Gli ambienti recuperati
Notizie storiche

L'ipotesi di organizzazione di una sede espositiva destinata ad ospitare il Museo della Città, già da tempo allo studio ed ora realizzata per la prima parte, prevede un circuito espositivo costituito da un insieme di ambienti eterogenei per origine e localizzazione, resi contigui da collegamenti di nuovo impianto.
Il circuito, tutto imperniato sullo spazio di Piazza del Plebiscito, è organizzato con la fusione dei seguenti ambienti, individuati nella planimetria generale:


A. resti dell'ospedale di S.Tommaso Beckett, (1) ambienti di origine gotica rimaneggiati nel XV e XVIII secolo, e quelli contigui della vecchia Pescheria (2), con accesso dall'omonima Piazzetta (3) e dalla stessa Piazza del Plebiscito (4) (accanto alla statua di Clemente XII) (5). E' la parte più pregevole del circuito, ricca di testimonianze e stratificazioni legate dell'avvicendarsi delle trasformazioni urbane della stessa piazza; la superficie dei locali assomma a 420 mq.



B. locale con accesso da V. Padre Guido (6), che ha conservato parte delle strutture voltate del solaio di copertura ed è stato collegato agli ambienti di cui sopra tramite un nuovo passaggio sotterraneo. Il locale misura 180 mq. 


C. ambienti di nuova edificazione (7), nell'area libera da demolizioni belliche contigua al locale di cui sopra, che introitano al loro interno brandelli residui degli edifici preesistenti (8). La copertura di tali ambienti, una volta sistemata consentirà di raggiungere di nuovo, attraverso un percorso pedonale, l'ambito urbano di P.zza del Plebiscito. E' prevista anche la realizzazione di un ascensore interno. La superficie dei locali assomma ad ulteriori 450 mq articolati su due livelli. Di tale parte è in corso di elaborazione il progetto esecutivo.

Nella fase attuale è stata completata solo la parte relativa agli ambienti individuati con le lettere a) e b), compresa la sistemazione dello spazio urbano denominato V.Pescheria e la scalinata di raccordo tra quest'ultimo e la sottostante V. Padre Guido, dove aprono le uscite di sicurezza dei locali.

Una delle particolarità di questo nuovo Museo sta nella sua diversità rispetto ai tradizionali spazi espositivi, legata alla volontà del progetto di far diventare percorso museale un insieme eterogeneo di ambienti, vedendo nella loro etereogeneità/diversità una testimonianza delle trasformazioni urbane dell'area e dell'intero centro storico e quindi un valore piuttosto che disvalore.

Il percorso museale è ancora prima un percorso urbano che raccorda Corso Mazzini a Piazza del Plebiscito e viceversa, nel tentativo di rafforzare le funzioni pregiate di quest'ultima e sottrarla al fenomeno paradossale di marginalizzazione urbana che la ha interessata insieme a tutta l'area di Guasco S.Pietro già a partire dagli eventi dell'ultima guerra.

Per le scelte di scala edilizia adottate nella prima parte già completata, si evidenzia il ruolo di alcune finiture come le pavimentazioni in pietra arenaria, il trattamento degli intonaci interni con la coloritura in pasta, come elementi destinati a conferire unitarietà all'insieme, che sarà ulteriormente unificato dal progetto di allestimento curato dall'architetto Luca Schiavoni ed in corso di realizzazione.

Invece il metodo di evidenziare, anche attraverso la semplice diversificazione delle finiture delle superfici, tutte le diverse stratificazioni presenti, da quelle dell'originario impianto gotico fino alle ultime recanti le stimmate dei rinforzi strutturali post terremoto, già adottato nella parte completata, è presente anche nell'architettura del nuovo ed ultimo locale.

Il prospetto è costruito come un puzzle di elementi diversi: il locale di recupero che determina l'allineamento del fronte su V.Boncompagno, a cui si sovrappone la struttura che sostiene la copertura, il muro di pietra che definisce i nuovi volumi, la scala etc.

Questi primi mille metri quadrati costituiscono il nucleo di partenza di un Museo che potrebbe nel tempo diventare ben più vasto, ma che è pensato come struttura diffusa; sono infatti in programmazione altre sezioni a tema dello stesso: a Porta Pia, ormai acquisita dall'Amministrazione, nei locali lato mare del Palazzo degli Anziani, presso Palazzo Mengono Ferretti in Piazza del Plebiscito, dal quale, a medio termine, dovrebbe essere trasferita la Biblioteca .

SCHEDA STORICA

La storia degli ambienti della prima parte del Museo è una storia di convulse trasformazioni, che seguono le vicende di formazione e trasformazione dello spazio urbano di piazza del Plebiscito; vale la pena farvi un sintetico accenno.
Le strutture medioevali ancora superstiti, che durante il recupero sono state rinvenute anche sotto la rampa di raccordo tra le due parti della piazza, si possono far risalire all'Ospedale intitolato a S.Tommaso di Canterbury, fondato nel 1394, e costruito sin d'allora utilizzando materiali di recupero, come testimoniano le colonne monolitiche in pietra i cui capitelli sono di eterogenea provenienza.

Negli ambienti di tale ospedale, che si estendevano ad occupare parte della attuale piazza, nel 1470 avvenne il miracolo dell'Immagine della Vergine Incoronata, a seguito del quale, con breve di Sisto V venne disposta la demolizione di parte degli stessi.
Sui resti di tali demolizioni venne edificata la chiesa intitolata appunto all'Incoronata. Nella prima metà del settecento tale chiesa, insieme a quelle limitrofe intitolate a S.Egidio ed a S.Domenico, venne abbattuta per permettere l'edificazione del nuovo tempio - l'attuale S.Domenico - da parte di Carlo Marchionni.

Con la Rivoluzione e l'occupazione da parte dei Francesi i lavori di risistemazione degli spazi di risulta dalle demolizioni vennero interrotti e sul terreno rimasero macerie e ruderi, come testimonia una lapide rinvenuta all'interno ed ivi apposta nel periodo della Restaurazione, quando i locali vennero finalmente sistemati per destinarli a Pescheria.

La lenta decadenza delle strutture proseguì durante la guerra, quando all'interno dei locali venne sistemata la mensa dei poveri, nel dopo guerra i locali ospitarono attività artigiane, fino all'abbandono nel dopoterremoto.
 

Per ulteriori informazioni:
Museo della Città, P.zza del Plebiscito - Ancona
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