Cenni Storici sulla città di Ancona

Sulle prime origini della città di Ancona non si possono formulare che delle congetture,per l 'assenza di tracce sicure nei riguardi dei più antichi abitatori.Tuttavia i ritrovamenti riferentisi al periodo della preistoria dimostrano che la zona costiera nell 'età neolitica e della pietra levigata,era già abitata da popolazioni di razza ligure,che si possono identificare con i Siculi,che Plinio dice fondatori di Ancona e di Numana.
Nel IX secolo a.C.anche nel territorio di Ancona si sviluppò la civiltà picena,la cui necropoli,rinvenuta nelle colline del Cardeto,ha restituito importanti resti,che rivelano il temperamento guerriero e austero di quel popolo che,a dire del von Dhuun, non cercò ,né fu cercato,e scendeva armato nella tomba.
Una vera e propria organizzazione della "polis " si ha peraltro nel periodo della colonizzazione dei Greci Siracusani che,secondo Strabone,vennero sulle rive dell 'Adriatico per fuggire la tirannide di Dioniso il Vecchio,ma che di fatto intensificarono l 'espansionismo ellenistico,di cui si hanno precedenti indizi nel culto di Diomede e nelle attive relazioni commerciali.
Certo è che l 'appellativo di "Dorica " dato ad Ancona e la stessa etimologia greca del nome "Aynwv " stanno a testimoniare la presenza dei greci..L 'acropoli greco-romana e i numerosi sepolcri rinvenuti nel territorio di Ancona attestano il predominio ellenistico dall 'inizio del secolo IV alla fine del II secolo a.C.
La città greca si sviluppò sull 'alto del Guasco o promontorio Cumero,come lo chiama Plinio,con la sua cinta murata,con la sua acropoli,dove sorsero costruzioni sacre e profane.
Le recenti scoperte nel sottosuolo della cattedrale hanno messo in evidenza i resti di un grande tempio del periodo greco,forse dedicato alla Venere,dea del mare e della navigazione,tempio celebrato a Catullo ed a Giovenale.
Coll 'affermarsi della civiltà ellenistica si dirozzarono i costumi,si accrebbe la cultura e ricevettero un forte impulso la navigazione,le relazioni commerciali e alcune particolari industrie,come quella della porpora.
Ancona coniò anche moneta propria e tenne rapporti di amicizia con le vicine popolazioni picene per la comunanza dei loro interessi,tanto da divenire il principale emporio della regione.
Durante la seconda guerra punica i piceni e gli anconetani diedero il loro appoggio ai Romani contro Annibale,che dopo la battaglia del Trasimeno aveva invaso e saccheggiato il piceno,discendendo poi lentamente verso il meridione.
Nella guerra contro gli Illiri,i Romani esperimentarono la grande utilità del porto di Ancona,e durante la guerra istriana del 178 fu sede dei Duunviri Furio e Cornelio che con la flotta di venti navi difendevano le coste dell 'Adriatico dalle scorrerie dei pirati.
I contatti tra Roma ed Ancona si resero indispensabili dopo la conquista della Dalmazia da parte dei Romani;ma questi fecero perdere ad Ancona la sua autonomia per la presenza delle forze militari romane che disponevano del porto,e dopo la emanazione della Legge Agraria promulgata nel 133 a.C.da Tiberio Gracco,Ancona doveva accettare il regime di municipio romano con la perdita della indipendenza.
Durante la guerra civile di Roma, Ancona offrì il braccio ora all 'uno ora all 'altro dei contendenti.Una nuova colonia di veterani fu assegnata al territorio di Ancona dai triunviri Antonio ed Ottaviano.Sotto l 'Imperatore Traiano la città fu particolarmente prospera per le importanti opere fatte erigere dall ' "Optimus Princeps ".
L 'imperatore,valutando la grande utilità che il porto di Ancona aveva per le comunicazioni con la Dalmazia e per la difesa dell 'Impero,fece eseguire a sue spese grandi lavori di ampliamento del porto,quale base navale per debellare la Dacia e la Pannonia,che minacciavano la sicurezza dei mari e le coste adriatiche,ma specie per combattere il grande avversario di Roma, Decebalo Re della Dacia.
Il Senato romano in segno di riconoscenza, fece erigere sul molo traiano un arco onorario a ricordo del grande imperatore.
Seguì un funesto periodo di decadenza e di miseria per l 'Impero romano e per l 'Italia;la crisi che si abbatté sulla penisola,si fece sentire anche ad Ancona riducendo le attività dei commerci e della navigazione.
La religione cristiana, specie dopo l 'editto di Costantino, prende sempre maggiore sviluppo ,sostituendosi al decrepito paganesimo.Sul colle Astagno sorge la prima chiesa in onore di Santo Stefano Ottorino all 'antica "Memoria ",di cui parla Sant 'Agostino e che era meta di pellegrinaggi dalla stessa Africa.
Mentre l 'Impero romano declina si inizia il funesto periodo delle dominazioni barbariche;le coste dell 'Adriatico sono deserte,le campagne abbandonate,cessati i commerci e la navigazione, Ancona non resta che un bastione di difesa contro gli attacchi
di terra e di mare. Il Piceno cade preda dei Goti che stabiliscono la loro roccaforte in Osimo. Nella riconquista dei Bizantini il presidio gotico di Ancona è sopraffatto dall 'esercito di Belisario e la città passa sotto il dominio greco. Successivamente i Goti assediano Ancona combattendo aspramente ai piedi del colle di S.Stefano e tentando invano di rioccupare la città.
Nel 551 nuovamente i Goti assalgono la città,bloccando il porto con una flotta di 47 navi e circondano le mura con ingenti forze,ma sono sbaragliati in battaglia navale dalla flotta bizantina. Ancona rimase per due secoli sotto la dominazione dell 'impero d 'oriente, facendo parte della Pentopoli.
Prima che Ancona entrasse a far parte dello Stato della Chiesa,vi fu una parentesi longobarda:la città cadde in potere di Liutprando e di Desiderio;ma dopo la sconfitta dei Longobardi,fece atto di spontanea sottomissione al papa Adriano II.
Nel IX secolo Ancona doveva subire irreparabili iatture e sevizie per le aggressioni dei Saraceni.La parte più antica della città,l 'Ancona dei Dorici,risparmiata fino allora dalla invasione dei Goti e dei Longobardi, che conservava l 'eredità delle antiche ricchezze,delle glorie e delle vestigia degli avi,scomparve sotto il cumolo delle rovine.Per la indomita volontà degli abitanti superstiti,la città risorse gradatamente con nuovi edifici secondo le forme stilistiche del tempo.
Ancona durante il secolo XI assunse una funzione politica predominante per la sua posizione strategica e per le sue possibilità logistiche:punto di appoggio e di passaggio di tutti gli eserciti e spedizioni per il Nord e il Sud d 'Italia,col suo porto naturale
e con le sue potenti fortificazioni,richiamava l 'interessamento degli Imperatori. I Pontefici d 'altra parte rivolsero le loro particolari cure ad Ancona,che rappresentava il baluardo di difesa delle terre ecclesiastiche,contro i Normanni e i Marchesi imperiali di
Fermo e di Camerino.
Nella prima crociata, indetta da Papa Urbano II, Ancona diede il suo contributo di uomini e di navi;ed aveva ben ragione di dare questo contributo alla lotta contro gli infedeli,avendo ancora vivo il ricordo della invasione saracena dell '839,ed essendo continuamente esposta al pericolo di piraterie ed incursioni da parte dei seguaci dell 'Islam.
Fu libero Comune verso la fine del secolo XI:l 'organismo comunale si sviluppa nella collaborazione delle forze del lavoro e dell 'attività marinara,che nel fervore delle industrie e dei commerci ,stringono un patto di solidarietà e istituiscono il governo libero ed autonomo della città con la rappresentanza delle classi più attive ed influenti. Il risveglio della vita economica era stato sensibile,e notevole impulso veniva da to alla navigazione e ai commerci. La crociata aveva spazzato il mare da molte insidie e aperto nuove vie e possibilità nelle comunicazioni marittime. La resistenza di Ancona all 'esercito di Lotario II di Supplimburgo,rappresenta il collaudo delle forze del
libero Comune.L 'imperatore discese per la seconda volta in Italia nel 1137 per porre fine allo scisma e per abbattere Ruggero II di Sicilia.
Dopo aver assediato ed espugnato Fano e Senigallia,si diresse verso Ancona che resistette validamente e costrinse l 'Imperatore a venire a patti. Venezia non tardò a nutrire un senso di gelosia per la potenza marinara e lo sviluppo dei traffici di Ancona. Nel 1150 le due città vennero in aperta guerra, ma la sorte delle armi rimase incerta, per cui venne stipulato un accordo di mutua collaborazione. Tuttavia la pace non doveva durare a lungo,dato il malcontento dei Veneziani per avere Ancona accolto fra le sue mura i rappresentanti dei Greci,che minacciavano di isolare Venezia nell 'Adriatico settentrionale.
Nel 1155 Federico Barbarossa che era disceso in Italia per ristabilire l 'autorità imperiale,si spinse fino ad Ancona senza compiere atti di guerra.Nel 1167 mentre era diretto alla volta di Roma,si fermò con l 'esercito sotto le mura di Ancona per infliggere una dura lezione alla città,amica dei greci. I cittadini resistettero con estremo valore alle ingenti forze imperiali; il Barbarossa si allontanò rimandando a momento più favorevole lo sterminio di Ancona. Nel 1173 il Cancelliere imperiale,Cristiano di Magonza e i Veneziani,suoi alleati,con potenti forze di terra e di mare assediarono di nuovo Ancona; l 'uno deciso a troncare definitivamente le insidiose fila della politica
bizantina,e gli altri a schiacciare la pericolosa rivale. Gli anconetani opposero la più accanita ed eroica resistenza,né la penuria di viveri e le più grandi sofferenze valsero a piegare la loro indomita volontà. Boncompagno da Signa,autore di una dettagliata cronaca dell 'assedio,ha tramandato il ricordo delle virtuose gesta di una popolana Stamira,che nel fervore della battaglia,incurante del pericolo,spezzò con una scure una botte contenente resina e pece,incendiandola e provocando la distruzione di molte macchine da guerra e degli steccati nemici;del prete Giovanni,canonico della Cattedrale,che in un giorno di burrasca si gettò a nuoto in mare per tagliare la gomena della nave capitana nemica mandandola alla deriva,e dell 'illustre Vegliardo,già console ai tempi di Lotario II,che mentre incitava i concittadini a resistere,suggerisce di chiedere aiuti a Guglielmo Marcheselli degli Adelardi,e ad Aldruda Frangipani contessa di Bertinoro.
La città intanto soffriva gli orrori della fame;alcune donne dando esempio di sublime abnegazione giunsero perfino a nutrire i combattenti del loro latte.
Giunti finalmente i rinforzi sotto il comando dello stesso Marcheselli e Frangipani Gugliemo ed Aldruda,Cristiano di Magonza,spaventato,non accettò battaglia e si diede alla fuga,abbandonando i Veneziani,che furono costretti a ritirarsi precipitosamente con le loro navi .Le leggendarie gesta della resistenza opposta da Ancona all 'esercito del Barbarossa e alla flotta veneziana,furono celebrate con sensi di ammirazione da moltissimi cronisti del tempo. Dopo questo memorabile assedio, Ancona riprende alacremente l 'attività edilizia e i rapporti politici e commerciali con gli altri popoli.
I veneziani,feriti nel loro orgoglio,continuarono a disturbare e ad ostacolare i traffici sia nell 'Adriatico che in Oriente;ciò malgrado Ancona afferma sempre più la sua potenza marinara e si avvia verso la fase culminante della sua prosperità e delle sue
attività mercantili.
Sulla fine del secolo XII Ancona insorse con le altre città della Marca contro l 'oppressione dei Marchesi tedeschi e,dopo avere assecondato l 'azione liberatrice di Innocenzo III,si oppose anche ai marchesi d 'Este,feudatari della Chiesa,per accettare
quindi l 'alto dominio di questa,che si mostrò larga di protezione specie durante le ostilità di Venezia ,e concesse alla città il diritto della zecca e la franchigia del porto. Precipua esponente del partito Guelfo nella Marca,combatté tenacemente contro le
forze Ghibelline sotto Federico II,Manfredi e Lodovico il Bavaro.Il cardinale Egidio Albornoz,famoso legato pontificio,stabilì per lunghi anni la sua dimora in Ancona, edificando la grandiosa rocca papale di San Cataldo che,divenuta strumento di servitù,fu abbattuta dagli stessi cittadini.
Gli statuti del mare,che risalgono alla fine del secolo XIV,dimostrano la vitalità della navigazione e del commercio di Ancona e il grado di efficienza delle sue istituzioni:le navi della repubblica marinara solcavano i mari di oriente e di occidente;una fitta rete di comunicazioni allacciava la città ai principali empori mercantili.Ancona aveva colonie,fondachi e consoli a Costantinopoli,in Alessandria d 'Egitto,in Romania;manteneva stretti rapporti con tutte le città della Dalmazia,con le città della valle padana,della Lombardia,della Puglia e della Sicilia. Le galee anconetane per raggiungere le Fiandre,si sospinsero fin oltre le colonne d 'Ercole.
Alla fine del secolo XIV Ancona ha conseguito un primato politico,indiscutibile su tutta la regione.
Nel secolo XV la città riesce a mantenere le sue libere istituzioni e la prosperità dei commerci e della navigazione:ma già si profilava sempre più insidiosa la minaccia dei Turchi che scorazzavano lungo le sponde dell 'Adriatico. Nel 1464 moriva ad Ancona il Papa Pio II,mentre attendeva la partenza delle navi veneziane per la crociata. Nei primi anni del secolo XVI,per l 'opera infida del Cardinale Benedetto Accolti,fu soppresso il regime comunale e la città passò alle dirette dipendenze della Santa Sede. Nuove e potenti fortificazioni furono costruite sull 'Astagno per la difesa della città contro i Turchi. Pur avendo la città riacquistato,sotto Paolo III,gli antichi privilegi per le mutate condizioni politiche ed economiche dell 'Italia,andò incontro ad un fatale decadimento che diminuì la sua importanza nelle relazioni marittime e commerciali. Il suo porto,nell 'ambito dello Stato ecclesiastico,conservò nondimeno una funzione
di primo piano.Tra i pontefici larghi di protezione verso Ancona sono da ricordarsi Clemente XII,che fece allargare il porto e costruire dal Vanvitelli la grandiosa mole del Lazzaretto,e Pio VI,a cui si deve la nuova strada litoranea con la maestosa porta che prese il suo nome.
Nel 1797 Ancona fu conquistata dai Francesi,nel 1799 dopo lungo e penoso assedio, fu occupata dall 'Austria e nel 1801 nuovamente dai Francesi. Durante la campagna del generale Buonaparte in Italia, Ancona divenne capoluogo del dipartimento del Metauro.
Nel 1815,tornò di nuovo sotto il governo della Chiesa.Nella insurrezione del 1831 si costituì a governo libero,che però venne subito soppresso per l 'intervento delle truppe austriache.L 'anno successivo venne occupata dai Francesi che la tennero fino al 1838.
Nella prima guerra d 'indipendenza,numerosi patrioti anconetani si distinsero in parecchi episodi d 'arme in modo particolare a Vicenza Durante la insurrezione del 1849 Ancona fu teatro delle valorose gesta dell 'esercito emiliano -marchigiano, comandato dal Generale Zucchi,che resistette eroicamente per 21 giorni agli attacchi delle soverchianti forze austriache. Dopo la vittoria del Generale Cialdini,a Castelfidardo,e l 'entrata in città delle truppe italiane,condotte dal Generale Fanti,Ancona,in forza del plebiscito del 4 e 5 novembre 1860,fu annessa al Regno Unito d 'Italia. Nell 'arsenale di Ancona fu costruita una nave da guerra da offrirsi in nome delle province delle Marche alla marina dello Stato,in memoria del fausto avvenimento. Una lapide ricorda i nomi dei Municipi che contribuirono all 'offerta del dono,e quello di Ancona vi figura con la somma di L.150.000.Risorse allora la memoria del Poeta del dolore che aveva cantato le sfortune e le glorie dell 'Italia,e il Governo,facendo plauso al pensiero del Comitato Centrale delle Marche che si proponeva di erigere un monumento in onore di Giacomo Leopardi,contribuì con la somma di lire duemila.
Il 24 maggio 1915,data di inizio delle ostilità con l 'Austria, Ancona venne bombardata dalla flotta navale nemica composta di 24 navi,e subì danni di una certa entità alle abitazioni.La stessa Cattedrale di San Ciriaco venne colpita e danneggiata, mentre fra la popolazione civile si ebbero 55 morti e molti feriti.
Durante la seconda guerra mondiale,Ancona subì 175 bombardamenti aeronavali, il primo dei quali,effettuato da una squadriglia di quadrimotori il 16 ottobre 1943,danneggiò gravemente la stazione ferroviaria,l 'inizio di via Flaminia,corso Carlo Alberto e Via De Pinedo (ora Giordano Bruno)causando la morte a 280 persone. Il secondo bombardamento,il più terrificante,fu eseguito il 1 ° novembre 1943 e distrusse molte vie della città,specie nei rioni Porto,Porta Pia e San Pietro.Fra la popolazione si ebbero 875 morti e un rilevante numero di feriti .Il 10 settembre 1943 i Tedeschi occuparono militarmente la città mantenendo il coprifuoco già ordinato dal Governo Badoglio, subito dopo l 'arresto di Mussolini. Il 18 luglio 1944 le truppe polacche "Lancieri dei Carpazi " comandate dal Generale Anders,,scendendo da Porta Santo Stefano,entrarono in città,mentre la piccola guarnigione tedesca,vistasi tagliata la via della ritirata,si arrendeva.In città vi erano rimaste 4.000 persone che vivevano in malsani e malsicuri rifugi;altri 58.000 abitanti erano sfollati nelle campagne e nei Comuni vicini.
Le distruzioni causate dai bombardamenti,che si susseguirono dal 16 ottobre 1943 al 18 luglio 1944,si riassumono nelle seguenti cifre:
- appartamenti distrutti::2.783 per vani 7.399
- appartamenti semidistrutti::2.287 per vani 6.951
- appartamenti gravemente danneggiati::4.104 per vani 12.381
- appartamenti con danni lievi::3.293 per vani 10.794
I "cenni storici " di P..Burattini sulla città di Ancona si concludono qui.Noi possiamo aggiungere due eventi drammatici che hanno sconvolto Ancona negli anni successivi.
Nel 1972 un forte terremoto,le cui scosse si sono prolungate per un anno,ha lesionato o distrutto molti edifici,per fortuna senza fare vittime.
Il 13 dicembre 1982 la storica zona collinare conosciuta come "frana Barducci " ha ripreso a muoversi,verso il mare,sconvolgendo due quartieri di Ancona: Posatora e Palombella.

Tabella - Popolazione di Ancona dal 1174 al 2000

ANNO POPOLAZIONE IN ANCONA
Centro Urbano Frazioni nuclei e case sparse Totale
1174 11000 \ \
1565 18435 \ \
1582 20500 7270 27770
1656 10326 6707 17033
1701 8644 7568 16212
1708 8274 7920 16194
1725 7000 \ \
1763 13828 \ \
1769 10078 12950 23028
1770 14000 \ \
1809 17072 14159 31231
1816 18776 13860 32636
1828 22697 14119 36816
1844 22757 20460 43217
1846 22704 21249 43953
1853 22999 21834 44833
1860 17403 \ \
1861 17403 29827 47230
1871 28031 17650 45681
1881 28557 20331 48888
1901 34159 27443 58602
1911 38978 26410 65388
1921 46395 22126 68521
1931 48670 26702 75372
1936 56065 22574 78639
1939 (dic) 62313 \ \
1944 (lug) 4000 \ \
1946 (nov) 44779 \ \
1950 (mar) 57022 \ \
1950 (dic) 59630 \ \
1951 61996 23767 85763
1961 75019 25466 100485
1971 88410 21379 109789
1981 \ \ 106432
1991 \ \ 101285
1999 \ \ 98329
2000 \ \ 98404

(Dallo Stradario-Guida della città di Ancona di P. Burattini. Ed. 1951)
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