BACCARANI Umberto (Via)
da Via XXV Aprile al centro cardiologico. Rione Rodi - Santo Stefano.
Atto commissariale n. 409 13/09/68. Pref. n. 29202/3 del 22/11/68.
Nacque nel 1873 e morì nel 1954. È stato Direttore Sanitario e primario dell'Ospedale Civile di
Ancona.
BACHELET Vittorio (Largo)
tra Corso Mazzini e Via Cardeto.
Giurista, nacque a Roma nel 1926. Fu presidente dell'Azione Cattolica dal 1964 al 1973, si adoperò affinché l'associazione seguisse le regole del Concilio Vaticano II e si distaccasse progressivamente dall'impegno politico diretto.
Nel 1962 insegnò all'uiniversità di Trieste come professore di diritto amministrativo e poi nel 1964 all'università Pro Deo e infine, all'università di Roma. Nel dicembre 1976 fu eletto vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura. Il 12 febbraio 1980, presso la facoltà di Scienze politiche dell'università di Roma, dove svolgeva la sua attività di insegnante, i terroristi delle Brigate Rosse gli tesero un agguato nel quale morì.
BAGNO (Via)
da Via Podesti al Vicolo San Spiridione; è chiusa alle due estremità. Rione Capodimonte.
Antica denominazione di cui non si conosce l'origine; forse deriva dalla presenza dei bagni per le donne ebree. Non è da escludere che gli impianti balneari risalgano ancora più indietro nel tempo.
BAINSIZZA (Via)
da Piazza IV Novembre a Via M. te S. Michele - Rione Passetto.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57 Pref n. 24493/2 del 16/11/57.
Località dell'Isontino dove si svolsero dure battaglie fra Italiani e Austriaci durante la 1a guerra mondiale.
BALDASSARI Emilio (Via)
da Via Santa Margherita a Via Santa Margherita - Rione Passetto.
Atto consiliare n. 351 del 12/07/62 Pref. n. 24229/2 del 29/09/62.
Pediatra, benefattore, fondatore dell'Ospedale Salesi di Ancona. Nacque nel 1857 e morì nel 1942.
BALDONI Claudio (Via)
già parte terminale di Via Calatafimi, ha inizio da Via Matteotti e termina a Via Volturno -
Rione Plebiscito.
Atto consiliare n. 429 del 14/07/69 Pref n. 24218/3.
Nacque ad Ancona il 10 ottobre 1904 e morì il 2 luglio 1939. Fu maestro di diritto internazionale a Cagliari, Pavia, Bologna ed autore di importanti opere sul diritto delle genti. Il 2 luglio 1939, nel mare di Fregene (Roma), perse la vita nel nobile tentativo di salvare un uomo che stava per annegare.
Per questo atto gli furono conferite la Medaglia d'Argento al Valor Civile e la Medaglia d'Oro dalla Fondazione Carnegie.
BARACCA Francesco (Via)
dal Viale della Vittoria a Via Monfalcone - Rione Adriatico.
Medaglia d'Oro al Valor Militare, nato a Lugo (Ravenna) nel 1888. Conseguito il brevetto di pilota a Reims, si distinse nella guerra contro l'Austria per le sue sbalorditive prodezze. Durante la sua gloriosa carriera di combattente, abbattè 34 aerei nemici e precipitò con il suo velivolo il 19 giugno 1918, mentre mitragliava a bassissima quota le colonne nemiche degli austriaci che marciavano all'attacco.
BARATTANI Filippo (Via)
da Corso C. Alberto a Via De Gasperi - Rione C. Alberto.
Poeta, prosatore, drammaturgo e fervente patriota nacque a Filottrano nel 1825 e morì nel 1900. Ancora giovane prese parte alle battaglie dell'Indipendenza Italiana combattute negli anni 1848, 1849. Il Barattani fu anche chiamato dal comune di Ancona ad insegnare lettere italiane al liceo, incarico che però gli fu tolto a causa di alcuni regolamenti e della burocrazia; in seguito fu chiamato ad insegnare lettere alla Scuola nautica di Ancona. Quando Barattani morì, sia Filottrano sia la città di Ancona gli resero solenni onori. Tra le sue opere ricordiamo: La Cantica, il Carme e le ultime Liriche, il dramma I legati di Clemente VII e gli Anconetani del 1533, un'opera non solo letteraria ma anche civile, in quanto si proponeva di mantenere vivo nella gente l'odio per la tirannia e l'amore per la libertà. Scrisse inoltre il dramma Stella rappresentato al Teatro Le Muse di Ancona il 10 aprile 1867 e nel novembre 1869 il dramma Rita. Pubblicò inoltre, sulla Rivista Marchigiana, Le passeggiate Marchigiane dove illustra i paesaggi ed i costumi della sua terra.
BARBIERI Francesco (Via)
da Via Raffaello Sanzio a Via Tiziano - Rione Montirozzo.
Atto consiliare n. 351 del 12/07/62. Pref. n. 24229/2 del 29/09/62.
Giovanni Francesco Barbieri, pittore, detto il Guercino, nacque a Cento nel 1591 e morì a Bologna nel 1666. Venne a contatto con vari ambienti artistici e a Ferrara, nel 1616, tramite lo Scarsellino, si accostò alla pittura veneziana e durante il suo soggiorno nella città lagunare, nel 1618, ebbe modo di studiare i grandi maestri veneziani del XVI secolo. La parte migliore del suo lavoro è rappresentata da alcune opere eseguite dopo il suo soggiorno veneziano, tra le quali ricordiamo: Susanna, al museo del Prado e San Guglielmo d'Aquitania, alla Pinacoteca di Bologna.
Nel 1621 fu chiamato da Gregorio XV a Roma dove, nella Pinacoteca Vaticana, dipinse la Maria Maddalena, la sepoltura di Santa Petronilla nella Galleria Capitolina, la decorazione con l'Aurora nel Casino Ludovisi. Nel 1623 tornò a Cento dove restò sino al 1642, allorché si stabilì a Bologna. Nel 1626 fece la decorazione della cupola del duomo di Piacenza, nel 1630 dipinse il Cristo che appare alla Maddalena, conservato nella pinacoteca di Cento, dove si comincia a vedere l'influenza di Guido Reni: la pittura del Guercino diventa sempre più accademica nella composizione, nella fattura, nel colore, nei temi. La trasformazione della sua pittura è la dimostrazione più evidente della crisi che subì la cultura artistica verso il 1630, quando si impose il cosiddetto classicismo barocco.
BARCAGLIONE (Via)
da Via Metauro al confine del Comune di Falconara - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 261 del 16 Maggio del 60. Pref. n. 18395/2 del 08/08/60.
BARILARI Domenico (Via)
da Via Astagno a Via Ad Alto.
Vi è una lapide, datata 1637, che riassume le vicende della ricostruzione dai fondamenti dell'antica chiesa di San Francesco ad Alto resa fatiscente dal tempo. Vi sono ricordati il Vescovo Luigi Gallo ed il rettore e curato Tommaso Brigandi De Longis. Il toponimo attuale ricorda il patriota Domenico Barilari nativo di Venezia, che abitava nel palazzo che forma angolo con Via Ad Alto, di chiare forme settecentesche.
Domenico Barilari nacque il 3 febbraio 1840 a Venezia dove rimase fino all'età di diciannove anni quando si arruolò volontario nell'esercito. In seguito, lasciato l'esercito, si stabilì prima a Pesaro e poi ad Ancona dove fu assunto dalle Ferrovie Meridionali; ad Ancona Barilari entrò nel gruppo dei repubblicani: proprio per la sua attività politica il 15 aprile 1869 perse il suo impiego ed il 27 aprile fu emesso contro di lui un mandato di cattura per cospirazione contro lo Stato. Il 2 maggio viene rilasciato mediante l'amnistia. Nel 1870 viene fondato il prestigioso giornale Lucifero che fin dal primo anno lo ebbe come direttore; convinto assertore delle idee mazziniane, egli impiegò ogni sua energia per sostenere il giornale e, nello stesso tempo, per promuovere il movimento repubblicano nella regione sopportando processi e condanne. Nell'ottobre 1889 è eletto consigliere comunale ad Ancona e nel 1901 deputato in Parlamento; il 19 dicembre 1904 muore ad Ancona.
BARILATTI Achille (Via)
da Via Maggini a Via Palombare - Rione Pinocchio.
Atto commissariale n. 411 del 13/03/68. Pref n. 9457/3 dell'11/07/68.
Achille Barilatti nacque ad Ancona nel 1921 e morì a Muccia, provincia di Macerata, nel marzo del 1944. È uno dei più famosi partigiani marchigiani della resistenza che morì da eroe nella guerra di Liberazione, infatti, fu catturato nel marzo del 1944 dai fascisti che lo imprigionarono nel palazzo Paparelli. Torturato durante la prigionia non parlò e sacrificò la sua vita a favore di alcuni compagni che erano in procinto di essere fucilati, salvandone però solamente cinque. Fu poi condotto a Muccia dove venne fucilato.
BARTOLINI Luigi (Via)
da Via Pietralacroce a Via della Ferrovia - Rione Pietralacroce.
Atto consiliare n. 25 del 27/01/75. Pref. n. 4553/3 del 27/02/75.
Luigi Bartolini nacque a Cupramontana l'8 febbraio 1892. Scrittore, pittore, è anche considerato uno dei più grandi incisori italiani contemporanei. La sua opera letteraria è considerata altrettanto importante di quella incisoria e pittorica tale da ricordarlo come uno dei nomi più prestigiosi dell'espressionismo italiano. Esordì come poeta nel 1924 con una raccolta intitolata Il Guanciale e nel 1930 fu pubblicato Passeggiata con la ragazza, una raccolta di racconti dove erano inserite alcune acqueforti. Tra i suoi scritti ricordiamo inoltre: Il Molino della carne (1931), Polemiche (1940), Il cane scontento (1942), Ladri di biciclette (1946) da cui fu tratto il celebre film omonimo diretto da Vittorio De Sica, Le acque del Basento (1960), Poesie (1963). Inoltre Luigi Bartolini frequentò contemporaneamente le Accademie di belle Arti a Roma, Siena e Firenze e divenne uno straordinario acquafortista; dal 1914 eseguì più di millecinquecento incisioni, tra cui quelle del Martin Pescatore che sono tra le più famose e nel 1935 fu premiato alla seconda
Quadriennale di Roma per la migliore acquaforte. Morì a Roma il 16 maggio 1963.
BARTOLO da Sassoferrato (Via)
da Via Tavernelle a Strada del Castellano - Rione Tavernelle.
Atto consiliare n. 232 del 19/05/64. Pref. n. 38684/3 del 02/12/64.
Bartolo da Sassoferrato nacque a Venatura nel 1314 e morì a Perugia nel 1359. Viene considerato uno dei più grandi giuristi del nostro paese; sotto la guida di Cino da Pistoia iniziò, a Perugia, gli studi giuridici.
In seguito, quando la sua fama di maestro di diritto era già universalmente riconosciuta, fu inviato dai perugini a Pisa presso l'Imperatore Carlo IV, che lo nominò suo consigliere giuridico. Tra le sue opere più famose ricordiamo: I Commentari, Le Quaestiones e una ricca serie di Consilia; tutte le sue pubblicazioni ebbero numerosissime edizioni per secoli. Le edizioni complete delle sue opere sono circa cinquecento, pubblicate fra il 1504 ed il 1548 in dieci volumi. Dopo la morte la sua fama crebbe soprattutto fuori dall'Italia ed intorno alla sua figura cominciarono a circolare varie leggende tra cui quella sorta intorno alla sua permanenza in Germania, alla corte di Carlo IV, nel XVI secolo. Inoltre l'universalità del suo pensiero fece sì che gli fossero attribuite anche opere che non aveva mai scritto. Dietro sua precisa richiesta, Bartolo da Sassoferrato fu sepolto nella chiesa di San Francesco a Perugia, dove gli fu eretto un mausoleo.
BARTOLUCCI Giuseppe (Piazzale)
area di circolazione nella frazione Poggio, piazzale antistante la chiesa di San Biagio.
Atto consiliare n° 127 del 13 marzo 2003.
Scrittore, dalle cui opere traspare il suo grande amore per la terra di origine, nasce al Poggio di Ancona il 24 aprile 1947. Nel 1970 si laurea in pedagogia ed in filosofia nel 1979 all'Università di Urbino; in seguito, nel 1996, si laurea in materie letterarie a Bologna.
Dal 1987 al 1990 lavora in Argentina con l'incarico di Addetto all'Istituto Italiano di Cultura di Cordoba e poi come docente della Cattedra di Letteratura Italiana. Dal 1990 al 1993, sempre con gli stessi incarichi, lavora nella città di Lima. Si trasferisce poi a Santiago del Cile dove, tra il 1993 ed il 1996, lavora presso l'Istituto Italiano di cultura; poi fonda e dirige la Cattedra di Letteratura Italiana Alessandro Manzoni presso l'Università Cattolica di Valparaiso.
Tra le sue opere la più significativa è: Miti e Leggende del Conero Anconitano del 1976 dove più fortemente appare il suo profondo interesse per la storia delle tradizioni popolari della sua regione.
Importanti anche le sue numerose raccolte di poesia in dialetto tra cui: Puisia a la puyesa del 1975 e La Cunsegna del 2000; al suo attivo anche numerose traduzioni di poeti latino-americani ed italiani. Per il suo lavoro di diffusione della lingua e cultura italiana, riceve la Medaglia d'Oro dall'Istituto Nazionale di Cultura del Perù e diverse onorificenze in Argentina e in Cile. Nel 1996 il Comune di Ancona gli conferisce la Medaglia d'Argento per meriti culturali. Muore il 1° novembre
dell'anno 2000.
BASSI Ugo (Piazza)
compresa tra Corso C. Alberto, Via G. Bruno, Via Scrima, Via C. Colombo, Via Grazie e Via Torresi.
Ugo Bassi, nacque a Cento (Ferrara) nel 1801 e morì a Bologna nel 1849. Insegnò retorica a Napoli dal 1822 al 1828; barnabita, si diede alla predicazione e si trovava ad Ancona quando si aprirono gli arruolamenti volontari per combattere contro gli Austriaci e così seguì come cappellano le truppe pontificie del generale Durando, passando poi nelle file repubblicane. In seguito accorse a Roma per animare e soccorrere i combattenti. A Comacchio, al seguito di Garibaldi, il 4 agosto 1849, fu preso dagli Austriaci che lo condussero a Bologna dove venne fucilato.
BATTISTI Cesare (Via)
da Via Trieste a Via Panoramica - Rione Adriatico.
Atto consiliare n. 208 del 06/04/51. Pref. n. 21825. dell'11/07/51.
Cesare Battisti, Medaglia d'Oro al Valor Militare, nacque a Trento nel 1875. Nel 1893 si iscrisse alla facoltà di lettere di Firenze dove si laureò. Giovanissimo si interessò alla politica e fondò la Società degli studenti trentini e, nel 1896, il settimanale socialista l'Avvenire del lavoratore. Per circa dieci anni si batté per l'autonomia amministrativa del Trentino ed inoltre chiese che venisse istituita un'università italiana a Trento. Nel 1911 fu eletto deputato alla Camera di Vienna e dai suoi discorsi fu subito chiaro che non credeva più alla possibilità di una coesistenza tra il Trentino e l'Austria.
Quando scoppiò la prima guerra mondiale si trasferì a Milano ed in seguito si arruolò negli alpini; fu più volte decorato per il suo valore. Il 10 luglio 1916 fu fatto prigioniero sul monte Corno insieme a Fabio Filzi, tradotto a Trento e condannato a morte mediante capestro. L'esecuzione avvenne nella fossa del castello del Buon Consiglio il 12 luglio 1916.
BECCHERIA (Via)
da Piazza Plebiscito a Corso Mazzini. Rione Plebiscito.
Trae la denominazione dai negozi di Beccai che ivi esistevano. Anticamente era denominata Via del Giglio.
BELVEDERE (Largo)
tra Via Oddo di Biagio e Via Palermo Giangiacomi.
Denominazione popolare data recentemente e determinata dalla località da dove si può osservare un bel panorama.
Volgarmente si chiamava baluardo. Collegava originariamente Via S. Cataldo a Via Goito dopo la demolizione di un tratto delle mura cinquecentesche tra il baluardo dei Cappuccini e quello di S. Pietro sul quale l'area si affaccia. Nel dopoguerra il Largo Belvedere è stato delimitato dalla Via Oddo di Biagio.
BENINCASA (Via)
da Corso Garibaldi a Corso Mazzini - Rione Plebiscito.
Il toponimo ricorda l'antica famiglia anconetana dei Benincasa, il cui palazzo venne costruito intorno al 1446 da Dioniso Benincasa, facoltoso cittadino.
I Benincasa occuparono un posto di rilievo nella loro città ottenendo numerose cariche pubbliche; tra i discendenti ricordiamo alcuni nomi: Francesco Cinzio, poeta e guerriero, Grazioso, scrittore, cartografo e autore di un Portolano e Luciano, studioso e munifico cittadino il quale nel XVII secolo istituì una biblioteca aperta al pubblico che in seguito fu donata al Comune. È all'origine dell'attuale Biblioteca Civica, che gli è intitolata.
BENTIVOGLIO Paolo (Via)
da Via Miano a Piazzale Bovio - Rione Valle Miano.
Atto consiliare n. 745 del 10/12/70.
Nato nel 1894 e morto nel 1965. Ultimo in ordine cronologico dei grandi pionieri e maestri dei ciechi. Presidente per venti anni dell'Unione Italiana Ciechi.
BERNABEI Lazzaro (Via)
da Via Pizzecolli a Via Matteotti - Rione San Pietro; anticamente era denominata Via Nembrini.
Atto consiliare n. 208 del 06/04/51. Pref n. 21825 dell'11/07/51.
Tra i palazzi che delimitano la strada sono soprattutto da notare quelli dei Nembrini e dei Mengoni-Ferretti ora sede della biblioteca Comunale. Lazzaro Bernabei da Ancona, storico insigne, discendente da nobile famiglia, nacque nel 1430 e morì intorno al 1499. Laureato in legge, esercitò i più alti uffici nella magistratura, insegnò lettere e scrisse Chroniche anconitane che dal Ciavarini furono pubblicate nell'anno 1870. Il manoscritto è conservato nella Biblioteca di Ancona, con copie nella Classense, nella Chigiana, nella Biblioteca della Cattedrale di Ancona, presso famiglie ed altri.
BERTI Rodolfo (Via)
traversa di Via Flaminia - Rione Palombella.
Atto consiliare n. 351 del 12/07/62. Pref n. 24229/2 del 29/09/62.
Nato nel 1858 e morto nel 1911. Chirurgo, fondatore della Croce gialla.
BETTI Ugo (Via)
da via Cimetta alla campagna - area di circolazione a Passo Varano.
Atto consiliare n° 292 del 28/05/2002.
Drammaturgo , nasce a Camerino nel 1892 e muore a Roma nel 1953. Tra il 1926 ed il 1928 inizia la sua esperienza di commediografo in un momento in cui la drammaturgia italiana si permette alcune pause di riflessione dopo l'avanguardia futurista, la rivoluzione pirandelliana, la novità del grottesco. In un momento così particolare appare difficile, per un giovane drammaturgo, farsi apprezzare ma poi, nel 1927, ottiene il suo primo successo con La padrona, un dramma intenso, ricco di espressività. Nel 1928 segue La Casa nell'acqua, dove affronta il tema della felicità; nel 1932 con Frana allo scalo nord inizia a sviluppare quei concetti che caratterizzeranno definitivamente la sua drammaturgia, quella dei processi morali. Tra il 1935 ed il 1937 scrive alcuni testi per il teatro leggero tra cui: Una bella domenica di settembre, I Nostri sogni, Il paese delle vacanze. Il suo capolavoro rimane certamente Corruzione al palazzo di giustizia (1944), che ebbe uno straordinario successo sia in Italia che all'estero. Altri testi da ricordare sono: Lotta fino all'alba (1949), Delitto all'isola delle capre (1950), L'aiuola bruciata (1953), La fuggitiva(1953).
Betti è considerato uno degli autori più apprezzati dopo Pirandello ed il suo teatro è stato portato in scena dalle migliori compagnie italiane.
BEVILACQUA Michele Gustavo (Largo)
da Via Giannelli all'imbocco della galleria del Risorgimento - Rione Rodi.
Atto consiliare n. 261 del 16/05/60. Pref. n. 18395/2 del 08/08/60.
Michele Bevilacqua nacque ad Ancona nel 1790; ingegnere, matematico, fu capo dell'ufficio tecnico del Comune di Ancona, dal 1834 al 1857 e si occupò del progetto di sistemazione edilizia cittadina per l'allargamento e le migliorie da apportare alla città. Nel 1822 fondò il Corpo dei Pompieri di Ancona che nel 1848 si fuse con la G. Nazionale. Nel 1849 fu al comando dei suoi uomini durante l'assedio degli Austriaci e per il loro valore ricevettero encomi e lodi dalla Repubblica. Bevilacqua fu anche architetto e matematico, morì il 4 gennaio 1857, dopo 25 mesi di malattia.
BEZZECCA (Via)
da Via S. Stefano a Via S. Marcellino - Rione S. Stefano.
Atto consiliare n. 352 del 01/08/58. Pref. n. 27617/2 del 20/08/59.
Comune in provincia di Trento situato a 697 metri sul livello del mare, ai piedi del colle di S.Stefano. Oltre ad essere una località di villeggiatura estiva, è ricordata perché vi si combatté una delle battaglie della terza guerra di Indipendenza, precisamente il 20 luglio 1864 fra Garibaldini e Austriaci.
BIANCHI Emilio (Via)
da Via Maratta a Via Podgora - Rione Adriatico.
Atto consiliare n. 208 del 06/04/51. Pref. n. 21825 dell'11/07/51.
Medaglia d'Oro e fulgida figura di eroe della guerra 15-18. Nato ad Ancona nel 1882 e morto nel 1917. Una granata gli asportò la gamba sinistra ed egli, con mirabile sangue freddo, tagliando con un coltello i lembi di carne, alzava con la mano la gamba mozza gridando: Viva l'Italia.
BIANCHI Roberto (Via)
da via Filonzi a via Flavia - area di circolazione in zona Ponte Rosso.
Atto consiliare n° 127 del 13 marzo 2003.
Imprenditore di successo, nasce ad Ancona il 12 luglio 1906 e muore il 30 maggio 1993.
Inizia la sua attività come socio della Gagliardi Chiodoni e Bianchi, un'impresa specializzata nei lavori marittimi. Negli anni Sessanta fonda l'azienda vinicola Umani e Ronchi e la società proprietaria degli Hotel Palace e Palace del Conero di Ancona. Dal 1954 al 1972 è Presidente dell'Associazione degli Industriali della Provincia di Ancona, quindi Presidente della Federazione Regionale degli Industriali fino al 1976. Negli anni 67-68 è Presidente del Rotary Club di Ancona di cui è stato socio fondatore in rappresentanza della categoria Edilizia.
Il 2 giugno 1956, sotto la Presidenza Gronchi, viene insignito dell'onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica; nel 1989 viene insignito dal Comune di Ancona della Medaglia d'Oro quale protagonista indiscusso della vita economica della città.
BIRARELLI Giuseppe (Via)
già Via di S. Palazia ed in seguito Via Fanti. Da Via Fanti all'altezza di Via Ospizio a Via del Guasco - Rione San Pietro.
Atto consiliare n. 208 del 06/04/51. Pref. n. 21825 dell'11/07/51.
La sua ubicazione nella parte più antica della città la faceva ricca di edifici legati ai monumenti storici più importanti che ora, essendo praticamente tutti scomparsi, si possono soltanto ricordare.
Giuseppe Birarelli, nacque ad Ostra nel 1810 e morì il 29 dicembre 1887. Il 20 settembre 1835 si fece sacerdote e cominciò ad assistere i poveri ed i bisognosi. In seguito fondò e potenziò le opere di assistenza per la gioventù e il 15 agosto 1858 fondò l'Istituto del Buon Pastore, l'opera pia più importante.
BLASI Sanzio (Via)
da Via del Fornetto a Via della Grotta.
Atto consiliare n. 323 del 18/5/2000.
Sanzio Blasi, scultore, nacque ad Ancona il 24 febbraio 1895 ed ivi morì il 22 agosto 1972.
Caratteristica saliente di quasi tutte le sue sculture è la loro univoca fedeltà ad una matrice idealmente conclusa e raggiunta già agli inizi, senza mutamenti particolari nel corso degli anni, salvo un certo perfezionamento del senso plastico dopo il 1950. Tra le sue opere ricordiamo i bassorilievi del Cimitero Polacco di Loreto, la grande scultura dedicata al Bramante, La Pietà nella chiesa di San Domenico, la testa del grande poeta romano Trilussa, la scultura di Luigi Bartolini, il ritratto di Francesco Angelini, il busto di mons. Bignamini. Sin dal passaggio del fronte di guerra, cominciò a lavorare per le pubbliche istituzioni in un volontariato generoso ed instancabile come quando, Commissario dell'Ospedale civile Umberto I, si batté per riuscire a far avere i pasti caldi agli ammalati e lo stipendio al personale. Nel 1948, dopo essere stato presidente dell'Ospedale Civile e amministratore dell'Ospedale dei bambini, fonda, con il prof. Di Giuseppe, l'on. Delle Fave, il dott. Ferranti, il Centro per la diagnosi e le cure del reumatismo articolare e della cardiopatia, oggi Ospedale cardiologico G. M. Lancisi. Fu anche un ottimo scrittore; numerosi i suoi articoli sull'agricoltura, sull'arte, sulla società. Tra le sue opere letterarie ricordiamo: Dolci ricordi di caccia, Tempi Sereni, Terra Marchigiana.
BOCCONI Alessandro (Via)
da Piazzale della Libertà a Via della Ferrovia - Rione Vallemiano.
Atto consiliare n. 430 del 14/07/69. Pref. n. 7221/3 del 25/03/70.
Alessandro Bocconi nacque ad Ancona il 9 novembre 1873 e morì a Roma il 23 agosto 1960, politico. Iniziò a studiare scienze agrarie a Pisa, dove si avvicinò al socialismo sotto l'influenza di Enrico Ferri; tornò poi ad Ancona dopo essersi laureato in giurisprudenza. Tra il 1896 ed il 1898 diede vita alle prime leghe operaie fra i facchini del porto ed i fornai, partecipando alle sommosse del '98; fu poi condannato ma riuscì a fuggire in Svizzera. Nel 1900 ebbe l'amnistia, fondò con altri la Camera del lavoro di Ancona, poi entrò a far parte del consiglio nazionale e della direzione del PSI. Nel 1909 fu eletto deputato nel collegio di Jesi appoggiato dai repubblicani e confermato alla Camera nelle successive elezioni. Nel 1922 entrò a far parte del Partito socialista unitario. Dal 1927 al 1940 visse a Parigi in esilio facendo i più diversi lavori; nel 1928 Mussolini lo richiamò in Italia ma rifiutò. Nel 1936 fu nominato presidente della Fratellanza marchigiana ed entrò in contrasto con il partito socialista perché aveva aderito al fronte unico. Nel 1943 tornò in Italia e aderì al CLN marchigiano. In seguito partecipò alla riorganizzazione del PSI e fu eletto all'Assemblea costituente. Dopo aver partecipato alla scissione di Palazzo Barberini nel 1948 divenne senatore di diritto.
BOMPIANO (Via)
da Via Grotte a Via Tronto - Rione Borghetto, Torrette.
Atto consiliare n. 429 del 14/07/69. Pref. n. 24218/3.
Vecchia denominazione della località ove sorge la via.
BONARELLI (Vicolo)
da Via Pizzecolli a Via Matas. Via pedonale a gradini - Rione San Pietro.
Atto consiliare n. 351 del 12/7/1962.
Tra i componenti del casato si rammenta Guidobaldo Bonarelli, di nobile famiglia anconetana.
Nacque nel 1563 e morì nel 1608. Letterato insigne, fu tra i fondatori dell'Accademia Ferrarese degli intrepidi. Per cinque anni fu a servizio del cardinale Federico Borromeo. Lavorò poi presso Alfonso II d'Este ed anche di Cesare, duca di Modena. Nel 1607 pubblicò la commedia pastorale Filli di Sciro che lo ha reso famoso.
BONCOMPAGNO (Via)
da Via della Pescheria a Via della Beccheria - Rione Plebiscito.
Atto consiliare n. 261 del 16/05/60. Pref. n. 18395/2 del 08/08/60.
Boncompagno, letterato e storiografo nacque attorno al 1170 a Signa, sull'Arno. Scarse sono le notizie sulla sua vita, desumibili dai cenni fatti da alcuni suoi discepoli oltre che dalle notizie da lui stesso lasciate negli scritti. Studiò sedici mesi a Firenze, poi andò a Bologna, dove per alcuni anni fu maestro di grammatica presso l'università. Tra il 1194 ed il 1203 compose molti trattati di grammatica e retorica; intorno al 1201 scrisse il Liber de obsidione, cronaca degli eroismi della città di Ancona durante l'assedio del 1173. Viaggiò poi sino a Roma, poi di nuovo a Bologna, a Venezia e tra il 1222 ed il 1227 soggiornò a Padova dove pubblicò la Rhetorica antiqua. Nel 1235, a Bologna, pubblicò la Rhetorica novissima e attorno al 1240 scrisse il De malo senectutis et senii. Dopo il 1240 morì, in miseria, in un ospedale di Firenze, città nella quale si era trasferito.
BONDA (Via)
da Via della Loggia a Piazza del Plebiscito - Rione Porto.
La via prende il nome dalla famiglia che possedeva immobili nella zona. Al civico n. 1 rimane il portale del Palazzo Antiqui, datato 1484; al civico n. 2 corrisponde un edificio di epoca medioevale rinnovato nel '400.
BORGO Pio (Largo)
da Via Marconi a Via Fornaci Comunali - Rione Archi.
Atto consiliare n. 407 del 28/10/57. Pref. n. 24493/2 del 16/11/57.
Durante la dominazione Pontificia di Ancona, la località si chiamava Borgo Pio, in onore di Papa Pio VII.
BORNACCINI Giuseppe (Via)
da Via della Montagnola a Via Moroder. Rione Grazie.
Atto commissariale n. 411 del 13/03/68. Pref. n. 9457/3 dell'11/07/68.
Giuseppe Bornaccini, musicista, nacque nel 1802 e morì 1881. Studiò musica nel Collegio musicale di S. Sebastiano in Napoli. Nel 1925 rientrò ad Ancona e scrisse varie composizioni, cantate, sinfonie, cori, riscotendo molto successo ed ottenendo la nomina a direttore del Teatro delle Muse di Ancona. Nel '32 fu chiamato a Venezia dove scrisse, per il Teatro Malibran, l'opera comica Aver moglie è poco, guidarla è molto, che ottenne un notevole successo. Nel 1848, dopo aver insegnato per quattordici anni a Trieste, tornò ad Ancona dove fu maestro di cappella alla Cattedrale e professore di musica nelle scuole comunali anconetane, scrivendo una
Cantata, che fu poi presentata in occasione della Consegna delle bandiere nazionali alla Guardia nazionale. Fu membro dell'Accademia filarmonica dell'Ateneo forlivese, maestro di composizione onorario dell'Accademia filarmonica di Bologna e di quella di Lugo, socio corrispondente ed onorario di altre Accademie ed istituti.
BORSELLINO Paolo (Via)
da Via Primo Maggio a Via Flavia - Rione Ponterosso.
Delibera n. 1402 del 29/12/98.
Paolo Borsellino nacque a Palermo il 19/1/1940. Avvocato, magistrato ordinario dal 1964, dal 1975 fu giudice istruttore presso il tribunale di Palermo e, dal 1986, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Marsala. Nel marzo 1992 fu trasferito a Palermo con l'incarico di procuratore della Repubblica aggiunto. La sua capacità professionale unita ad una coraggiosa fermezza lo distinsero nella lotta contro il fenomeno mafioso. Da tale attività ottenne stima e apprezzamento dai superiori, dai colleghi e dai cittadini onesti. Il 19/07/1992 un attentato mafioso, in via D'Amelio - Palermo, uccise il giudice e la sua scorta.
BOSCO Don Giovanni (Via)
da Corso C. Alberto a Via G. Bruno - Rione Piano San Lazzaro.
Denominazione data in occasione della beatificazione di Don Giovanni Bosco, ora Santo. Bosco Don Giovanni nacque nel 1815 a Becchi, frazione di Castelnuovo d'Asti e morì a Torino nel 1888. Nel 1841 divenne sacerdote e nel 1846 creò, a Valdocco, un oratorio per assistere i ragazzi poveri e da qui, nel 1859, fondò la congregazione dei Salesiani. Scrisse numerosi testi storici di carattere popolare ed il suo nome divenne conosciuto in campo pedagogico in quanto, nel 1877, scrisse Il Sistema preventivo nell'educazione della gioventù. Don Bosco è ricordato soprattutto per la sua opera di educatore, in quanto con i suoi metodi riuscì ad avvicinare ed
aiutare anche i ragazzi più ribelli. Nel 1929 fu beatificato e canonizzato nel 1934; nel 1989 papa Giovanni Paolo II lo ha dichiarato padre e maestro della gioventù. Si festeggia il 31 gennaio.
BOVIO Giovanni (Piazzale)
da Via Valle Miano a Via Paolucci - Rione Vallemiano.
Atto consiliare n. 135 del 05/03/54.
Giovanni Bovio, filosofo, nacque a Trani nel 1837 e morì a Napoli nel 1903. A Napoli insegnò filosofia del diritto e fu il filosofo della democrazia repubblicana e nei suoi Scritti filosofici e politici del 1883 e nella Dottrina dei partiti d'Europa del 1886 espose il programma di una repubblica sociale fondata sull'assoluta libertà di pensiero. Nel 1876 fu eletto deputato e nel 1897 redasse il programma del gruppo repubblicano di cui poi fece sempre parte.
BRAMANTE Donato (Via)
da Via XXV Aprile a Via Scandali - Rione Vallemiano.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70. Pref. n. 41016/3 del 05/02/71.
Il Bramante nacque a Monte Asdrubaldo, oggi Fermignano, nel 1444. È considerato il più grande architetto del Rinascimento.
Di povere origini, giovanissimo si trasferì ad Urbino dove ebbe come primo maestro Scirro da Casteldurante ed ad Urbino si trova la chiesa di San Bernardino la cui paternità e attribuita al Bramante. Secondo quello che riferisce il Vasari, si dedicò anche alla pittura e fra le opere attribuitegli ricordiamo: Figure a fresco di uomini d'arme a Brera, Il Cristo legato nell'abbazia di Chiaravalle.
In seguito l'artista si trasferì a Milano dove lavorò soprattutto presso la corte di Ludovico il Moro; tra le opere più importanti, eseguite nel periodo milanese, ricordiamo il completamento dell'Ospedale Maggiore, il Duomo di Como, Santa Maria di Canepanova, la canonica di Sant'Ambrogio e la parte centrale di Santa Maria delle Grazie (1492-1497). Nel 1499, prima della caduta di Ludovico il Moro, il Bramante lascia Milano e si trasferisce a Roma dove nel 1503 realizza il tempietto rotondo di San Pietro in Montorio. Sempre nello stesso anno Papa Giulio II dà al Bramante varie committenze tra cui i lavori per la fabbrica di San Pietro, i Palazzi Vaticani, la Zecca, i Tribunali, le bonifiche dell'agro romano ecc. Inoltre, tra le sue opere più importanti, ricordiamo la chiesa di San Lorenzo in Damaso, la facciata del Palazzo Sora, l'oratorio di San Giovanni in Oleo a Porta Latina, il palazzetto Turzi, il palazzetto Sacripante, la grandiosa scala a chiocciola presso il vestibolo rotondo del Museo Pio Clementino, prototipo delle scale a pianta circolare. Nel 1507 il Bramante viene inviato a Loreto per occuparsi di alcuni lavori inerenti la Basilica, nonché della costruzione dell'intera facciata. Morì a Roma il 14 aprile 1514.
BRECCE BIANCHE (Via)
da Via Tavernelle alla contrada Brecce Bianche di Varano - Rione Tavernelle-Pontelungo.
Atto consiliare n. 261 del 16/05/60. Pref. n. 18395/2 del 08/08/60.
Gia Strada di Tavernelle; la Strada della Breccia Bianca collegava originariamente la frazione di Passo Varano alla Via Monte Dago. Attualmente è l'asse principale del quartiere recentemente denominato dell'università (prima Q1) per la realizzazione, a destra del primo tratto in salita, della facoltà di Ingegneria.
BRODOLINI Giacomo (Via)
da Via A. Piceno a Via Posatora - Rione Posatora.
Atto consiliare n. 745 de 10/12/70.
Nacque a Recanati nel 1920. Partecipò alla seconda guerra mondiale ed alla lotta di liberazione. Nel 1944 iniziò l'attività politica ed in seguito aderì al partito socialista, della cui federazione fu segretario dal '48 al '50; nel 1953 iniziò a far parte del comitato centrale del partito e poi venne eletto, per la prima volta, alla Camera dei deputati. In seguito fu nominato vicesegretario unico del partito, incarico che ricoprì fino al 1968. In questo anno, il 13 dicembre, fu nominato ministro del lavoro e della previdenza sociale durante il governo Rumor, portando a buon fine la vertenza per il superamento delle zone salariali. Morì a Zurigo, nel 1969, a causa di una grave malattia.
BRUNELLI Don Alighiero (Largo)
situato a Casine di Paterno.
Atto consiliare n. 292 del 28/05/2002.
Don Alighiero Brunelli è nato ad Agugliano il 2 novembre 1919 ed è morto il 23 ottobre 1999.
Fu ordinato sacerdote nel 1942 e, dopo alcuni anni come vice parroco a Paterno, gli fu affidata la parrocchia della Beata Vergine del Rosario a Casine di Paterno, una borgata con alcune centinaia di abitanti situata lungo la strada per Agugliano. È stato padre spirituale e animatore sociale, instancabile nella predicazione e nella catechesi; ha lavorato con passione ed entusiasmo nell'azione Cattolica come Assistente diocesano della Gioventù femminile e dell'Unione donne di Azione Cattolica. Inoltre Don Alighiero ha svolto la sua attività parrocchiale, in qualità di Consulente ecclesiastico diocesano, provinciale e regionale, nella Federazione Italiana dei Coltivatori Diretti. Le sofferenze fisiche procurategli negli ultimi anni dalla malattia non hanno intaccato il suo entusiasmo per la vita sacerdotale spesa interamente al servizio della chiesa.
BRUNO Giordano (Via)
da Via Marconi a Piazza U. Bassi - Rione Piano S. Lazzaro.
Atto consiliare n. 208 del 06/04/51. Pref. n. 21825 del 11/07/51.
Giordano Bruno nacque a Nola nel 1548 e morì a Roma nel 1600. Filosofo, teologo, ebbe una vastissima ed irrequieta cultura. All'astronomia di Tolomeo contrappose quella di Copernico ripudiando l'esclusivo Aristotelismo; affermò l'unità della natura e dell'essere universale concependo l'universo come infinito, animato e soggetto ad evoluzione. A diciassette anni entrò nel convento di S. Domenico a Napoli. In seguito, nel 1576, sospettato di eresia, fuggì a Roma dove depose l'abito sacerdotale. Cominciò quindi a peregrinare tra Ginevra, Tolosa, Parigi ed Inghilterra dove per alcuni mesi insegnò ad Oxford. Nel 1586 andò in Germania e poi, tra il 1590 ed il 1591, a Francoforte dove pubblicò opere in latino. Inoltre nel 1591 si recò a Venezia invitato da G. Mocenigo che poi lo denunciò come eretico. Nel 1592 fu arrestato dall'Inquisizione e processato; trasferito a Roma, subì un ulteriore processo dove fu condannato al rogo e giustiziato in Campo de' Fiori, dove attualmente si trova la statua a lui dedicata.
La strada, già Via De Pinedo, ma ancora prima Via Due Barriere, univa la barriera daziaria in Via Nazionale, oggi Via Marconi, con quella denominata Castelfidardo in Piazza Ugo Bassi; le due barriere erano collegate con un muro, o cinta daziaria, che correva al centro della strada.
BUFALINI Maurizio (Via)
da Via Calzecchi Onesti a Via Tamburini - Rione Collemarino.
Atto consiliare n. 261 del 16/05/60. Pref. n. 18395/2 del 08/08/60.
Maurizio Bufalini, medico, nacque a Cesena nel 1787 e morì a Firenze a nel 1875; fu professore alla clinica medica prima a Bologna e poi a Firenze. Fu uno strenuo oppositore della filosofia di T. Brown. Pose a fondamento della scienza medica il metodo analitico e sperimentale e sostenne con forza il metodo induttivo della clinica. Nel 1860 fu nominato senatore e nel 1875 membro dell'Accademia dei Lincei; nello stesso anno divenne anche membro dell'Accademia della Crusca.
BUONARROTI Michelangelo (Via)
da Via XXV Aprile a Via Tiziano- Via Verdi - Rione Vallemiano.
Atto commissariale n. 411 del 13/03/68. Pref. n. 9457/3 del 11/07/68.
Michelangelo Buonarroti, architetto, scultore, pittore, poeta, nacque a Caprese il 6 marzo 1475 e morì a Roma il 18 febbraio 1564. Artista tra i massimi di tutti i tempi che, nella sua lunga e prodigiosa creatività, espresse il passaggio dal pensiero umanistico-rinascimentale al cambiamento improvviso della controriforma cattolica. La sua formazione artistica avvenne, nel 1488, presso
Domenico Ghirlandaio nella cui bottega cominciò ad esercitarsi con il disegno. Nel 1489 si accostò alla scultura frequentando il giardino mediceo di S. Marco dove si trovava la più importante raccolta di sculture antiche.
Per alcuni anni visse alla corte di Lorenzo e Piero de' Medici dove strinse amicizia con vari artisti tra cui il Poliziano, Pico della Mirandola, il Landino, venendo a contatto con il neoplatonismo, fase conclusiva del pensiero greco-classico, che fu fondamentale per la formazione morale e spirituale di Michelangelo. Ancora giovanissimo, nel 1500, diede atto della sua personalità in opere di scultura tra le quali la più famosa è la Pietà che si trova nella basilica di San Pietro; in quest'opera si compensano il senso di calma e l'espressione del dolore. In altre opere, come la notissima statua del David, il soggetto è fortemente umano e la forma esprime una contenuta energia. Intorno al 1505 Michelangelo dipinse il Tondo Doni, oggi alla Galleria degli Uffizi, che con le sue tinte fredde e luminose da l'impressione di un rilievo scultoreo. Dopo il 1505 viene chiamato a Roma da papa Giulio II, che lo incarica di realizzare la propria tomba, ma l'opera non venne mai portata a termine. Sempre dal papa fu incaricato di decorare la volta della Cappella Sistina, alla quale lavorò dal 1508 al 1512; sulla parete di fondo della Cappella, dal 1536 al 1541 dipinse il famosissimo Giudizio Universale. In seguito, a partire dal 1520, papa Clemente VII gli commissionò a Firenze la Sagrestia Nuova, destinata a cappella medicea. Ultima importante opera del periodo fiorentino di Michelangelo è la Biblioteca Laurenziana. Dopo il 1534 l'artista è nuovamente a Roma dove, in qualità di architetto, si occupa dell'elevazione della cupola di San Pietro. A livello di urbanistica la sua esperienza è legata alla sistemazione della Piazza del Campidoglio, dove ha eretto i due Palazzi Capitolini. Come architetto continuò la sua attività con l'erezione di Porta Pia e con la trasformazione della sala del tepidario delle Terme nella Chiesa di S. Maria degli Angeli.
BUOZZI Bruno (Via)
inizia da Via I Maggio e termina nella campagna - Zona Baraccola.
Atto consiliare n. 527 del 06/04/82.
Bruno Buozzi nacque a Pontelagoscuro, nel Polesine, nel 1881 e morì a La Storta, vicino a Roma, nel 1944. Sindacalista, nel 1911 divenne segretario della Federazione italiana operai metallurgici. In seguito, negli anni 1919, 1921 e 1924 fu deputato al parlamento e, nel 1925, fu nominato segretario generale della CGIL. Recatosi in Francia fu arrestato dai Tedeschi nel 1942 e poi consegnato al governo fascista. Andò al confine dove il 23 luglio 1943 fu liberato in seguito al colpo di stato e quindi nominato commissario alla Confederazione dei lavoratori dell'industria. Fu poi nuovamente arrestato il 13 aprile 1944 ed ucciso il 4 giugno dai Tedeschi. Nel 1958 è stata pubblicata una raccolta dei suoi Scritti dell'esilio.