Dal giugno 2003, data dell'esordio operativo del progetto
"Informabus",
a oggi, luglio 2005, i cambiamenti nell'impostazione e nella pratica del servizio sono stati molti e, in alcuni casi, anche sostanziali.
La modalità operativa dell'equipe Informabus è quella della relazione, modalità attraverso la quale è possibile raccogliere i bisogni, le richieste e le proposte che i ragazzi, per vari motivi, non osano o ritengono inutile fare alla famiglia o alle istituzioni e che, spesso ma non sempre, trovano espressione solo nel gruppo dei pari, che poche volte - però - è in grado di supportarle.
E' stato necessario quindi, prevedere e realizzare momenti e situazioni in cui fosse possibile rendere chiaro a tutti che essa aveva determinate competenze (sostanze, alcol, prevenzione, ecc), che la si poteva trovare in determinati luoghi (la strada, le discoteche, le feste, i concerti, ecc) e in determinate ore (il pomeriggio, la notte, l'alba). Si è reso cioè necessario rendere esplicita un'attenzione ai fattori di rischio degli stili giovanili.
Tutto ciò avviene all'interno di una filosofia e di una finalità di lavoro che sono quelle della vicinanza, della prossimità, rispetto ad atteggiamenti, comportamenti e situazioni, ritenuti a rischio. Prossimità significa essere nei luoghi e nei contesti dei giovani, senza giudizi preconcetti, nei momenti in cui certi "rituali" si consumano; entrare in una rete di rapporti significativi con i gruppi informali e con le singole persone, in cui c'è investimento relazionale; significa intervenire non solo sul già vissuto problematico dei ragazzi ma essere operativi in determinate situazioni nel momento stesso in cui i ragazzi le vivono. In una sola espressione: essere li dove le cose accadono.
Tale evoluzione ci ha condotti, fino a questo punto, ad una collocazione più specifica del servizio nelle aree della prevenzione e della riduzione del rischio.
Le aree di intervento
1. Attività di strada: si tratta del lavoro di strada propriamente detto. E' il contatto e la relazione con i gruppi informali del territorio, condotto secondo lo stile della comunicazione e della relazione.
2. Attività di starda per la prevenzione specifica: si tratta, anche qui del lavoro di strada in senso stretto ma con una connotazione più fortemente preventiva che si esprime poi soprattutto nella frequentazione ripetuta e continuata, da parte dell'equipe con pochi gruppi informali o singole persone, in situazioni e contesti "a rischio".
3. Area del divertimento: ci si riferisce, in particolar modo, al Progetto Notte, ovvero all'attività di informazione, di prevenzione e di riduzione del rischio che l'Informabus svolge nei contesti e nei luoghi dove l'abuso di alcol e sostanze è più forte, come discoteche, rave, concerti. Ovvero nei luoghi e nelle situazioni dove le cose accadono.
4. Area della prevenzione specifica in contesti organizzati e/o istituzionali: quest'area raccoglie tutte quelle attività e interventi di prevenzione specifica che l'informabus svolge sul territorio in contesti non informali ma anzi organizzati e talvolta istituzionali, come le scuole, i centri di aggregazione giovanile, le parrocchie, le associazioni. Ognuno di questi interventi pur riferendosi agli stessi temi viene tarato e rimodellato in base alle situazioni e non sempre sono rivolti ai giovani ma spesso al mondo degli adulti, dei formatori e degli educatori.
5. Interventi di promozione delle proposte, delle abilità e delle competenze dei gruppi informali e dei singoli: si tratta di tutte quelle azioni, intraprese in collaborazione soprattutto con gruppi informali, il cui fine ultimo era la loro promozione e la loro partecipazione alla vita del territorio nella convinzione che la vera prevenzione stia nella possibilità, per i più giovani, di comunicare, di esprimersi e di partecipare in prima persona, con le loro prospettive e idee, al cambiamento della comunità e della società.
6. Area dell'organizzazione di iniziative ed eventi simbolici: dall'esigenza di creare momenti di sintesi che siano visibili a tutti, abbiano valenza simbolica e vadano nella direzione della prevenzione specifica, nascono quegli eventi e quelle iniziative che l'Informabus organizza sul territorio per i giovani e che, in alcuni casi, si sono ripetuti nel corso dei due anni di vita del servizio, nell'intenzione di costituire una sorta di appuntamento fisso.
7. Attività negli altri comuni aderenti al progetto: l'Informabus opera in prevalenza nel comune di Ancona ma svolge anche una serie di attività mirate, con una cadenza mensile, in altri quattro comuni del territorio che aderiscono al servizio: Chiaravalle, Montemarciano, M.S.Vito, Offagna. Per ognuno di essi c'è stata una programmazione differenziata, legata alla diversità dei territori, dei contesti, dei bisogni.
La formazione degli operatori
Abbracciare una prospettiva che va più nella direzione della presenza costante e diluita sul territorio, soprattutto nei luoghi e nelle situazioni più "a rischio", che sull'offerta formale e distante di servizi; che si converta alla promozione delle culture giovanili più che tentare di "correggerle"; che consideri la prevenzione come un invito alla conoscenza e alla consapevolezza più che un'attività di demonizzazione degli stili giovanili, ebbene una prospettiva così differente e nuova nel confronto con i più giovani non è cosa semplice. Ecco perché è stato necessario per gli operatori aprirsi, anche personalmente, al cambiamento; cambiamento non solo dovuto, necessariamente, alle situazioni che, in un lavoro di strada, ti si "parano davanti", ma anche stimolato attraverso un percorso di formazione che alterna i momenti formativi già programmati e intrapresi mesi prima dell'avvio del servizio, con occasioni individuate ad hoc. Nella scelta sono state privilegiate quelle situazioni formative che si concentrano più sulla comprensione dei fenomeni giovanili che sul giudizio che essi richiamano, più sulla partecipazione attiva dei potenziali utenti che sull'intervento classicamente preventivo, più sulla valorizzazione delle tendenze giovanili che sul loro contenimento, più sulla condivisione dei vissuti e sull'ascolto che sull' "imperativo pedagogico".
Dunque anche la formazione ha seguito lo stesso percorso dell'esperienza operativa passando, non senza fatica e resistenze da parte degli operatori, dall'approccio più improntato alla "visibilità" e alla funzione informativa del servizio a quello più impegnativo dell'attività di strada; e, in questo contesto, al proprio ruolo più specifico nell'area della prevenzione, della riduzione del rischio rispetto all'abuso di alcol e di sostanze stupefacenti.
Nella sezione
'allegati"
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report n 4