò all'insegnamento nelle Scuole Medie. Nel 1879 venne nominato professore di fisica dell'Istituto Tecnico dell'Aquila e nel 1883 è trasferito, su sua richiesta, al Liceo Annibal Caro di Fermo. Fin dal 1884 iniziò la ricerca che lo rese famoso nel campo scientifico internazionale e cioè la scoperta della proprietà delle polveri metalliche di acquistare una forte conducibilità elettrica in seguito a stimoli come scariche elettriche, induzioni elettrostatiche, ecc. Aseguito delle sue ricerche Calzecchi costruì il tubetto a limatura che molti anni dopo, con il nome di Coherer, fu utilizzato da Guglielmo Marconi come rivelatore di onde elettromagnetiche nel suo primo apparecchio di telegrafia senza fili. Nel 1914, per motivi di salute, ottenne il trasferimento a Roma, prima al Liceo Quirino Visconti e poi al Liceo Umberto I. Tra i suoi numerosi scritti di natura scientifica ricordiamo: Spettri luminosi, Trasmissione dei suoni in un circuito telefonico, Classificazione dei corpi semplici, nonché le tre famose Memorie che riguardano lo studio sulla conducibilità delle polveri metalliche. Morì a Monterubbiano, provincia di Ascoli Piceno, il 22 novembre 1922.
CAMBI Livio (Via)
da Via Flavia alla Campagna - Quartiere Ponterosso.
Deliberazione consiliare n. 2128 del 2/12/1985.
Livio Cambi nacque ad Ancona il 14 giugno 1885. Chimico, membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei, Presidente dell'Istituto Marchigiano di Scienze, Lettere ed Arti. Si laureò all'Università di Bologna e poi divenne professore di chimica industriale all'Ateneo di Pisa; in seguito si trasferì a Milano dove diresse l'Istituto di chimica industriale che aveva fondato nel 1924. Nel 1926 divenne preside della Facoltà di scienze all'Università di Milano dove rimase fino al 1960.
Molto importanti sono le sue ricerche nel campo della chimica inorganica, ma divenne noto soprattutto per aver realizzato i processi elettrolitici di estrazione dello zinco e del cadmio. Nel 1956 ottenne la laurea honoris causa, al Politecnico di Milano, in ingegneria chimica. Cambi si interessò anche di storia e preistoria, in particolar modo della composizione dei metalli e delle leghe dei popoli antichi, giungendo alla conclusione che dalla metallurgia si potevano trarre delle indicazioni che permettevano di attribuire, in maniera più attendibile, i reperti archeologici a popoli e civiltà. Scrisse anche molti testi riguardanti questo campo tra i quali ricordiamo Le grandi conquiste della chimica industriale: numerosissime sue pubblicazioni si trovano presso l'Istituto di chimica industriale dell'Università di Milano. Morì a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, il 14 agosto 1968.
CAMERANO (Via)
tratto di strada che parte da Via Torresi, attraversa il gruppo delle nuove case I.M.A. e ritorna in Via Torresi - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 135 del 5/3/54.
Camerano, comune della provincia di Ancona, è situato a 231 metri sul livello del mare su un colle che domina, dalla sinistra, la valle del fiume Aspio, a 11 km. da Ancona. E un'importante centro industriale ed agricolo che ha avuto un grande sviluppo negli ultimi decenni; vi sono fabbriche di strumenti musicali, mobilifici, varie aziende artigiane. Molto conosciuta è l'Opera Pia Ceci, un istituto creato per i più bisognosi che oggi è anche un'importante casa di riposo per anziani.
Nella cittadina sono state trovate tombe dell'età neolitica e una necropoli picena; il nome, secondo Giuseppe Morici, sarebbe derivato dalla Gens Camuria, che in epoca romana aveva possedimenti in questo territorio. Da ricordare il castello medioevale costruito attorno ai resti del tempio di S. Apollinare, la chiesa trecentesca di S. Francesco ricostruita nel Settecento su progetto dell'architetto Ciaraffoni. Inoltre a Camerano, nel 1625, è nato il pittore Carlo Maratti detto il Maratta, che svolse la sua attività di artista sia in Italia che all'estero; morì a Roma il 15 dicembre 1713 e fu sepolto nella chiesa di S. Maria degli Angeli.
CAMERINI Salomone Eugenio (Via)
da Piazza Cavour a Via Palestro - Rione Vittoria.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref n. 21825 del 11/7/51.
Eugenio Camerini nacque ad Ancona nel 1811 e morì nel 1875. Critico, conoscitore delle letterature straniere, giornalista vivace ed acuto curò le edizioni della Biblioteca Rara del Daelli e di quella Classica del Sonzogno, corredandole di prefazioni e note. Usò vari pseudonimi tra cui Giulio Antimaco, Carlo Teoli ecc.
CAMERINO (Piazzale)
è compreso fra Via Scrima, Via Scrima, Via Civitanova - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref n. 21825 del 11/7/51.
Camerino, comune in Provincia di Macerata a 661 metri sul livello del mare. Centro agricolo e commerciale, è un antico centro di studi, l'Università infatti sorse nel 1727 con bolla di papa Benedetto XIII; dal 1861 divenne Università libera e poi, dal 1° novembre 1958, Università statale. All'Università sono annessi la Biblioteca Valentiniana con oltre 60.000 volumi, il giardino botanico, il museo di zoologia e anatomia comparata. Tra i monumenti di rilievo sono da ricordare la chiesa di S. Francesco, il palazzo arcivescovile del 1500, il Duomo con un altare gotico e dipinti del Sassoferrato e del Maratta, la Rocca eretta nel 1502 da Cesare Borgia.
CAMPETTO (Vicolo del)
da Via Astagno a Via Podesti - Rione Capodimonte.
Antica denominazione dovuta probabilmente all'esistenza nella località di un piccolo campo.
Venne completamente distrutta dai bombardamenti del 1943-44.
CANALE (Via del)
da Via Circonvallazione a Via Martiri della Resistenza - Rione S. Stefano e Valle Miano.
La denominazione deriva dal canale (fosso Miano) che scorre nella parte bassa. La strada collegava il Quartiere Grazie con la Porta S. Stefano sovrapassando, nella parte bassa, il fosso Miano. Del vecchio tracciato rimane il primo tratto scendendo dalle Grazie (ora Via Paolucci), il tratto centrale (ora Via Miano) e l'ultimo tratto che collega Via Tiziano con Via Circonvallazione (l'unico che mantiene il nome originale).
CANDIA, Frazione.
Si trova a sud della zona industriale della città di Ancona; nei documenti più antichi la località è citata col nome di villa di Castro la cui derivazione non è chiara. Dai libri parrocchiali risulta che, verso la metà dell'Ottocento, alla vecchia denominazione si incominciò ad aggiungere quello di Candia, il nome di una semplice contrada, che dai primi del Novecento prevalse sulla vecchia denominazione. La chiesa parrocchiale è stata ampliata e restaurata nel 1874 e dopo il terremoto del 1930. Sull'altare maggiore si trova un ciborio con decorazioni e intagli finemente lavorati e nella sacrestia si conserva una tela del pittore A. Lazzarini, rappresentante Vergini e Martiri. Nel mese di agosto, a Candia, si svolge una manifestazione denominata Festa del Covo, di antica tradizione, protagonista della quale è una creazione sempre diversa , fatta a mano, con spighe e trecce di grano. Durante la manifestazione si svolgono sfilate in costumi d'epoca ed esibizioni di gruppi folcloristici.
CAPODISTRIA (Via)
da Via Urbino a Via G. Bruno - Rione Piano S. Lorenzo.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref n. 24493/2 del 16/11/57.
Capodistria è situata nell'Istria occidentale (odierna Koper), a 11 metri sul livello del mare e a 22 km. da Trieste.
Si trova su un'isola costiera circolare, congiunta alla terraferma mediante due dighe; la cittadina è un noto centro peschereccio con numerosi cantieri navali ed inoltre ha varie attività turistiche. È ricca di monumenti importanti, tra cui l'Oratorio del Carmine di epoca romanica come pure il Duomo la cui facciata è stata però rifatta nella parte inferiore, verso il 1450, e poi 40 Camerino Stradario Storico più tardi, nella parte superiore è stata riedificata in stile lombardesco. Lo stile predominante della cittadina è quello gotico - veneziano come si può rilevare dal palazzo Pretorio, dalle case e dai palazzi. Dopo essere stata occupata dalle truppe partigiane jugoslave nel 1945, fu ceduta nel 1947, dopo la conclusione del trattato di pace, a quella che allora era la Jugoslavia.
CAPPELLI Lorenzo (Largo)
fra Corso Amendola, Via Matteotti, Via Fazioli - Rione Adriatico, Vittoria.
Lorenzo Cappelli, primario dell'Ospedale Civile Umberto I, nasce nel 1870 a Mercato Saraceno. In pochi anni con le sue doti superiori di uomo e di chirurgo ha portato il suo prezioso contributo contro la tradizionale diffidenza ed avversione degli anconetani per l'ospedale e a creare in Ancona una vera coscienza sanitaria e ospitaliera. Fu uno dei primi, nel 1912, a praticare la sutura del cuore. Muore nel 1949 all'età di 79 anni.
CAPPUCCINI (Via dei)
da Via della Montagnola a Via Fermo - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref n. 21825 del 11/7/51.
Così denominata perché conduce al Convento ed alla Chiesa dei Cappuccini.
CARDETO (Via)
da Corso Mazzini alla Caserma Villarey - Rione San Pietro, Plebiscito.
Così denominata perché sale a Monte Cardeto (dai cardi selvatici che vi crescevano), uno dei tre colli storici del sistema costiero anconetano.
CARDUCCI Giosuè (Via)
da Via Matteotti a Piazza Roma - Rione Plebiscito.
Giosuè Carducci, poeta e pensatore, nacque a Val di Castello, in provincia di Lucca, il 27 luglio 1835. Si laureò a Pisa nel 1856 e poi ottenne la cattedra al Ginnasio di S. Miniato; nel 1857 pubblicò il primo volumetto di Rime. In seguito, nel 1859, sposò Elvira Menicucci dalla quale ebbe quattro figli. Nel 1860 fu nominato dal ministro T. Mariani professore di letteratura italiana all'università di Bologna dove rimase sino al 1903. Nel 1890 fu fatto senatore e poi membro dell'Accademia nazionale dei Lincei nel 1897. Nel 1906 ebbe il Nobel per la letteratura. L'attività letteraria del Poeta fu grandissima ed anche come critico si può dire che non ci sia campo della letteratura italiana che non abbia percorso ed esplorato; ma la maggior gloria la trovò nella poesia che lo rese immortale. Morì a Bologna il 16 febbraio 1907.
CARLO ALBERTO (Corso)
da Piazzale Italia a Piazza Ugo Bassi - Rione Piano San Lorenzo.
Carlo Alberto, figlio del Principe Carlo Emanuele di Savoia - Carignano, nacque a Torino nel 1798;. educato a Parigi ed a Ginevra in seguito divenne sottotenente dei dragoni nell'esercito napoleonico. Tornò in Piemonte nel 1814 e nel 1817 sposò Maria Teresa, la figlia del granduca di Toscana Ferdinando III. Acausa dell'abdicazione di Vittorio Emanuele I divenne reggente e concesse la costituzione, ma il nuovo sovrano Carlo Felice annullò il suo operato e lo esiliò a Firenze. Dopo la morte di Carlo Felice avvenuta il 27 aprile 1831, Carlo Alberto salì al trono ed il 23 luglio firmò la convenzione militare con l'Austria. Aquel periodo appartengono i processi anticarbonari e antimazziniani, che resero pesante l'atmosfera culturale e morale del Piemonte di quegli anni. Il 4 marzo del 1848 concesse la costituzione ai Piemontesi e poi dichiarò guerra all'Austria, ma le sconfitte di Custoza e Milano lo costrinsero all'armistizio di Salasco. In seguito riprese le ostilità ma, dopo la disfatta di Novara, abdicò il 23 marzo 1849 a favore del figlio Vittorio; si ritirò quindi in Portogallo ad Oporto dove morì lo stesso anno.
La via, già presente come uscita dalla città in direzione sud (dopo la realizzazione di P. ta Pia nel 1789) diventa l'asse principale dell'ampliamento urbanistico previsto dal PRG del 1868 e come tale, alla fine dell'800, viene dotato di un doppio filare di alberi con la strada al centro; il filare di destra era riservato alla linea del tram elettrico che collegava la stazione ferroviaria al manicomio.
Nei primi anni '20 venne realizzato il cavalcavia tra la stazione, il Quartiere Archi ed il corso, modificando la viabilità della zona che, da completamente pianeggiante, è stata trasformata come oggi la vediamo.
CARMINE (Strada del)
da Strada della Grotta a Strada della Lodola - Rione Borghetto, Torrette.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Carmine è la forma più comune del nominativo Carmelo, da cui è derivata per mutamento di terminazione, con riferimento all'ordine carmelitano. Nel 1386 fu istituita la festa della Madonna del Carmelo che si celebra il 16 luglio e che papa Benedetto XIII estese a tutta la chiesa nel 1726.
CARTOCCI Bartolomei Alfredo (Via)
da Via Maggini a Via Barilatti - Rione Pinocchio.
Atto commissariale n. 411 del 13/9/68 Pref. n. 29201 del 22/11/68.
Alfredo Bartolomei Cartocci, martire della resistenza nacque ad Ancona nel 1911 e morì nel 1943. Si laureò in giurisprudenza, storia e filosofia ed insegnò materie classiche in Ancona. Fu capitano della divisione Acqui e partecipò a Cefalonia alle operazioni contro i tedeschi dopo la proclamazione dell'armistizio, avvenuta l'8 settembre 1943, che si concluse con la resa delle truppe italiane il 22 settembre; furono sterminati, dopo un'ostinata resistenza 314 ufficiali e 4750 soldati, fucilati in massa mentre 65 ufficiali e 3000 soldati furono uccisi o feriti in combattimento ed inoltre 2000 soldati morirono a causa delle mine durante il trasporto in Grecia.
CASANOVA Giacomo (Largo)
alla confluenza tra Piazza da San Gallo con Via Circonvallazione e Via Raffaello Sanzio.
Delibera n. 323 del 18/5/2000.
Giacomo Casanova, scrittore e avventuriero, nacque a Venezia, nel 1725 e morì a Dux, in Boemia, nel 1798. Compì i suoi studi a Padova; in seguito fu segretario del cardinale P. Acquaviva a Roma, soldato dell'armata veneta in Oriente, violinista dal 1746 nel teatro S. Samuele di Venezia. Nel 1750 riprese la sua vita errabonda attraverso la Francia, Praga, Vienna; tornò poi a Venezia e, nel luglio 1755, fu rinchiuso nei Piombi con l'accusa di aver tentato di diffondere la massoneria.
Riuscì ad evadere e tornò in Francia ove introdusse il gioco del lotto nel 1757; in seguito prese il nome di cavaliere di Seingalt e viaggiò in Olanda, Germania, Svizzera, Italia, Polonia, Russia, battendosi a duello, giocando, esercitando la magia e seducendo numerose donne. Negli ultimi anni della sua vita lavorò come segretario e bibliotecario del conte C. G. di Waldestein. Casanova fu anche scrittore e famosa è L'histoire de ma fuite del 1788 dove racconta la sua fuga dai Piombi; inoltre scrisse i Memoires dove illustra un brillante quadro della società del Settecento.
CASTELFIDARDO (Via)
da Corso Mazzini a Piazza Stamira - Rione Plebiscito, S. Stefano.
Castelfidardo, comune in provincia di Ancona, a 199 metri sul livello del mare, situato su un colle tra i fiumi Musone e Misa. Castelfidardo è famosa, oltre che per le sue fabbriche di fisarmoniche, per la battaglia che vi si combattè il 18 settembre 1860 tra le truppe pontificie al comando del generale Lamoricière e le truppe piemontesi al comando del generale Cialdini; la difesa di Ancona fu vana e permise ai Piemontesi di marciare poi su Napoli. Sul colle, presso l'abitato, sorge il grandioso monumento commemorativo, opera di V. Pardo; a circa 2 km. dal paese, sul luogo della battaglia, vi è un ossario con le spoglie dei caduti.
CASTELLANO (Strada del)
da Via delle Tavernelle alla frazione di Montacuto - Rione Tavernelle.
Il significato della parola significa signore di un castello, abitante di un castello; per estensione indica signore di terre.
CATENA (Via)
da Via Pizzecolli a Piazza S. Maria - Rione Porto.
Antica denominazione derivante dalla catena che impediva l'accesso all'arco del palazzo della Prefettura, dalla parte di Via Pizzecolli.
CAUCCI Alberto (Via)
da Via della Pergola a Via Selandari - Rione Pietralacroce.
Atto consiliare n. 745 del 10/12/70.
Alberto Caucci (1890 - 1966) Primario chirurgo e Direttore sanitario per quarant'anni dell'Ospedale dei bambini Salesi, insignito dal Capo dello Stato della Medaglia d'Oro al Merito Sanitario della Repubblica.
CAVORCHIE (Via delle)
da Via Matteotti a Via Goito - Rione S. Pietro, Plebiscito.
Anticamente la via era abitata da cordari e, probabilmente, la denominazione di Via delle Cavorchie deriva dal nome che era appunto dato alla speciale attrezzatura che serviva per fabbricare le corde.
CAVOUR Camillo Benso (Piazza)
compresa fra Corso Mazzini, Corso Garibaldi, Corso Stamira, Via Simeoni, Piazza XXIV Maggio
e Via Calatafimi - Rione Plebiscito, Vittoria, S. Stefano.
Camillo Benso Conte di Cavour, grande ed astuto statista, nacque a Torino il 10 agosto 1810 ed ivi morì il 6 giugno 1861. Era destinato alla carriera delle armi, ma viste le sue idee liberali e la sua insofferenza ai freni, la sua vita ebbe un percorso diverso. Nel 1847 fondò il giornale moderato il Risorgimento che gli permise l'entrata nella politica vera e propria. Nel 1848 fu deputato alla Camera e nel 1850 entrò nel consiglio dei ministri, presieduto da D'Azeglio, come ministro dell'Agricoltura e commercio e nel 1951 assunse anche il ministero delle Finanze; iniziò quindi lentamente l'azione politica che doveva portare al compimento del Risorgimento italiano. In seguito, il 2 novembre 1852 ebbe da Vittorio Emanuele II la Presidenza del Consiglio. Fu uomo tenace, concreto, di ampie visioni sulla politica interna ed estera, tra i pochi uomini dell'Ottocento italiano che abbiano statura europea.
La piazza, progettata per la nuova città ottocentesca con il piano regolatore del 1862, viene realizzata esattamente, rispettando le previsioni, in testa al nuovo corso e all'interno della nuova cinta muraria che chiudeva la città dal Cardeto alla lunetta S. Stefano. Al centro geometrico della piazza venne posta la statua del Conte di Cavour, inaugurata nel 1868. Dotata inizialmente di un doppio filare perimetrale di alberi e panchine in pietra bianca, nel 1913 vennero realizzate aiuole con diverse specie di palmizi e, dopo qualche anno, ulteriori panchine in ferro battuto tuttora presenti.
CELLI Angelo (Via)
da Via A. Volta a Via Redi - Rione Collemarino.
Angelo Celli, igienista, ricercatore, politico, nacque a Cagli il 25 marzo 1856 e morì a Monza il 2 novembre 1914. Studiò medicina a Roma, nel 1886 ottenne la libera docenza e poi fu nominato professore straordinario d'igiene all'Università di Palermo, dove fondò un istituto antirabbico. A Roma, nel 1887 ottiene la cattedra d'Igiene. Il Celli si interessò dei problemi sanitari più urgenti del suo tempo diventando noto soprattutto per le sue ricerche sulla malaria; si occupò anche di politica ed in Parlamento fece sì che venisse approvata la legge sul chinino di Stato. Dopo che fu approvata questa legge promosse una vasta azione di educazione igienica
soprattutto nelle scuole e con la moglie Anna ne creò numerose per i contadini. Seguì con molta attenzione le problematiche collegate al mondo dell'infanzia, al lavoro minorile ed alla situazione femminile; inoltre si batté in Parlamento affinché fosse ridotto l'orario di lavoro, fosse riconosciuto il riposo settimanale e fossero attuate leggi riguardanti gli incidenti sul lavoro. Tra i testi da lui scritti, ricordiamo Storia della malaria nell'agro romano. La personalità poliedrica del Celli ne fa una delle figure più interessanti a cavallo dei due secoli.
CERVI Fratelli (Via)
da Piazzale Europa a Via Circonvallazione - Rione Montirozzo, Valle Miano.
Di famiglia contadina, nati in provincia di Reggio Emilia, furono tenaci oppositori del Fascismo, partecipando attivamente alla Resistenza; il 26 novembre 1943 furono catturati ed il 28 dicembre dello stesso anno furono fucilati a Reggio Emilia.
CESANO (Via)
da Via Esino a Via Colle Ameno.
Fiume delle Marche che nasce dalle pendici orientali del Monte Catria, a circa 1.000 metri sul livello del mare, e sfocia nel mare Adriatico, a nord di Senigallia.
CHIARAVALLE (Via)
da Via Ascoli Piceno a Via Pesaro - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref. n. 4081 del 17/2/51.
Chiaravalle, comune in provincia di Ancona a 22 metri sul livello del mare, situato presso la riva sinistra del fiume Esino; nella cittadina vi sono un'importante manifattura di tabacchi ed industrie del settore metalmeccanico e arredamento.
Di notevole importanza l'abbazia che risale al 1126, fondata dai monaci cistercensi di Clairvaux; è una delle più antiche costruzioni ogivali d'Italia ed il toponimo, che si riferisce anche ad altre località italiane, deriva dal nome dell'antico monastero Clara Vallis, fatto edificare in Francia nel 1115 da S. Bernardo.
CHIENTI (Via)
da Via Musone a Via Esino - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 352 del 1/8/58 Pref. n. 27617/2 del 20/8/58.
Chienti, fiume delle Marche formato da due rami di cui il principale, noto come Chienti di Gelagna, nasce tra i monti Macchie e Civitella a 860 metri sul livello del mare; attraversa il piano di Colfiorito e per una galleria artificiale di circa 300 metri, sbocca nella gola di Serravalle; nei pressi di Camerino si riunisce all'altro ramo, il Chienti di Pieve Torina, che nasce dal monte Cavallo. Il Chienti sfocia poi nel mare Adriatico tra Civitanova Marche e Porto Sant'Elpidio.
CHIESA Damiano (Via)
da Viale della Vittoria a Via Monte Grappa - Rione Adriatico, Vittoria.
Damiano Chiesa, Medaglia d'Oro al Valore Militare, nato a Rovereto nel 1894, morto a Trento nel 1916. A Torino frequentò il Politecnico fondando con altri irredentisti, il giornale L'ora presente che sostenne l'intervento italiano nella Grande Guerra; arruolatosi volontario nella guerra contro l'Austria, fu in seguito fatto prigioniero e condannato a morte il 17 maggio 1916.
CIALDINI Enrico (Via)
da Piazza Kennedy a Piazza Da Sangallo - Rione Capodimonte.
Enrico Cialdini, nato a Castelvetro di Modena nel 1811 e morto a Livorno 1892, Duca di Gaeta, Generale e uomo politico, liberatore delle Marche e di Ancona. Partecipò ai moti liberali del 1831 e dovette scappare in Spagna dove combattè fra i costituzionali. Ritornato in Italia partecipò alla campagna di Crimea. Assunto il comando del Corpo di Spedizione nelle Marche e nell'Umbria, sconfisse l'esercito Pontificio a Castelfidardo nel 1860 costringendo Ancona a capitolare. Dopo l'unità nazionale fu eletto deputato in Parlamento e nel 1879 entrò nella carriera diplomatica e dal 1880 al 1881 fu ambasciatore a Parigi.
Fino all'unità d'Italia (1860) era denominata Strada grande di Capodimonte, ed è stata la via principale di accesso alla città attraverso la Porta di Capodimonte, fino ai primi anni del 1800, quando prima venne costruita Porta Pia (1789), e poi la strada litoranea (Strada di Francia - 1808). Dalla Piazza della Fortezza (ora Da Sangallo), scendeva come ora alla Piazza Nuova (poi Garibaldi e ora Kennedy) in forte pendenza, tant'è che per portare carri e carrozze dal centro cittadino alla Porta di Capodimonte, venivano usati buoi al posto dei cavalli. A testimoniare l'importanza della strada è la costruzione, coeva alla via, di marciapiedi scalinati per il transito pedonale; probabilmente è l'unica strada storica di Ancona (1300) dotata di tali infrastrutture.
CIARAFFONI Francesco (Via)
da Via Pietralacroce al cimitero della stessa località fino alla rupe - Rione Pietralacroce.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Francesco Ciaraffoni, architetto e pittore del XVIII secolo, nacque a Fano l'11 maggio 1720. Studiò pittura a Venezia, ma poi visse quasi sempre ad Ancona. È famoso soprattutto per aver progettato il teatro della Concordia (oggi Pergolesi) a Jesi e per i disegni della chiesa del SS. Sacramento ad Ancona. Progettò inoltre numerosi edifici ad Ancona, Recanati, Agugliano, Camerano, Cartoceto ecc. Suoi sono anche i progetti di ampliamento del convento di San Francesco alle Scale e per la sede dell'attuale Comune di Fano, città nella quale si interessò anche di ingegneria idraulica. Ad Ancona gli vengono attribuiti Palazzo Jona, Palazzo Bonarelli, Palazzo
Cadolini. Nel 1796 realizzò la cappella di Sant'Anna e del Beato Antonio Fatati, situata nella cripta della cattedrale di San Ciriaco di Ancona, considerata una delle sue opere migliori. Morì ad Ancona il 3 febbraio 1802 e fu sepolto nella Cattedrale.
CIAVARINI Carisio (Via)
da Via Torresi a Via Bornaccini - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62 Pref. n. 24229/2 del 29/9/62.
Carisio Ciavarini nacque ad Ancona nel 1837 e morì nel 1905. Storico, dal 1860 in poi si occupò della salvaguardia di tutto il materiale storico-archeologico riguardante la città di Ancona in qualità di segretario della Commissione preposta alla protezione dei monumenti; come storiografo fece pubblicare vari documenti di grande interesse per la storia della città ed anche delle Marche. Inoltre curò l'edizione delle Chroniche anconitane di Lazzaro Bernabei come pure degli Statuti del mare, del Terzenale e della Dogana.
CIMETTA Roberto (Via)
da via Passo Varano a via Volponi.
Atto consiliare n° 292 del 28 maggio 2002.
Roberto Cimetta è nato ad Udine il 13 febbraio 1949 ed è morto ad Ancona, dove si era trasferito nel 1956, il 23 settembre 1988. Nasce come attore divenendo poi, durante la sua ventennale carriera teatrale, regista, autore ed infine produttore. E' conosciuto sia in Italia che all'estero per essere stato un rappresentante significativo del teatro di sperimentazione e di avanguardia. Si deve certamente a lui il rinnovato interesse per il teatro nella nostra città con la creazione, nel 1976, del Festival Internazionale del Teatro a Polverigi che attualmente è anche sede del Fondo Internazionale R. Cimetta per lo scambio professionale fra gli artisti dei Paesi del Mediterraneo.
A lui si deve la scoperta di nuovi talenti comici come i Gemelli Ruggeri, i Punto e Virgola, la coppia Roversi e molti altri per i quali Cimetta scriveva quasi sempre i testi. Tra le sue scritture originali ricordiamo : la Galileide, E' solo un mostro, Dr. Frankestein, Tarzan delle scimmie.Durante la sua carriera artistica ha collaborato con vari registi tra cui: Roberto Benigni, Luca Ronconi, Ricky Tognazzi, Dario Fo. Negli ultimi due anni Cimetta è stato anche direttore del Festival internazionale di Lisbona e dell'edizione del Festival Internazionale di Oslo dedicato al nuovo teatro italiano da lui rappresentato in sede europea.
CINGOLANI Carlo (Via)
da Via Alessandro Volta a Via delle Ville.
Nato nel 1919, morto nel 1996. Fotografo, ha dedicato gran parte della sua vita al volontariato presso la Croce Gialla di Ancona.
CINGOLI (Via)
da Via delle Grazie a Via delle Grazie - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Cingoli, comune in provincia di Macerata a 631 metri sul livello del mare, su un colle alla destra del fiume Musone; è detto il balcone delle Marche per lo splendido panorama che si gode dall'alto. Vi sono cave di zolfo e di travertino. È l'antica Cingulum, costituita in città dal tribuno T. Labieno nel 63 a.C. Tra i monumenti di rilievo si segnalano la chiesa di S. Esuperanzio, patrono della città, ed il Palazzo comunale entrambi del XIII secolo.
CIPOLLONI Leonello (via)
strada che interseca Via Emendabili.
Delibera n. 323 del 18/5/2000.
Architetto e artista, nacque ad Ancona il 18/9/1914 e morì il 27/1/2000. Della sua lunga e stravagante carriera ha lasciato molti segni in città; dall'arredamento di alcuni negozi del centro alle ville costruite anche per personaggi famosi come Franco Enriquez e Valeria Moriconi. Anche la sua abitazione, in Via Filzi, è un esempio di perfetta sintonia tra architettura e ambiente.
Nel 1954 ebbe l'incarico di progettare la Tazza d'Oro ed ancor oggi il bar conserva gli stessi altorilievi in ceramica del bancone, le vetrinette incassate come tabernacoli, le pareti di mosaico. Cipolloni fu anche uomo di sport. Infatti nei campionati di calcio del '59 -'60 e '60 -'61 è stato direttore sportivo dell'Anconitana.
CIRCONVALLAZIONE (Via)
da Via R. Sanzio a Via Rodi - Rione Rodi, S. Stefano, Montirozzo, Valle Miano.
La via è così denominata perché si svolge lungo il campo trincerato, fino al parco comunale Pincetto. Anticamente la circonvallazione era la strada che seguiva all'esterno la cinta fortificata di una città. Anche dopo che le fortificazioni erano sparite o l'abitato esteso fuori di esse, si è continuato a chiamare circonvallazione la via che si svolge lungo il perimetro del centro più densamente abitato ed anche il percorso più funzionale per il traffico esterno.
CITTADELLA (Via)
da Piazza da Sangallo all'ingresso della Cittadella - Rione Capodimonte.
La via è così denominata perché conduce alla Cittadella.
CIVITANOVA (Via)
da Piazzale Camerino a Via Lamaticci - Rione Scrima.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref. n. 21825 del 11/7/51.
Civitanova, comune della provincia di Macerata. Negli ultimi decenni ha avuto un notevole sviluppo grazie ai numerosi calzaturifici, ai cantieri di motopescherecci, alle industrie metalmeccaniche; oggi è anche una stazione balneare. Nel 1913 divenne comune autonomo distaccandosi dall'amministrazione comunale di Civitanova Alta e nel 1938 ha assunto l'odierno nome di Civitanova Marche. La cittadina, ancora cinta in parte da mura, sorge sopra un colle e conserva alcune chiese con decorazioni romanico-ogivali, come quelle di San Francesco e di Sant'Agostino. Nel 1507 vi nacque il letterato Annibal Caro la cui opera più importante è la traduzione, in versi sciolti, dell'Eneide.
COLLE AMENO (Via)
da Via Flaminia a Colle Ameno e di nuovo a Via Flaminia - Rione Colle Ameno, Torrette.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
COLLE VERDE (Via)
da Via delle Grazie a Strada del Castellano - Rione Grazie, Tavernelle.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
COLLODI Carlo (Via)
da Via Madonnetta a Via Pontelungo - Rione Pinocchio.
Atto consiliare n. 232 del 19/5/64 Pref. n. 38684/3 del 2/12/64.
Carlo Collodi è lo pseudonimo di Carlo Lorenzini, scrittore, giornalista nato a Firenze nel 1826 ed ivi morto nel 1890. Partecipò alla prima ed alla seconda guerra d'indipendenza. Fu un giornalista attento ai fatti della vita locale e collaborò al foglio umoristico Il Lampione, al giornale teatrale La Scaramuccia, ed al Fanfulla. Scrisse numerosi libri umoristici poi, in età matura, si diede alla letteratura per l'infanzia scrivendo quello che è il suo capolavoro, Le avventure di Pinocchio, una favola nota in tutto il mondo.
COLOMBO Cristoforo (Viale)
da Piazza U. Bassi a Via Maggini, Via delle Palombare - Rione Scrima, Grazie.
Cristoforo Colombo nacque a Genova nel 1451. Si dedicò soprattutto al commercio che lo portò a viaggiare continuamente e nel 1480 si stabilì in Portogallo dove maturò il suo progetto di raggiungere le Indie attraverso l'Oceano, navigando verso ovest; si mise quindi in relazione con il cosmografo fiorentino Paolo Toscanelli che viene considerato da molti come l'ispiratore dell'impresa di Colombo. Il 17 aprile strinse una convenzione con la regina Isabella di Spagna e poi, ottenuti gli aiuti richiesti, il 3 agosto 1492 con tre caravelle, la Nina, la Pinta, la Santa Maria e centoventi uomini di equipaggio salpò da Palos. Il 12 ottobre 1492 raggiunse l'isola di Guanahani che Colombo chiamò San Salvador, dove costituì una colonia in un forte battezzato Navidad. Quando nel marzo del 1493 ritornò in Spagna fu accolto con tutti gli onori. In seguito organizzò altre spedizioni, tra cui quella che portò alla scoperta dell'isola di Trinidad e della terraferma americana, Nel 1502, con l'ultima spedizione, navigò a lungo nei mari dell'America centrale fino all'istmo di Panama, incontrando però molti disagi che costrinsero lui e l'equipaggio a rifugiarsi in Giamaica; furono poi riportati in Spagna da una spedizione
di soccorso. Colombo si ritirò da ogni attività e morì in solitudine a Valladolid, nel 1506, dove si era trasferito.
COMMERCIO (Via del)
da Via Barilatti a Via Pezzotti - Rione Pinocchio.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. n. 41016/3 del 5/2/71.
Il significato della parola sta ad indicare un attività economica finalizzata a trasferire i beni dal produttore al consumatore, sia direttamente sia soprattutto attraverso l'opera di intermediari.
CONCA (Via)
da Via Flaminia a Via Metauro - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
Conca, fiume delle Marche.
CONERO (Via del)
da Via Tagliamento alla località Nave di Pietralacroce (confine con la frazione di Montacuto) - Rione Passetto, Rodi, Pietralacroce.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3 - atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref. n. 41016/3 del 5/2/71.
Con la prima delibera viene sostituita Via Nuova di Pietralacroce con Via del Conero (tratto da Via Tagliamento alla Chiesa di Pietralacroce). Con la seconda delibera viene intestato il tratto dalla Chiesa di Pietralacroce alla località Nave (confine con la frazione di Montacuto).
Il Conero è un monte delle Marche, alto 572 metri sul livello del mare, che forma l'ossatura orografica del promontorio alla cui estremità settentrionale sorge Ancona. Il monte, emerso nel Miocene, era cenozoica, quattro/cinque milioni di anni fa, è costituito da rocce calcaree; lo strato roccioso più antico è formato dalla maiolica cui seguono le marne a fucoidi e la scaglia rossa. Fu abitato fin dalla più lontana preistoria (prima dell'arrivo dei Greci), dato che vi sono state trovate tracce di uno stanziamento del Paleolitico Inferiore che risale a circa 300.000 anni fa. Il monte è ricoperto dalla macchia mediterranea con piante come il corbezzolo, il leccio, la fillirea, la ginestra ed inoltre ha un ricco sottobosco.
Nel 1987 è stato costituito il Parco Regionale del Conero che comprende il monte Conero, un'area di colline limitrofe ad occidente ed il territorio dei comuni di Sirolo, Ancona, Numana e Camerano.
Oltre alla flora vi è una grande varietà di fauna con più di duecento specie di uccelli, tra cui il falco pellegrino, numerosi mammiferi di piccole dimensioni e rapaci diurni e notturni.
CONTI Giovanni (Via)
inizia da Via Brecce Bianche e termina nella campagna - Zona Baraccola.
Deliberazione consiliare n. 527 del 5/4/1982.
Giovanni Conti, avvocato, politico, nacque a Montegranaro il 17 novembre 1882, morì a Roma l'11 marzo 1957. Si laureò in giurisprudenza ed iniziò poi la professione forense. Fu uno degli uomini di spicco del Partito Repubblicano eletto dalla Costituente per la circoscrizione marchigiana.
Nel 1913, con lo pseudonimo Un ignoto pubblicò Il partito Repubblicano in Italia e poi, nel 1917, Cento anni di lotta repubblicana in Italia. Nel 1921 fondò La voce repubblicana, di cui fu il primo direttore.
Nel 1922-23, durante il regime fascista, ebbe dei contrasti con Mussolini ed in seguito, in sede parlamentare, manifestò attivamente la sua opposizione al regime. Nel 1928 venne radiato dall'albo dei procuratori per la sua attività antifascista. Nel 1938, durante la visita di Hitler in Italia, fu arrestato. Finita l'era fascista, il Conti si interessò alla ricostruzione del partito repubblicano dal quale però si dimise nel 1945. Nel 1946 fu eletto deputato e vicepresidente dell'assemblea costituente; nel 1948 fu eletto senatore e mantenne la carica fino al 1953. Oltre alle altre opere scrisse, nel 1949, La repubblica romana.
CORINALDO (Via)
da Via delle Grazie a Via Cingoli - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Corinaldo, Comune in Provincia d'Ancona, situato a 203 metri sul livello del mare. È sede di un osservatorio meteorologico e di un centro sismografico. Si pensa che sia stato fondato nel V secolo, durante le invasioni dei Goti, dagli abitanti di Suasa (municipio romano), i quali per sfuggire ai barbari, lasciarono le loro abitazioni e edificarono un nuovo villaggio.
CORRIDONI Filippo (Via)
da Via Trieste a Via Monte Grappa - Rione Adriatico, Vittoria.
Sindacalista, patriota, figura luminosa d'eroe della prima guerra mondiale, nacque a Pausula, oggi Corridonia, in Provincia di Macerata nel 1887. Nel 1905 divenne uno dei principali organizzatori del sindacalismo rivoluzionario; in seguito subì vari arresti e condanne. Nel 1914 si schierò con gli interventisti e l'anno dopo si arruolò volontario. Morì sul Carso, il 23 ottobre 1915, durante un'azione di guerra meritando la Medaglia d'Argento che fu poi tramutata in Medaglia d'Oro da Mussolini nel 1925.
COSTA Andrea (Via)
da Via Moroder a Via Antinori - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Uomo politico, giornalista, nacque ad Imola il 30 novembre 1851. Nel 1871 aderì alle idee anarchiche di Michele Bakunin che diffuse attraverso vari giornali; per questo fu arrestato nel 1874. Dopo aver scontato la pena si trasferì a Parigi. Nel 1880, rientrato in Italia, fondò a Milano la Rivista Internazionale del Socialismo e, nel 1881 a Imola, il settimanale Avanti. Deputato nel 1882, fu tra i fondatori del partito socialista; dal 1908 al 1910 fu vicepresidente della Camera dei Deputati. Morì ad Imola il 10 gennaio 1910.
COSTANTINI Enea (Via)
da Via Flaminia a Via Flaminia - Rione Palombina.
Atto consiliare n. 300 del 9/5/66 Pref. n. 26486/3 del 24/10/69.
Enea Costantini, scrittore, nacque nel 1846 e morì nel 1929. Si laureò in legge e si affermò fra i più famosi civilisti delle Marche. Fu uno scrittore semplice e garbato, appassionato della sua città di cui illustrò gli avvenimenti importanti con articoli, pubblicazioni e studi. Nel 1889 scrisse Il cardinale di Ravenna al governo di Ancona ed il processo sotto Paolo III un libro storico frutto di molte ricerche di archivio. Sotto lo pseudonimo di D'Anchise pubblicò Una pianta di Ancona nel secolo XVI che mostra le vie, le chiese, i monumenti, i palazzi e antiche usanze cinquecentesche.
CRIVELLI Carlo (Via)
da Via R. Sanzio a Via Tiziano - Rione Montirozzo.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/62.
Carlo Crivelli, pittore, nacque a Venezia intorno al 1435 e vi morì dopo il 1493. Si formò alla scuola dello Squarcione; negli anni tra il 1459 ed il 1460 visse a Zara ed in seguito nelle Marche in, special modo nella città di Ascoli. Il suo stile pittorico è di derivazione tardo-gotico ma, nonostante questo, le sue opere hanno un carattere moderno che deriva dall'influenza che ebbe su di lui l'arte ferrarese.
Fino al 1880 i critici si occuparono poco del Crivelli, infatti la ricostruzione di tutta la sua attività è il risultato di ricerche fatte in gran parte in tempi recenti. Purtroppo, nel XIX secolo, molte sue opere sono andate disperse nei musei di tutto il mondo; tra le più importanti si segnalano la Madonna nella Pinacoteca di Ancona, il Polittico del duomo di Ascoli, la Madonna del museo di Castelvecchio di Verona, il Polittico alla Pinacoteca Vaticana, la Pala Odoni alla National Gallery di Londra, la Pietà a Filadelfia, l'Annunciazione alla National Gallery di Londra, il San Giorgio a Boston.
CROCE Benedetto (Via)
da Via Colleverde all'incrocio di Via Gioberti, con Via Bartolo da Sassoferrato - Rione Tavernelle.
Atto consiliare n. 25 del 27/1/1975 cc. ss. n. 4553/3 del 27/2/1975.
Filosofo e storico, nacque a Pescasseroli il 25 febbraio 1866. Nel 1883 si trasferì a Roma per studiare
legge; nel 1886 ritornò a Napoli senza aver completato gli studi e si dedicò alle ricerche
sulla storia locale. Nel 1903 fondò la rivista La critica e per trent'anni esercitò la funzione di
guida culturale del Paese. Nel 1910 fu nominato senatore e nel 1920 gli fu affidato il Ministero
della Pubblica Istruzione. Dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti, Benedetto Croce dichiarò
apertamente la sua opposizione al regime fascista. Nel 1948 descrisse in opera letteraria le vicende
politiche e culturali successive al Fascismo. Morì a Napoli il 20 novembre 1952.
CROCIFISSO (Via del)
da Via Marconi a Via Vasari - Rione Archi.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
La via è così denominata perchè conduce alla chiesa del SS. Crocifisso, distrutta nella seconda guerra mondiale e ricostruita nelle forme attuali.
CROCIONI Giovanni (Via)
da Via Brecce Bianche a Via Maestri del Lavoro - Quartiere Ponterosso.
Deliberazione consiliare n. 2128 del 2/12/1985.
Giovanni Crocioni nato ad Arcevia il 5 ottobre 1870, morto a Reggio Emilia il 22 giugno 1954; storico, fondatore dell'Istituto Marchigiano di Scienze, Lettere ed Arti. Numerosi i suoi studi sia a livello regionale che nazionale in vari campi, dal regionalismo al folklore, alle tradizioni popolari, alla filologia, alla critica storica e letteraria. Nel 1894 si laureò in lettere a Roma ed in seguito anche in filosofia. Nel 1913 divenne libero docente, all'Università di Bologna, in letteratura italiana, nel 1923 venne nominato provveditore regionale agli studi delle Marche e poi di Bologna, dal 1926 al 1935. L'anno seguente ricevette la Medaglia d'Oro come benemerito dell'educazione nazionale. Nel 1925 fondò la rivista Rendiconti dell'Istituto marchigiano di scienze, lettere ed arti. Il Crocioni si interessò molto anche delle problematiche della scuola partecipando alla prime organizzazioni sindacali. Tra i suoi testi più importanti ricordiamo: Le regioni e la cultura nazionale, Criteri fondamentali per il rinnovamento della scuola media, Problemi fondamentali del folclore, La gente marchigiana nelle sue tradizioni, Leopardi e le tradizioni popolari.
CUPA (Via La)
da Via Curtatone a Via Vittorio Veneto - Rione S. Stefano.
Così denominata perché era incanalata e nascosta dalla vegetazione.
CUPA di POSATORA (Via)
da Via Ascoli Piceno a Strada del Fornetto - Rione Scrima, Pinocchio, Fornetto, Posatora.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Cupa di Posatora, vecchio sentiero di campagna nel Rione Posatora molto ombreggiato da fitta
vegetazione.
CUPRAMONTANA (Via)
da Via delle Grazie a Via Corinaldo - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Cupramontana, comune in provincia di Ancona a 506 metri sul livello del mare. Anticamente era un municipio romano, infatti vi sono le rovine di un grande tempio dedicato probabilmente alla dea Cupra (da qui verosimilmente il nome della cittadina) e di un acquedotto; nel Medioevo e fino al 1862 Cupramontana si chiamò Massaccio. Oggi è conosciuta per la pregiata produzione vinicola del verdicchio.
CURIEL Eugenio (Largo)
fra Via Elia a Via Matteotti - Rione Plebiscito, Vittoria.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref. n. 24218/3.
Eugenio Curiel, antifascista, studioso di scienze, nacque a Trieste nel 1912 e morì a Milano nel 1945. Di origine ebraica, si laureò in Fisica a Padova e nel 1934 divenne docente universitario; sempre a Padova venne in contatto con ambienti intellettuali antifascisti vicini a Giustizia e Libertà.
In seguito si avvicinò al marxismo e poi aderì al partito comunista italiano svolgendo anche attività politica all'interno del GUF padovano. A causa delle leggi razziali nel 1938 lasciò l'insegnamento e si recò in Francia; rientrò poi in Italia dove nel 1939 fu arrestato e nel 1940 condannato a cinque anni di esilio. Venne liberato nell'agosto del 1943, e partecipò alla Resistenza dirigendo inoltre l'organizzazione comunista Fronte della gioventù. Il 24 febbraio 1945 fu ucciso dai fascisti e nel 1946 gli fu conferita la Medaglia d'Oro alla Memoria.
CURTATONE (Via)
parallela di Via Montebello - Rione S. Stefano
Curtatone, comune della provincia di Mantova, è situato nella pianura a sud-est della città. La via è così denominata a ricordo della battaglia di Curtatone, del 29 maggio 1848, in cui gli Austriaci vinsero l'eroica resistenza delle milizie toscane composte di volontari, studenti e insegnanti, resistenza che permise all'esercito piemontese di vincere il giorno successivo a Goito.