Da Via Ad Alto a Via Avvenati

AD ALTO (Via)
da Via Oberdan a Via Torrioni, Rione Capodimonte.
Atto consiliare n.135 del 5/3/54.
Il toponimo ricorda l'indicazione che diede S.Francesco, in risposta a chi gli chiedeva di scegliere un luogo per erigervi una chiesa per i suoi frati. La chiesa venne, infatti, costruita in alto, sul Colle Astagno, e fu dedicata alla Madonna. Poi il titolo fu mutato con quello di S. Francesco e si distinse dalla chiesa omonima con l'appellativo appunto ad Alto, mentre l'altra aveva quello delle Scale.
In seguito il glorioso complesso francescano fu ridotto a caserma ed attualmente è sede del Distretto Militare.
Anticamente la via era denominata Via delle Conce e collegava Via Calamo a Via Torrioni.
Fu interrotta una prima volta per l'apertura di Corso Vittorio Emanuele (ora Garibaldi) dopo il 1860, fu interrotta una seconda volta a seguito del diradamento dell'Astagno del 1929 con la realizzazione di Corso Stamira. Attualmente ha assunto il nome di Via S.Biagio tra Corso Mazzini e Corso Garibaldi, di Via Don Gioia tra Corso Garibaldi e Via Oberdan mantenendo il nome di Via ad Alto tra Via Oberdan e Via Torrioni; in questo tratto, per adeguarsi al ripido pendio, la via è quasi completamente scalinata ed è quindi riservata al solo transito pedonale.

AGRICOLTURA (Via dell')
da Via Maggini a Via dell'Industria - Rione Pinocchio.
Atto consiliare n.744 del 10/12/70 Pref. n. 41016/3 del 5/2/71.
Il toponimo riguarda la coltivazione della terra,cioè l'insieme dei lavori cui è sottoposto il terreno per ottenere vegetali utili, anche in relazione all'allevamento del bestiame che con l'agricoltura è strettamente collegato. Insieme a Via del Commercio, a Via dell'Industria e Via dell'Artigianato intende ricordare le principali attività della popolazione.

AGUGLIANO (Via)
da Via Fano in Via Fano - Rione Grazie.
Atto commissariale n.411 del 13/3/68 Pref. n. 9457 del 11/7/68.
Comune della Provincia di Ancona, distante dal capoluogo 16 km., è situato a 203 metri sul livello del mare, su un colle tra i fiumi Esino e Musone.

ALBERTINI Luigi (Via)
da Via I Maggio a Via Filonzi.
Luigi Albertini nasce ad Ancona il 19 ottobre 1871. Si laurea in legge all'Università di Torino e, dopo aver intrapreso la carriera giornalistica, è assunto dal Corriere della Sera di Milano nel 1896. Nel 1900 assume la direzione amministrativa del giornale che sotto la sua guida diventa uno dei più diffusi quotidiani italiani, conosciuto anche a livello europeo. Nel 1921 cede la direzione del giornale al fratello Alberto.
Nominato senatore nel 1915 diviene uno dei protagonisti della vita politica italiana. Alla fine del 1925, a causa del suo atteggiamento contrario alla politica antiliberale attuata dal regime fascista è costretto, insieme al fratello, a lasciare la direzione, la proprietà e la gestione del Corriere della Sera. Si trasferisce poi a Roma dove, in collaborazione con il figlio ed il genero, acquista e bonifica la tenuta di Torre in Pietra che diviene poi una delle aziende agricole italiane più all'avanguardia. Luigi Albertini fu anche scrittore; tra le sue opere vanno ricordate La questione delle otto ore di lavoro (1894), Le origini della guerra del 1914 (1942-43), In difesa della libertà. Discorsi e scritti (1947), Venti anni di vita politica (1950-53). Morì a Roma il 29 dicembre 1941. Un suo busto in pietra, opera dello scultore Vittorio Morelli, è situata in un'aiuola di Piazza Cavour.

ALIGHIERI Dante (Piazza)
tra il Lungomare Vanvitelli e le Vie Giovanni XXIII e delle Rupi Comunali.
Atto consiliare n.261 del 16/5/60 Pref. n. 18395/2 del 8/8/60.
Alla piazza è stato dato il nome del grande poeta Dante Alighieri. Egli nacque a Firenze tra il maggio ed il giugno 1265 e morì a Ravenna tra il 13 ed il 14 settembre 1321; discendeva da una famiglia di piccola nobiltà cittadina e da giovane condusse una vita da gentiluomo. Studiò grammatica e filosofia presso i francescani di S.Croce.
Cominciò a scrivere presto, infatti risale ai suoi 18 anni il suo primo sonetto in lode di Beatrice e sempre a lei è dedicata la raccolta di rime la Vita nuova del 1292. In seguito si unì ad un gruppo di giovani poeti dai comuni ideali letterari con i quali costituì una nuova corrente poetica, il famoso dolce stil novo.
Nel 1285 si sposò con Gemma di Manetto Donati, dalla quale ebbe quattro figli. Nel 1300 fu eletto priore ed ebbe il compito, insieme agli altri priori,di opporsi alle intromissioni nella vita pubblica di Firenze di papa Bonifacio VIII che voleva dominare la Toscana. Da varie documentazioni è noto che Dante continuò per molto tempo la sua attività politica che era in netto contrasto con gli Angioini ed il papa. A causa dei vari contrasti che negli anni a seguire accaddero, Dante, il 10 marzo 1302 fu condannato all'esilio perpetuo. Questa situazione lo fece molto soffrire e caratterizzò e condizionò il suo pensiero e la sua linea poetica. Tra il 1304 ed il 1307 scrisse il De Vulgari eloquentia  ed il Convivio.
Durante l'esilio Dante scrisse la sua opera maggiore, La divina Commedia, a partire probabilmente dal 1307. Già il Boccaccio l'aveva chiamata Divina nel suo Trattatello, ma l'aggettivo fu poi dato come titolo dell'opera per indicarne l'elevato contenuto. Durante l'esilio Dante peregrinò per varie città; si è a conoscenza che dal 1318 è a Ravenna, dove muore nel 1321 e dove tuttora è sepolto.
I fiorentini chiesero più volte le ceneri del loro poeta, ma dovettero accontentarsi di un cenotafio.
La piazza si è formata con il sedime del complesso parrocchiale di S.Maria della Misericordia, demolito per causa bellica nel 1943, e quello della Via Magazzini Comunali che circondava su tre lati il fabbricato. Si conservano i resti della zona absidale della chiesa, che era stata ultimata nel 1399 a protezione di una cappella eretta per voto, durante la pestilenza del 1349, nello spazio di ventiquattro ore. La chiesa era libera da pagamenti e canoni ecclesiastici, per bolla di Bonifacio IX (1401)e sottoposta allo jus patronato del Comune che nominava il Rettore.

ALLENDE Salvador Gossen (Via)
strada che collega lo svincolo Tavernelle - Università a Via Brecce Bianche.
Deliberazione n.1402 del 29/12/98.
Uomo politico cileno, nacque a Valparaiso il 26 luglio 1908 e morì a Santiago l'11 settembre 1973.
Di famiglia benestante, da studente partecipò alla lotta politica contro la dittatura di Ibanez e nel 1931 fu messo in prigione. Nel 1932 si laureò in medicina, nel 1933 fondò, con altri, il partito socialista. Nel 1937 fu eletto deputato e dopo due anni, gli fu dato l'incarico di dirigere il ministero della Sanità nel governo del presidente Aguirre Cerda. Nel 1939 si sposò ed ebbe tre figlie.
Nel 1945 fu fatto senatore quando già era esponente di rilievo delle sinistre marxiste ed in questo periodo si fece promotore di varie leggi nel campo della sanità, della previdenza e dei diritti civili. Dal 1952 in poi fu candidato dalla sinistra alla presidenza della repubblica e solo con le elezioni del 4 settembre 1970 fu eletto presidente della Repubblica il 24 ottobre.
Nel 1972 dovette controbattere l'attacco delle destre; nel 1973 le elezioni legislative confermarono la sua popolarità ma l'opposizione creò grosse difficoltà al governo. Di lì a poco il terrorismo si propagò in tutto lo stato e la situazione economica già disastrosa, peggiorò gravemente a causa di una serie di scioperi. Il 4 settembre il governo di Allende fu dichiarato illegale; egli propose allora un plebiscito per sapere il parere della popolazione, ma l'11 settembre i militari, comandati dal generale Augusto Pinochet, diedero l'assalto al palazzo del presidente: Allende, che non volle arrendersi, venne ucciso.

ALMAGIÀ Edoardo (Via)
da Via de Gasperi a Via de Gasperi - Rione Montirozzo.
Atto commissariale n.409 del 13/9/68 Pref n.29202/3 del 22/11/68.
Edoardo Almagià, industriale e garibaldino anconetano, nacque ad Ancona l'11 luglio 1841.
Nel 1866 si arruolò volontario con i garibaldini per la campagna del Trentino. Al termine della campagna, fondò una società che ebbe come campo d'azione la costruzione di importanti tronchi ferroviari. In seguito, insieme con le principali imprese europee, iniziò varie attività costruttive in Turchia, Romania,Ungheria, ed Egitto dove si occupò, in particolare, di costruzioni portuali. Nel 1906 formò la Società della Ferrovia della Valsugana, della quale fu anche presidente. Inoltre si dedicò anche all'agricoltura interessandosi del progressivo miglioramento delle coltivazioni e delle condizioni di vita dei contadini. Morì il 3 ottobre 1921.

ALPI (Via)
da Via Madonnetta a Via Madonetta - Rione Fornetto, Borghetto, Pontelungo.
Atto consiliare n.744 del 10/12/70 Pref n.41016/3 del 5/2/71.
Il nome indica il più elevato sistema montuoso d'Europa, il settore più importante di quella serie di montagne che si distende da Ovest a Est. Esse separano l'ambiente dell'Europa centrale da quello mediterraneo, lasciando però la possibilità di comunicazione attraverso i tanti valichi; le Alpi hanno una grandissima varietà di forme ed aspetti in relazione alla diversa struttura delle rocce ed agli agenti esterni che le hanno modellate nel tempo. Le varie denominazioni delle Alpi risalgono all'epoca romana ma le suddivisioni e le varie ripartizioni si devono ai geografi moderni.

AMBRO (Via)
da Via Esino a Via Aso - Rione Torrette.
Atto consiliare n.429 del 14/7/69 Pref.n.24218/3.
Torrente lungo Km 6,5 nasce dal monte Priora e confluisce nel fiume Tenna prima di Montefortino. Il torrente s'inoltra nel cuore dei Sibillini tra il Monte Priora e il Monte Amandola in un grandioso canyon con pendici boscose in basso e, in alto, pareti rocciose verticali. Lungo il torrente Ambro, le cui acque sono limpidissime, sorge in un luogo suggestivo tra il massiccio della Priora e il Castel Manardo, il santuario della Madonna dell'Ambro (m.683 ) frequentatissima meta di gite. L'origine è fatta risalire attorno al Mille (in una pergamena del 1073 è riportato un atto di donazione alla chiesetta di S.Maria dell'Ambro); fino al 1439 fu affidata ai Benedettini. Dal 1890 è tenuta dai Cappuccini. L'attuale costruzione, opera di Ventura Venturi di Loreto, è del 1603-04.

AMENDOLA Giovanni (Corso)
già Corso Tripoli, Rione Adriatico. Inizia da Piazza Cappelli e termina al Viale della Vittoria.
Giovanni Amendola nato a Napoli nel 1882, morto a Cannes nel 1926, fu filosofo insigne, giornalista e uomo politico, deputato, sottosegretario e Ministro delle Colonie. Nel 1911 fondò e diresse con G.Papini l'Anima, poi come giornalista lavorò prima al Resto del Carlino e, dal 1914,al Corriere della Sera; in seguito fondò e diresse il quotidiano Il Mondo.Nel 1914 partecipò alla campagna interventista; in seguito fu decorato nella prima guerra mondiale. Durante il regime fascista fu uno dei capi dell'opposizione costituzionale in Parlamento e dopo il delitto Matteotti pose la questione morale contro il regime. Nel 1924 fondò un movimento antifascista che si diffuse soprattutto nel Mezzogiorno. La notte del 20 luglio 1925 fu aggredito dai fascisti a Serravalle Pistoiese; morì a Cannes il 6 aprile del 1926. Le sue ceneri furono riportate a Napoli nel 1950.
La strada, già Viale S.Margherita poi Corso Tripoli, è la via più antica di accesso all'Ancona romana e collegava Numana al castrum attraverso l'antica Porta Cipriana; lungo il lato sinistro dell'attuale Corso Amendola, Nereo Alfieri ha rinvenuto la necropoli romana e numerose lapidi funerarie ricche di iscrizioni ora conservate al Museo Nazionale. La strada, dal 1500, è riportata nella cartografia della città con il nome di strada a piè della croce o strada per Pietralacroce; con questi toponimi collegava la frazione di Pietralacroce con l'abitato attraverso la Porta Farina che permetteva il transito carrabile attraverso le mura cinquecentesche. Lungo questa strada, fino all'immediato dopoguerra, transitava il tramvai elettrico, che collegava la stazione ferroviaria al Tiro a Segno Nazionale (poi Campo Sportivo Dorico).

AMURRI Antonio (Via)
da Via Barilatti a Via della Montagnola.
Delibera n.323 del 18/5/2000.
Giornalista, scrittore ed umorista, nacque ad Ancona il 28/6/1925 e morì a Roma il 18/12/1992.
Oltre ad alcuni libri satirici tipo Come ammazzare la moglie e perché , Famiglia a carico, Più di là che di qua, scrisse anche testi per il teatro di rivista: I fuoriserie, La minidonna. Ha lavorato anche per la radio e la televisione ed ha composto celebri canzoni come Stasera mi butto, Piccolissima serenata, Vorrei che fosse amore, Zum,zum,zum; inoltre ha spesso collaborato con Dino Verde.

ANDERS Wladislaw (Via)
da Via Maggini alla campagna - Rione Pinocchio.
Atto consiliare n.745 del 10/12/70.
Wladislaw Anders, cittadino onorario di Ancona, nacque nel 1892 nel distretto di Kitno, in Polonia, e morì a Londra nel 1970. Durante la prima guerra mondiale combattè nell'esercito russo; nel 1918 fece parte del nuovo esercito polacco e partecipò alla guerra russo-polacca del 1920-21. All'inizio della seconda guerra mondiale fu fatto prigioniero dai Russi. In seguito fu liberato e messo a capo di un esercito polacco nel vicino Oriente agli ordini degli Inglesi; dal 1943 operò in Italia dove liberò la città di Ancona dai tedeschi il 18 luglio 1944. Nel 1946 si trasferì in Inghilterra.

ANFITEATRO (Piazza)
tra Via Pio II, Via Ferretti, Via del Guasco, il Vicolo delle Carceri e l'area archeologica dell'anfiteatro -
Rione Porto e San Pietro - ha una superficie di mq. 750.
Atto consiliare n.208 del 6/4/51 Pref n.21825 del 11/7/51.
In seguito alla distruzione dei fabbricati prospicienti il palazzo dell'Arcivescovato causate dai bombardamenti aerei si è formata un'area alla quale è stato dato il nome Piazza dell'Anfiteatro per ricordare l'esistenza in detta località dell'anfiteatro romano, la cui ubicazione fu individuata dall'Abate Leoni; anticamente la zona era quasi completamente di proprietà della famiglia Bonarelli.
Costruito in epoca augustea, è stato modificato in epoche successive. Conteneva circa 8000 spettatori. I recenti scavi archeologici ancora in corso, hanno portato alla luce una parte della cavea (spazio riservato agli spettacoli) e le gradinate.

ANFOSSI Giovanni Maria (Via)
da Via della Montagnola a Via Seppilli - Rione Grazie.
Atto commissariale n.409 del 13/9/68 Pref n.29202/3 del 22/11/68.
Giovanni Maria Anfossi nacque ad Ancona il 6 gennaio 1864.Studiò musica prima nella sua città, poi al Conservatorio di Napoli dove si diplomò nel 1887. Iniziò la sua attività concertistica nel 1888 a Verona quando vinse la cattedra di pianoforte.
Nel 1898 si trasferì a Milano per insegnare pianoforte presso l'Istituto Bruno-Morandi. In seguito, sempre a Milano, fondò e diresse la scuola musicale Pasquale Anfossi. Tra le sue opere più importanti, come compositore, ricordiamo:il poema sinfonico Rebellio, La Cantica sacra e Cantica funebre e vari quartetti, odi, inni, composizioni per pianoforte, romanze per canto ecc. Morì a Milano il 16 novembre 1946.

ANGELINI Francesco (Via)
da Via del Conero a Via Circonvallazione, Via Rodi - Rione Rodi.
Atto consiliare n. 745 del 10/12/70.
Francesco Angelini, industriale farmaceutico, nacque a Rotella, in provincia di Ascoli Piceno, il 30 novembre 1887 e morì ad Ancona il 12 luglio 1964. Fondò nel 1920 il complesso industriale farmaceutico che porta il suo nome. Sindaco di Ancona dal 1949 al 1964, contribuì all'opera di ricostruzione e di rinascita della città. Tra le istituzioni da lui sostenute vi è il Centro oncologico conosciuto in tutto il paese.

ANTINORI Alfredo (Via)
da Via Torresi a Via B. Gigli - Rione Grazie.
Atto consiliare n. 232 del 19/5/64 Pref n. 38684/3 del 2/12/64.
Alfredo Antinori, nacque nel 1872. Repubblicano fervente, dopo essere stato segretario del Comitato romano per la spedizione garibaldina in Grecia del '97, si trasferì ad Atene arruolandosi nella Compagnia della Morte del colonnello Cipriani ed in seguito combattè a Kiaffa. Cadde in Grecia a Domokòs il 17 maggio 1897.

ANTOGNINI Carlo (Via)
via che collega Via Primo Maggio al bivio Osimo Polverigi.
Delibera n. 1402 del 29/12/98.
Nacque ad Ancona il 9/8/1937 e ivi morì il 26/2/77. Iniziò l'attività di critico letterario su l'Avvenire d'Italia di Raniero La Valle nel 1964, occupandosi prevalentemente di letteratura inglese e americana. Per molti anni ha collaborato alla rete regionale della RAI; nel 1965 ha pubblicato il libro Poeti Marchigiani del Novecento, con il quale ha ricevuto il premio di cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri; nel 1971 ha pubblicato, in due volumi, Scrittori Marchigiani del Novecento.
Nel 1973 ha creato e diretto le Edizioni L'Astrogallo e nel 1974 ha ottenuto il Premio Comune di Ancona per la sua attività di critico letterario, giornalista, e editore. Nel 1976 gli fu assegnato il Premio Provincia di Ancona per l'attenzione e l'interesse posto a recuperare e diffondere le tradizioni e la cultura delle Marche. Dopo la sua prematura scomparsa ad Antognini sono state intitolate varie iniziative culturali ed anche una scuola elementare ad Ancona. Attestazioni e valutazioni sulla figura e l'opera di Antognini sono pubblicati, con alcuni suoi scritti, nel libro Come un volo di rondini.

APPANNAGGIO (Via dell')
dallo Scalo Vittorio Emanuele a Piazza Kennedy, Rione Capodimonte.
Nella via vi è un solo numero civico all'ingresso della sagrestia della Chiesa del Sacramento.
Già Via dei Levantini, trae la denominazione da un palazzo (appannaggio degli eredi di Eugenio Napoleone) che sorgeva dove è ubicata la sede della Banca d'Italia. Anticamente il nome significava dotazione o assegnazione beneficiaria di terre a favore di cadetti; in seguito il significato fu riferito alle assegnazioni in denaro fatte a favore dei cadetti delle famiglie regnanti. Il termine è passato poi ad indicare genericamente, nei paesi a regime monarchico, la dotazione concessa dal corpo legislativo alle famiglie reali. Nell'uso corrente s'intende un lauto stipendio.

APPENNINI (Via)
da Via Madonnetta a crocevia di Candia - Rione Pinocchio, Fornetto, Borghetto, Pontelungo.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref n. 41016/3 del 5/2/71.
Il nome indica la catena montuosa che forma per 1350 km. la spina dorsale della penisola italiana fino allo stretto di Messina, oltre il quale continua nei monti settentrionali della Sicilia. Fa parte della serie delle catene giovani che circondano il Mediterraneo occidentale e che vanno da NO a SO eccetto i due versanti adriatico e tirrenico che sono assimetrici.

ARANCI (Via degli)
da Via della Loggia a Piazza del Plebiscito - Rione Porto.
La via delimita il lato posteriore del Teatro delle Muse; la denominazione della via ricorda la vendita degli aranci che veniva effettuata in questa via quando il mercato ortofrutticolo era nella soprastante Piazza del Plebiscito.

ARCEVIA (Via)
da Via Ascoli Piceno a Via Scrima - Rione Scrima.
Arcevia, comune in provincia di Ancona, situato a 553 metri sul livello del mare, su di una dorsale, alla sinistra del fiume Misa. Vi sono industrie dell'abbigliamento e del mobilio. Conosciuta già ai tempi di Pipino dei Franchi, s'ingrandì per l'afflusso dei profughi da Senigallia e da Ancona durante le invasioni saracene. Nel Medioevo e nell'età moderna fu fortezza dei papi e degli Sforza con il nome di Rocca Contrada; dal 1816 prese il nome di Arcevia. La chiesa di San Francesco ha il portale ed affreschi del XIV secolo; inoltre la collegiata, ricostruita nel XVII secolo, conserva il coro del XVI secolo, un polittico e una pala da altare di Luca Signorelli. Nei dintorni, a
Conelle, si trovano una stazione preistorica, eneolitica, ed una necropoli dei Galli Senoni.

ARCHIBUGI Arrigo ed Alessandro (Via)
da Via Pasubio a Via Panoramica - Rione Adriatico.
Atto consiliare n. 208 del 6/4/51 Pref n. 21825 del 11/7/51.
Arrigo Archibugi, Medaglia d'Argento al Valor Militare, nacque nel 1895. Sottotenente di artiglieria, poi osservatore di aeroplano e pilota da caccia, partecipò a numerose azioni sul fronte orientale e nel Trentino, fu un ardito pilota ed ottenne grandi riconoscimenti ed encomi per le sue azioni in guerra. Precipitò con il suo apparecchio nell'agosto del 1918. Lo zio Alessandro, nato nel 1829, dottore in filosofia e matematica, durante la guerra cadde prigioniero dei francesi a Roma il 4/6/49 durante l'attacco di villa Polverosi ai Parioli, dove morì insieme al fratello Francesco.

ARMI (Piazza d')
compresa tra Via Colombo, Via Torresi, Via Maggini e Via delle Palombare - Rione Grazie.
Ha una superficie di mq. 132.570.
È una vasta piazza dove le reclute facevano le istruzioni; da qui il nome di Piazza d'Armi.

ARTIGIANATO (Via dell')
da Via Barilatti a Via delle Palombare - Rione Pinocchio.
Atto consiliare n. 744 del 10/12/70 Pref n. 41016/3 del 5/2/71.
Il termine artigianato riguarda la produzione degli artigiani. L'artigianato sin dai tempi più remoti è sempre stato molto fiorente e anticamente era composto dalla bottega artigiana in cui il maestro lavorava con un numero ristretto di apprendisti e lavoranti, vendendo direttamente il prodotto finito.
In seguito a partire dalla metà dell'VIII secolo ebbe un periodo di decadenza, a causa del crescente aumento delle fabbriche. L'eccessiva produzione in serie dei prodotti ha portato ad una naturale rinascita del settore. Inoltre la Costituzione italiana ha disposto una legge che provveda alla tutela ed allo sviluppo dell'artigianato.

ASCOLI PICENO (Via)
da Via Colombo a Via Posatora - Rione Scrima e Posatora.
Atto consiliare n. 47 del 29/1/51 Pref n. 4081 del 17/2/51.
Ascoli Piceno, comune delle Marche, capoluogo della omonima provincia a 154 metri sul livello del mare, è situato in una pianura alla confluenza del fiume Tronto e del torrente Castellano. Antica capitale dei Piceni, fu conquistata dai Romani nel 286 a.C.
Poi fu occupata dai Goti; in seguito fece parte del ducato di Spoleto sotto i Longobardi e nel 1185 divenne libero comune. Nei secoli XIV e XV subì varie dominazioni come quella di Galeotto Malatesta, dei Tibaldeschi, del duca D'Atri ecc., finché nel 1502 iniziò il dominio pontificio fino 1860. Sul colle dell'Annunziata era situata l'Acropoli (alle pendici del monte si trovano resti del teatro); inoltre si può ancora vedere l'impianto urbanistico di epoca romana.
Tra i monumenti medioevali di notevole importanza il battistero di S. Vittore, S. Angelo Magno, il palazzetto detto Longobardo, il Palazzo del popolo, il duomo; inoltre presso la pinacoteca sono conservate notevoli pitture. Ascoli fu una tra le prime piccole città ad avere una tipografia nel '400.
La via, già strada di Posatora, è stata realizzata dopo il terremoto del 1930 come strada di lottizzazione per la costruzione di abitazioni asismiche.

ASIAGO (Via)
da Via Podgora a Via Tagliamento - Rione Vittoria.
Atto consiliare n. 261 del 16/5/60 Pref n. 18395/2 del 8/8/60.
Asiago è un comune in provincia di Vicenza, a 52 km. dalla città e a 1001 metri sul livello del mare. È una località di soggiorno estivo e di sport invernali. Durante la prima guerra mondiale fu quasi interamente distrutta ma poi ricostruita rispettando l'antica topografia. Particolare importanza ricopre l'allevamento del bestiame; da ricordare è anche la lavorazione del legno ed il settore dell''bbigliamento. Vicino alla città, sul colle Laiten, si trova un grande Ossario (1938) dove sono le spoglie dei caduti della prima guerra mondiale.

ASO (Via)
da Via Esino a Via Ambro - Rione Torrette.
Atto consiliare n. 429 del 14/7/69 Pref n. 24218/3.
Aso, fiume delle Marche che nasce sul fianco orientale dei monti Sibillini sotto il monte Porche
a 950 m. sul livello del mare. Scendendo a valle nei pressi del paese di Comunanza forma un
piccolo bacino artificiale e poi, nei pressi di Pedaso, a sud di porto San Giorgio, sfocia nel mare Adriatico.

ASPIO (Frazione)
Atto consiliare n. 746 del 10/12/70 Pref n. 41008/2 del 18/1/71.
La frazione prende il nome dal fiume Aspio, affluente del Musone. Anticamente la zona era divisa tra le frazioni di Montesicuro, Candia e Varano; in seguito, nel 1971, è divenuta una frazione a se stante. La parrocchia, edificata nel 1967 è intolata a S. Giuseppe lavoratore; da diciotto anni, nel periodo di luglio, si svolge una manifestazione folcloristica denominata Buon giorno estate. Nella zona si trova uno stabilimento con sorgenti di acqua clorurata-sodica adatta sia per essere consumata come bevanda, sia per benefiche immersioni.

ASTAGNO (Via)
da Corso Garibaldi a Piazza da Sangallo - Rione Capodimonte.
Trae la denominazione dal colle Astagno alla sommità del quale conduce. Antica Strada di S.Giovanni (parte alta) proseguiva cambiando il toponimo in Via Lata, e con questo nome delimitava il ghetto ebraico di Ancona giungendo fino a Via Calamo (Corso Mazzini).
Gravemente danneggiata dai bombardamenti alleati, ha subíto pesanti diradamenti nel dopoguerra; rimangono di notevole interesse, la chiesa ed il convento di S. Giovanni dei Frati Conventuali Minori e la Sinagoga Ebraica, recentemente restaurata.
Di rilievo il laboratorio di pasticceria della Gola d'Oro e l'Ufficio Statistica, che recentemente ha trovato in questa via la sua nuova collocazione.

AVVENATI Antonio Giacinto (Via)
da Via del Conero a Via Salmoni - Rione Rodi.
Atto consiliare n. 232 del 19/5/64 Pref n. 38684/3 del 2/12/64.
Antonio Giacinto Avvenati nato a Faletto nel 1809, morto a Torino nel 1876. Luogotenente di Cialdini, comandante la divisione di Ancona. Due Medaglie d'Argento.

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